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Gerusalemme Est, le demolizioni nei quartieri arabi non si fermano
di Andrea Dessi per Osservatorio Iraq -
24 aprile 2009

Circa 90 unità residenziali del quartiere arabo di al-Bustan di Gerusalemme
Est
rischiano di
essere demolite.
La questione è stata al centro di una conferenza stampa che si è tenuta
mercoledì 21 aprile nella “tenda della solidarietà” eretta mesi fa nel
quartiere di Silwan a poche centinaia di metri dalla zona in cui si trovano
le unità residenziali a rischio.
Mauread Corrigan Maguire (vincitrice del premio nobel per la pace nel ‘76
per le sue attività nel Irlanda del Nord), Attalah Hana (Arcivescovo della
Chiesa greco-ortodossa del patriarcato di Gerusalemme), Hatem Abdel Qader
(membro del Consiglio legislativo palestinese - Plc) e Rabbi Yehiel
Grenimann (membro dell’organizzazione
Rabbis for Human Rights)
hanno tutti denunciato il governo israeliano accusandolo di discriminare la
popolazione araba della città e creare elementi di fatto sul terreno con lo
scopo di promuovere la “ebraizzazione di Gerusalmme Est”.
“Credo che Israele si stia macchiando di una pulizia etnica della
popolazione palestinese proprio qui a Gerusalemme est - ha dichiarato
Corrigan Maguire durante il suo discorso riportato dalle maggiori fonti
giornalistiche locali ed internazionali - Questa è la loro casa, la loro
comunità. Li stanno buttando fuori per costruirci un parco”.
“Noi non vogliamo la violenza, ma vogliamo i diritti umani, dignità e
l’uguaglianza democratica [..] il popolo palestinese [se li] merita” ha
aggiunto la vincitrice del premio Nobel, che da anni ormai si interessa alle
azioni di opposizione non-violente del popolo palestinese, e che nel 2007
dovette ricevere cure mediche dopo essere stata colpita con un proiettile
rivestito di gomma durante la protesta settimanale contro il muro di
separazione nel villaggio di Bil’in.
Allarme analogo ha espresso l’arcivescovo Attalah Hana, affermando che “la
nostra lotta non è religiosa, non siamo contro la religione ebraica, siamo
contro il movimento sionista che intende buttarci fuori di casa. Siamo qui
per dare il nostro supporto alle persone che sono oppresse”.
Anche se ora sono i musulmani a rischiare di perdere le proprie abitazioni,
“sappiamo che in seguito saranno i Cristiani”, ha detto Hana, aggiungendo
che “qui noi non siamo ospiti e continueremo a combattere il razzismo, e lo
spingere le persone ad abbandonare le proprie case costituisce un grado
altissimo di razzismo. Siamo nati a Gerusalemme, rimarremmo a Gerusalemme e
moriremo a Gerusalemme”.
A sua volta anche il Rabbino Grenimann ha accusato il governo israeliano di
discriminare la popolazione araba di Gerusalemme. Secondo quanto riportato
dall’Alternative Information Center
(Aic), Yehiel Grenimann si è rivolto ai giornalisti dichiarando che “noi
[ebrei] crediamo che la Torah insegna giustizia, che la legge debba essere
uguale per tutti e che deve essere bilanciata. Non ho dubbi che il modo in
cui Israele tratta i residenti di Silwan sia basata su di una linea politica
discriminatoria. Prego che possiamo trovare un modo per superare le
differenze che ci sono tra noi”.
Di fronte alle accuse ricevute, il governo israeliano ed il sindaco di
Gerusalemme, Nir Barkan, hanno replicato tramite una serie di dichiarazioni
riportate dai media nazionali.
Secondo quanto ha sostenuto un assistente del sindaco sul
Jerusalem Post, tutti “i
tentativi di politicizzare questa faccenda o di attaccare il municipio [di
Gerusalemme] per aver eseguito la legge non potrà influenzare la legge
stessa”.
Il sindaco ha inoltre dichiarato che la sua linea politica mira a “mantenere
il rapporto [demografico] tra ebrei e musulmani [nella città] in modo da
assicurarsi che Gerusalemme abbia una maggioranza di popolazione ebraica in
quanto capitale ebraica del mondo”.
Tuttavia, ha precisato Barkan, “la politica delle demolizioni non fa parte
del tentativo di mantenere questo rapporto”.
Nonostante queste assicurazioni le demolizioni in tutto il territorio
palestinese continuano. Secondo un comunicato stampa rilasciato il 6 aprile
dall’organizzazione Israeli Committee
Against House Demolitions (Ichad), il municipio di Gerusalemme
sta spendendo 1,2 milioni di shekel
(più di 200mila euro) per finanziare lo svolgimento di fotografie aeree dei
vari quartieri della città con l’obiettivo di monitorare le attività di
costruzione.
Mercoledi’ 22 aprile, secondo quanto riportato dal agenzia di stampa
Maan News Agency, sarebbero
otto le abitazioni demolite nel nord del paese in un villaggio poco distante
dalla città di Nablus.
Lo stesso giorno anche a Gerusalemme, nel quartiere di Jabal Mukabbir, è
stata demolita un abitazione ospitante sette membri della famiglia Hdedon.
Secondo quanto dichiarato alla Maan
News, Ammar Hdedon non avrebbe neppure ricevuto una notifica
dell’imminente demolizione della propria casa.
Questa demolizione si aggiunge alle altre due già compiute questo mese (il 6
e il 7 aprile) a Gerusalemme est. Secondo la
Reuters sarebbero così salite
a 20 le abitazioni demolite dalle autorità israeliane nelle zone arabe della
città dall’inizio del 2009.
Dopo le critiche del segretario di Stato Americano Hillary Clinton, che ha
definito “di poco aiuto” le azioni israeliane nei quartieri arabi di
Gerusalemme est (zona che tuttora viene considerata come
territorio occupato
dall’intera comunità internazionale), anche la Gran Bretagna ha dato voce
alla sua preoccupazione riguardante l’effetto che tali azioni possono avere
sul processo di pace.
In un articolo apparso sul giornale inglese
The Independent il 23 aprile
un diplomatico britannico ha dichiarato che il nuovo governo israeliano “ci
ha chiesto una pausa per permettergli di formulare la propria linea
politica, ma se ci sarà una pausa nel processo di pace ci deve essere anche
una pause nelle azioni che vediamo a Gerusalemme Est. Tali passi
contradicono l’obbiettivo di pace dichiarato da Israele”.
di Andrea Dessi per Osservatorio Iraq -
24 aprile 2009
(fonte: Haaretz, Maan News Agency,
Alternative Information Center, Agence France Press, Reuters, The Jerusalem
Post, The Independent, The Israeli Committee Against House Demolitions)
Link originale :
http://www.osservatorioiraq.it:80/modules.php?name=News&file=article&sid=7526
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/demolizioni_jerusalem_east.htm
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