Anno IV,  Comunicato n. 40 //  24 febrraio 2009

 

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I bambini della tigna: altro olocausto, altra memoria

di Alessandra Colla, alessandracolla.net

In Israele devono essere in tanti a conoscere il nome di Chaim Sheba: a lui, infatti, è intitolato il prestigioso Chaim Sheba Medical Center di Tel HaShomer — il più grande complesso ospedaliero israeliano. Omaggio doveroso a questo medico di origine romena (nasce Chaim Scheiber, nel 1908, a Frasin, da una nota famiglia chassidica), laureatosi a Vienna nel 1929 e poi nel 1933 emigrato in Israele, dove serve nell’esercito come medico militare per diventare, ritornato civile, direttore generale del Ministero della sanità.
Ma non per questi meriti dovrebbe essere ricordato il dottor Sheba, quanto piuttosto per il singolare trattamento della tricofizia dello scalpo — malattia del cuoio capelluto più nota come tigna — che il dottore mise in pratica nel 1951. Curiosamente, i pazienti trattati erano quasi tutti bambini — il loro numero sembra raggiungere le 100.000 unità; e, cosa ancora più curiosa, erano tutti ebrei sefarditi, originari del Marocco. Tanto per apprezzare meglio il senso dell’ultima frase, ecco un chiarimento da fonte al di sopra di ogni sospetto:

Un elemento cruciale della politica israeliana, che spesso non traspare dalla cronaca, è infatti la sua componente strettamente etnica. La popolazione di origini ebraiche è divisa tra ashkenaziti, ebrei immigrati dall’Europa e dagli Stati Uniti, e sefarditi, provenienti dai paesi arabi, dall’Africa e dal Medio Oriente. I primi compongono la classe dirigente: i premier e i leader dei due principali partiti sono sempre stati ashkenaziti. I secondi sono la parte più povera della popolazione: negli ultimi anni in particolare i costi della sciagurata politica iperliberista del ministro delle finanze Netanyahu si sono scaricati su questi ultimi. Un’ampia fascia della popolazione, prevalentemente sefardita, è scivolata al di sotto della soglia di povertà: il rettore della Ben Gurion University, noto economista, ha recentemente annunciato il suo sostegno ad Amir Peretz dichiarando che, grazie alle riforme della destra, Israele si sta trasformando in un paese del terzo mondo.

Ma torniamo alle metodiche terapeutiche del dottor Sheba, ebreo ashkenazita. Il quale, per curare la tigna, decise di andarci giù pesante — un po’ come gli amici americani a Hiroshima, insomma. E infatti usò anche lui il nucleare. Lascio la parola alla giornalista Judy Andreas:

Nel 1951, il direttore generale del Ministero della salute israeliano volò negli Stati Uniti e tornò con 7 apparecchi radiografici, fornitigli dall’esercito statunitense. Sarebbero stati utilizzati in un esperimento atomico di massa con un’intera generazione di giovani sefarditi che avrebbero dovuto fare da cavie. La testa di ogni bambino sefardita doveva essere attraversata da una dose di raggi X che corrispondeva a 35.000 volte quella massima. In cambio di questo il governo statunitense pagò 300.000 lire israeliane all’anno al governo di Israele. Il denaro pagato dagli statunitensi equivale a miliardi di dollari oggi. Per ingannare i genitori delle vittime i bambini vennero portati via in “gite scolastiche” e più tardi gli venne detto che i raggi X erano un trattamento per eliminare la tigna del cuoio capelluto. 6.000 di questi bambini morirono poco dopo aver ricevuto le dosi, moltissimi altri svilupparono dei cancri che li uccisero nel tempo e che tuttora continuano ad ucciderli. In vita le vittime hanno sofferto di disturbi quali epilessia, amnesia, Morbo di Alzheimer, cefalea cronica e psicosi. In breve è di questo che parla il documentario. È tutt’altra cosa vedere le vittime al teleschermo, cioè vedere la donna marocchina che descrive cosa si prova a ricevere 35.000 volte la dose permessa di raggi x in testa.
«Urlavo fatemi passare il mal di testa. Fatemi passare il mal di testa. Fatemi passare il mal di testa. Ma non se ne andava mai».
Si vede l’uomo con la barba per strada, curvo.
«Ho cinquant’anni e tutti pensano che ne abbia settanta. Devo chinarmi quando cammino per non cadere. Mi hanno rovinato la giovinezza con quei raggi X».
Si vede la vecchia signora che somministrava le dosi a migliaia di bambini.
«Li portavano in fila. Prima gli si rasavano i capelli e le loro teste venivano cosparse di gel combustibile. Poi, per non farli muovere, gli mettevano una palla fra le gambe e gli ordinavano di non farla cadere. I bambini non avevano nessun tipo di protezione sul resto del loro corpo. Non c’erano vestiti piombati per loro. Mi hanno detto che stavo facendo la cosa giusta per eliminare la tigna. Se avessi saputo che razza di pericolo stavano affrontando i bambini non avrei mai collaborato. Mai!».
Dal momento che tutto il corpo era esposto ai raggi, la struttura genetica dei bambini spesso venne alterata, colpendo anche la generazione successiva.
Vediamo la donna con la faccia deformata che spiega «Tutti e tre i miei bambini hanno gli stessi cancri della mia famiglia. Volete dirmi che è una coincidenza?»
Chiunque può notare che le donne sefardite che oggi hanno intorno ai cinquant’anni, hanno spesso chiazze sparse con pochi capelli, che cercano di coprire con l’henné. La maggioranza di noi ha pensato che fosse semplicemente una caratteristica delle donne sefardite. Vediamo la donna sul teleschermo con un cappellino da baseball. Di fronte alla telecamera mette una fotografia di una deliziosa ragazzina con una cascata di capelli neri. «Questa ero io prima del trattamento. Guardami adesso». Si toglie il cappello e nemmeno l’henné rosso riesce a coprire le orribili cicatrici nelle zone pelate.
La maggior parte delle vittime era marocchina, perché erano i più numerosi fra gli immigranti sefarditi. La generazione che fu avvelenata divenne la classe eternamente povera e criminale del paese. Non ha senso. I marocchini che scapparono in Francia fecero fortuna e raggiunsero un buon grado di istruzione. La spiegazione più frequente è che in Francia erano andati i ricchi, perciò i furbi. La vera spiegazione è che le cellule cerebrali dei bambini francesi marocchini non sono state fritte coi raggi gamma.
Il film ha esposto chiaramente che questa operazione non fu accidentale. I pericoli dei raggi X si conoscono da oltre 40 anni. Le prime linee guida ufficiali per il trattamento a raggi X esistono dal 1952.
(da: Judy Andreas, «Zionism Is Nobody’s Friend»; traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Olimpia Bertoldini)

Il documentario cui si riferisce l’Andreas è «100000 Radiations. The Ringworm Children», prodotto nel 2003 dalla Dimona Productions Ltd. di Dubi Bergman e diretto da David Belhassen e Asher Hemias; in rete circola un’altra versione dei nomi degli autori e del produttore, secondo Barry Chamish. Il 14 agosto 2004 è stato trasmesso dall’emittente israeliana Canale 10, e l’anno seguente, col titolo L’Apocalypse des teigneux, il documentario in versione francese ha ottenuto una menzione speciale nella sezione Reportage del Mediterraneo alla X edizione del Premio internazionale del documentario e del reportage mediterraneo - Siracusa 9/16 ottobre 2005. Ciononostante non mi risulta che questi 47 minuti di pellicola abbiano mai trovato posto in qualche palinsesto nazionale, né che i media ufficiali abbiano mai ritenuto degno di nota questo episodio piuttosto inquietante. Vorrà dire qualcosa?

 

 

Link originale : http://www.alessandracolla.net/?p=246 - 27 Gennaio 2009

 

Link a questa pagina : http://www.terrasantalibera.org/olocaustodellatigna.htm

 

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