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1 - Il
Cuore di Gesù, simbolo dell'armata antirivoluzionaria vandeana.
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2 - La
localizzazione geografica. La Vandea, tra le regioni dell'Ovest.
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3 - Con
l'artificiosa creazione rivoluzionaria dei «Dipartimenti», il nome
«Vandea» è riservato alla parte ovest dell'antica provincia del Poitou,
nella Francia occidentale. La futura «Vandea militare» comprende quattro
semidipartimenti: Loira Atlantica, Maine-et-Loira, Vandea, Deux-Sèvres.
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4 - La
Vandea è costituita da buoni contadini sinceramente legati alla loro
terra e alle loro famiglie. |
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5 - Lavoro
duro e semplicità di vita (l'immagine: François Millet, Le spigolatrici,
1857). |

6 - Un
popolo unito e vivace che riconosce nel Cristianesimo e nella Chiesa la
sua ragione di vita e la sua identità anche sociale (l'immagine:
François Millet, Coltivatori di patate, 1861-1862).
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7 - In
odio a tutto ciò, si sviluppano gli eventi parigini nei quali, sin dai
primissimi momenti, non manca mai lo scorrimento di sangue.
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8 - La
nuova Assemblea cala sul popolo un nuovo ordine sociale, frutto delle
teorie degli «illuminati» intellettuali. |
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9 - I
«nuovi» diritti costruiti come pure astrazioni, molto presto
manifesteranno i loro frutti avvelenati. |

10 -
L'odio nei confronti della fede cattolica diventa subito aperta
persecuzione alla Chiesa. |

11 - Si
piantano gli «alberi della libertà», si abbattono le Croci cristiane.
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12 - Il
nuovo culto imposto per legge vuole estirpare la fede cristiana nel
popolo. |
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13 - La
vera Messa Cattolica, secondo il rito di S.Pio V, veniva celebrata di
nascosto nelle foreste dai preti «refractaires». Era seguita dalla
maggioranza della popolazione che affrontava, per rimanere fedele alla
Messa di sempre, sofferenza e martirio. |

14 - La s.
Messa nei boschi sulle vetrate della Chiesa di Rocheservière.
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15 - Il
martirio di Joseph Texier, 1793: «vive Jesus, vive sa croix» (viva Gesù,
viva la sua croce).
Vetrata nella Chiesa di Courlay. |

16 -
Grande è l'impressione per l'esecuzione del re Luigi XVI (21 gennaio
1793). |
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17 - In
più si obbliga a prestare servizio militare per combattere chi combatte
la tirannica rivoluzione. |

18 - Ormai
la misura è colma: scoppia l'insurrezione popolare vandeana contro la
rivoluzione (marzo 1793). |

19 -
Vandeani che si ribellano al culto giacobino dell'«albero della
Libertà». |

20 -
Scoppia l'insurrezione popolare contro la rivoluzione. Da Le Pin en
Mauges, il 13 marzo 1793 partono i vandeani capeggiati da Jacques
Cathelineau. |
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21 - La
Vandea insorge per la fede. "Pour la foi la Vendée se lève".
Vetrata della Chiesa di Rocheservière. |

22 -
Jacques Cathelineau, 34 anni, il santo dell'Anjou (1759-1793),
vetturino, viene eletto primo generalissimo dell'Armata vandeana.
Impastava il pane per la sua numerosa famiglia quando i vandeani vennero
a cercarlo. |

23 - Si
estende l'insurrezione nella Vandea. Bressuire e Thouars (inizio maggio)
cadono nelle mani degli insorti, che non riescono però a impadronirsi di
nessun porto. |

24 - La
Rochejaquelein, un altro grande capo vandeano, alla testa dei suoi
uomini, scala le mura della città di Thouars, montando letteralmente
sulle spalle dei suoi soldati, per essere il primo ad entrare nella
piazza-forte repubblicana (5 maggio 1793). |
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25 -
L'esercito cattolico e realista si impadronisce di Saumur (9 giugno) e
di Angers (18 giugno). |

26 - Per
finanziarsi, l'«Armata cattolica e reale» emette dei buoni rimborsabili
a guerra finita. |

27 - I
vandeani lanciano l'attacco su Nantes (29 giugno), sono però respinti.
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28 -
Jacques Cathelineau, il santo dell'Anjou, primo generalissimo
dell'Armata vandeana, ferito a morte, spirerà il 4 luglio.
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29 - La
sconfitta di Nantes è la prima disfatta subita dagli eroi antigiacobini.
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30 -
L'esercito vandeano non è equipaggiato ed è male armato...
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31 - ...ma
si deve confrontare con le armate più numerose e più addestrate
d'Europa. |

32 -
Arenandosi dinanzi a Nantes, la Vandea ha perduto le sue speranze di
sopravvivenza; il resto è una questione di tempo...
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33 - Dopo
la morte di Cathelineau, i vandeani si danno nuovi capi. Tra questi
Maurice Gigost d'Elbée, 41 anni, esponente della piccola nobiltà
vandeana, ex luogotenente della cavalleria leggera. Sarà fucilato sei
mesi dopo, nei primi giorni del 1794 con migliaia di altri prigionieri.
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34 -
Parigi invia in Vandea la guarnigione di Magonza, 16.000 uomini al
comando di Kléber (nell'immagine) e Marceau con l'ordine di sterminare
ogni resistenza alla rivoluzione. |

35 - I
vandeani riescono ad infliggere alcune sconfitte alla feroce armata di
Magonza (fine settembre-inizio ottobre). |

36 - I
mulini, posti sulle alture, fornivano eccellenti segnali ai combattenti
vandeani. Furono infatti incendiati completamente dalle truppe
repubblicane. Erano le posizioni delle pale a dare le indicazioni
necessarie:
1. nulla da segnalare;
2. attenzione assembramenti di truppe;
3. nemici nelle vicinanze;
4. passato pericolo. |
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37 - Uno
dei tanti mulini a vento dell'Ovest di Francia. |

38 - I
vandeani subiscono una sconfitta decisiva a Cholet (17 ottobre 1793).
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39 -
Charles de Bonchamps, un altro grande capo vandeano di soli 33 anni,
viene colpito mortalmente. |

40 -
Bonchamps, morente, chiede la grazia per 5000 «bleu» (i crudeli soldati
giacobini) catturati (Saint-Florent-le Vieil, 18 ottobre).
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41 - Un
monumento ricorda il perdono ai «bleu», concesso da Bonchamps in punto
di morte: "Grace aux prisonniers!" ("Grazia ai prigionieri!").
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42 - Henry
du Vergier conte di La Rochejaquelein (1772-1794), ex sotto-luogotenente
del reale Polonia cavalleria. «Monsieur Henry» è eletto generalissimo a
soli ventuno anni. |

43 - La
Rochejaquelein sulle vetrate di Rocheservière. |

44 -
Ottobre-novembre 1793. La spedizione d'oltre Loira (la «Virée de
Galerne» dal nome del vento di ovest-nord-ovest).
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45 - La
spedizione d'oltre Loira puntava a raggiungere il mare in Normandia,
dove sarebbe dovuta essere la flotta inglese. Ma all'arrivo, gli inglesi
non ci saranno. |

46 - Sin
dall'estate del 1793, la rivoluzione vive il suo momento più difficile.
Molti dipartimenti si ribellano al dispotico governo repubblicano. Se i
vandeani avessero marciato su Parigi, la storia sarebbe stata diversa.
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47 - La
vendetta giacobina si abbatte ovunque si è messa in discussione
l'assoluta autorità rivoluzionaria. Lione sperimentarà una repressione
durissima: "Lione ha fatto la guerra alla libertà, Lione non esite più"
(ottobre 1793). |

48 - In
meno di un mese, i vandeani arrivano sulla costa della Manica dopo aver
riportato vittorie su vittorie. L'armata di Magonza si è dissolta sotto
i loro colpi. |
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49 -
Tuttavia benché pessimamente comandati, i repubblicani ricevono rinforzi
continui, mentre il numero e la forza dei vandeani si assottiglia per le
battaglie pressocché continue. |

50 - Il
valoroso Stofflet insiste sull'importanza strategica di conquistare un
porto, indispensabile per ricevere rifornimenti e soccorsi. Ma i
vandeani, ormai stremati, invertono la marcia e si dirigono verso la
Loira e la loro terra. |

51 - Un
buono con la firma di Stofflet. |

52 -
Sempre con le famiglie al seguito, i vandeani ritornano sui propri
passi, inseguiti dai repubblicani che li sconfiggono in una serie di
scontri, che si risolvono in carneficine ove gli insorti, donne e
bambini compresi, vengono sterminati a migliaia. |
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53 - I
repubblicani riportano sull'armata «cattolica e realista» vittorie
decisive a Le Mans (10-13 dicembre) e a Savenay (23 dicembre): queste
battaglie segnano la fine dell'esercito di Vandea propriamente detto.
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54 - I
vandeani perdono molti dei valorosi capi. Tra questi, il marchese
Louis-Marie de Lescure (1766-1793), un ufficiale che gli insorti
liberano dalla prigionia, ed egli ne diviene un capo autorevole. Quando
muore in combattimento, a soli ventisette anni, gli viene trovato
addosso il cilicio. |

55 -
Maurice Gigost d'Elbée, viene catturato, ancora infermo, e fucilato nei
primi giorni del gennaio 1794, assieme a migliaia di altri prigionieri.
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56 - Ben
diversamente si era comportato d'Elbée quando convinse i suoi a prendere
sul serio la parola di perdono recitata nel Padre Nostro, perché
risparmiassero i soldati «bleu» loro prigionieri.
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57 - La
Rochejacquelein è ucciso il 28 gennaio, mentre sta per catturare due
«bleu». Generoso e cavalleresco come sempre, intima: «Arrendetevi!
Avrete salva la vita». Uno dei due finge di consegnargli il fucile e,
così facendo, gli spara in fronte a tradimento. Nell'immagine: La
Rochejaquelein colpito a morte sulle vetrate di Rocheservière.
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58 - La
guerra civile è ormai terminata con la sconfitta dell'esercito vandeano.
Ma alla rivoluzione non basta la vittoria. Robespierre e i suoi
richiedono che venga cancellato il ricordo stesso dell'imperdonabile
insurrezione: ha inizio il genocidio. |

59 - Il
regime di Terrore che era già stato decretato a Parigi per l'intera
Francia, si abbatte implacabile anche in Vandea che fino a qual momento
aveva provato a resistere alla Repubblica giacobina.
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60 -
Distruzioni e massacri erano stati già ricorrentissimi, ma dopo la
sconfitta dell'esercito vandeano, i rivuluzionari si accanirono contro
la popolazione inerme. |
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61 - Nel
nome dei «Diritti dell'uomo» proclamati dai rivoluzionari, ha inizio il
«genocidio» vandeano. |

62 - La
rivoluzione francese, in nome della «libertà», inaugura la sciagurata
epoca dei genocidi ideologici. |

63 - Dal
gennaio 1794, il governo repubblicano incarica le Colonne infernali di
«ripulire» la Francia dai disobbedienti. |

64 - L'uso
della ghigliottina si rivelò presto uno strumento di esecuzione troppo
lento. |
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65 - La
ghigliottina, orribile simbolo della rivoluzione francese, definito dai
repubblicani «rasoio nazionale», «mulino a silenzio», «santa madre».
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66 - Anche
la prassi delle fucilazioni era insufficiente per l'eliminazione di un
intero popolo. |

67 - Si
sperimentano sistemi più rapidi: tra questi, gli annegamenti di gruppo
(«les noyades»). |

68 - La
Loira si trasforma in un grande macello per assicurare la «deportazione
verticale nella vasca da bagno nazionale», quale infame «battesimo
patriottico». |
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69 - I
giacobini definiscono, nei loro rendiconti, la Loira il «gran bicchiere
dei bigotti» dove annegare i vandeani mediante macabri «matrimoni
repubblicani». |

70 -
Trattamenti indescrivibili furono riservati soprattuto alle donne.
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71 -
Massacro di donne a Pied-de-Roy. Vetrata della Chiesa di Courlay.
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72 - I
rivoluzionari si dimostrarono capaci di enormi crudeltà: scuoiatura per
la concia della pelle umana, bollitura dei cadaveri per ottenere grasso,
stupro sistematico per ricompensare la soldataglia repubblicana.
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73 -
Martirio del sacerdote Voyneau. Vetrata della Chiesa a Les
Lucs-sur-Boulogne. |

74 - Petit
Luc e Grand Luc (febbraio 1794): il massacro di 563 vandeani. Vetrata
della Chiesa a Les Lucs-sur-Boulogne. |

75 - Il
massacro di Petit Luc e Grand Luc (particolare). Il più piccolo aveva
solo 15 giorni. |

76 - Nel
maggio del 1795, Charette (nell'immagine) e altri capi riprendono le
armi, ma questa volta l'insurrezione non ha l'ampiezza della precedente.
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77 - La
guerriglia continua senza speranza fino alla cattura e alla fucilazione
di Charette (marzo 1796). |

78 - I
vandeani hanno saputo ricordare i loro martiri. In Vandea ai capi della
sollevazione sono stati dedicati monumenti e nomi di strade e di piazze.
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79 -
Parigi ha, invece voluto onorare gli spietati massacratori (non
diversamente da come avviene da noi: viale Gramsci, piazza Garibaldi,
corso Unione Sovietica, ecc.). |

80 -
Sorprendentemente Babeuf si dimostrò, per la rivoluzione, uno scomodo
testimone del genocidio vandeano con il suo La guerra di Vandea e il
sistema di spopolamento, 1794. |
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81 - Lo
stesso Napoleone dovette riconoscere il coraggio degli insorti,
definendo la guerra vandeana «una guerra di giganti».
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82 - La
lama infernale di «Liberté, egalité, fraternité» non è mai sazia di
sangue. |

83 - In
Vandea i veri vincitori furono i vinti e il loro martirio per la Verità
si è trasformato in seme di libertà. |

84 -
L'epopea vandeana insegna che la vera libertà, come non si può imporre,
non la si può neanche strappare con la bruta forza della violenza perchè
ciò che rende veramente liberi è l'appartenza alla Verità.
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85 - Bene
si può applicare ai vandeani la frase di san Paolo, al termine della sua
vita: "Ho combattuto la buona battaglia, ho teminato la mia corsa, ho
conservato la fede" (l'immagine: François Millet, L'Angelus, 1859).
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86 - I
Cuori intrecciati. Vetrata della Chiesa di Courlay.
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