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Il dossier su Gerusalemme: nel 2008, 85 edifici demoliti, 1.931
nuove unità coloniali e un progetto per costruirne altre 33.500.
Infopal,
20 febbraio 2009
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Gerusalemme – Infopal. Nella città di Gerusalemme le forze di
occupazione israeliane hanno demolito 58 edifici tra abitazioni
e strutture, mentre altre 219 hanno ricevuto l’avviso di
demolizione o di sequestro. Sono stati censiti inoltre 36 casi
di confisca di terreni.
Questi dati sono contenuti nella pubblicazione "La città di
Gerusalemme e la moschea al-Aqsa 2009" , a cura
dell’associazione al-Aqsa, sulle violazioni commesse contro la
città di Gerusalemme e la moschea al-Aqsa durante lo scorso
anno.
Nella seconda metà del 2008 sono cresciute le forme d’invasione
della moschea da parte di gruppi ebraici composti da uomini,
donne e bambini. Al suo interno sono state organizzate pratiche
religiose, compresa la lettura di brani tratti dal Tanakh. A
questi riti ebraici hanno partecipato noti personaggi, come
l’estremista Yehuda Etsion, accusato del progetto di far saltare
la moschea al-Aqsa. Tutto questo è avvenuto sotto la protezione
rafforzata della polizia israeliana.
Nell’anno 2008 decine di religiosi hanno espresso il proprio
sostegno e il proprio incoraggiamento, richiamandosi anche al
Talmud, a membri della società israeliana per attaccare la
moschea di al-Aqsa e praticare riti religiosi al suo interno. In
precedenza erano in pochi a rilasciare queste dichiarazioni e a
voler essere di esempio per gli altri. Sono inoltre aumentate le
attività di gruppi religiosi ebraici per prendere il controllo,
con la forza e con l’inganno, delle case palestinesi a
Gerusalemme. Nonostante l’opposizione palestinese, diverse case
sono state occupate.
Le autorità dell’occupazione israeliane hanno iniziato ad
accatastare le proprietà occupate dai coloni nella città vecchia
di Gerusalemme. Sono state scoperte 120 proprietà registrate con
documenti falsificati e illegali. L’occupazione intende inoltre
accatastare una vasta superficie nella zona della Porta dei
Magrebini, insieme ai focolai coloniali presenti nella città
vecchia, proprietà del Waqf Islami (beni pubblici isamici).
Le autorità hanno iniziato a mettere in atto un progetto di
ebraicizzazione per accerchiare il quartiere di Silwan, a sud
della moschea di al-Aqsa. Il progetto, denominato 'progetto
delle infrastrutture’, intende trasformare Silwan in un centro
turistico e di ebraicizzazione.
I censimenti curati da centri palestinesi riportano che
nell’anno 2008 sono stati demoliti 71 edifici, mentre quelli
israeliani rivelano la demolizione di 85. Secondo i centri
palestinesi l’occupazione avrebbe consegnato 219 notificazioni
di confisca o di demolizione d’immobili nella città di
Gerusalemme, che vanno ad aggiungersi ai 36 casi di confisca di
terreni, per centinaia di ettari. Sono stati inoltre registrati
44 casi d’irruzione e chiusura di associazioni palestinesi.
Sempre lo scorso anno è stato testimone di un assalto coloniale
sulla città di Gerusalemme, il che dimostra come il progetto di
allargamento delle colonie sia ancora in cima alle priorità
israeliane. Tutto indica che nei prossimi anni ci sarà una
grande escalation coloniale a est della città.
Sono stati pubblicati i bandi per la costruzione di 1.931 unità
abitative destinate a 6.750 coloni, mentre 5.431 sono i progetti
depositati per la costruzione di nuovi immobili destinati a
contenerne altri 19.000. Finora sono state confermate 2.470
unità abitative. Sono state infine progettate 33.500 unità
abitative future da realizzare a est di Gerusalemme per
contenere 117 mila coloni israeliani; questo significa che nei
prossimi anni s’intende portare 140 mila coloni nella zona
orientale della città.
L’anno scorso gruppi di ebrei estremisti, tra i quali spiccavano
personalità governative, hanno aperto una sinagoga sulla
proprietà islamica denominata Hammam al-Ain, a soli 50 metri
dalla moschea al-Aqsa, nel cuore di un quartiere islamico.
Centinaia di coloni israeliani visitano questa sinagoga. Gli
scavi israeliani sotto Hammam al-Ain proseguono ancora: sono
stati avvistate abbondanti quantità di tavolette in legno, che
indicano come siano in corso grandi lavori accanto al Muro dei
Magrebini, la porta della moschea di al-Aqsa.
Gli israeliani stanno terminando inoltre la costruzione di una
sinagoga denominata ha-Hurba, edificata su un terreno di
proprietà islamica e su una parte della moschea al-Umari, in un
quartiere denominato ash-Sharaf, nel cuore della città vecchia.
Scopo della costruzione di quest’alta sinagoga è di coprire e
nascondere il simbolo islamico di Gerusalemme: la Cupola della
Roccia.
Sempre nella terra sottostante la moschea al-Aqsa, zona ricca di
resti islamici e arabi, l’occupazione israeliana sta proseguendo
lo scavo di una nuova galleria, in corrispondenza del muro
occidentale della moschea, per costruire un centro di turismo
religioso. La galleria è lunga circa 200 metri e dovrebbe
collegarsi con la galleria al-Buraq, sotto la sinagoga ebraica
costruita nell’area di Hammam al-Ain.
All’ingresso di Silwan vanno avanti gli scavi in prossimità di
Wadi Hilwah per costruire un grande centro commerciale e un
parcheggio sottoterraneo. Si sta inoltre scavando una galleria
per raggiungere la piazza del Buraq (il 'Muro del pianto’), con
l’obbiettivo di collegarla con i focolai coloniali costruiti a
Silwan.
Gli scavi israeliani vengono giustificati con il pretesto di
cercare i resti del tempio di Salomone e per trovare le tracce
di una storia ebraica nella città di Gerusalemme, in particolare
vicino alla moschea al-Aqsa.
Link originale :
www.infopal.it/10699-il-dossier-su-gerusalemme-nel-2008-85-edifici-demoliti-1931
-nuove-unit%e0-coloniali-e-un-progetto-per-costruirne-altre-33500
.html
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/dossiergerusalemme2008.htm
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