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VUOI AIUTARE IL LAVORO DEI CRISTIANI PRIGIONIERI IN QUEL LAGER CHIAMATO
BETLEMME???

AGGIUDICATI UN'OPERA DEL LORO BELLISSIMO ARTIGIANATO
CHE TROVI NEL NOSTRO MERCATINO DI SUPPORTO
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del dott. Luigi Copertino
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Sito aperto a quasi
tutte le penne.
Non badiamo al colore
dell'inchiostro, purchè scriviate la verità, anche se
politicamente scorretta e scomoda



Sei veramente contro la pena di morte?
Lui è veramente innocente:

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QUESTO NON È UN GIORNALE-QUOTIDIANO ON-LINE,
MA SOLO UNO SPECCHIO DELLA LIBERA-CONDIVISA
CONTROINFORMAZIONE,
AGGIORNATO IN COLLABORAZIONE,
CON
SCADENZA IRREGOLARE
100% POLITICAMENTE SCORRETTO |
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Anno III -
COMUNICATO 42
- 6 MAGGIO 2008
SALITO A 145 IL NUMERO DEI MORTI PER
MANCANZA DI MEDICINE, ATTREZZATURE MEDICHE, DANNI ALLE
STRUTTURE SANITARIE CAUSATI DALL'ASSEDIO ALLA POPOLAZIONE
DELLA STRISCIA DI GAZA.
I POLITICI E UOMINI DI STATO CHE
SOSTENGONO L'ATTUALE GOVERNO SIONISTA ISRAELIANO DEVONO
VERGOGNARSI PER LA LORO SERVILE CODARDIA.
SOSTENERE E FESTEGGIARE 60 ANNI DI
CRIMINI COMPIUTI DALLO STATO SIONISTA AI DANNI DELLA
POPOLAZIONE AUTOCTONA ARABA È VERAMENTE DISONOREVOLE.
DISPIACE CHE A PRENDERE POSIZIONE
NETTA E CHIARA SULLA POLITICA ISRAELIANA SIANO IN GRAN
MAGGIORANZA SOLO LE ANIME CHE SI RICONOSCONO NELLA
SINISTRA ITALIANA, CHE TENTANO COSÌ DI MONOPOLIZZARE E
STRUMENTALIZZARE IL DISSENSO, QUASI CHE SIA APPANNAGGIO
ESCLUSIVO LORO.
INVITIAMO I CATTOLICI DI BUONA
VOLONTÀ E DESIDEROSI DI GIUSTIZIA PER LA TERRA SANTA A
FARE SENTIRE LA LORO VOCE CON PIÙ CORAGGIO, LA QUALE NON
PUÒ CHE ESSERE CHE DALLA PARTE DEGLI ULTIMI, DEGLI
OPPRESSI, DELL'ANELLO PIÙ DEBOLE.
PARE INVECE CHE SIANO CAMBIATI I SUONATORI,
MA CHE LA MUSICA IN CAMPO DI POLITICA ESTERA INTERNAZIONALE SIA SEMPRE LA
STESSA. ANZI, PEGGIO.

"Fiera del Libro di Torino dedicata allo Stato sionista
d'Israele? No, grazie."

Mons Sabbah con il capo di Hamas, Haneyya, a Gaza per
manifestare la solidarietà e fraternità delle comunità
cristiane e musulmane vittime della pulizia etnica
pianificata dalla dirigenza militare sionista. Alla
richiesta da parte di Haneyya alle autorità israeliane di
sospensione dell'assedio e delle reciproche
conflittualità, il governo di Tel Aviv ha risposto
uccidendo, imprigionando, espropriando terre ed insediando
di nuove colonie ebraiche in Palestina.
Israele non vuole la pace, ma rafforzare il suo
colonialismo, senza scrupoli.

PADRE PERDONA LORO PERCHÈ NON SANNO QUELLO CHE FANNO.
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"Noi non celebriamo
l'anniversario di Israele"
lettera-appello di un gruppo di ebrei inglesi
apparsa su
"The Guardian"

A maggio, le organizzazioni ebraiche celebreranno il
60° anniversario
della fondazione dello stato di Israele. Ciò è
comprensibile nel
contesto di secoli di persecuzione culminati
nell'Olocausto.
Tuttavia, noi siamo Ebrei che non celebreranno.
Sicuramente ora è
tempo di riconoscere la storia degli altri, il prezzo
pagato da un
altro popolo per l'antisemitismo europeo e le
politiche di genocidio
di Hitler. Come ha messo in evidenza Edward Said, ciò
che l'Olocausto
è per gli Ebrei, lo è la Nakba per i Palestinesi.
Nell'aprile 1948, lo stesso mese dell'infame massacro
di Deir Yassin
e dell'attacco di mortai contro i civili palestinesi
nella piazza del
mercato di Haifa, il Piano Dalet entrò in funzione.
Ciò autorizzò la
distruzione di villaggi palestinesi e l'espulsione
della popolazione
indigena dai confini dello Stato. Non non celebreremo.
Nel luglio 1948, 70.000 Palestinesi furono cacciati
dalle loro case a
Lydda e a Ramleh nel periodo più caldo dell'estate
senza cibo né
acqua. Morirono a centinaia. E' nota come la Marcia
della Morte. Noi
non celebreremo.
In tutto, 750.000 Palestinesi divennero rifugiati.
Circa 400 villaggi
vennero cancellati dalle mappe. La pulizia etnica non
terminò lì.
Migliaia di Palestinesi (cittadini israeliani) furono
espulsi dalla
Galilea nel 1956. Molte migliaia in più quando Israele
occupò la
Cisgiordania e Gaza. Secondo il diritto internazionale
e sulla base
della risoluzione Onu 194, i rifugiati di guerra hanno
il diritto al
ritorno o alla compensazione. Israele non ha mai
riconosciuto tale
diritto. Noi non celebreremo.
Noi non possiamo celebrare l'anniversario della
nascita di uno Stato
fondato sul terrorismo, sui massacri e sulla
spoliazione della terra
di un altro popolo. Non possiamo celebrare
l'anniversario della
nascita di uno Stato che ancora adesso è impegnato
nella pulizia
etnica, che viola il diritto internazionale, che
infligge una
mostruosa punizione collettiva alla popolazione civile
di Gaza e che
continua a negare ai Palestinesi i diritti umani e le
aspirazioni
nazionali.
Noi celebreremo quando Arabi ed Ebrei vivranno da
eguali in un
pacifico Medio Oriente.
Seymour Alexander
Ruth Appleton
Steve Arloff
(seguono altre 102 firme)
Traduzione dall'inglese di "Al-Awda-Italia"
Fonte : Agenzia
InfoPal
"Il sistema di valori su cui si fonda lo Stato di
Israele"
è stato strutturato "attorno a una ideologia
etnocentrica che pone
come prioritaria la necessità di avere uno Stato
ebraico con una
solida maggioranza ebraica che controlli larga parte
dei Territori
palestinesi. Nel creare il proprio Stato-nazione, il
movimento
sionista non condusse una guerra che 'tragicamente, ma
inevitabilmente' portò all'espulsione di parte della
popolazione
nativa, ma fu l'opposto: l'obiettivo principale era la
pulizia etnica
di tutta la Palestina, che il movimento ambiva per il
suo nuovo
Stato. Questa visione non è cambiata affatto dal 1948
ad oggi. Il
valore di uno Stato a base etnica è ancora al di sopra
di qualunque
diritto umano o civile".
(Ilan Pappe, storico ebreo israeliano) |
STORIA
"La Chiesa Russa di Bari
e la geopolitica dell’Ortodossia"
del Dott.
Luigi Antonio Fino
(leggi l'articolo)
Anno III -
COMUNICATO 41
- 2 MAGGIO 2008
Vietati i crocifissi

Succede a Gerusalemme, dove migliaia di pellegrini
e turisti si riversano ogni anno in visita ai lughi sacri
alla cristianità, ma senza disdegnare una visita ai
monumenti e ai più famosi siti di altre confessioni.
Recarsi sulla Spianata delle Moschee è oggi molto più
difficile per i non-musulmani, il cui accesso era previsto
solo da una porta, la Porta di Magharba, o Porta
dei Magrebini,
ora chiusa per gli scavi...
Chi vi si sia
recato non per motivi di fede islamica, sa che vi
regnava la massima austerità e compostezza. Nessuno
sarebbe venuto a importunarvi in quel luogo sacro, dal
quale si godeva una vista splendida su parte della città
vecchia, sul lato est fuori le mura, e sul Monte degli
Ulivi che fronteggiava la Moschea di Omar al di là della
valle del Cedron. Un luogo incantevole, nel quale si aveva
la consapevolezza di trovarsi come sull'ombelico del
mondo. I resti dell'antico tempio, e probabilmente
dell'Arca dell'Alleanza, seppelliti da qualche parte nel
sottosuolo (che archeologhi israeliani cercano come
forsennati bucando come una gruviera in profondità il
monte), la Spianata con le tante piccole moschee e le
due principali di Al-Aqsa e di Omar a troneggiare
scintillanti con il loro carico di storia, di tradizione e
di leggenda, ed infine il Monte degli ulivi, dirimpetto,
con alla stessa altezza il Dominus Flevit, dove Nostro
Signore pianse nuovamente su Gerusalemme, e poco più in
basso il giardino del Getsemani e la Grotta del
Tradimento, ed infine la Tomba di Maria, o della
Dormizione.
Se Roma è "Caput
Mundi", quel luogo in Gerusalemme ne è sicuramente
l'ombelico, a cui sono collegate come ad un cordone,
appunto ombelicale, le più importanti confessioni, che
vedono in Gerusalemme un imprescindibile punto di
riferimento, dove i padri hanno lasciato in eredità una
tradizione da curare.
Il
problema lì, oggi, non sono i fedeli maomettani, ma le milizie
israeliane che impediscono l'accesso al Monte Moria. Chi
scrive infatti, quando ha potuto, vi si è sempre recato in
compagnia di un amico arabo musulmano di Gerusalemme,
persona gentilissima che mi ha voluto illustrare le doti
nascoste di quel luogo , dimostrando al contempo un
disponibile senso dell'amicizia e dell'ospitalità anche a
me che ero dichiaratamente un latino. Uno scambio di doni
ha sempre concluso i nostri incontri.
Di tutt'altra
pasta chi finge di piangere, più in basso, a ridosso
dei resti delle mura di Erode, e non del tempio vero e
proprio, che si troverebbe più in là verso nord-ovest.
Miriadi di rabbini, o che si spacciano per tali, con i
loro
vestiti neri, i cappellacci e le barbe lunghe, che ti
adocchiano subito come non ebreo e si offrono,
prepotentemente, di elargirti una delle loro
"benedizioni": ovviamente a pagamento. Si crea una disputa
su chi ti deve "benedire", e prendere i dollari... Loro
saranno anche rabbini, ma accà nisciun'è fesso.
Te la dò io la
benedizione...
Già le abbiamo viste
invece, solo dall'anno scorso, le milizie armate
all'interno della Basilica del Santo Sepolcro.
Ora capita che ad
alcuni fedeli cattolici irlandesi in visita a
Gerusalemme, e che si erano recati al Muro Occidentale, il
così detto Muro del Pianto, è stato imposto di rimuovere i
crocifissi dal collo e gli altri segni di distinzione
religiosa. Il gruppo di fedeli in pellegrinaggio stava
anche portando con se una statuetta della Madonna che
avrebbe poi voluto far benedire (così ci è stato
riferito da fedeli irlandesi ieri, primo maggio,
Ascensione del Signore, dopo la Messa).
In malo modo un
ufficiale dell'esercito (ci sono sempre militari
che presidiano e pregano nei pressi del Muro)
si è avvicinato al gruppo di fedeli intimando loro di
rimuovere immediatamente i crocifissi che portavano al
collo, piccole crocette che vendono per pochi denari
alcuni poveracci che stazionano nei pressi dei luoghi
sacri. Spaventati i pellegrini hanno obbedito e si sono
allontanati da quel luogo che pare essere sempre più in
mano ad un pugno di fanatici, i quali hanno la convinzione
e la presunzione di aver giudaizzato tutta Gerusalemme.
Ovviamente
nessuno si sogna di chiedere loro di rimuovere la
kippa dalla testa quando sono in aree cristiane della
città vecchia. E neppure se entrano nelle chiese o al
Santo Sepolcro. Ma scherziamo?! Chiedere una cosa del
genere sarebbe da antisemiti. Eppure nelle nostre chiese
agli uomini è chiesto di rimuovere i copricapo. Per
rispetto tutti dovrebbero fare altrettanto.
Da sottolineare
che tutti i fedeli irlandesi indossavano, come
d'obbligo, lo zoccotto ebraico, la kippa, che viene
distribuita gratuitamente, in formato cartaceo, a chiunque
si rechi in prossimità del Muro del Pianto. Ho detto in
prossimità: di un muro, all'aperto.
Che dire...Ci
hanno dato un'altra lezione di come i giudeo-sionisti
d'Israele intendano la tolleranza e la sensibilità alla
non discriminazione, cose per cui enti al loro servizio
come l'ADL (Anti Defamation League del massonico B'nai
B'rith) vigilano nella nostra vecchia Europa, pronti ad
intervenire alla minima minaccia di discriminazione.
Ma i cristiani non
contano, sono solo goijm, animali parlanti.
Quando mai si è visto
un cane, per giunta non di razza, reclamare di essere
trattato come un essere umano, per giunta di razza eletta?
Peccato che essi non
sappiano, o non intendano sapere, che la loro elezione,
(se mai vi fu potrebbe anche asserire chi non crede ma che
conosce comunque la storia), è stata in funzione della
preparazione della venuta di quel Salvatore, di quel
Messia, di quel Cristo che i loro antichi sacerdoti del
tempio hanno voluto a tutti i costi in croce, e che ancor
oggi è Pietra Angolare e di scandalo. Di quel Cristo la
cui immagine era riprodotta su quei piccoli crocifissi, a
memoria ed aiuto per la meditazione, di quei fedeli
irlandesi maltrattati dal "fratello maggiore" in divisa
sionista. Pregheremo anche per lui.
La Redazione
“Preghiamo anche per gli Ebrei,
affinché il Signore Dio nostro tolga il velo dai loro
cuori, in modo che essi pure con noi riconoscano Gesù
Cristo Signor Nostro. Preghiamo. O Dio onnipotente ed
eterno, che non rigetti dalla tua misericordia neppure gli
Ebrei, esaudisci le suppliche che ti rivolgiamo per questo
popolo accecato, affinché ammetta che il Cristo è la luce
della tua verità, ed esca così dalle tenebre” (Messale
Romano del 1962).
L'ex Rabbino Capo di Roma, Zolli, convertito e fattosi
battezzare con il nome di Eugenio in onore a Papa Pacelli.
A fianco Pio Edgardo Mortara, altro famoso ebreo
convertito.
Anno III -
COMUNICATO 40
- 1 MAGGIO 2008
Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo
Ipocrisia farisaica ed etica universale

È incredibile
assistere a tanta manifestazione di tracotanza ed
ipocrisia, da parte di ingessati rappresentanti dei poteri
nazionali (tutti cooptati e nessuno mai
eletto a plebiscito popolare), politicanti di
professione e parassiti di stato, che di
fronte allo scempio di corpi di creature in giovane
età, fatte a pezzi insieme ai loro genitori, di fronte
alla fame e alla disperazione di povera gente rinchiusa in
lager e tra muraglie di cemento armato, angariata ad ogni
movimento da nullafacenti coloni (mantenuti da uno
stato a spese della comunità internazionale per via della
"shoà"), fanno spallucce, insensibili e
disinteressati alla sofferenza altrui, ma così lesti
ad indignarsi e a mostrare le unghie per graffiare chi osa
sollevare il velo, ormai squarciato da un pezzo, che copre
malamente le atrocità commesse dallo Stato, così detto
"ebraico", in realtà solo giudaico a maggioranza kazara
askenazita, d'Israele.
Perchè, sia detto
chiaro e tondo, in Palestina, nei così detti Territori
Occupati e nel recinto per il tiro al bersaglio di Gaza,
in quella che viene definita Cisgiordania e nel West Bank,
gli esseri umani sono trattati peggio delle bestie,
maltrattati peggio di cani rabbiosi, ingabbiati
selvaggiamente da
cacciatori di frodo, abbattuti senza pietà e schiacciati
come insetti fastidiosi.
La carneficina dei
bambini e delle famiglie arabe di Palestina è sotto gli occhi di tutti.
Nessun diritto all'autodifesa per loro. Solo quello di
morire.
Chiedere la
cessazione di questo stato di cose, e che venga accolta
qualsiasi proposta o gesto di distensione, di colloquio,
di cessate il fuoco, di trattativa, senza pregiudiziali,
purchè ci si possa affrontare tutti seduti ad un
tavolo, senza l'esclusione di alcuna fazione, piccola o
grande che sia, invece che ad armi in pugno, è chiedere di
percorrere solo l'unica possibile e ragionevole via per
invitare le parti a costruire un futuro vivibile per i
propri figli. Per tutti i figli, anche di quelli dei
vicini di casa.
Ed invece chi fa
"spallucce", oltre a sostenere i crimini dei corrotti di
Sion e delle milizie da loro ben addestrate all'omicidio
mirato, non trova di meglio da fare che scagliarsi contro
chi, usando solo semplici e legittime parole, per amore
della Verità e della Carità non può fare a meno di
definire tali azioni barbare quali crimini contro
l'umanità.

Per
questo tali persone, noi inclusi, vengono accusate,
falsamente, di anti-semitismo e fesserie del genere. Da
che pulpito tale accusa infamante, proprio da chi ammazza
o giustifica l'ammazzamento sistematico, con benedizione
rabbinica, dei confratelli semiti ismaeliti. Semiti
anti-semiti.
Quando si dice del
bue che da' del cornuto all'asino......
Questa è la
contraddizione di chi reputa di avere stretto un "patto",
ma non sapendo ancora bene con chi.
A giudicare dai
frutti però qualche idea ce la si potrebbe anche fare...
Pochi concetti,
chiari, schietti, senza tanti giri di parole, per definire
la realtà nella sua essenza, senza permettere che norme
etiche universali vengano sopraffatte e stravolte da
finalità arbitrarie, organiche ad un potere politico
finalizzato ad interessi economicistici e di parte.
L'etica non può
essere sconvolta per avvallare scelte temporali di
convenienza, perchè essa è immutabile nel tempo e come
tale deve essere l'unico parametro di riferimento per il
legislatore.
E la prima
regola si basa sul rispetto della vita e della persona
umana.
Quando un
singolo, un gruppo, o addirittura una nazione intera,
calpestano palesemente tale fondamento universale
dell'etica perenne, essi vanno ammoniti, condannati,
contrastati dal resto delle nazioni e dai loro
rappresentanti o portavoce, indipendentemente dal peso
economico e politico-militare che essi detengono per
ricattare la comunità internazionale.
Succede però
proprio il contrario, e chi dovrebbe ammonire invece
esalta, mentre la vittima viene colpevolizzata e
ulteriormente penalizzata, frustrata.
Sono gli
assurdi dell'era moderna, quella per intenderci della
"democrazia", in cui ogni regola etica viene snaturata per
fini particolaristici, "scompare il concetto della
libertà nella scelta del fine etico, proprio della natura
umana e ad essa si sostituisce una finalità
autoritativamente programmata" (Prof. Giacinto Aurit i?).
Per fare un esempio,
l'aborto è e resta un male e una disgrazia, non un diritto
inalienabile dell'uomo (in questo caso: della donna),
anche se è garantito da leggi dello Stato e giustificato
da una dialettica irresponsabile e martellante.
In altre parole un omicidio è sempre
un omicidio, un genocidio è sempre un genocidio, un
crimine contro l'umanità è sempre un crimine contro
l'umanità, anche se a perpetrarli fosse la nazione più
potente e democratica al mondo (anzi,
in questo caso la colpa è ancor maggiore).
E anche se in sua
difesa si leva una selva di scudi composta dagli
scribi
moderni, giornalisti ben pagati per omettere e deviare,
come da tutti quei senatori e diplomatici appartenenti a
quel partito trasversale di portaborse, di servi fedeli e
camerieri del sistema bancario e dell'usurocrazia apolide.
Chi non si alza in
piedi per ammonire e condannare senza riserve l'atrocità
continua e battente dello stato sionista a danno della
popolazione araba di Palestina, o non ha ancora capito i
termini della contesa (cosa anche comprensibile dato
l'enorme apparato propagandistico messo in atto da chi non
si fa problema di moneta, perchè la crea dal nulla a
nostre spese...), o sta perseguendo una strategia più
sottile per contrastare tale disgraziato stato di cose
(come il suo stato forse gli impone), oppure è un vile
marrano.
Persino ebrei
onesti e di alto profilo intellettuale (vedi link)
ammettono la cruda realtà dei fatti: perchè noi non
dovremmo?
Sancte Michael
Archangele, defende nos in proelio.
La Redazione
(vai al
link)
ULTIMA ORA
Torino, bruciate bandiere israeliane
da
www.corriere.it/cronache : PRIMO MAGGIO
La protesta al termine del corteo del Primo Maggio. La
condanna delle comunità ebraiche: «Atto di inciviltà»
«UN ATTO DI INCIVILTA'» - Ferma condanna delle proteste da
parte
dell'Unione
delle Comunità ebraiche italiane.
«Un atto di inciviltà che proprio nel momento in cui ci si
appresta a celebrare la festa per i 60 anni di Israele a
Torino, è inammissibile in uno stato democratico» ha detto
Claudia De Benedetti
commentando gli atti antisraeliani a Torino. «Ritengo - ha
aggiunto De Benedetti - che questi atti non giovino al
sereno svolgimento di una manifestazione che vedrà la
presenza del presidente Napolitano a fianco di tanti amici
di Israele. E sono sono preoccupata per un atto che
testimonia un clima ostile e di ignoranza e pregiudizio.
Una vera e propria censura culturale».
«UN'OFFESA A NOI STESSI» - Su quanto accaduto a Torino è
intervenuto anche
Pier Ferdinando Casini.
«Bruciare le bandiere di Israele è un atto di oltraggio
non solo a quel popolo, alla sua storia e alle sue
sofferenze ma all'intera civiltà occidentale, quindi anche
a noi stessi» ha detto il leader dell'Udc. «La demenza di
questi atti - ha concluso - offende la festa del Primo
Maggio e tutti i lavoratori».
«BERTINOTTI CONTESTATO» - E proprio per la sua annunciata
partecipazione alla Fiera del Libro Anche l'ex presidente
della Camera
Fausto Bertinotti,
presente al corteo di Torino, è stato oggetto di una
contestazione. Il fatto è accaduto prima che iniziasse la
manifestazione in piazza Vittorio dove c'era il
concentramento del corteo. Quando l'ex leader di
Rifondazione è avvicinato agli striscioni e alle bandiere
del Prc, un gruppo di giovani dei centri sociali,
presumibilmente gli stessi che poi hanno bruciato le
bandiere di Israele e degli Stati Uniti, lo ha
praticamente fatto allontanare. Bertinotti è atteso per
uno degli incontri dedicati dalla Fiera del Libro alle
«parole» della Costituzione: a lui spetta il dibattito
sull'articolo 1 e sulla parola «lavoro».
Commento della Redazione di TerraSantaLibera.org a
proposito della FOTO di GRUPPO di "Unione Comunità
Ebraiche, Casini e Bertinotti" :
-
Della pronta
dimostrazione di servilismo e sudditanza noachide,
mascherata da senso civico e altre chiacchiere di retorica
politichese, da parte di Casini e Bertinotti, abbracciati
in questa rinnovata versione di "compromesso storico made
in Israel" non ci si stupisce. Rappresentanti del nulla in
campo politico, perdenti nel sociale e nel personale, non
possono che mendicare legittimità presso il tempio che non
c'è più, in attesa dei soliti trenta denari.
Finchè si tratta di ammazzare qualche bambino arabo passi,
ma oèh con le cose sacre non si scherza! è chiaro?
(commento fresco di Giancarlo).
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