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Anno IV,  ottobre 2009

 
     
 

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nei testi citati, reputa che esse siano comunque UTILi fonti di informazione, testimonianza e riflessione.

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Il mare raccontato dai Palestinesi

di Vichi, Palestina Libera blog-spot

 

 

 

Cos’è il mare per i Palestinesi che vivono nella West Bank? In questo bel video di poco più di 3 minuti la domanda viene posta a varie persone, che raccontano le proprie esperienze, le memorie e i sogni di mare, in netto contrasto con la quotidiana, amara realtà fatta di checkpoint e restrizioni alla libertà di movimento.

Due parole vanno dette riguardo al Mar Morto e all’impossibilità per i Palestinesi di recarvisi.

Il Mar Morto è un sito naturale unico al mondo ed un luogo di vacanza molto frequentato. Contrariamente a quello che molti - anche in Israele – ritengono, la parte nord-occidentale del Mar Morto fa parte della West Bank ed è dunque territorio palestinese.

Fino allo scoppio della seconda Intifada, la zona nord-occidentale del Mar Morto rappresentava quasi l’unico svago per i Palestinesi, che vi si recavano nei fine settimana e per trascorrervi le vacanze. Nel corso degli anni, tuttavia, Israele ha ivi costruito numerosi insediamenti colonici, iniziando a trattare la zona come se fosse parte effettiva del territorio israeliano, separandola – al pari dell’intera Valle del Giordano – dal resto della Cisgiordania.

A partire dal marzo del 2007, l’esercito israeliano ha iniziato ad istituire con sempre maggior frequenza una serie di checkpoint “volanti” nell’area di Beit Ha’arava, vietando l’accesso al Mar Morto ai Palestinesi, con l’eccezione dei residenti o di chi lavorava nei villaggi circostanti. Tali checkpoint operavano in prevalenza nei fine settimana, quando l’afflusso degli allegri gitanti israeliani si faceva più intenso.

Nel maggio del 2007, infine, il checkpoint di Beit Ha’arava è divenuto permanente, e da allora l’esercito israeliano ha negato l’ingresso alla zona nord-occidentale del Mar Morto a tutti i Palestinesi non residenti, persino a quelli muniti di visti validi per l’ingresso in Israele.

E’ degno di nota come il divieto di accesso al Mar Morto per i Palestinesi non è sancito da alcun ordine militare scritto o direttiva di alcun genere.

Secondo quanto riportato dalla ong Association for Civil Rights in Israel, il comandante della brigata di stanza nella zona aveva sostenuto, durante un incontro con membri dell’associazione, che il divieto era stato istituito per evitare possibili “danni alle entrate delle comunità ebraiche sulle rive del Mar Morto quando i Palestinesi visitano le spiagge”! E’ ovvio, come consentire che i bravi coloni e gli allegri gitanti israeliani frequentino le stesse spiagge affollate da Palestinesi sporchi e cattivi?

Nel giugno del 2008, a seguito di intese raggiunte tra il governo israeliano e l’inviato del “Quartetto” Tony Blair, il portavoce dell’Idf dichiarò che il checkpoint di Beit Ha’arava era stato rimosso. Controlli effettuati dagli attivisti dell’ong israeliana B’tselem, tuttavia, hanno rilevato che il checkpoint è tutt’ora saltuariamente in funzione, specialmente nei fine settimana quando molti israeliani si recano sulle spiagge del Mar Morto.

La realtà è che Israele priva i Palestinesi che vivono in Cisgiordania dell’unico accesso ad una striscia di costa, rendendola disponibile per il divertimento dei soli Israeliani e per il profitto degli insediamenti colonici della zona.

Come sempre accade, e qui in maniera ancor più intollerabile, le “ragioni di sicurezza” sono del tutto inesistenti, mentre si è in presenza di un regime degli accessi e della libertà di movimento razzista e discriminatorio, come è tipico in ogni regime di stampo coloniale.

Alla fine di agosto di quest’anno, Israele mantiene all’interno della Cisgiordania ben 619 checkpoint e ostacoli vari alla circolazione. Questi checkpoint, questi ostacoli, questi blocchi ledono gravemente diritti fondamentali dei Palestinesi e impediscono loro di raggiungere agevolmente i luoghi di lavoro, le scuole, gli ospedali, i parenti, gli amici, i luoghi di culto.

E negano ai Palestinesi persino il diritto di passare una giornata di riposo e di divertimento in spiaggia.

di Vichi, Palestina Libera blog-spot

 

Link originale:

http://palestinanews.blogspot.com/2009/10/il-mare-raccontato-dai-palestinesi.html

 

 

Link a questa pagina:

http://www.terrasantalibera.org/mare_negato.htm

 

 
 

 

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