Che la guerra detta operazione ‘Piombo fuso’, scoppiata nel gennaio 2009 nella Striscia di Gaza, quando l’esercito israeliano intervenne per contrastare Hamas e il lancio di razzi verso Israele, fosse uno dei tanti capitoli oscuri nell’annosa questione mediorientale, non vi sono dubbi. L’attacco fu talmente cruento e assolutamente squilibrato, che sono state sollevate dure critiche e ipotizzati, addirittura, gli estremi per il reato internazionale di crimini guerra.
A distanza di mesi, con i riflettori su Gaza rientrati nei ranghi, gli effetti nefasti si fanno ancora sentire. Giungono, infatti, notizie su diverse nascite e malformazioni di bambini che vengono alla luce con organi vitali incompleti. Lo affermano fonti dell’ospedale Shifa, al quale molte donne chiedono assistenza per partorire.
Confrontando i dati delle nascite avvenute nel terzo trimestre del 2009 con gli stessi mesi del 2008, sono stati registrati notevoli aumenti del numero di deformazioni tra i neonati. Raffrontando i tempi delle nascite con quelli dei bombardamenti che hanno interessato la Striscia di Gaza lo scorso gennaio, nascono inquietanti dubbi su quali sostanze chimiche abbiano sganciato gli israeliani in quel frangente.
Alcune ipotesi spingono addirittura a sospettare, senza avere riscontri oggettivi, l’utilizzo di armi chimiche ‘testate’ da parte dell’esercito della Stella di David al fine di osservarne gli effetti sulla popolazione in generale e sulle future nascite. Ovviamente è difficile provare scientificamente il nesso, anche se i tempi coincidono perfettamente e l’uso di fosforo bianco lanciato in quelle bombe è appurato dalle immagini di quei giorni tremendi. Tra le malformazioni e i problemi clinici legati ai bambini in questione, in particolare si registrano anomalie cardiache, del sistema nervoso, con comunque una forte tendenza ad anormalità interne e senza tangibili segni esterni o epidermici.
La situazione è ancor più tragica se si pensa che la Striscia di Gaza è praticamente isolata dal mondo esterno e gli accertamenti di routine che potrebbero venir compiuti in questi casi sono di fatto esclusi. I medici si trovano a dover fronteggiare il problema medico con scarsi mezzi a loro disposizione. Con l’aggravante di non riuscire a dar spiegazioni plausibili alle madri, giustamente preoccupate per la salute dei loro nascituri.
La Striscia di Gaza è una realtà difficile, come complicate sono le situazioni in cui la guerra e gli scontri sono all’ordine del giorno. A ciò si deve aggiungere la forte concentrazione demografica e il tasso di natalità elevato. Uno dei tanti spaccati di un conflitto sempre più incomprensibile, in cui soffrono sempre più le fasce più deboli della società, come le donne e i bambini.
Leonardo Guerrini

