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Due organizzazione per la difesa dei diritti umani:
è necessario sospendere la "detenzione amministrativa"
dei palestinesi che non abbiano avuto un regolare processo
"Al Quds",
del 14 ottobre 2009

Due organizzazione per i diritti umani israeliane, "Beit Selem " e
"HaMoked", hanno chiesto mercoledì
al governo israeliano di interrompere la pratica della detenzione senza
processo, per periodi che possono essere estesi oltre i sei mesi, di coloro
cioè che Israele crede rappresentino una minaccia per la "sicurezza", .
Le due organizzazioni hanno detto che circa 335 prigionieri palestinesi senza processo sono ora in detenzione amministrativa, tra cui tre
donne e un minore.
È interessante notare che le autorità israeliane hanno utilizzato la
cosiddetta "detenzione amministrativa" contro quelli che dice sono stati
coinvolti in attività armate e quindi rappresentano "una minaccia reale e
imminente.".
Israele dice che questa misure di precauzione è un' "ultima risorsa" per
mettere i militanti
dietro le sbarre e per evitare attacchi futuri previsti in cooperazione con
i loro gruppi armati.
Ma le due organizzazioni di, "Beit Selem " e "HaMoked", hanno accusato
Israele, in un rapporto di 44 pagine, intitolato "senza processo",
per l'uso eccessivo di detenzione amministrativa, con la conseguente
violazione del diritto internazionale, che autorizza tale azione solo in casi
"molto limitati".
Sono la stragrande maggioranza quelli che sono stati trattenuti in "detenzione
amministrativa" fino a due anni prima di essere rilasciati, ma
28 palestinesi sono stati in centri di detenzione amministrativa anche per un
periodo più lungo di quello, dai due ai quattro anni, e molti testimoniano
che hanno anche subito una serie ripetuta di tali arresti.
Per rinnovare la detenzione dopo la scadenza dei primi sei mesi è
richiesto un motivo d'ordine legale, ma il rapporto "Beit Selem - HaMoked" dice che l'applicazione della giustizia in questo contesto
è solo virtuale, "perché
i giudici si basano spesso sulle relazioni dei servizi segreti che rendono
impossibile per la difesa dei detenuti poter confutare le accuse mosse contro
i loro clienti, o fornire elementi di prova per contrastarle ".
Il rapporto afferma che, la responsabilità è dei tribunali militari israeliani,
che
riconoscono validi la maggior parte degli ordini di detenzione che si trovano
davanti. La relazione è entrata nei dettagli in nove casi particolari, tra cui l'età
di due donne palestinesi, entro e non oltre i 16 anni; quando
sono state arrestate nelle loro case, in un villaggio in Cisgiordania, dai
soldati israeliani con l'accusa di partecipazione alla pianificazione degli
attacchi armati contro Israele, sono state portate al carcere femminile,
dove le ragazze sono state costrette a rimanere insieme a criminali comuni.
Sono state
poi
rilasciate, senza processo, dopo otto mesi.
Le due organizzazioni umanitarie hanno detto, in un comunicato inviato ai
giornalisti, che "Beit Selem e HaMoked" esortano il governo d'Israele
per il
rilascio dei detenuti amministrativi, come richiesto
dalle norme del diritto internazionale e in conformità con le procedure
standard".
Tradotto dal quotidiano in lingua araba "Al Quds", del 14 ottobre 2009,
da Fadi
Shirak
per TerraSantaLibera.org
http://www.terrasantalibera.org/sospendere_detenzioni_senza_proc.htm
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