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"Notizie dalla Terra Santa"

 

Anno VI - 2010

                                    www.TerraSantaLibera.org         www.HolyLandFree.org

Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione.

Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

LIBERTA' DI INFORMAZIONE, CDEC & ISRAEL LOBBY

SVELATI INTERESSI E SCORRETTEZZE AL FINE DI SOPPRIMERLE

I fondi stanziati con una legge mai discussa in aula,

le scorrettezze deontologiche, le falsità.

 

 

Ecco perche Stefano Gatti (CDEC) e' cosi' attivo (vedi link) per far chiudere i siti web sgraditi alla israel-lobby italiana: per giustficare, col suo progetto di ricerca su internet da quattro soldi, l'ncameramento, da parte dell'associazione di cui fa parte, di ben 300mila euro annui  per ricerche su internet. Avete letto bene, 300mila euro annui, soldi che pochi di noi avranno mai la possibilità di vedere tutti insieme nella loro vita di decenni di duro lavoro

 

Ecco come i politici della nostra repubblica sperperano i soldi dei cittadini: per finanziare la propaganda della israel-lobby !


In altre parole per pagare le "pallottole" che ci vengono sparate addosso (per ora solo virtualmente).


300 mila euro all'anno buttati via per finanziare chi vorrebbe tappare la bocca a chi dice la verita' sui crimini israeliani e sui progetti di guerra globale che causeranno morti e catastrofi immani.

 

Altro che ricerca storica di rilevanza sociale...come ci vorrebbe far credere la rivista Shalom...(aprile 2010)

Sono queste le cose che questi signori/e non vorrebbero che vi dicessimo,  ed e' percio' che in atto una campagna contro la liberta' di espressione e per oscurare i siti-web scomodi.

 

Pero' noi ci domandiamo: in periodo di crisi economica, era necessario sperperare tutti questi fondi pubblici, soldi di tasse pagate dai lavoratori italiani, alla faccia di tutte le esigenze primarie del paese, per finanziare chi non produce assolutamente nulla, a parte proposte liberticide e antidemocratiche?

 

Perche' 300mila euro annui per cercare di soffocare agenzie di informazione internazionali di free-lancers (assolutamente gratuite per i contribuenti) ci sembrano eccessive e fuori luogo, proprio mentre in controtendenza ci si traccia le vesti contro gli "stati canaglia" che soffocherebbero la liberta'  d'informazione.

 

Ci fa poi ridere (ridere è ancora lecito: si può, e non è antisemita) quanto dichiarato da Stefania Consenti, editorialista del Quotidiano.net de ilSole24ore, che ci vorrebbe far credere che le ricerche del CDEC sono finanziate anche con i proventi dell’8 per mille all’Ucei, Unione delle Comunità ebraiche italiane, quando sulle pagine della rivista ebraica italiana per eccellenza (Shalom aprile 2010) è invece pubblicato con enfasi (chi si loda si imbroda) quel piccolo particolare dei 300mila euro annui.

Almeno si coordinino prima di spararle.

 

Chiediamo anche noi una interrogazione parlamentare in tal senso, dopo aver appreso, oltretutto, che tali fondi sono stati stanziati a fronte di una " legge che non è neanche stata discussa in aula, ma approvata in sede di commissione legislativa e di ciò ne ha sicuramente merito anche il presidente della camera fini".(shalom, aprile 2010)

Forse è per questo che non voleva lasciare la Presidenza della Camera? Semplice domanda a fronte di un lecito dubbio.

 

Intanto la sig.ra Nirenstein continua il suo accanimento, che rasenta la diffamazione mentre  sicuramente incita all'odio, rilasciando dichiarazioni a diversi giornali (ilsole24ore-parte1 - ilsole24ore-parte2) e facendo associazioni di idee ed enti che non hanno nulla a che vedere tra loro.

 

Perche' confondere, come e' stato fatto sia nelle dichiarazioni date in commissione parlamentare (scolta tutto l'audio), che sui quotidiani nazionali (di cui al link sopra citato: ilsole24ore-parte1), il sito dell'agenzia on-line infopal.it, oppure effedieffe.com, ma anche il nostro terrasantalibera.org, (che svolgono un'azione di informazione giornalistica e culturale, oltre che di controinformazione alle false o parziali notizie rese sulla disgraziata situazione della terrasanta da quando e' stata invasa da fanatici coloni stranieri razzisti e suprematisti), con altri siti web le cui scelte editoriali sono completamente diverse e non accomunabili ai sopra citati siti web, e' cercare di forzare un giudizio, per creare una falsa corrente d'opinione, fare di tutta l'erba un fascio, e giungere a conclusioni estreme per invocare una dittatura del pensiero e togliere anche al web la possibilita' di far circolare notizie e immagini che rappresentano la verita' e non solo la propaganda, a cui siamo abituati

(per esempio, dal Pagliara, che ci mostra sempre e solo gli sconquassati razzi/petardi qassam ficcati nell'asfalto ma mai gli attacchi con bombe vere israeliane che lasciano decine e centinaia, se non migliaia come a Gaza, di morti sul terreno).

 

Sempre la Nirenstein si lamenta delle calunnie riguardanti gli "ebrei impegnati in un racket internazionale del traffico di organi" (ilsole24ore-parte1).

Donna Nirenstein si vada a vedere i filmati che sono liberamente disponibili su Youtube, girati da networks televisivi americani, non iraniani, dove si mostrano gli arresti di decine di rabbini e membri della comunita' ebraica accusati di traffico internazionale d'organi, o il filmato di un altro network americano che mostra il presidente dell'ADL (anti defamation laegue of b'nai b'rith: potente loggia massonica internazionale ebraica riservata solo ad israeliti) canadese denunciato per pedo-pornografia. Solo per citare alcune delle notizie che a volte all’estero si possono avere e in Italia no.

 

Queste, cara Nirenstein, non sono calunnie, ma la verita’, quella che voi vorreste vedere repressa per lasciare spazio ad un’informazione viziata e deviata solo e sempre a favore di una parte.

Possiamo capire che Fiamma Nirenstein si senta piu’ israeliana che italiana, ma allora perche’ non se ne va a vivere a Tel Aviv?

Qui, cara Fiamma, siamo ancora in Italia: ma neppure in America sarebbe possibile una repressione della stampa come lei vorrebbe, e la prova e’ che i siti piu’ numerosamente critici verso Israele e la Israel Lobby sono proprio quelli americani.

Il libro “la Israel Lobby”, edito dalla Mondadori di Berlusconi, non da una casa editrice nazista, è stato scritto da due autori americani, non italiani, arabi, iraniani o palestinesi.

Che facciamo? Chiediamo di oscurare anche la Mondadori quale covo di pericolosi  antisemiti?
E mentre ci siamo chiediamo di far chiudere anche YouTube, Google, Yahoo? Tanto per essere sicuri.
 

E quali sarebbero le persecuzioni e violenze di cui sarebbero vittime gli ebrei italiani: poche scritte con la bomboletta spray di qualche fanatico da stadio bastano per spacciarsi come martiri?
Ma per favore, siamo seri. Se per ogni scritta sui muri dovessimo chiedere la legge marziale e la censura allora dovremmo tornare a comunicare con i piccioni viaggiatori.
 

 

In conclusione, ci pare che la sig.ra Nirenstein, presa da un eccesso irrefrenabile di quell’intolleranza che è propria della sua educazione e del suo carattere, stia esagerando veramente, e siamo sicuri che all’interno del suo Partito, quello della Libertà, almeno teoricamente, ci siano ancora uomini che della Libertà hanno una concezione sicuramente più elevata e nobile della sua, che sanno rispondere e controbattere, a chi abbia posizioni diverse dalle loro, con la dialettica e la forza della ragione, e non come fa lei, infrangendo la regola deontologica della continenza formale ed usando invece la forza per imporre la sua propria ed esclusiva ragione.

 

 In quanto poi a democrazia e liberta’, crediamo che questa signora, ed il suo seguito di cortigiani, abbia ancora molto da imparare, se l’unico modo che riesce a concepire per controbattere gli scritti ed i pensieri altrui e’ solo quello di impedire ad altri di esprimersi  liberamente, infrangendo palesemente le più elementari e basilari regole della costituzione democratica universale e del buon senso.

L’Italia e l’Europa, cara Fiamma, nonostante tutto il gran da fare che vi date per esercitare pressioni a tutti i livelli, non sono Israele.

Grazie a Dio, non ancora.

 

E noi, insieme a tutti gli uomini e donne amanti della giustizia e della libertà, ci batteremo, ognuno nel suo campo e a seconda del proprio stato, sinchè avremo fiato in corpo, affinchè ciò non accada mai.

 *

Filippo Fortunato Pilato

maggio 2010
per l
a Redazione di TerraSantaLibera.org

 


Approvata la legge che finanzia il Cdec

Presentata da Alessandro Ruben, fornisce un contributo annuo di 300 mila euro

da Shalom.it - Aprile 2010

http://www.shalom.it/index.php?option=com_content&task=view&id=885&Itemid=9

 

Dopo un rapido esame e conseguente approvazione presso la Commissione Cultura della Camera, lo scorso ottobre il Senato ha approvato - convertendolo in legge con il nome di ‘Legge Ruben’ - il decreto legislativo 1733 "concessione di un contributo in favore della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, organizzazione non lucrativa di utilità sociale". Con l’approvazione di questo decreto – presentato su iniziativa del deputato del Pdl Alessandro Ruben (primo firmatario) e dai deputati, Fiano, Bertolini, Boniver, Carlucci, Di Biagio, Fallica, Fontana, Lainati, Levi, Nirenstein, Pagano, Picchi, Rossomando, Sbai e Tocci – viene riconosciuto al CDEC un finanziamento annuo di 300 mila euro al fine di sostenerne le attività. Tale importante finanziamento è stato assegnato, in uno spirito bipartisan dall’intero Parlamento, riconoscendo al CDEC un valore culturale, educativo e di ricerca storico-documetaristica di alta rilevanza sociale.

 

“Sono particolarmente soddisfatto – ha dichiarato a Shalom Ruben – per due ragioni: in primo luogo perché la mia proposta ha raccolto il consenso unanime di tutto il Parlamento che ha compreso che la lotta all’antisemitismo e al negazionismo passa attraverso un’opera quotidiana di documentazione e di formazione culturale, opera svolta meritoriamente dal CDEC. In secondo luogo perché, pur nella difficile situazione di finanza pubblica, è stato trovato nelle pieghe del bilancio statale questo rilevante finanziamento e di questo va dato pubblico riconoscimento e un ringraziamento al Governo nella sua interezza”.

 

Un successo tanto più significativo tenuto presente che la legge non è neanche stata discussa in aula, ma approvata in sede di commissione legislativa e di ciò ne ha sicuramente merito anche il presidente della camera Fini che ha fortemente contribuito a creare un favorevole contesto per l'iter di approvazione della proposta di legge. Il CDEC è stato fondato nel 1955, in occasione del decimo anniversario della liberazione dalla federazione giovanile ebraica d'Italia, ed ha per scopo «la ricerca e l'archiviazione di documenti di ogni tipo riguardanti le persecuzioni antisemite in Italia e il contributo ebraico alla resistenza » e il contrasto ad ogni forma di razzismo e di antisemitismo. Il CDEC inoltre promuove la divulgazione delle conoscenze acquisite, collabora con enti similari in Italia e all'estero, promuove e conduce programmi di formazione per insegnanti, studenti e cittadini. Frutto del grande lavoro condotto negli anni sono alcuni prodotti di memorialistica, che sono ormai dei capisaldi della nostra cultura.

 

«Il libro della memoria» di Liliana Picciotto che, tra l'altro nell'edizione del 2001, contiene anche la prefazione dell'allora ministro degli esteri Gianfranco Fini. In questo testo è stata ricostruita, con un'opera straordinaria, la storia individuale degli oltre 8 mila ebrei italiani, oggetto della persecuzione. Alcuni anni dopo, è uscito il volume, in qualche modo altra faccia della medaglia, «i Giusti d'italia», ossia coloro che in italia salvarono gli ebrei al rischio della propria vita. Inoltre ricordo un altro volume importantissimo, edito proprio dalla camera dei deputati, sulle leggi antiebraiche di michele sarfatti, che tra l'altro c'è stato di valido aiuto, quando in questa legislatura, abbiamo apposto nella sala della regina la targa per ricordare l'anniversario della promulgazione delle leggi antiebraiche. Sempre sotto l'egida del CDEC, grazie all'opera del regista ruggero Gabbai, esperto cinematografico dell'istituto, ha visto la luce il film «memoria», raccolta visiva delle testimonianze dei perseguitati italiani, modello al quale Steven Spielberg si è ispirato per il suo analogo progetto su scala internazionale. Sempre dal CDEC è venuta la consulenza scientifica per il film di Roberto Benigni «la vita è bella». Da ultimo, il CDEC è stato incaricato della consulenza scientifica per i musei tematici che si stanno costruendo in Italia, quello di Ferrara, quello di Roma e quello di Milano, situato nei sotterranei della ferrovia al binario 21. Il centro è da sempre consulente presso il Ministero dell'Interno, per l'applicazione della «legge Mancino » contro la discriminazione razziale, etnica e religiosa.

 

Fonte originale: http://www.shalom.it/index.php?option=com_content&task=view&id=885&Itemid=9

per ingrandire clicca sulla foto

 

PDF DELLA LISTA DI PROSCRIZIONE DIFFAMATORIA PUBBLICATA DAL CDEC NEL NOVEMBRE 2012
(a pagg. 16-17-18 i riferimenti al nostro portale e rete web)

Link a questa pagina: http://www.terrasantalibera.org/legge_finanzia_cdec.htm

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