"Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati...vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!"

GerusalemmeTerra Santa

07/05/2008  Notizie dalla Terra Santa  anno III

Comunicati sino al n. 42

 



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Anno III - COMUNICATO 42 - 6 MAGGIO  2008


SALITO A 145 IL NUMERO DEI MORTI PER MANCANZA DI MEDICINE, ATTREZZATURE MEDICHE, DANNI ALLE STRUTTURE SANITARIE CAUSATI DALL'ASSEDIO ALLA POPOLAZIONE DELLA STRISCIA DI GAZA.

I POLITICI E UOMINI DI STATO CHE SOSTENGONO L'ATTUALE GOVERNO SIONISTA ISRAELIANO DEVONO VERGOGNARSI PER LA LORO SERVILE CODARDIA.

SOSTENERE E FESTEGGIARE 60 ANNI DI CRIMINI COMPIUTI DALLO STATO SIONISTA AI DANNI DELLA POPOLAZIONE AUTOCTONA ARABA È VERAMENTE DISONOREVOLE.

DISPIACE CHE A PRENDERE POSIZIONE NETTA E CHIARA SULLA POLITICA ISRAELIANA SIANO IN GRAN MAGGIORANZA SOLO LE ANIME CHE SI RICONOSCONO NELLA SINISTRA ITALIANA, CHE TENTANO COSÌ DI MONOPOLIZZARE E STRUMENTALIZZARE IL DISSENSO, QUASI CHE SIA APPANNAGGIO ESCLUSIVO LORO.

INVITIAMO I CATTOLICI DI BUONA VOLONTÀ E DESIDEROSI DI GIUSTIZIA PER LA TERRA SANTA A FARE SENTIRE LA LORO VOCE CON PIÙ CORAGGIO, LA QUALE NON PUÒ CHE ESSERE CHE DALLA PARTE DEGLI ULTIMI, DEGLI OPPRESSI, DELL'ANELLO PIÙ DEBOLE.

PARE INVECE CHE SIANO CAMBIATI I SUONATORI, MA CHE LA MUSICA IN CAMPO DI POLITICA ESTERA INTERNAZIONALE SIA SEMPRE LA STESSA.  ANZI,  PEGGIO.

 

"Fiera del Libro di Torino dedicata allo Stato sionista d'Israele? No, grazie."

 

Mons Sabbah con il capo di Hamas, Haneyya, a Gaza per manifestare la solidarietà e fraternità delle comunità cristiane e musulmane vittime della pulizia etnica pianificata dalla dirigenza militare sionista. Alla richiesta da parte di Haneyya alle autorità israeliane di sospensione dell'assedio e delle reciproche conflittualità, il governo di Tel Aviv ha risposto uccidendo, imprigionando, espropriando terre ed insediando di nuove colonie ebraiche in Palestina.

Israele non vuole la pace, ma rafforzare il suo colonialismo, senza scrupoli.

PADRE PERDONA LORO PERCHÈ NON SANNO QUELLO CHE FANNO.


 

"Noi non celebriamo l'anniversario di Israele"

lettera-appello di un gruppo di ebrei inglesi


apparsa su "The Guardian"

 


A maggio, le organizzazioni ebraiche celebreranno il 60° anniversario
della fondazione dello stato di Israele. Ciò è comprensibile nel
contesto di secoli di persecuzione culminati nell'Olocausto.
Tuttavia, noi siamo Ebrei che non celebreranno. Sicuramente ora è
tempo di riconoscere la storia degli altri, il prezzo pagato da un
altro popolo per l'antisemitismo europeo e le politiche di genocidio
di Hitler. Come ha messo in evidenza Edward Said, ciò che l'Olocausto
è per gli Ebrei, lo è la Nakba per i Palestinesi.

Nell'aprile 1948, lo stesso mese dell'infame massacro di Deir Yassin
e dell'attacco di mortai contro i civili palestinesi nella piazza del
mercato di Haifa, il Piano Dalet entrò in funzione. Ciò autorizzò la
distruzione di villaggi palestinesi e l'espulsione della popolazione
indigena dai confini dello Stato. Non non celebreremo.

Nel luglio 1948, 70.000 Palestinesi furono cacciati dalle loro case a
Lydda e a Ramleh nel periodo più caldo dell'estate senza cibo né
acqua. Morirono a centinaia. E' nota come la Marcia della Morte. Noi
non celebreremo.

In tutto, 750.000 Palestinesi divennero rifugiati. Circa 400 villaggi
vennero cancellati dalle mappe. La pulizia etnica non terminò lì.
Migliaia di Palestinesi (cittadini israeliani) furono espulsi dalla
Galilea nel 1956. Molte migliaia in più quando Israele occupò la
Cisgiordania e Gaza. Secondo il diritto internazionale e sulla base
della risoluzione Onu 194, i rifugiati di guerra hanno il diritto al
ritorno o alla compensazione. Israele non ha mai riconosciuto tale
diritto. Noi non celebreremo.

Noi non possiamo celebrare l'anniversario della nascita di uno Stato
fondato sul terrorismo, sui massacri e sulla spoliazione della terra
di un altro popolo. Non possiamo celebrare l'anniversario della
nascita di uno Stato che ancora adesso è impegnato nella pulizia
etnica, che viola il diritto internazionale, che infligge una
mostruosa punizione collettiva alla popolazione civile di Gaza e che
continua a negare ai Palestinesi i diritti umani e le aspirazioni
nazionali.

Noi celebreremo quando Arabi ed Ebrei vivranno da eguali in un
pacifico Medio Oriente.

Seymour Alexander
Ruth Appleton
Steve Arloff
(seguono altre 102 firme)

 

Traduzione dall'inglese di "Al-Awda-Italia"

Fonte : Agenzia InfoPal

 

"Il sistema di valori su cui si fonda lo Stato di Israele"
è stato strutturato "attorno a una ideologia etnocentrica che pone
come prioritaria la necessità di avere uno Stato ebraico con una
solida maggioranza ebraica che controlli larga parte dei Territori
palestinesi. Nel creare il proprio Stato-nazione, il movimento
sionista non condusse una guerra che 'tragicamente, ma
inevitabilmente' portò all'espulsione di parte della popolazione
nativa, ma fu l'opposto: l'obiettivo principale era la pulizia etnica
di tutta la Palestina, che il movimento ambiva per il suo nuovo
Stato. Questa visione non è cambiata affatto dal 1948 ad oggi. Il
valore di uno Stato a base etnica è ancora al di sopra di qualunque
diritto umano o civile"
. (Ilan Pappe, storico ebreo israeliano)

 



STORIA

"La Chiesa Russa di Bari

e la geopolitica dell’Ortodossia"

del Dott. Luigi Antonio Fino

(leggi l'articolo)


Anno III - COMUNICATO 41 - 2 MAGGIO  2008


Vietati i crocifissi

Succede a Gerusalemme, dove migliaia di pellegrini e turisti si riversano ogni anno in visita ai lughi sacri alla cristianità, ma senza disdegnare una visita ai monumenti e ai più famosi siti di altre confessioni. Recarsi sulla Spianata delle Moschee è oggi molto più difficile per i non-musulmani, il cui accesso era previsto solo da una porta, la Porta di Magharba, o Porta dei Magrebini, ora chiusa per gli scavi...

Chi vi si sia recato non per motivi di fede islamica, sa che vi regnava la massima austerità e compostezza. Nessuno sarebbe venuto a importunarvi in quel luogo sacro, dal quale si godeva una vista splendida su parte della città vecchia, sul lato est fuori le mura, e sul Monte degli Ulivi che fronteggiava la Moschea di Omar al di là della valle del Cedron. Un luogo incantevole, nel quale si aveva la consapevolezza di trovarsi come sull'ombelico del mondo. I resti dell'antico tempio, e probabilmente dell'Arca dell'Alleanza, seppelliti da qualche parte nel sottosuolo (che archeologhi israeliani cercano come forsennati bucando come una gruviera in profondità il monte), la Spianata con le tante piccole moschee e le due principali di Al-Aqsa e di Omar a troneggiare scintillanti con il loro carico di storia, di tradizione e di leggenda, ed infine il Monte degli ulivi, dirimpetto, con alla stessa altezza il Dominus Flevit, dove Nostro Signore pianse nuovamente su Gerusalemme, e poco più in basso il giardino del Getsemani e la Grotta del Tradimento, ed infine la Tomba di Maria, o della Dormizione.

Se Roma è "Caput Mundi", quel luogo in Gerusalemme ne è sicuramente l'ombelico, a cui sono collegate come ad un cordone, appunto ombelicale, le più importanti confessioni, che vedono in Gerusalemme un imprescindibile punto di riferimento, dove i padri hanno lasciato in eredità una tradizione da curare.

Il problema lì, oggi, non sono i fedeli maomettani, ma le milizie israeliane che impediscono l'accesso al Monte Moria. Chi scrive infatti, quando ha potuto, vi si è sempre recato in compagnia di un amico arabo musulmano di Gerusalemme, persona gentilissima che mi ha voluto illustrare le doti nascoste di quel luogo , dimostrando al contempo un disponibile senso dell'amicizia e dell'ospitalità anche a me che ero dichiaratamente un latino. Uno scambio di doni ha sempre concluso i nostri incontri.

Di tutt'altra pasta chi finge di piangere, più in basso, a ridosso dei resti delle mura di Erode, e non del tempio vero e proprio, che si troverebbe più in là verso nord-ovest. Miriadi di rabbini, o che si spacciano per tali, con i loro vestiti neri, i cappellacci e le barbe lunghe, che ti adocchiano subito come non ebreo e si offrono, prepotentemente, di elargirti una delle loro "benedizioni": ovviamente a pagamento. Si crea una disputa su chi ti deve "benedire", e prendere i dollari... Loro saranno anche rabbini, ma accà nisciun'è fesso.

Te la dò io la benedizione...

Già le abbiamo viste invece, solo dall'anno scorso, le milizie armate all'interno della Basilica del Santo Sepolcro.

Ora capita che ad alcuni fedeli cattolici irlandesi in visita a Gerusalemme, e che si erano recati al Muro Occidentale, il così detto Muro del Pianto, è stato imposto di rimuovere i crocifissi dal collo e gli altri segni di distinzione religiosa. Il gruppo di fedeli in pellegrinaggio stava anche portando con se una statuetta della Madonna che avrebbe poi voluto far benedire (così ci è stato riferito da fedeli irlandesi ieri, primo maggio, Ascensione del Signore, dopo la Messa).

In malo modo un ufficiale dell'esercito (ci sono sempre militari che presidiano e pregano nei pressi del Muro) si è avvicinato al gruppo di fedeli intimando loro di rimuovere immediatamente i crocifissi che portavano al collo, piccole crocette che vendono per pochi denari alcuni poveracci che stazionano nei pressi dei luoghi sacri. Spaventati i pellegrini hanno obbedito e si sono allontanati da quel luogo che pare essere sempre più in mano ad un pugno di fanatici, i quali hanno la convinzione e la presunzione di aver giudaizzato tutta Gerusalemme.

Ovviamente nessuno si sogna di chiedere loro di rimuovere la kippa dalla testa quando sono in aree cristiane della città vecchia. E neppure se entrano nelle chiese o al Santo Sepolcro. Ma scherziamo?! Chiedere una cosa del genere sarebbe da antisemiti. Eppure nelle nostre chiese agli uomini è chiesto di rimuovere i copricapo. Per rispetto tutti dovrebbero fare altrettanto.

Da sottolineare che tutti i fedeli irlandesi indossavano, come d'obbligo, lo zoccotto ebraico, la kippa, che viene distribuita gratuitamente, in formato cartaceo, a chiunque si rechi in prossimità del Muro del Pianto. Ho detto in prossimità: di un muro, all'aperto.

Che dire...Ci hanno dato un'altra lezione di come i giudeo-sionisti d'Israele intendano la tolleranza e la sensibilità alla non discriminazione, cose per cui enti al loro servizio come l'ADL (Anti Defamation League del massonico B'nai B'rith) vigilano nella nostra vecchia Europa, pronti ad intervenire alla minima minaccia di discriminazione.

Ma i cristiani non contano, sono solo goijm, animali parlanti.

Quando mai si è visto un cane, per giunta non di razza, reclamare di essere trattato come un essere umano, per giunta di razza eletta?

 

Peccato che essi non sappiano, o non intendano sapere, che la loro elezione, (se mai vi fu potrebbe anche asserire chi non crede ma che conosce comunque la storia), è stata in funzione della preparazione della venuta di quel Salvatore, di quel Messia, di quel Cristo che i loro antichi sacerdoti del tempio hanno voluto a tutti i costi in croce, e che ancor oggi è Pietra Angolare e di scandalo. Di quel Cristo la cui immagine era riprodotta su quei piccoli crocifissi, a memoria ed aiuto per la meditazione, di quei fedeli irlandesi maltrattati dal "fratello maggiore" in divisa sionista. Pregheremo anche per lui.

 

La Redazione

 

“Preghiamo anche per gli Ebrei, affinché il Signore Dio nostro tolga il velo dai loro cuori, in modo che essi pure con noi riconoscano Gesù Cristo Signor Nostro. Preghiamo. O Dio onnipotente ed eterno, che non rigetti dalla tua misericordia neppure gli Ebrei, esaudisci le suppliche che ti rivolgiamo per questo popolo accecato, affinché ammetta che il Cristo è la luce della tua verità, ed esca così dalle tenebre” (Messale Romano del 1962).

  

L'ex Rabbino Capo di Roma, Zolli, convertito e fattosi battezzare con il nome di Eugenio in onore a Papa Pacelli. A fianco Pio Edgardo Mortara, altro famoso ebreo convertito.

 


Anno III - COMUNICATO 40 - 1 MAGGIO  2008

Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo


Ipocrisia farisaica ed etica universale

È incredibile assistere a tanta manifestazione di tracotanza ed ipocrisia, da parte di ingessati rappresentanti dei poteri nazionali (tutti cooptati e nessuno mai eletto a plebiscito popolare), politicanti di professione e parassiti di stato, che di fronte allo scempio di corpi di creature in giovane età, fatte a pezzi insieme ai loro genitori, di fronte alla fame e alla disperazione di povera gente rinchiusa in lager e tra muraglie di cemento armato, angariata ad ogni movimento da nullafacenti coloni (mantenuti da uno stato a spese della comunità internazionale per via della "shoà"), fanno spallucce, insensibili e disinteressati alla sofferenza altrui, ma così lesti ad indignarsi e a mostrare le unghie per graffiare chi osa sollevare il velo, ormai squarciato da un pezzo, che copre malamente le atrocità commesse dallo Stato, così detto "ebraico", in realtà solo giudaico a maggioranza kazara askenazita, d'Israele.

Perchè, sia detto chiaro e tondo, in Palestina, nei così detti Territori Occupati e nel recinto per il tiro al bersaglio di Gaza, in quella che viene definita Cisgiordania e nel West Bank, gli esseri umani sono trattati peggio delle bestie, maltrattati peggio di cani rabbiosi, ingabbiati selvaggiamente da cacciatori di frodo, abbattuti senza pietà e schiacciati come insetti fastidiosi.

La carneficina dei bambini e delle famiglie arabe di Palestina è sotto gli occhi di tutti. Nessun diritto all'autodifesa per loro. Solo quello di morire.

 

Chiedere la cessazione di questo stato di cose, e che venga accolta qualsiasi proposta o gesto di distensione, di colloquio, di cessate il fuoco, di trattativa, senza pregiudiziali, purchè ci si possa affrontare tutti seduti ad un tavolo, senza l'esclusione di alcuna fazione, piccola o grande che sia, invece che ad armi in pugno, è chiedere di percorrere solo l'unica possibile e ragionevole via per invitare le parti a costruire un futuro vivibile per i propri figli. Per tutti i figli, anche di quelli dei vicini di casa.

 

Ed invece chi fa "spallucce", oltre a sostenere i crimini dei corrotti di Sion e delle milizie da loro ben addestrate all'omicidio mirato, non trova di meglio da fare che scagliarsi contro chi, usando solo semplici e legittime parole, per amore della Verità e della Carità non può fare a meno di definire tali azioni barbare quali crimini contro l'umanità.

 

Per questo tali persone, noi inclusi, vengono accusate, falsamente, di anti-semitismo e fesserie del genere. Da che pulpito tale accusa infamante, proprio da chi ammazza o giustifica l'ammazzamento sistematico, con benedizione rabbinica, dei confratelli semiti ismaeliti. Semiti anti-semiti.

 

 

Quando si dice del bue che da' del cornuto all'asino......

Questa è la contraddizione di chi reputa di avere stretto un "patto", ma non sapendo ancora bene con chi.

A giudicare dai frutti però qualche idea ce la si potrebbe anche fare...

 

Pochi concetti, chiari, schietti, senza tanti giri di parole, per definire la realtà nella sua essenza, senza permettere che norme etiche universali vengano sopraffatte e stravolte da finalità arbitrarie, organiche ad un potere politico finalizzato ad interessi economicistici e di parte.

L'etica non può essere sconvolta per avvallare scelte temporali di convenienza, perchè essa è immutabile nel tempo e come tale deve essere l'unico parametro di riferimento per il legislatore.

E la prima regola si basa sul rispetto della vita e della persona umana.

 

Quando un singolo, un gruppo, o addirittura una nazione intera, calpestano palesemente tale fondamento universale dell'etica perenne, essi vanno ammoniti, condannati, contrastati dal resto delle nazioni e dai loro rappresentanti o portavoce, indipendentemente dal peso economico e politico-militare che essi detengono per ricattare la comunità internazionale.

 

Succede però proprio il contrario, e chi dovrebbe ammonire invece esalta, mentre la vittima viene colpevolizzata e ulteriormente penalizzata, frustrata.

Sono gli assurdi dell'era moderna, quella per intenderci della "democrazia", in cui ogni regola etica viene snaturata per fini particolaristici, "scompare il concetto della libertà nella scelta del fine etico, proprio della natura umana e ad essa si sostituisce una finalità autoritativamente programmata" (Prof. Giacinto Auriti?).

 

Per fare un esempio, l'aborto è e resta un male e una disgrazia, non un diritto inalienabile dell'uomo (in questo caso: della donna), anche se è garantito da leggi dello Stato e giustificato da una dialettica irresponsabile e martellante.

In altre parole un omicidio è sempre un omicidio, un genocidio è sempre un genocidio, un crimine contro l'umanità è sempre un crimine contro l'umanità, anche se a perpetrarli fosse la nazione più potente e democratica al mondo (anzi, in questo caso la colpa è ancor maggiore).

E anche se in sua difesa si leva una selva di scudi composta dagli scribi moderni, giornalisti ben pagati per omettere e deviare, come da tutti quei senatori e diplomatici appartenenti a quel partito trasversale di portaborse, di servi fedeli e camerieri del sistema bancario e dell'usurocrazia apolide.

Chi non si alza in piedi per ammonire e condannare senza riserve l'atrocità continua e battente dello stato sionista a danno della popolazione araba di Palestina, o non ha ancora capito i termini della contesa (cosa anche comprensibile dato l'enorme apparato propagandistico messo in atto da chi non si fa problema di moneta, perchè la crea dal nulla a nostre spese...), o sta perseguendo una strategia più sottile per contrastare tale disgraziato stato di cose (come il suo stato forse gli impone), oppure è un vile marrano.

 

Persino ebrei onesti e di alto profilo intellettuale (vedi link) ammettono la cruda realtà dei fatti: perchè noi non dovremmo?

 

Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio.

 

La Redazione

(vai al link)


ULTIMA ORA

Torino, bruciate bandiere israeliane

da www.corriere.it/cronache  :  PRIMO MAGGIO


La protesta al termine del corteo del Primo Maggio. La condanna delle comunità ebraiche: «Atto di inciviltà»

«UN ATTO DI INCIVILTA'» - Ferma condanna delle proteste da parte dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane. «Un atto di inciviltà che proprio nel momento in cui ci si appresta a celebrare la festa per i 60 anni di Israele a Torino, è inammissibile in uno stato democratico» ha detto Claudia De Benedetti commentando gli atti antisraeliani a Torino. «Ritengo - ha aggiunto De Benedetti - che questi atti non giovino al sereno svolgimento di una manifestazione che vedrà la presenza del presidente Napolitano a fianco di tanti amici di Israele. E sono sono preoccupata per un atto che testimonia un clima ostile e di ignoranza e pregiudizio. Una vera e propria censura culturale».

«UN'OFFESA A NOI STESSI» - Su quanto accaduto a Torino è intervenuto anche Pier Ferdinando Casini. «Bruciare le bandiere di Israele è un atto di oltraggio non solo a quel popolo, alla sua storia e alle sue sofferenze ma all'intera civiltà occidentale, quindi anche a noi stessi» ha detto il leader dell'Udc. «La demenza di questi atti - ha concluso - offende la festa del Primo Maggio e tutti i lavoratori».

«BERTINOTTI CONTESTATO» - E proprio per la sua annunciata partecipazione alla Fiera del Libro Anche l'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, presente al corteo di Torino, è stato oggetto di una contestazione. Il fatto è accaduto prima che iniziasse la manifestazione in piazza Vittorio dove c'era il concentramento del corteo. Quando l'ex leader di Rifondazione è avvicinato agli striscioni e alle bandiere del Prc, un gruppo di giovani dei centri sociali, presumibilmente gli stessi che poi hanno bruciato le bandiere di Israele e degli Stati Uniti, lo ha praticamente fatto allontanare. Bertinotti è atteso per uno degli incontri dedicati dalla Fiera del Libro alle «parole» della Costituzione: a lui spetta il dibattito sull'articolo 1 e sulla parola «lavoro».

 

Commento della Redazione di TerraSantaLibera.org a proposito della FOTO di GRUPPO di "Unione Comunità Ebraiche, Casini e Bertinotti" :

- Della pronta dimostrazione di servilismo e sudditanza noachide, mascherata da senso civico e altre chiacchiere di retorica politichese, da parte di Casini e Bertinotti, abbracciati in questa rinnovata versione di "compromesso storico made in Israel" non ci si stupisce. Rappresentanti del nulla in campo politico, perdenti nel sociale e nel personale, non possono che mendicare legittimità presso il tempio che non c'è più, in attesa dei soliti trenta denari.

Finchè si tratta di ammazzare qualche bambino arabo passi, ma oèh con le cose sacre non si scherza! è chiaro? (commento fresco di Giancarlo).