"Notizie dalla Terra Santa"


 

Anno IV,  Comunicato n. 33, del 7 febbraio  2009

 

QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutto quel che dichiarano gli autori dei testi pubblicati, reputa che essi siano comunque UTILE fonte di informazione, testimonianza e riflessione per molti.

Non omologati in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E giustO dare spazio aLLE MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.

UNRWA - governo di Gaza, risolti i malintesi.

Prosegue la consegna degli aiuti umanitari

 

Gaza - Infopal. Il governo palestinese a Gaza ha confermato che tutte “le problematiche e i malintesi” con l’agenzia delle Nazioni Unite “UNRWA” sono stati risulti.

L’UNRWA, che ieri aveva dichiarato di sospendere l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, proseguirà il lavoro.

Il portavoce del governo, Taher an-Nuno, in un comunicato stampa di cui il corrispondente di Infopal.it ha ricevuto una copia, ha chiarito che il governo ha incontrato la direzione dell’UNRWA "per risolvere il malinteso di due giorni fa".

An-Nuno ha riferito che la delegazione del governo era composta dal ministro della Sanità, dott. Basem Naim, e il segretario generale del Consiglio dei ministri, dott. Mohammad Awad, mentre l’UNRWA era rappresentata dall'inviata per Medio Oriente Karin Abu Zaid.

Egli ha chiarito che “durante l’incontro, le due delegazioni hanno discusso del malinteso sollevato dai mezzi di informazione, e tutto è stato risolto. Poi, sono stati definiti i meccanismi affinché in futuro non si ripetano incomprensioni e polemiche. L'UNRWA riprenderà pienamente il suo lavoro nella Striscia di Gaza”.

An-Nunu ha anche spiegato che il governo ha trattenuto 6 camion per assicurarsi che fossero in possesso della documentazione necessaria, e che poi li avrebbe lasciati passare.

Il portavoce ha ribadito che nessun membro del governo ha sequestrato merci dell'UNRWA.

Il 5 febbraio hanno iniziato a diffondersi notizie che parlavano del "sequestro, da parte di un gruppo di poliziotti di Gaza, di aiuti appartenenti all’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite". Si trattava di 3500 coperte, 406 pacchi alimentari. Il governo aveva incolpato l’UNRWA di "politicizzare gli aiuti umanitari" e aveva preteso delle scuse sia per la posizione assunta sia per le accuse rivoltele.

A sua volta, l'Agenzia dell'Onu aveva risposto di svolgere il proprio lavoro con responsabilità e trasparenza, senza politicizzazione alcuna.

 


Guerra contro la Striscia: in crescita la popolarità di Hamas


Di Khalid Amayreh in Ramallah

L'ultimo sondaggio pubblico in Cisgiordania e Striscia di Gaza ha mostrato uno spettacolare aumento nella popolarità di Hamas tra i palestinesi, con un significante declino di quella di Fatah.

Inoltre, il sondaggio mostra come la maggioranza dei palestinesi crede che l'avvento dell'amministrazione Obama negli Usa non farà una grande differenza per ciò che riguarda gli sforzi americani per risolvere la questione palestinese.

Secondo il sondaggio, Turchia, Venezuela e Iran così come Hezbollah sono le forze regionali più popolari tra i palestinesi.

I risultati dell'ultima statistica, condotta dal Jerusalem Media and Communications Center (JMCC) dal 29 al 31 gennaio, su un campione di 1198 cittadini palestinesi, mostrano che quasi il 48% degli intervistati crede che Hamas sia uscito vittorioso dal blitz israeliano contro Gaza. Quasi il 10% ritiene che Israele abbia vinto la guerra, mentre oltre un terzo, il 37,4% afferma che né una parte né l'altra abbia raggiunto la vittoria.

Dal sondaggio emerge una forte crescita nella popolarità di Hamas, soprattutto in Cisgiordania.

In contrasto, la popolarità di Fatah registra un significativo declino, particolarmente in Cisgiordania.

Alla domanda se le elezioni si tenessero ora, il 28,6% ha risposto che voterebbe per Hamas. L'appoggio a Fatah è sceso dal 34% dell'aprile scorso al 27,9 di questo sondaggio.

La fiducia in Hamas è salita dal 16,6% del novembre scorso al 27,7 % attuale. Al contrario, la percentuale di coloro che dicono di avere fiducia in Fatah è caduta dal 31,3% al 26%.

Secondo quanto dal JMCC in un comunicato stampa, la popolarità di Hamas è in crescita in particolar modo in Cisgiordania, che è sotto il controllo dell'Autorità nazionale palestinese appoggiata dall'Occidente.

Analogamente, la percentuale di coloro che hanno affermato di aver fiducia in Ismail Haniyah, il primo ministro del governo di Gaza, è cresciuta dal 12,8% dello scorso ottobre, al 21,1 attuale.  La fiducia nel capo dell'ANP, Mahmoud Abbas, è scesa dal 15,5% dello scorso ottobre al 13,4 attuale.

La percentuale di coloro che pensano che la gestione del governo di Salam Fayad, appoggiato dagli Usa, sia migliore di quella del governo di Gaza, è scesa dal 36% dello scorso aprile, al 26,9% di questo sondaggio.

Coloro che ritengono che la gestione del governo Fayad sia peggiore di quella del governo Haniyah è salita dal 29,1 al 40%.

Dal sondaggio emerge anche che il sostegno alla resistenza militare contro l'occupazione israeliana è salito dal 49,5% dello scorso aprile al 53,5% attuale.

Inoltre, è aumentata anche la percentuale di palestinesi che si oppongono ai colloqui di pace con Israele.

(...)

Per ciò che riguarda la gestione della ricostruzione nella Striscia di Gaza, il 30,6% degli intervistati ha detto di preferire un meccanismo internazionale controllato dall'Onu. La seconda scelta è andata a un governo di unità nazionale. Oltre il 23% ha detto di preferire il governo Hamas, mentre una minoranza, il 13,7%, ha dichiarato di preferire l'Autorità palestinese.

Il declino della popolarità di Fatah può essere attribuito alla diffusa delusione pubblica nei confronti della tiepida presa di posizione del regime di Ramallah nei confronti della guerra.

Molti palestinesi hanno avuto l'impressione che almeno qualcuno dei leader dell'ANP e dell'OLP abbiano adottato una posizione di "cospirazione" durante l'invasione israeliana di Gaza.

E' stato riferito che alcuni dirigenti dell'ANP avevano affermato di sperare che Israele potesse distruggere il governo Hamas a Gaza.

Alcuni leader dell'OLP, quali, ad esempio, Yasser Abed Rabbo, ha criticato Israele per aver posto fine alla guerra troppo presto senza "far fuori Hamas".

Un'altra importante ragione per il declino di popolarità di Fatah sembra avere a che fare con la vasta repressione, da parte delle forze dell'ANP, delle manifestazioni pubbliche durante la guerra.

Gli agenti di sicurezza dell'ANP hanno impedito e, in molti casi, violentemente represso, le proteste pro-Hamas.

Decine di palestinesi, principalmente simpatizzanti di Hamas, sono stati arrestati dagli apparati di sicurezza dell'ANP in Cisgiordania.

(...)

Versione integrale: Hamas’ popularity soaring following Israel’s Gaza blitz  http://www.palestine-info.co.uk

Traduzione a cura della redazione di Infopal

 


DISTRUZIONE DI GAZA: 600 mila tonnellate di macerie da rimuovere. Bombe ancora inesplose

 

Gaza - Infopal. I dati emersi dal censimento eseguito dal "Programma di sviluppo delle Nazioni Unite a Gaza" denunciano la distruzione sistematica messa in atto dal governo israeliano durante la recente guerra alla Striscia.

I numeri dell'ecatombe. Sono stati distrutti totalmente o parzialmente: 14 mila case, 68 edifici governativi, 31 edifici di organizzazioni non governative.

A fronte di tale distruzione, sono 600 mila tonnellate le macerie da rimuovere.

L’organizzazione ha fatto sapere che "le macerie sono mescolate con materiale tossico e nocivo, e potrebbero contenere bombe ancora inesplose. E' necessario rimuoverle per garantire l'incolumità dei cittadini di Gaza, e per semplificare l’arrivo degli aiuti umanitari e dei servizi sociali".

Le Nazioni Unite stanno cercando fondi per 613 milioni di dollari, destinati alla ricostruzione della Striscia di Gaza, mentre il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite ha bisogno di 49 milioni di dollari, di cui una metà è destinata alla rimozione delle macerie, e l’altra all’agricoltura e alla ricostruzione della rete idrica

 


 

Link originale : http://www.infopal.it/

 

Link questa pagina : http://www.terrasantalibera.org/news6-7feb2009infopal.htm

 

 

Tutte le notizie e articoli contenuti in questo spazio web sono liberamente riproducibili

(salvo successive controindicazioni degli autori e/o degli editori distributori)

purchè citandone  integralmente   tutte le fonti (inclusa questa), gli autori, i traduttori e i links :

perchè informazione e contro-informazione devono essere libere e alla portata di tutti.

Chi, divulgando questi notiziari, omette di fornire le indicazioni sopra citate, o impedisce in qualsiasi modo

 la  libera veicolazione delle notizie, sabota gravemente  la libera formazione e informazione.