HOME PAGE ARCHIVIO GENERALE ARCHIVIO VIDEO Mercatino Supporto ISCRIZIONE NEWSLETTER

 

Anno IV,  luglio 2009

 
     
 

QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tuttE le dichiarazioni degli autori

nei testi citati, reputa che esse siano comunque UTILi fonti di informazione, testimonianza e riflessione.

Non omologati in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E giustO dare spazio a MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.

 
 

 

Coloni israeliani e terre arabe: fiamme e “acquisti”

Baruda

 

Questa mattina decine di coloni ebrei hanno dato alle fiamme una vasta zona di terre coltivate nei dintorni di alcuni villaggi palestinesi tra Nablus e Ramallah, in Cisgiordania. Il fuoco si sarebbe propagato tra i villaggi di Til e Madma e a sud del villaggio di Burin, senza alcun intervento da parte delle forze di occupazione israeliane. Secondo le fonti, i coloni si sarebbero così "vendicati" per essere stati evacuati dal loro governo da un’area vicina alla città di Sinjel, tra Nablus e Ramallah.Proprio poco prima infatti l’esercito israeliano aveva sgomberato l’avamposto illegale di Adei-Ad: notizia appresa attraverso la radio dei coloni Canale 7: non c’è stato alcun incidente tra le 25 famiglie che abitavano l’avamposto e l’esercito israeliano, che poi si è apprestato a sgomberare una seconda area, in una zona molto vicina.   

 

 Incollo poi un’agenzia presa da AnsaMed:
Un’organizzazione israeliana di destra, l’Israel Land Fund, sta pianificando per alcuni ebrei europei l’acquisto di dozzine di proprietà in Giordania. Lo riferisce al Arabiya, secondo la quale quest’iniziativa potrebbe creare tensione tra il regno giordano e Israele. In Giordania, fino al 1995, la vendita di terreni a israeliani o a persone che agivano per loro conto era punita con la pena di morte.

Anche a seguito di una riforma della legge, è tuttora in vigore un divieto in tal senso. L’articolo 6 della legge sul boicottaggio economico e sul divieto di vendita ai «nemici» prevede che «a persone straniere o a entità corporative che non hanno nazionalità araba non è concesso l’acquisto, l’affitto, il possesso diretto o indiretto di proprietà immobili nel regno», con eccezioni autorizzate dalle autorità politiche. L’Israel Land Fund, che sostiene i costruttori ebrei a Gerusalemme e che ha comprato terreni e dozzine di case nei territori palestinesi occupati nella West Bank, cerca ora acquirenti europei per alcune proprietà in Giordania, spiega Al Arabiya, per aggirare la legge giordana. Arieh King, direttore dell’organizzazione, ha spiegato all’Afp che «in Giordania ci sono migliaia di proprietà appartenute ad ebrei, comprate durante l’impero Ottomano e sotto il mandato britannico», che furono tolte quando la Giordania è diventata indipendente, nel 1976. Questi terreni, quindi, non rientrerebbeo nel divieto imposto dalla legge giordana. L’Israel Land Fund ha già avuto tensioni con i palestinesi quando ha comprato delle proprietà nella West Bank, un territorio acquisito da Israele durante la guerra del 1967. Gli ebrei di estrema destra, scrive Al Arabiya, ritengono questi territori parte del «Grande Israele», un’area non ben definita che include anche la Giordania. (ANSAmed) 

 


Link originale:
baruda.net/2009/07/20/coloni-israeliani-e-terre-arabe-fiamme-e-acquisti/

 


Questa pagina: http://www.terrasantalibera.org/fiamme_acquisti.htm


 
 

 

Tutte le notizie e articoli contenuti in questo spazio web sono liberamente riproducibili

(salvo successive controindicazioni degli autori e/o degli editori distributori)

purchè citandone  integralmente   tutte le fonti (inclusa questa), gli autori, i traduttori e i links :

perchè informazione e contro-informazione devono essere libere e alla portata di tutti.

Chi, divulgando questi notiziari, omette di fornire le indicazioni sopra citate, o impedisce in qualsiasi modo  la  libera veicolazione delle notizie, sabota gravemente  la libera formazione e informazione.