Anno III - COMUNICATO 73 -
29
SETTEMBRE 2008

Rapporto Onu: 630
checkpoint israeliani tagliano a pezzi la Cisgiordania
Gerusalemme -
Un recente rapporto dell'Ufficio delle Nazioni
Unite in Cisgiordania ha denunciato la limitazione di
movimento della popolazione palestinese causata dai
checkpoint e dal Muro di Annessione, e ha sminuito gli
"effetti positivi", molto pubblicizzati ma molto limitati,
prodotti dalla eliminazione di qualche posto di blocco
militare.
Durante l'indagine effettuata nel mese in corso su Cisgiordania e
Gerusalemme est, l'Ufficio dell'Onu per il Coordinamento
degli Affari umanitari ha contato
630 checkpoint
che ostacolano il movimento dei palestinesi. Si tratta di
93 postazioni di blocco militari, 573 barriere formate da
cumuli di terra, cemento e muri.
La ricerca sottolinea che vi è stata una crescita del 3,3% dei
posti di blocco, cioè 20 in più, rispetto al rapporto
pubblicato il 29 aprile 2008.
Essa spiega anche che circa il
65% delle strade
principali in Cisgiordania, che portano a
18 aree residenziali palestinesi, sono
chiuse
oppure controllate da posti di blocco dell’esercito
israeliano. Si tratta di 47 vie di comunicazione su 72.
Per quanto riguarda il Muro di Annessione, è già stato ultimato il
57% del percorso finale (415
km). Il 79% passa attraverso i territori della
Cisgiordania (329
km).
Il rapporto dell'Onu denuncia, dunque, una situazione drammatica di
reclusione dei
palestinesi in "zone molto isolate" dal
resto delle aree della Cisgiordania, e riferisce che la
presenza di 56 "cancelli" posti lungo il Muro "controllano
il movimento della popolazione".
27-09-2008 Gerusalemme
Fonte :
http://www.infopal.it/testidet.php?id=9422

«La pulizia etnica continua
e Israele vuol farvela accettare»
Intervista di Emanuela Irace allo storico
Ilan Pappe:
il processo di pace significa quale altro pezzo di
Palestina debba annettersi Israele e quale bantustan dare
agli arabi
Dopo aver denunciato l'impossibilità di lavorare
serenamente in un ambiente ostile, quello dell'Università
di Haifa, Pappe si è trasferito in Gran Bretagna, dove
insegna presso l'Università di Exeter. Storico del
dissenso, «revisionista», Nato nel '54 in Israele da
genitori ebrei fuggiti dalla Germania negli anni '30, ha
pubblicato una mezza dozzina di testi. Tra i più recenti
«The ethnic cleansing of Palestine», non ancora tradotto
in italiano. Al centro dell'analisi del grande storico, la
politica sionista di deportazioni ed espulsioni coatte dei
palestinesi durante e dopo la guerra del 1948, quando
circa 400 villaggi vennero spopolati, cancellati e
distrutti nei successivi cinque anni.
....(leggi tutto)
L’OLOCAUSTO TRA STORIA E TEOLOGIA
di Luigi Copertino
...A scanso di ogni equivoco diciamo subito che l’autore
di queste note non
nega affatto la realtà storica del genocidio ebraico. Esso
vi è stato ed è stato perpetrato, con la nota ferocia, da
un’ideologia neopagana....
...Ciò che invece qui si vuole comprendere è il perché il genocidio
ebraico è diventato, nell’immaginario collettivo mondiale, un
assoluto metafisico, perché se ne è fatto un evento unico, uno
spartiacque nella storia umana, sicché chiunque faccia
semplicemente osservare che, in realtà, di genocidi nel corso dei
secoli ve ne sono stati diversi viene immediatamente classificato
tra i revisionisti o peggio tra i negazionisti. L’ostracismo dalla
comunità civile, in tali casi, è immediato quasi si fosse di
fronte al bieco tentativo di mettere in discussione o di
relativizzare un (presunto) dogma. In effetti, sin dal
termine ormai universalmente imposto di “olocausto”,
sempre scritto immancabilmente con la “O” maiuscola,
definizione che richiama immediatamente l’idea di un atto
sacrificale a valenza religioso-salvifica, si è potuto
assistere, da qualche decennio a questa parte, al dilagare
nel sentire comune di una sorta di “teologia
dell’Olocausto”.
Il genocidio ebraico è stato, in altre parole, oggetto di
un processo di “sacralizzazione” e di “mitizzazione”
astorica...
...Oggi in Occidente è possibile mettere in discussione e financo
vilipendere qualunque Fede religiosa, da quella cristiana,
contestata da neognostici di bassa lega come Dan Brown o da
attardati vetero-razionalisti come Augias e Pesce o mediante la
riesumazione, barattata per sensazionale scoperta, di vecchi, e
conosciutissimi sin dall’età patristica, testi apocrifi come il
vangelo di Giuda, a quella islamica come ha dimostrato la vicenda
delle vignette su Maometto. Ogni credo, in Occidente, si può
dileggiare salvo… il nuovo culto planetario della “Shoah”. E non
c’era bisogno che lo facesse osservare Amadhinejad: la cosa era
già evidente per ogni persona di buon senso...................(leggi
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Zeloti
e sicari verso il sacrilegio
Maurizio Blondet
per
www.effedieffe.com
27 settembre 2008
Seganalato
da:
Canonico Francesco Peggi
Il saggista e scrittore Zeev Sternhell, docente
all’università ebraica di Gerusalemme, è stato fatto
oggetto di un attentato: una bomba piazzata sotto casa sua
lo ha leggermente ferito.
Il «terrorismo islamico» non c’entra. C’entra il
terrorismo talmudico messo in atto, sempre più
decisamente, dai «coloni» degli insediamenti illegali..........(leggi
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Lobbismo e Israel Lobby
a cura del Prof. Antonio Caracciolo
(Direttore di Civium Libertas /
Blogspot)
Cosa si intende qui per
Israel
Lobby?
«Una coalizione informale di individui e gruppi che cerca
di influenzare la politica estera americana in modo che
Israele ne tragga beneficio».
Ed in Italia come stanno le cose?
Stiamo cercando di scoprirlo!
«Esistono
due distinti meccanismi che impediscono alla realtà del
conflitto
israelo-palestinese
di essere giustamente divulgata, e sono i due bavagli con
cui i leader israeliani, i loro rappresentanti diplomatici
in tutto il mondo, i simpatizzanti d’Israele e la
maggioranza dei politici, dei commentatori e degli
intellettuali conservatori di norma
zittiscono
chiunque osi criticare pubblicamente le condotte dello
Stato ebraico nei Territori Occupati, o altri aspetti
controversi della storia e delle politiche di quel Paese.
Il primo bavaglio è l’impiego a tutto campo dei gruppi di
pressione ebraici, le cosiddette lobby, per dirottare e
falsificare il dibattito politico sul
Medioriente
(negli USA in primo luogo); il secondo è l’accusa di
antisemitismo che viene sempre lanciata, o meglio sbattuta
in faccia ai critici d’Israele»
(P.
Barnard,
Perché ci odiano, p. 206)..............(leggi
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http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/04/israel-lobby-3-angelo-pezza-e-la-sua.html
Anno III - COMUNICATO 72 -
24
SETTEMBRE 2008

UNA PARENTESI DI BATTAGLIA ETICA:
u
Perchè
diciamo no al testamento biologico:
lettera aperta a S.E.R. Card. Bagnasco, di Patrizia
Stella
u
L'etica della neo-dittatura,
di Maurizio Blondet per
www.effedieffe.com
Perchè
diciamo no al testamento biologico:
lettera aperta a S.E.R. Card. Bagnasco,
di Patrizia Stella, 24 settembre 2008
Eminenza Reverendissima,
mi faccio portavoce di varie
Associazioni e Comitati “Pro life” sparsi nelle nostre
città italiane, per segnalare il nostro sconcerto davanti
alla notizia di una eventuale apertura al testamento
biologico che Lei avrebbe indicato all’inizio dei lavori
del Consiglio permanente della Cei.........(leggi
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L’etica
della neo-dittatura
di Maurizio Blondet
22
settembre 2008,
www.effedieffe.com
I vecchi con l’Alzheimer hanno «il dovere di morire»: lo
ha dichiarato la baronessa Helen L. Warnock in
un’intervista ad una rivista della Chiesa di Scozia
(1).
Lady Warnock, che le autorità britanniche misero a
presiedere il Comitato Etico che ha consentito la
manipolazione genetica degli embrioni (lo storico
«Rapporto Warnock»), è considerata la più alta autorità in
filosofia morale in Inghilterra...............(leggi
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Anno III - COMUNICATO 71 -
19
SETTEMBRE 2008
Elezioni
della dirigenza di Kadima:
con o senza Olmert l'estremismo sionista rimarrà in
eredità.
...non ci sono differenze tra i due candidati, la ministra
degli Esteri Tzipi Livni e il ministro dei Trasporti Shaul
Mofaz, perché tutti i sionisti concordano nell'uccisione e
nell'espulsione del popolo palestinese, nel sostegno al
loro stato ebraico, razzista, e nel relegare i palestinesi
in banthustan...(leggi
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Un'ex
ministra israeliana:
Israele,
'democrazia' solo d'immagine
L'ex
ministra israeliana dell'Istruzione, Shulamit Aloni, ha
denunciato Tel Aviv per i maltrattamenti dei palestinesi,
e l'ha accusato di "etnocrazia e razzismo".......(leggi
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Nilin:un villaggio palestinese nel
regno del terrore
Nilin
– La finestra attraverso cui Salam Amira, 16 anni, ha
ripreso il momento in cui un soldato israeliano
ha
sparato da breve distanza a un detenuto
palestinese ammanettato e bendato ha un grosso buco al
centro con delle crepe che si diramano in tutte le
direzioni.
"Da quando il mio video è stato trasmesso, i soldati
sparano alla nostra casa in ogni momento", dice. Le
finestre danneggiate e in frantumi sulla facciata
dell’edificio confermano il racconto. "Quando lasciamo le
finestre aperte, sparano anche dei gas lacrimogeni
all’interno".........(leggi
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'Pulizia etnica, di soppiatto'
Con ogni
punizione crudele ed inusitata, inflitta ai palestinesi
dei villaggi di Cisgiordania, Israele fomenta un odio