Terra Santa Libera

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ultimo aggiornamento di questa pagina: 30 ottobre 2011

Il Gruppo di Lavoro di TerraSantaLibera-(EIRE) aderisce (Irish Times, 17/9/2011-pg. 5) alla campagna promossa da SADAKA

per il riconoscimento in sede ONU della Palestina come Nazione indipendente e sovrana (Est-Gerusalemme, Cisgiordania e Gaza)

 

The TerraSantaLibera-(EIRE) WorkGroup joined (Irish Times, 17 settembre 2011-pg. 5)  the campaign promoted by SADAKA

for the UN recognition of Palestine as an independent and sovereign Nation (East-Jerusalem, West Bank and Gaza)

GLI ULTIMI DELIRI DEGLI ELETTI...

...AL PARLAMENTO:

"L'antisemitismo come deicidio"

Presso la Sala della Lupa di Montecitorio, è stato presentato il documento conclusivo del Comitato d’indagine conoscitiva sull’antisemitismo (6 ottobre 2011), presieduto dalla deputata del Pdl Fiamma Nirenstein, assistita da uno psicanalista.
Lo psicanalista, Umberto Silva, esperto in allucinazioni ed ebbrezze, sua materia di lavoro, è stato incaricato, giustamente, di redigere un testo per l'occasione (...e chi meglio di lui...).

Tale testo, dal titolo già di per sè eloquente "L'antisemitismo come deicidio", pubblicato sul quotidiano "Il Foglio", esordisce con tali parole:
"L’onore di un Parlamento è parlare di ebrei...", per continuare in un minestrone di associazioni d'idee, veramente azzardate e forzate, che spaziano da Freud a Sant'Agostino, da Auschwitz alla Groenlandia, per terminare evocando un "Calvario" nel quale viene ovviamente divinizzato chi adotta le pratiche e credenze giudaiche, mentre implicitamente si sminuisce la persona, ridicolizzandone le sofferenze, del protagonista storico per cui il Golgota viene ricordato: Gesù Cristo.

Il farneticante testo sfuma poi in un "...occorre amare Dio, occorre amare l’ebreo..." per concludere citando il Prodotto Interno Lordo cinese...
Solo uno psicanalista poteva essere capace di tanto e, vista la folla a cui tale filippica vien diretta, possiamo a tutti gli effetti considerarla una seduta d'analisi collettiva, cui ha reputato salutare partecipare e prestare il fianco, in rappresentanza di quella che un tempo fu la "cattolicità", anche mons. Fisichella, in una chermesse (da kerk "chiesa, parrocchia" e misse "messa") che ha visto delegati interplanetari, profumatamente ben pagati, riuniti per trovare le scuse, il più condivise possibile, per dare vita alla Nuova Evangelizzazione (satanicamente ribaltata, alla rovescia) in cui Giuda e non Cristo sia il Nuovo Messia. Sono i tempi anticristici in cui viviamo.

Per decenza, non riportiamo tale psico-articolo, che chi desidera può consultare al link http://www.ilfoglio.it/soloqui/10789, ma una cosa possiamo ancora dirla: non sarà con questi trucchi da prestigiatori che riusciranno a censurare la rete e la stampa ancora libera. Perchè i veri antisemiti oggi sono coloro che criminalizzano, derubano e uccidono il popolo semita arabo di Palestina, cercando pure di soffocare le voci di coloro i quali denunciano tali crimini e la cultura razzista da "semidei" che li giustifica.

Il sionismo, e la cultura folle ed esclusivista che lo sostiene, per cui la simbiosi "Dio/giudeo" diventa dogma di fede, la quale permette di considerare i popoli dei gentili e le loro proprietà (anche finanziarie globali) alla mercè dell'Erezt Israel, sono il vero problema, non solo per la TerraSanta, ma per la sicurezza delle Nazioni e della comunità ebraica stessa, che se non si saprà affrancare da questi ideologhi sciagurati, finirà per condividerne la stessa sorte infausta ed escatologicamente preannunciata.

PS: ci siamo ricordati ora che, avvicinandosi la fine d'anno, il CDEC di Gatti deve riscuotere la tranche dei 300mila euro annui, stabiliti con l'avvallo di Gianfranco Fini, per ricerche in rete sull'antisemitismo (che praticamente vuol dire schedare e creare liste di proscrizione pubbliche di coloro che criticano la politica coloniale e genocida d'Israele, e la cultura etnocratica, autodivinizzante, esclusivista e razziale, che la sostiene), e che quindi è giunto il momento di dar dimostrazione che quei soldi sono stati spesi bene...
 

FFP, 30 ottobre 2011

Redazionale di TerrasantaLibera

I Cristiani d’Oriente fanno blocco

 contro i nuovi falsi “crociati”

 

PER MEGLIO CAPIRE I FATTI DI SANGUE D’EGITTO

E MEDIORIENTE, E A CHI ESSI POSSANO GIOVARE

 
Ricevuto al Palazzo dell’Eliseo, il 5 settembre 2011, S. B. Bechara Boutros Raï, Patriarca Maronita di Antiochia e di tutto l’Oriente (vale a dire, capo della chiesa principale di rito orientale legata a Roma) si è sentito dire che la Francia ed i suoi alleati dovrebbero intervenire militarmente in Siria in un futuro prossimo per portare i Fratelli Musulmani al potere. I cristiani d’Oriente, che non avrebbero più posto nella regione del Levante, dovranno prepararsi all’esodo e potrebbero rifugiarsi in Europa.
 
di Thierry Meyssan – 9 ottobre 2011 – Voltairenet.org

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La guerra contro la Siria, pianificata da Stati Uniti, la Francia e Regno Unito per la metà di novembre del 2011, è stata fermata in extremis dal veto russo e cinese al Consiglio di Sicurezza. Secondo Nicolas Sarkozy che ne aveva informato il patriarca maronita in un agitato incontro tenuto all’Eliseo il 5 settembre, il piano prevede l’espulsione dei cristiani di Oriente da parte degli Occidentali. In questo contesto, in Europa è condotta una campagna di stampa per accusare i cristiani di Oriente di collusione con le dittature. Madre Agnès-Mariam de la Croix, igumena del monastero di San Giacomo il Mutilato a Qâra (Siria) risponde a questa propaganda di guerra.

Thierry Meyssan: Il sinodo speciale per il Vicino-Oriente ha sancito il carattere arabo dei Cristiani di questa regione, e ciò che introduce una rottura rispetto al XX secolo dove il cristianesimo, sebbene nato in questa regione, appariva come la religione del colonizzatore. Questa svolta ideologica ha condotto la Santa Sede e le Chiese di Oriente a sostenere la causa palestinese e quella delle forze della Resistenza antisioniste, Siria inclusa. Questa evoluzione era stata anticipata in Libano dal generale Michel Aoun e dalla sua alleanza con gli Hezbollah. I Cristiani di Oriente sono così diventati i nemici dell’Occidente.

Madre Agnès-Mariam de la Croix: Sì, il sinodo ha affermato con forza il carattere arabo dei cristiani di Oriente per l’immersione e la simbiosi con questo ambiente storico e culturale.

Non dimentichiamo che i cristiani di Oriente sono stati i pionieri del Rinascimento arabo, la Nahda, di fronte al colonizzatore ottomano. È questo, assieme ad alcune eminenti figure musulmane, che ha restituito vita alla lingua araba e alla sua estensione universale attraverso le traduzioni fatte, in o dall’arabo, per i grande intellettuali particolarmente ad Aleppo, Damasco e nel Monte Libano. Le prime tipografie del mondo arabo sono state realizzate da cristiani come Abdallah Zakher. Tuttavia, coi movimenti pan-arabi dell’inizio del XX secolo e le tensioni avute alla vigilia dei movimenti per l’indipendenza, talune fazioni cristiane si sono smarcate ideologicamente dai loro fratelli arabi di altre confessioni. Ciò è avvenuto in modo particolare la guerra del Libano, quando alcuni cristiani libanesi hanno ricusato con forza la loro appartenenza al mondo arabo per vantarsi delle ipotetiche radici fenicie, canaanite o di altre ancora. La crisi cristiana della guerra del Libano ha riportato le menti a una giusta valutazione della storia e dell’identità. I cristiani hanno riconosciuto di essere in missione sulla terra dei loro antenati – dalla Mesopotamia fino al Mediterraneo, passando dalle rive del Nilo – per testimoniare la loro speranza ai loro fratelli musulmani, che li avevano accolti come i liberatori dal colonizzatore bizantino all’epoca delle guerre islamiche. Bisogna custodire la memoria delle opere del padre Corbon, autore di testi che hanno molto influenzato i pastori delle Chiese cristiane nell’ambito dell’adozione e dell’identificazione con la causa araba

Da sempre, il Vaticano ha preso posizione per la causa palestinese, non per allineamento politico, ma per l’attenzione verso la Giustizia. Oggi questa posizione è ammessa da tutti i cristiani di Oriente, compresi i vecchi militanti anti-arabi. Tuttavia, l’ingerenza ingiustificata dell’Occidente – Stati Uniti e Francia in testa – negli affari regionali già sufficientemente ed amaramente sperimentata nella guerra in Libano e non ancora modestamente in Iraq, dove i cristiani, prelati in testa, sono ancora estremamente cauti. Non si tratta di diventare dei nemici degli Occidentali, ma di rendersi conto una volta per tutte che la sopravvivenza dei cristiani in Oriente non potrà essere più debitrice di un qualsiasi protettorato sulla Sublime Porta; il nostro avvenire dipende dall’unione convinta dei cristiani coi loro fratelli che coabitano con loro in Oriente, che riconoscono come fratelli di sangue al di là delle divergenze confessionali che sono meno grandi di quanto esse non sembrino.

I cristiani hanno sempre servito da paravento culturale per l’Occidente. Quando gli ottomani, il malato dell’Europa, non avevano altra alternativa che accogliere i diversi consoli occidentali che si univano ai loro missionari ad Aleppo (francesi, italiani, veneziani, genovesi, olandesi, austriaci, inglesi, eccetera), i cristiani erano l’interfaccia che permetteva loro di adattarsi all’Oriente misterioso. In definitiva, i cristiani non sono i nemici di nessuno. Hanno accolto bene gli Occidentali quanto i musulmani. Comunque sia, si riservano il diritto, dopo tante batoste, di criticare gli sbagli, la vista miope o gli impeti d’ira intempestivi dei vari paesi occidentali, che hanno promosso i propri interessi a scapito della presenza multisecolare dei cristiani e di altre componenti etnico-culturali del tessuto socio-demografico orientale. O si accettano i principi democratici e si prende in considerazione il nostro punto di vista, oppure si ammette che ancora una volta siamo di fronte a un sistema imperialistico che esige il silenzio e che vuole costringerci a ubbidire.

Thierry Meyssan: Si assiste nella stampa cattolica occidentale a un’offensiva in piena regola contro il nuovo patriarca maronita e le sue dichiarazioni ostili a un intervento internazionale per cambiare il regime in Siria. I suoi detrattori lo accusano di collaborazione con “la dittatura di Assad”. È vero che la minoranza cristiana in Oriente ha paura della democrazia?

Madre Agnès-Mariam de la Croix: Sono delusa dalla stampa cattolica che segue ciecamente la tendenza dettata dai padroni del mondo e che fa ripetere solamente come un pappagallo ciò che i media mainstream propagano già a sazietà. In questi giorni difficili, abbiamo difficoltà a chiarirci con i nostri correligionari che sono nel disprezza, nel malinteso e nella disinformazione più assolute, a parte alcune eccezioni alla cui forza rendo omaggio.

Gli Occidentali si sono abituati a essere i giudici, i padroni del pensiero, i patrocinatori e diciamo i tutori dei cristiani di Oriente. Ciò è dovuto alla troppo grande compiacenza di alcuni di noi verso una cultura alternativa che abbiamo adottato. Per di più, una cosa è essere francofono, un’altra è consentire ai francesi – o agli altri occidentali – di ergersi al ruolo di pedagoghi e tutori dei cristiani di Oriente. Il patriarca maronita ha detto ciò che pensava, di concerto ai suoi colleghi, gli altri patriarchi di Oriente. Non l’ha fatto per connivenza con una dittatura, ma in armonia con quello che ritengono che sia la Giustizia, il Diritto e l’interesse delle comunità cristiane. Certamente, i propositi del patriarca controbattono in un modo autorevole gli armeggi della comunità internazionale, che mira a instaurare a qualsiasi prezzo un regime fantoccio alternativo in Siria, come avvenuto in Libia. Il fatto di interessarsi così tanto agli affari siriani – cosa non avvenuto all’epoca della guerra del Libano quando venivamo massacrati nell’indifferenza! – al punto di farne “LA” notizia quotidiana dei media del Nuovo Totalitarismo, dovrebbe svegliare l’attenzione di ogni persona libera e critica.

Pretendere che i cristiani di Oriente e i loro pastori siano reticenti a sostenere le rivoluzioni arabe per timore della democrazia, è una calunnia maligna. I cristiani sono stati ovunque dei pionieri della libertà di espressione, dell’uguaglianza tra cittadini e della dignità del popolo. È falso dire che ignoriamo culturalmente la democrazia, che le nostre famiglie sono autoritarie e che in generale, non c’è democrazia nella Chiesa. Si tratta di una lettura riduzionista, superficiale; perché non parliamo dell’amore che regna delle nostre famiglie? Questa concordia fa sì che non abbiamo bisogno di una maggioranza per dirigere, perché il consenso è la realtà quotidiana che salda i vari membri di questo edificio. Quanto alla chiesa, è la comunione che presiede la relazione tra questi membri. Trattare la famiglia e la chiesa sotto la visuale della democrazia significa politicizzare queste realtà che sono infinitamente più profonde degli interessi della Polis. Sono stupita che i preti che lanciano dei seminari di preghiera e di digiuno siano in realtà imperniati su una visione politica unilaterale della famiglia, della chiesa, della società, al punto di diventare dei consulenti volontari che dettano come i colonizzatori un tempo i loro pareri assennati, come oracoli che, dall’alto di una stima di sé sovrabbondante, si ergono sul popolo siriano, considerato come immaturo, incolto, cieco e impotente.

Gli Occidentali sono gonfi di orgoglio a tal punto che non possono pensare ad altri schemi civili che non siano i loro, sebbene il loro mondo debba affrontare una crisi sociale, economica, morale, che è insolubile. Nelle società tradizionali che sono fedeli al sistema ancestrale ereditato dei tempi biblici, esistono altri sistemi, altri parametri che possono sostenere diversamente con successo la vita quotidiana della società. Penso al sistema patriarcale. Penso al sistema delle alleanze tra famiglie, tra le tribù, tra città, regioni e Stati; un sistema federale basato sulle libertà e gli interessi particolari della famiglia, della tribù, legati alla terra degli antenati. Purtroppo l’Occidente ha spazzato via il concetto di appartenenza alla terra, alla famiglia, all’etnia e, tutto sommato, anche a quello di identità ontologica. Il suo modello è basato non sul riconoscimento dell’individuo, ma su interessi secondari. È al principio dell’economicamente utile che si sacrificano – a profitto delle multinazionali – i principi della patria, della famiglia, dell’identità personale. Non si rende conto che siamo avviati verso un totalitarismo tanto più sfrenato e malefico rispetto a questi piccoli regimi autoritari che cerca di rovesciare. Essi hanno avuto tutti il merito di preservare il bene del tessuto sociale, identitario, familiare, tribale e di clan del nostro misterioso Oriente. Sono cosciente che la nostra vita felice è, vista da lontano, totalmente incomprensibile per l’Occidente.

Thierry Meyssan: Il Consiglio Nazionale Siriano di transizione (il CNS, che si è costituito in Turchia) è dominato dai Fratelli Musulmani. Questa confraternita è stata a lungo duramente repressa da Damasco. Le città dove sono storicamente presenti sono oramai il centro della contestazione. I Fratelli musulmani sono innanzitutto partigiani di un’applicazione moderna della Sharia. La loro preoccupazione non ai abbina a quella di numerosi movimenti cristiani che sono a favore di un ripristino della moralità?

Madre Agnès-Mariam de la Croix: Deploro che i sedicenti oppositori non abbiano preso in parola il presidente Bachar el Assad per dibattere con lui la serie di riforme che sta realizzando. Invece, questa opposizione ha chiuso le porte a ogni negoziato, non solo dalle dichiarazioni, ma anche con la forza delle armi, degli attentati e di altre violenze. Il CNS non si presenta come un’emanazione naturale di un’ispirazione reale del popolo siriano ai propri diritti legittimi, ma come il parto obbligato di una collaborazione occulta con gli interessi stranieri verso la Siria.

L’alleanza tra i Fratelli Musulmani e l’Occidente è un scandalo per i cristiani e per i musulmani che non vogliono che il religioso sconfini nelle loro vite civili. Nei regimi laici, instaurati dopo il colonialismo nella riscossa pan-araba, il sollievo più grande era data dalla distanza tra la religione e l’ambito civile. Ora, gli Occidentali che rigettano con ragione l’amalgama tra ambito civile e religioso cercano di favorirlo per rovesciare un regime laico! È ciò che fa paura alla maggioranza del popolo siriano. La Sharia applicata nella sua totalità, come cercano di instaurarla i Fratelli Musulmani, si fonda su regimi teocratici antiquati, oscurantisti, come quello dell’Arabia Saudita. Come si può nel XX secolo accettare una tale regressione e come possono i Fratelli Musulmani apportare degli aggiornamenti alla Sharia che, essendo di natura divina, non dovrebbe essere temperata o rettificata da alcun potere umano?

Sospetto una connivenza nascosta tra gli interessi neocoloniali dell’Occidente e la coercizione mentale effettuata tramite la Sharia. I poteri occidentali hanno purtroppo bisogno, per quanto democratici si presentino, di un sistema che li aiuta a soggiogare le masse con la copertura della pietà e della fedeltà alla religione. Tutto sommato, i poteri occidentali hanno paura dei cristiani che, secondo l’insegnamento del Vangelo, sono liberi di scegliere Bene o il Male e si affidano alla loro dignità di creature ragionevoli, responsabili dei loro pensieri, delle loro parole e delle loro azioni, e questo non è il caso del fondamentalismo musulmano.

Thierry Meyssan: Dei prelati occidentali che vivono nel mondo arabo si sono impegnati risolutamente nella “Primavera Araba”. Hanno sottolineato che gli europei non devono essere dei privilegiati, ma che tutti i popoli hanno il diritto di vivere con gli standard occidentali e di beneficiare della democrazia. Tuttavia, il patriarca come il vostro sembra inquieto per la rivoluzione siriana. In definitiva, i cristiani hanno una posizione comunitaria su questo argomento o sono divisi politicamente?

Madre Agnès-Mariam de la Croix: Veramente credo che i prelati occidentali che vivono nel mondo arabo e che si sono impegnati solo mentalmente nella Primavera Araba, sono in realtà dei rivoluzionari di carta. Oltre tutto, non si sono presi la briga di ascoltare la tendenza reale dell’immensa maggioranza silenziosa, cristiana e musulmana. Questi prelati occidentali sono i primi a essere indotti in errore e a dimostrare che disprezzano i valori orientali quando dicono di essere impegnati, perché cercano di importare fuori contesto e con la forza di una propria convinzione lo standard occidentale come fosse la norma universale, unicamente sostenibile, del benessere e della dignità. Purtroppo, noi guardiamo in faccia questo standard, con gli occhi orientali: dove viene data importanza alla famiglia che si sgretola al punto che l’identità di genere è diventata un dibattito all’ONU, quando è un tema totalmente repellente per un orientale e perché non dirlo, dato che siamo liberi di esprimerci, che non accetteremo mai la banalizzazione degli aborti o l’isolamento degli anziani al di fuori della famiglia? È certo che lo standard occidentale è un riferimento solo per quegli orientali che sono sradicati della loro propria identità e che vivono in un mondo virtuale dove si lasciano plasmare sull’immagine dei propri idoli. Non è la rivoluzione che fa paura al patriarca e ai Cristiani, ma è l’ingerenza dell’Occidente che fa pensare che si tratti di una cospirazione o di un movimento indiretto, piuttosto che di un avvenimento interamente spontaneo. I cristiani possono essere divisi politicamente, è un loro diritto. Sono sempre stati pluralistici e va a loro merito. Non ne hanno di meno se, a causa della libertà che è inerente alla loro formazione religiosa, sono gli artefici e un riferimento per ogni rivoluzione degna di questo nome.

Thierry Meyssan – 9 ottobre 2011 – Voltairenet.org

Traduzione di Supervice (Comedonchisciotte.org)

Fonte: Terrasantalibera.wordpress.com/2011/10/12/


STRAGE DI CRISTIANI IN EGITTO:

cui prodest?

Ancora una volta i fanatici "islamisti", civili e miliziani, sono usati (in Egitto come in Libia e Siria) come gli "utili idioti" da pilotare ed istigare per creare quelle situazioni di tensione ed emergenza in cui si possano inserire le istanze sion-yankee, in cui la carne da macello ovviamente sia la popolazione locale.

 

Non perdiamo di vista chi sia, dietro le quinte, a far leva sulle debolezze e problematiche irrisolte, fanatismi locali e sete di potere da parte di piccole entità mafiose, per orchestrare quel "conflitto di civiltà" che, oltre a lucrare profitto dalle instabilità nazionali, pone le basi per giustificare interferenze esterne.

L'articolo a seguire, sebbene datato, è solo per gettare un poco di luce su aspetti oscuri e che i media vorrebbero dimenticassimo.

 

http://www.youtube.com/watch?v=tZmQw-Pd1YU

Repetita iuvant, ripetere le cose aiuta

Giugno 2011:

Agente Mossad arrestato in Egitto:

istigò scontri tra cristiani e musulmani

L’Alta Corte per la Sicurezza Nazionale d’Egitto ha arrestato un ufficiale israeliano del Mossad, di nome Elan Chaim Grabel, con l’accusa di spionaggio e minaccia alla sicurezza nazionale egiziana.

Apparati egiziani della sicurezza hanno monitorato l’indagato dal momento che egli è entrato nel paese durante il mese di febbraio.

Elan Chaim Grabel fotografato in moschea:
sta cercando di reclutare “utili idioti” per creare “false flags”?

Diversi Video-clip sono stati effettuati e sono agli atti, dove si vede l’agente del Mossad in giro per Tahrir Square, durante le proteste della rivolta del 25 gennaio, e di fronte a due chiese, mentre gli scontri settari erano in corso.

Parecchie foto di Grapel sono state rilasciate e mostrate da parte dagli apparati della sicurezza egiziana, che mostrano la spia israeliana con l’uniforme dell’esercito di Tel Aviv, come pure in piazza Tahrir, che era il cuore simbolico della protesta che ha portato alla rimozione di Mubarak dal potere.

Nel frattempo, una dichiarazione del pubblico ministero egiziano conferma che il sospetto era stato inviato in Egitto per reclutare altri agenti e per di raccogliere informazioni e  monitorare gli eventi della rivoluzione del 25 gennaio.

Elan Chaim Grabel in due foto,
da militare israeliano e da manifestante egiziano

Gli inquirenti ammettono che:

1) l’agente israeliano era presente nella maggior parte delle proteste,

2) ci sono foto, video a provare che egli incitava i manifestanti a compiere atti violenti contro i militari,

3) Elan Chaim Grabel è mostrato nelle riprese video mentre istiga gli scontri confessionali tra musulmani e cristiani.

News da PressTV, traduzione TerraSantaLibera


INCONTRO / CONFERENZA

Shlomo Sand a Torino

Israele: inventare un popolo

 per costruire una nazione

Postato il 9 ottobre 2011 da terrasantalibera

Shlomo Sand conversa con Giorgio Frankel

VENERDÌ 14 OTTOBRE, ore 18.30

Festival Storia 2011

Palazzo Lionello Venturi

Sala Lauree della Facoltà di Scienze Politiche

Via Verdi 25 – TORINO

“Nessuno è rimasto maggiormente sorpreso di Shlomo Sand quando il suo ultimo lavoro accademico è rimasto per 19 settimane nella classifica dei best-sellers israeliani, e che tale successo questo professore di storia lo abbia ottenuto a dispetto del fatto che il suo libro contesta il più grande tabù di Israele.
 
Il dott. Sand sostiene che l’idea di una nazione ebraica, la cui necessità come sicuro rifugio è stata originariamente sostenuta per giustificare la fondazione dello stato di Israele, è soltanto un mito inventato poco più di un secolo fa.Esperto di storia europea all’Università di Tel Aviv, il dott. Sand ha condotto estese ricerche storiche ed archeologiche volte a sostenere non solo questa sua affermazione ma anche molte altre, tutte egualmente controverse.

Oltre a ciò, Sand afferma anche che gli ebrei non furono mai esiliati dalla Terrasanta, che la maggior parte degli ebrei attuali non ha alcun collegamento storico con la regione chiamata Israele, e che abolire lo stato ebraico è l’unica soluzione politica per porre fine al conflitto con i palestinesi”.

 

 
CORRELATO

Zionist nationalist myth of enforced exile:
Israel deliberately forgets its history

Shlomo Sand *Translated by Donald Hounam
da Le Monde Diplomatique

An Israeli historian suggests the diaspora was the consequence, not of the expulsion of the Hebrews from Palestine, but of proselytising across north Africa, southern Europe and the Middle East…………......……(read it all)


"Foglio di Via" per i Kazari

Gli egiziani aprono finalmente gli occhi: e capiscono di essere stati truffati con la loro "primavera araba", giocattolo web-telecomandato dagli zion-yankee

 


Hamas mette in guardia Mahmoud Abbas sull'invito da parte del Quartetto per la ripresa dei negoziati

 

DAMASCO, (PIC) - Hamas ha avvertito il capo della Palestinian Authority, Mahmoud Abbas, e la leadership dell'OLP, di stare in guardia rispondendo alla richiesta del quartetto internazionale per la ripresa dei negoziati con Israele.
 
In una dichiarazione di questo lunedì, si afferma che i negoziati non sono altro che manovre israeliane, aggiungendo che il premier israeliano Benjamin Netanyahu
vede positivamente la ripresa dei negoziati, in quanto si tornerebbe i colloqui inutili, che non hanno mai prodotto nulla di positivo per la causa palestinese negli ultimi 20 anni.
 
Hamas ha invece richiamato Abbas e tutte le fazioni palestinesi per avviare un dialogo nazionale globale, per concordare una strategia unitaria basata sui fatti reali ed diritti palestinesi negati dall'occupazione israeliana.

Fonte: PIC         - Traduzione e adattamento: TSL


Mahmoud Abbas - exclusive interview

 

Font: Russia Today News


REMEMBER PALESTINE

September 24, 2011

 


Terra Santa Libera,

Palestina Nazione Sovrana,

ONU Truffa Zion-Yankee

MENTRE USA E SERVITU’ EURO-SAUDI-ALQAEDISTE PRETENDONO DI IMPORRE LA LORO FALSA DEMOCRAZIA, VERA DITTATURA GLOBALE, L’ONU MOSTRA IL SUO VERO VOLTO ASSERVITO E ASSOLUTAMENTE ANTIDEMOCRATICO: COME POSSONO PRETENDERE DI DARE LEZIONI DI DEMOCRAZIA AL MONDO COLORO I QUALI NEGANO LA VOLONTA’, A GRAN MAGGIORANZA ESPRESSA DAI PAESI MEMBRI DELLE NAZIONI UNITE, DI RICONOSCERE LA PALESTINA COME NAZIONE SOVRANA E INDIPENDENTE AL PARI DELLE ALTRE, SEMPLICEMENTE APPLICANDO UN “DIRITTO DI VETO” CHE E’ ANACRONISTICO E IN PIENA CONTRADDIZIONE CON LE PIU’ ELEMENTARI REGOLE DI DEMOCRAZIA???
QUESTO DIMOSTRA LA FARSA E L’INCONSISTENZA GIURIDICA DI UN’ISTITUZIONE FORTEMENTE VOLUTA E CREATA DALLA MASSONERIA GIUDAICA AMERICANA PER ASSOLVERE I COMPITI DI GENDARME GLOBALE AL SERVIZIO DELLA ISRAEL LOBBY.
VIENE NEGATO DA OLTRE 60 ANNI ALLA PALESTINA STORICA, ENTITA’ PREESISTENTE ALLA FORMAZIONE DELLO STATO COLONIALE EBRAICO E INDICATA CHIARAMENTE SU TUTTE LE CARTE GEOGRAFICHE ANTE ’47, IL RICONOSCIMENTO IN SEDE ONU QUALE LEGITTIMO STATO AUTONOMO, MENTRE VIENE PER ASSURDO RICONOSCIUTA SENZA ALCUN FONDAMENTO, QUALE NAZIONE RAPPRESENTATIVA, UN’ACCOZZAGLIA DI CORROTTI, AL-QAEDISTI, MERCENARI E DELINQUENTI COMUNI (TUTT’ORA IN FAIDA TRA LORO), I QUALI HANNO APPLAUDITO AL MASSACRO DI DECINE DI MIGLIAIA DI CIVILI LIBICI (IN TEORIA LORO COMPATRIOTI), ALLA DISTRUZIONE DELLA JAMAHIRYA, ALLA SVENDITA DELLE RICCHEZZE LIBICHE ED AFRICANE AI NEOCOLONIALISTI.
VERGOGNA SUI NOSTRI POLITICI CORROTTI DI DESTRA/SINISTRA, PRONTI A BOMBARDARE E DISTRUGGERE INFRASTRUTTURE DI NAZIONI AMICHE ED A NEGARE INVECE I DIRITTI NATURALI ALLA POPOLAZIONE PALESTINESE, PRIVATA DI TERRA, DI FUTURO, AD ESISTERE.
ISRAELE E’ CIECO, NON VEDE L’APOCALISSE CHE GLI SI STA SCATENANDO CONTRO E SI AVVIA RAPIDAMENTE VERSO L’AUTODISTRUZIONE. I SEPOLCRI IMBIANCATI SI STANNO SCAVANDO LA FOSSA.

Israel mines Palestinian route...for statehood

 

IN ONORE DEL RICONOSCIMENTO DELLA PALESTINA QUALE NAZIONE SOVRANA E INDIPENDENTE

“Storia ebraica e giudaismo,

il peso di tre millenni”

 

 

Prefazione a cura di Gore Vidal*  e Capitolo Terzo

 

tratti dal libro di Israel Shahak

 

 

  

* Gore Vidal, pseudonimo di Eugene Luther Vidal (West Point, 3 ottobre 1925), è uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore statunitense, che sceglie come nome il cognome del nonno materno Thomas P. Gore, senatore democratico dello stato dell'Oklahoma.

 

 Prefazione di Gore Vidal

 

Alla fine degli Anni Cinquanta, quel grande pettegolo e storico dilettante che era John F. Kennedy mi disse che nel 1948 Harry Truman, proprio quando si presentò candidato alle elezioni presidenziali, era stato praticamente abbandonato da tutti. Fu allora che un sionista americano andò a trovarlo sul treno elettorale e gli consegnò una valigetta con due milioni di dollari in contanti. Ecco perché gli Stati Uniti riconobbero immediatamente lo Stato d’Israele...(...)

(...)...Purtroppo, quell’affrettato riconoscimento dello Stato d’Israele ha prodotto quarantacinque anni di confusione e di massacri oltre alla distruzione di quello che i compagni di strada sionisti credevano sarebbe diventato uno stato pluralistico, patria dei musulmani, dei cristiani e degli ebrei nati in Pa­lestina e degli immigrati europei e americani, compreso chi era convinto che il grande agente immobiliare celeste aves­se dato loro, per l’eternità, il possesso delle terre della Giudea e della Samaria. Poiché molti di quegli immigrati, quando erano in Europa, erano stati sinceri socialisti, noi confidavamo che non avrebbero mai permesso che il nuovo stato diventasse una teocrazia e che avrebbero saputo vivere, fianco a fianco, da eguali, con i nativi palestinesi.

Disgraziatamente, le cose non andarono così. Non intendo passare ancora una volta in rassegna le guerre e le tensioni che hanno funestato e funestano quella infelice regione. Mi basterà ricordare che quella frettolosa invenzione dello Stato d’Israele ha avvelenato la vita politica e intellettuale degli Stati Uniti, questo improbabile patrono d’Israele. Dico improbabile perché, nella storia degli Stati Uniti, nessun’altra minoranza ha mai estorto tanto denaro ai contribuenti americani per investirlo nella “propria patria”. È stato come se noi contribuenti fossimo stati costretti a finanziare il Papa per la riconquista degli Stati della Chiesa semplicemente perché un terzo degli abitanti degli Stati Uniti sono di religione cattolica........(continua il testo in PDF doc)

Per gentile concessione del Centro Librario “Sodalitium”.

Per richiesta di copie del libro rivolgersi presso:

Centro Librario Sodalitium

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Per consultare il catalogo dei libri già pubblicati: Sodalitium.it

Pubblicazione on-line e composizione PDF a cura del

Gruppo di Lavoro di TerraSantaLibera

(diffusione libera purchè citando tutte queste indicazioni)


11 Settembre 2001:

 Inganno Globale

da Luogocomune.net

Questo video è liberamente distribuibile senza fine di lucro.

Visitate la pagina dedicata di luogocomune.net

 

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MOLTI ALTRI VIDEO SULL'11 SETTEMBRE A QUESTO LINK


 
RESISTERE SULLA PROPRIA TERRA ALL'INVASIONE COLONIALE E' UN DIRITTO NATURALE
 

Israele autorizza i militari a sparare sui manifestanti e arma i coloni

 

FFP per TerraSantaLibera, 6 settembre 2011

Israele autorizza i suoi militari a sparare sui palestinesi durante le prossime marce di protesta nel West Bank (Palestina occupata): i manifestanti, come si sa, non hanno mai usato armi da fuoco durante le loro dimostrazioni.

Nello stesso momento, l’autorità di Tel Aviv distribuisce maggiormente armi ai suoi coloni insediati nel territorio arabo di Cisgiordania, di pertinenza palestinese.

Tutto ciò contribuirà solo a creare maggior tensione, aggraverà la situazione sul campo che in caso di vittime civili si infiammerà ancor più, col rischio di scatenare reazioni a catena dagli esiti imprevedibili, ma sicuramente tragici.

Il governo coloniale sionista, insensibile e sordo alle risoluzioni ONU e allo sdegno internazionale,  lo è pure di fronte alle proteste interne della sua stessa popolazione israeliana, furiosa per decenni di sperpero di risorse ingenti, che se usate per una politica equa e di buon senso avrebbe portato benessere e prospettive positive per tutti gli abitanti dell’area, che invece hanno dovuto solo subire, incassare e testimoniare, brutalità, massacri, ruberie, instabilità politica generalizzata; con una popolazione araba prigioniera in casa propria e senza prospettive per il futuro, ed una gioventù israeliana ingannata da falsi ideologici e che non vede luce alla fine del tunnel, ma solo lampi di guerra e disperazione.

Mentre la gang euro-yankee, accompagnata dai fedeli servitori petrolmonarchi, semina guerre e morte in Africa, Oriente e tra breve Medioriente, con la colonna sonora mediatica che intona il tormentone degli “interventi umanitari”, Israele continua indisturbata a delinquere: di “No Fly Zone” sulla Palestina non se ne parla proprio, neppure di fronte all’evidenza dei massacri perpetrati a Gaza, in Libano e nel West Bank.

Mentre si avvicina il giorno in cui i rappresentanti della Palestina chiederanno ufficialmente alla Nazioni Unite il riconoscimento di un proprio Stato Nazionale, indipendente e autonomo, nei confini-aria-mare-movimenti-lavoro-commercio, l’entità sionista si prepara invece a mettere il bastone tra le ruote per impedire la riuscita di tale iniziativa storica.

Israele è abituata a spargere sangue gojim, non ebreo, senza farsi scrupolo alcuno: i suoi maggiordomi, sparsi tra i parlamenti delle nazioni, ne copriranno come al solito le malefatte, e gli orchestranti mediatici saranno bravissimi a far passare per melodie anche le note più stonate.

Anche noi siamo abituati a queste scelleratezze, ma non riusciamo proprio ad accettarle.

Filippo Fortunato Pilato per la redazione,

TerraSantaLibera, 6 settembre 2011

 

CORRELATO

Israel boosts self-defense in West Bank and allows shooting

at Palestine protesters,  whilw arming settlers


Israel illegal occupier if Palestine recognized

 

 

Israele occupante illegale

 

- TerraSantaLibera

 

The Israeli Defence Force is reportedly preparing settlers for the mass uprising of Palestinians, expected after the UN votes on a Palestinian statehood in September. The preparations include handing out tear gas and stun grenades to civilians.

Military resistance to Palestinians will only bring international sanctions on Israel after Palestine is recognised in September’s vote. That’s the view of Jeff Halper, a political activist and co-founder of the Israeli Committee Against House Demolitions.

 

Israele occupante illegale se lo stato di Palestina sarà riconosciuto

L’esercito israeliano (IDF=IOF) è stato riferito che stia preparando i coloni alla rivolta di massa dei palestinesi, prevista dopo il voto delle Nazioni Unite per il riconoscimento di uno stato palestinese indipendente, durante il mese di settembre. I preparativi includono la distribuzione di gas lacrimogeni e granate assordanti per i civili.

La resistenza militare contro i palestinesi porterà solo a sanzioni internazionali contro Israele, dopo che la Palestina verrà riconosciuta nel voto di settembre. Questa è l’opinione di Jeff Halper, un attivista politico e co-fondatore del Comitato israeliano contro la demolizione delle case (VIDEO).

 

Fonte: RussiaToday’s Channel - Traduzione: TerraSantaLibera


Intervista di Giovanna Canzano

 

a Filippo Fortunato Pilato

 

 

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UN membership for Palestine

Irish Times, 17/9/2011

Ireland's call to support UN membership for Palestine

Over 20 years ago, the Palestine Liberation Organisation (PLO) declared a Palestinian state based on the 1967 borders. This major compromise by the Palestinians to accept a state based on 22 percent of their historic homeland, leaving 78 percent to the state of Israel, has never been reciprocated by Israel. Israel continues to occupy the West Bank, which includes East Jerusalem and which it has illegally annexed. It maintains a siege on Gaza, which has destroyed its economy and created a major humanitarian disaster. And, contrary to Article 49 (6) of the Fourth Geneva Convention, it continues to expand its settlements on Palestinian land to now contain some 500,000 settlers. This undermines the basis of a viable Palestinian state. As the Tánaiste told Dáil Éireann on July 13, “the continuing Israeli military occupation of the Palestinian territories is at the heart of the unresolved Arab-Israeli conflict. … It is the continuing occupation, and the creation and growth of illegal settlements on the occupied lands, which are now the major obstacles to peace”. Arab youth in the surrounding states are demanding and achieving their democratic rights, with the support of democratic opinion around the world. The Palestinian population, 60 percent of whom are under 25, are demanding their democratic rights not to live under Israeli military occupation. The Palestinian leadership wants a negotiated two-state solution. But Israel refuses to negotiate. In his speech to the US Congress on May 24, Israeli Prime Minister Netanyahu set pre-conditions that would make a viable Palestinian state impossible, saying NO to a return to the 1967 borders, NO to military withdrawal from the Jordan River (so a future Palestinian state would be completely encircled by Israeli armed forces), NO to a Palestinian capital in East Jerusalem, and NO to even a symbolic return of some refugees. There has rarely been a more straightforward statement by an Israeli leader that Israel is determined to retain control of the territory it acquired by force in 1967. For Israel to do so would violate the long established principle of international law that the acquisition of territory by military conquest is inadmissible, as the UN Security Council has stated on many occasions in relation to Palestine. In these circumstances, it is imperative that the international community reaffirm its commitment to a Palestinian state on the 1967 borders and re-emphasise that Israel cannot acquire territory by military conquest. The admission to UN membership of a Palestinian state on the 1967 borders would send a powerful signal of the will of the international community on these issues. We the undersigned call upon the Irish Government to support this proposal and encourage a positive position by other EU Member States both in the UN Security Council and in the UN General Assembly.

We, the undersigned, believe that Ireland must support the Palestinian call:

Abed Abdeljwad; Gerry Adams TD (Sinn Féin); AFRI (Peace, Justice and Human Rights organisation); Dr Alaa Almanassra; David Alvey (Teacher); Chris Andrews; Bernard Annot & Jenny O'Connor (BA International Relations); Iain Atack (College Lecturer); Senator Ivana Bacik (Labour Party); David Begg (Gen. Sec., on behalf of ICTU); Pat Bolger (Impact Trade Union); Des Bonass (Sec., Dub. 3102 Branch, UNITE); Valerie Braganza Morton (GP, Thurles, Co. Tipp.); The Breatnach Family (6); Peter Brooke; Emma Byrne-MacNamee (Early Years Specialist); Frances Byrne & Family; Noreen Byrne (Sadaka & former Chair, NWCI - National Women’s Council of Ireland); Brian Campfield (General Secretary, NIPSA); Stella Carroll (Administrator, Journalist, Sligo); Dr Francesco Cavatorta (Dublin City University); Nessa Childers MEP (Labour Party); Mary Clinton; Shay Cody (Gen. Sec., on behalf of IMPACT Trade Union); The Connolly Family; Joe Costello TD (Labour Party); Eamonn Crawley (Company Director); Marie Crawley (Co-Chair Sadaka); Elaine Daly (Newbridge); John and Margaretta Darcy (Members of Aosdána); Bairbre De Brún MEP (Sinn Féin); Proinsias De Rossa MEP (Labour Party); Seamus Deane (Writer); Derry Trades Council; Pearse Doherty TD (Sinn Féin); Carmel Duggan (Sociologist, Dublin); Eamon Dyas (ex-Archivist, The Times newspaper, London); Adel Farrag (Lecturer, ITT, Tallaght); Joe Fenwick (Gaza Focusing Project Support Group, Galway); Fianna Fáil Group of Senators (Seanad Éireann); Filippo Fortunato Pilato (TerraSantaLibera.org); Jim Fitzsimons (shop worker, Dublin); Luke 'Ming' Flanagan TD (Independent); Nile Foods (Tallaght, Dublin); Seán and Mary Gannon (Carrickmacross); Des Geraghty (former Gen. Pres., SIPTU); Martin Gibson; Dr Paula Gilligan (IADT); Prof. Robbie Gilligan and Mary Quinn; Claire Hackett " Geraldine Telford (Community Workers); Denis J Halliday (former UN Asst. Sec.-General/ activist on Rachel Corrie Flotilla 2010); Dr Fiona Hardy (Primary Health Care Consultant, Co Donegal); Marian Harkin MEP (Independent); Tom Harper (Marketing Consultant); Gemma Hensey; Jim Higgins MEP (Fine Gael); Professor John Kelly; Kila; Richard Kimball (Managing Director, Mount of Olive Imports); Helen Lahert (Public Service Manager); Dr Fintan Lane; Jack Lane (Aubane Historical Society); Mick Lanigan (Chair, Irish Medical Aid to Palestine); Kevin Liston (retd. Solicitor, Monkstown, Dublin); Ken Loach (Sixteen Films); Alan Lonergan (Sadaka); Tom Lonergan (Dublin City University); Colm MacGabhann (Armagh); Pádraig Mac Lochlainn TD (Sinn Féin); Dr Tomas & Elizabeth McBride; Dr Ian McCabe (Clinical Psychologist); Stephen McCloskey (Director, Centre for Global Education); Mary Lou McDonald TD (Sinn Féin); Joe McGowan (writer, Sligo Heritage); Finian McGrath TD (Independent); Dr Des McGuinness (Dublin City University); Dr Philomena McKenna; Tony McMullan (Trade Unionist, Belfast); Nuala McNulty, Eimear O’Connor & Kate Mawn; Mairéad Maguire (Nobel Peace Laureate); Ciarán & Bryony May (Fermanagh); Armin Mewes (Civil Engineer); Hilary Minch (Co-Chair Sadaka); Michael Minch, (Retired CEO, Co. Clare); Christy Moore; Catherine Murphy TD (Independent); Conor Murphy MP MLA (Sinn Féin); John Martin (Irish Political Review); Hess Moontasir & Family; Justin Moran, Sorcha Ní Bhéara and Treasa Quinn (Inchicore, Dublin); Dr David Morrison (Sadaka); Marion Morrison (Belfast); Stephen Mulcahy; Dr Patrick Muldowney (Sec., Irish Labour Party, Northern Ireland); Ray Murphy (Law Professor); Eithne Murtagh (Dublin); Dr Elaine Murtagh (Lecturer, MIC, Limerick); Dr Bassam Naser (GP Howth); Gerald Nash TD (Labour Party); Joan Nolan (PA, Newbridge, Co. Kildare); Dr John O'Brennan (Dept. of Sociology, NUI Maynooth); Diarmuid O Brien (Deputy Principal, Ballyfermot College of Further Education); Mags O'Brien (SIPTU & Chair, Trade Union Friends of Palestine); Caoimhghín Ó Caoláin TD (Sinn Féin); Senator Trevor Ó Clochartaigh (Sinn Féin); Dr Eithne O'Connell (Senior Lecturer, Dublin City University); Dr Barbara O'Connor; Paul O'Connor (IT Consultant, Dublin); Philip O'Connor (Sadaka, Trade Union Friends of Palestine); Denis O'Kane (Dublin); Art O'Malley (Brussels); Desmond O’Malley (former Minister); Orla O'Neill & Kieran Behan (Kilcullen); Aodhán Ó Ríordáin TD (Labour Party); Ms Gerry O’Sullivan (O’Sullivan Solutions, Castlegregory, Co. Kerry); Maureen O'Sullivan TD (Independent); Tim O'Sullivan; Barbara O'Toole (Dublin 3); Dr Gerry Orchard (Psychologist); David M F Orr; Anne Paxton (Film maker); Abraham Phelan (Dublin); Ann Phelan TD (Labour Party); Phil Prendergast MEP (Labour Party); Prof. Paschal Preston (Dublin City University); Selina Quinn; Michael Robinson (trade unionist, Belfast); Services, Industrial and Professional Trade Union (SIPTU, Liberty Hall, Dublin); Adnan Shabab (Sadaka); David Shanks (Journalist); Pat Sheehan MLA (Sinn Féin); Sinn Féin Oireachtas Staff; Squires Family (Newbridge, Co. Kildare); Martin Stapleton (Businessman); Emmet Stagg TD (Labour Party Whip); Andy Storey (Lecturer); Deirdre Sullivan (for IMPACT BVA Branch); Don Teegan (Property Developer, Company Director & Publican, Co. Cork); Trade Union Friends of Palestine (TUFP); Seán Tyrrell (Burren, Co. Clare); UNITE Trade Union; UNITE Trade Union, Belfast Branch; UNITE Trade Union, 3/5 Branch; UNITE Trade Union, Waterford Branch; Mick Wallace TD (Independent); Tracy Walsh (Teacher); Ward Family (Dublin 6W); Waterford Trades Council; Chris and Cathy Winch.

17th September 2011

 

 

 

 

Voice of Palestine: LAST 10 DAILY NEWS

Voce della Palestna: ULTIME 10 NOTIZIE QUOTIDIANE

 

Valley Of The Wolves Palestine 2011

(English Subtitle)

La Valle dei Lupi, Palestina

(film  completo con sottotitoli in inglese)

E' IN PREAPARAZIONE LA SOTTOTITOLATURA IN ITALIANO

UN CONSIGLIO A TUTTI QUEGLI AMICI CHE NON CONOSCONO L'IDIOMA DI CHI CI USA COME SUDDITI IN UNA COLONIA:

IMPARATE L'ALBIONICO, SE VOLETE COMPRENDERE I LORO PROGETTI.

 

 

LA VERITA' SULLA GUERRA IN LIBIA

CHE NON ASCOLTERETE DA NESSUN TG

Dr. Moussa Ibrahim

Libyan Government Spokes Person

(portavoce ufficiale del governo libico)

VIDEO CONFERENZE DA TRIPOLI

 Conferenza Stampa del dr. Moussa Ibrahim

sul massacro di Majer-Zlitan (9 agosto 2011)

Libia, Majer-Zlitan: la NATO massacra 85 civili, di cui 33 bambini, 32 donne, 20 uomini. “Per motivi umanitari” come ci spiegano i nostri “politici-burattini” nelle mani dell’usurocrazia finanziaria e bancaria mondiale.

Il popolo della Libia di Jamahiriya e di Tripoli sappia però che non tutti in Europa sono così stupidi da non aver capito il complotto/cospirazione contro la Libia ed i popoli/Nazioni del mondo, e faremo il possibile per diffondere la Verità sul crimine che si sta compiendo ai danni della Libia e di tutti noi.

Ognuno ha il suo ruolo, ognuno fa la sua parte: buona fortuna fratelli della Jamahiriya ancora libera (nota redazionale di LibyanFreePress)

 

SULLE POPOLAZIONI DI PALESTINA E LIBIA, RAPINE COLONIALI, BOMBE, MORTE E DISPERAZIONE.

TERRORE USUROCRATICO SUL RESTO DEL MONDO


Qatar dirty plots

 Le sporche trame del Qatar

 

 

 

Le sporche trame petrolmonarchiche del Qatar

 

(RT News) - Libyan officials say they have intercepted two boats from Qatar carrying a cache of weapons for rebel forces in the country. It’s said the load included about a hundred Belgian-made assault rifles, along with thousands of rounds of ammunition. So far, only the French admit to supplying weapons to Libyan anti-government forces. Brian Johnson-Thomas, a former arms trafficking expert for the UN Security Council, says it’s a dangerous violation of the arms embargo.

 

(italian translation)

Funzionari libici affermano di aver intercettato due barche dal Qatar che stavano trasportano armi per le forze “ribelli” di Bengasi. Pare che il carico includa centinaia di fucili d’assalto (belgian-made), insieme a migliaia di munizioni. Finora solo i francesi hanno ammesso forniture di armi alle forze antigovernative. Brian Johnson-Thomas, un ex- esperto in traffici d’armi per il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dice che è una pericolosa violazione dell’embargo sulle armi.

 

RELATED: Qatar offering Israel gas


 

Hebron: this is my land…

(Hebron: questa è la mia terra...)

…and my ‘god’ is an estate agent…

(...ed il mio "dio" è un agente immobiliare...)

 
 
 
 
 
 
 

PALESTINIAN STATEHOOD

by Stephen Lendman [1]

 

 

After 63 years, including 44 under occupation, 85% of Palestinians want statehood now, not later or perhaps never.

Israel and Washington object, wanting permanent occupation and subjugation.

A previous article said a “silent agreement” among Western powers may postpone Security Council and General Assembly votes for later dates to be announced.

Sources also claim Abbas wants it for more negotiating time with America.

Delay very much benefits Washington and Israel for reasons, including:

  • more time for high-pressure strong-arming;

  • to get more anti-statehood Security Council votes to to avoid an embarrassing veto;

  • getting the issue out of headlines; and

  • convincing Abbas to drop the idea altogether in return for special favors and enough sweetners to take home to say he got something... ... ...

... read the full article ...... ... ...

[1]-Font: Veterans Today – Military and Foreign Affairs Journal

http://www.veteranstoday.com/2011/09/23/palestinian-statehood-if-not-now-when/


 

VIDEO  GALLERY

Ha llegado el momento de la verdad para Palestina

E' venuto il momento della verità per la Palestina

 

Abbas submits Palestine statehood bid,

gets standing ovation at UN

 

US Diplomacy Fail — Palestine’s statehood bid at UN

 

New war for Palestinian recognition?

 

Palestinians react to Abbas statehood bid

 

Chaos as clashes erupt on Israel-Palestine border

 

‘Third Intifada’ fears amid violence on Israel-Palestine clash frontline

 

Full speech by Mahmoud Ahmadinejad at UN General Assembly 2011

 

Altri video scelti presso TerraSantaLibera/Youtube-Channel


Ahmadinejad: Israeli theft failed, occupation days numbered


Ahmadinejad: furto israeliano fallito, l'occupazione ha i giorni contati

 


Free Palestine State Status


Independent Palestine:

Interview with Hanan Ashrawi


Palestinian State Bid

1 of 2


Palestinian State Bid

2 of 2


 

 

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