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"Notizie dalla Terra Santa"

 

Anno VI - 2010

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Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione.

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Scoperto traffico di materiale nucleare Usa

gestito da israeliani

da Greenreport.it - 16 luglio 2010

 

 

 

 

LIVORNO, 16 luglio 2010 - Oggi l'Irib, la radio-televisione ufficiale iraniana, ha annunciato che «L'ufficio Usa per l'industria e la sicurezza, organo del dipartimento del commercio, ha rivelato che la compagnia israeliana Pelogy è addetta all'importazione in Israele e in India di componenti e sistemi utili per la fabbricazione di bombe atomiche. Agli inizi di luglio, la radio militare israeliana aveva riferito che Hillary Clinton avrebbe dato una "garanzia scritta" a Israele per quanto riguarda la vendita di armi nucleari. Secondo gli esperti Israele è in possesso di almeno 200 testate nucleari. Lo ha riferito la rete satellitare PressTv».

 

La notizia poteva apparire anche come uno degli episodi della guerriglia mediatico-nucleare che divide iraniani, statunitensi ed israeliani e che rischia di trasformarsi in guerra guerreggiata, invece la conferma arriva da una fonte autorevole quanto insospettabile: il quotidiano israeliano Haaretz, il quale spiega che il programma nucleare israeliano è coinvolto in indagini negli Usa e che, «Secondo l'Institute for science and international security researchers (Isis) Usa, la compagnia Pelogy, con sede in Israele, ha violato le norme sull'export».

 

Secondo un rapporto pubblicato ieri dai ricercatori dell'Isis, il programma nucleare di Israele è oggetto di un'indagine svolta dal Bureau of Industry and security Usa (Bis) iniziata a primavera, quando il Bis ha preso di mira Pelogy Usa e la sua affiliata belga, per violazione dell'export administration regulations a causa del tentativo di esportare materiali sotto controllo in Israele, India, Cina e Sudafrica.

 

Haretz scrive che «Secondo l'indagine, nel caso di Israele e dell'India, i materiali potrebbero essere stati utilizzati per la fabbricazione di armi nucleari e per i programmi missilistici».

 

Nel caso di Israele, il Bis non ha identificato le attrezzature o i componenti acquistati in America, né chi sia stato l'acquirente sospettato di questi materiali. In merito al caso, a dir poco imbarazzante, non è stato fornito nessun ulteriore dettaglio.

 

Haretz sottolinea che «Vale la pena di ricordare che negli anni '80, indipendentemente dalle attività di spionaggio svolte da Jonathan Pollard per Israele, aziende e singoli individui israeliani sono stati coinvolti in molti casi di spionaggio tecnologico, rubando i segreti, le tecnologie e le attrezzature degli Stati Uniti. Il caso più eclatante ha coinvolto la Milco, una compagnia con base negli Usa, di proprietà del magnate israeliano Arnon Milchan, che ha acquistato e spedito attrezzature che avrebbero potuto essere utilizzate come inneschi per le armi nucleari».

 

Il traffico di materiale nucleare, civile & militare, evidentemente continua ed è clamoroso che a farlo sia un Paese come Israele, alleato di ferro degli Usa, che chiede da tempo il via libera ad Obama per poter bombardare gli impianti nucleari iraniani, accusando Teheran di fare esattamente quello che Gerusalemme fa da molti anni violando leggi e regole internazionali.

 

Fonte originale: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=5856&lang=it

Link a questa pagina: http://www.terrasantalibera.org/us_nuk_is_israel.htm

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