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Cluster bomb,
trattato in vigore il primo agosto
Luca Galassi - Peacereporter -
18/02/2010

Con Moldova e Burkina Faso sono arrivati a 30 i Paesi
che lo hanno ratificato. E l'Italia resta indietro
Con
la ratifica di Moldova e Burkina Faso, la Convenzione di Oslo per la
messa al bando delle bombe a grappolo ha raggiunto il numero di Paesi
necessario per l'entrata in vigore. La data fissata dalle Nazioni Unite
è il primo agosto prossimo. Da allora, i Paesi che lo hanno ratificato
(attualmente trenta), si impegneranno ad adempiere alle condizioni del
Trattato, che vieta la produzione, l'uso e il possesso dei micidiali
ordigni.
Passo di fondamentale.
Si tratta del più importante
Trattato sul disarmo dopo la Convenzione per la messa al bando delle
mine antiuomo (Ottawa, 1997) e un 'fondamentale accordo umanitario',
secondo quanto dichiarato dal presidente della Coalizione per la messa
al bando delle cluster, Richard Moyes. "E' un passo fondamentale
nell'agenda del disarmo mondiale - ha commentato il segretario generale
delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon -. La ratifica dimostra la repulsione
nei confronti di queste armi, inaffidabili e inaccurate". Ban ha poi
invitato le nazioni che non hanno ancora aderito alla convenzione a
farlo "senza ritardi".
Pericolo per le popolazioni civili.
Nonostante
l'accordo, i maggiori produttori di cluster hanno boicottato il processo
di Oslo, ovvero le tappe che dal 2007 hanno portato alla ratifica. Stati
Uniti, Russia, Cina, India, Israele e Pakistan erano assenti agli
incontri. Per cinque anni la società civile internazionale, con un
cartello di 300 Ong, ha lavorato per negoziare un trattato vincolante
che vietasse l'utilizzo delle bombe a grappolo. Armi di grandi
dimensioni, sganciate da aerei o esplose da sistemi di artiglieria, la
cluster rilasciano ordigni più piccoli che si disperdono sul terreno in
aree molto vaste. Possono rimanenere inesplose per anni, e costituire un
pericolo per la popolazione civile, soprattutto i bambini.
Secondo un rapporto dell'associazione
Handicap International sarebbero circa 100 milioni le bombe a grappolo
rimaste inesplose nel mondo delle oltre 440 milioni utilizzate dal 1965.
Dal 1991 tali ordigni sono stati utilizzati nei principali conflitti:
Iraq, Kuwait, Bosnia, Cecenia, Croazia, Sudan, Sierra Leone, Etiopia,
Eritrea, Albania, Kosovo, Afghanistan, Ossezia del sud.
Nella campagna
israeliana in Libano del'estate 2007 il tasso di bombe inesplose è
risultato del 30 percento.
Lentezza burocratica.
Il 3 dicembre 2008 a Oslo l'Italia ha sottoscritto il Trattato, ma il
Parlamento italiano non l'ha ancora ratificato. "Il problema dell'Italia
è la sua lentezza burocratica - ha spiegato a PeaceReporter Giuseppe
Schiavello, direttore della Campagna italiana contro le mine -. Il
processo di ratifica è un processo abbastanza lungo, che avviene per
iniziativa governativa. Al suo interno sono coinvolti anche alcuni
ministeri, nello specifico quello degli Esteri e quello della Difesa,
che devono dare pareri. Poi ci sono implicazioni di carattere non
esclusivamente politico. Anzi, la volontà politica del nostro Paese è
stata unanime. Sono problemi di carattere finanziario. Per gli
adempimenti contenuti nella Convenzione, per esempio quello di
distruggere i propri arsenali di cluster, sono necessari stanziamenti di
bilancio che ritardano ulteriormente i tempi di ratifica. Facciamo un
esempio: il protocollo quinto del CCW (Convenzione su certe armi
convenzionali), che tratta proprio di cluster bomb, è stato adottato dal
nostro Paese nel 2003. E' entrato in vigore nel 2006, ma l'Italia,
nonostante il parere positivo delle nostre rappresentanze diplomatiche
nelle sedi preposte, ha fatto il primo passo per la ratifica nel
settembre 2009 alla Camera. Ci sono voluti sei anni e mezzo. Anche se in
quel caso, l'esborso economico era solo di 15mila euro, per
partecipazioni a conferenze e spese prevalentemente burocratiche e
amministrative. A causa di questa lentezza, la Campagna Italiana
chiederà al Governo e ai parlamentari di promuovere un’immediata
moratoria unilaterale del nostro Paese sulla produzione, uso e commercio
di questo sistema d’arma, in linea con le definizioni della Convenzione
di Oslo".
Luca Galassi
http://it.peacereporter.net/articolo/20312/Cluster+bomb%2C+trattato+in+vigore+il+primo+agosto
http://www.terrasantalibera.org/cluster_bombs_18feb2010.htm
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