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Anno III, Comunicato n. 50 , del 19 giugno  2008

 

 

Il Tg2 e la tregua israelo-palestinese

18-06-2008 Roma

Redazionale - Infopal

Il tg delle 13 di Rai2 ha mandato in onda un servizio sulla tregua tra le fazioni palestinesi e Israele. L'imperdibile Claudio Pagliara ha centrato la sua corrispondenza interamente sulle cittadine israeliane oggetto dei lanci di razzi artigianali che partono dalla Striscia di Gaza. Nessuno spazio, neanche una citazione, è stata concessa alla popolazione palestinese, vittima quotidiana di feroci bombardamenti israeliani - solo ieri ce ne sono stati ben tre con 6 morti e numerosi feriti -, di un assedio che dura da un anno e che ha paralizzato ogni attività economica, messo in ginocchio il sistema sanitario gazese e ucciso quasi 200 malati, tra cui molti bambini. Ricordiamo, tra l'altro, che la tragedia causata dall'embargo israelo-internazionale e dalla chiusura dei valichi è stata denunciata da parlamentari europei, dall'ex presidente Usa Jimmy Carter, da rappresentanti e inviati delle Nazioni Unite, dall'arcivescovo sudafricano, inviato Onu, Desmond Tutu, e così via.

La notizia della tregua è stata comunicata quasi come una coraggiosa e generosa concessione israeliana ai palestinesi, notoriamente dei terroristi.

Tant'è che, non casualmente, il servizio andato in onda subito dopo quello di Pagliara era sui bambini-kamikaze in... Afghanistan.

Il messaggio delle due corrispondenze era palese e il telespettatore medio italiano l'avrà certamente recepito: 'Israele è il bastione dell'Occidente generoso e illuminato in mezzo alla barbarie circostante. Sosteniamo Israele altrimenti i barbari si radicano anche a casa nostra'.

Questo genere di giornalismo clamorosamente embedded, totalmente di parte e senza neanche più la sottile foglia di fico della "par conditio" o della ricerca dell'obiettività, manipola la notizia e si trasforma in strumento di "scontro di civiltà", di odio, di non conoscenza dei fatti e della relazione di causa-effetto di una più ampia situazione geo-politica internazionale. E' assurdo e inaccettabile che sia la Tv di Stato, mantenuta con soldi pubblici, a farsene promotrice.

"Informazione Corretta" docet: vi invitiamo a mandare lettere di protesta alla redazione del tg2 e al cda della Rai.

Responsabili redazione Esteri: c.dangelo@rai.it; a.melchiorri@rai.it; petrone@rai.it; d.derobert@rai.it; a.mauriello@rai.it

www.rai.it

Per rivedere il tg: http://www.tg2.rai.it/ o  http://www.raiclicktv.it/raiclick

Vi invitiamo a inviare email anche all'Ordine dei Giornalisti: odg@odg.it

www.InfoPal.it

 

 

Striscia di Gaza, raggiunto un accordo sulla tregua con Israele. Inizierà domani mattina.

18-06-2008 Gaza

Gaza -  Hamas e le fazioni palestinesi hanno accettato una tregua con Israele nella Striscia di Gaza, che partirà da domani, giovedì 19 giugno, alle 6 del mattino. Lo ha annunciato oggi il dott. Mahmud az-Zahar, dirigente di spicco di Hamas, ieri sera, durante una conferenza stampa svoltasi nella città di Gaza.

Az-Zahar ha spiegato che le due parti - palestinese e israeliana - hanno accettato la prima fase della proposta egiziana, in modo da dar vita a una tregua reciproca e contemporanea nella Striscia di Gaza.

Il dirigente di Hamas ha aggiunto che la tregua è "il frutto della pazienza e della resistenza delle fazioni palestinesi che hanno concordato una posizione unitaria durante gli incontri sia all’interno della Striscia sia all’esterno, a Damasco, con la mediazione dell’Egitto".

L'ex ministro degli esteri az-Zahar ha riferito che "la tregua comprende l’apertura di tutti i passaggi e spiana il terreno, da una parte, a un dialogo diretto tra Hamas e le altre fazioni palestinesi, e dall'altra con il movimento di Fatah e la presidenza palestinese".

Ha poi aggiunto che la questione del soldato israeliano sequestrato due anni fa, Gilad Shalit, è un tema a sé, anche se è stato concordato con la parte egiziana di riattivare il dialogo per lo scambio dei detenuti.

Rapporti con l'ANP di Abbas. Az-Zahar ha fatto sapere anche che "non ci sono problemi con il presidente Mahmud Abbas", ma solo differenze nei programmi, e si è detto sicuro che quando ne verrà concordato uno unitario, "ci sarà accordo".

Khalil al-Hayyah, un altro dirigente di Hamas ha riferito i punti dell’accordo raggiunto sotto il patrocinio egiziano, e ha precisato che l’inizio della tregua sarà contemporaneo all’apertura di tutti i passaggi commerciali e che Israele farà entrare tutti i prodotti necessari alla Striscia di Gaza.
Ha aggiunto che l’Egitto, una settimana dopo l’inizio della tregua, ospiterà Hamas, la presidenza palestinese e l’Unione Europea al Cairo per discutere i meccanismi del funzionamento del valico di Rafah.

Il presidente Abbas ha giudicato la tregua "un interesse nazionale del popolo palestinese", e ha apprezzato gli sforzi di mediazione intrapresi dagli egiziani sotto la guida del presidente Hosni Mubarak.

I punti dell’accordo elencati da al-Hayyah durante la conferenza stampa:
1-accettare la fine reciproca di tutte le attività militari nella Striscia di Gaza, a partire dalle sei del mattino di giovedì 19 giugno.
2-La durata della tregua è di sei mesi, in base a quanto è stato concordato dalle fazioni palestinesi al Cairo.
3-La tregua verrà eseguita in accordo con tutte le fazioni palestinesi.
4-Apertura di tutti i passaggi commerciali della Striscia di Gaza entro pochi giorni dall’inizio della tregua.
5- Ingresso di tutti i prodotti di cui hanno bisogno gli abitanti della Striscia.
6-L’Egitto si attiverà per riportare la tregua in Cisgiordania.
7-Dopo una settimana dall’inizio della tregua, l’Egitto si adopererà per promuovere l'incontro dei movimenti di Hamas e Fatah con l’Unione Europea, al Cairo, per discutere i meccanismi della riattivazione del valico di frontiera di Rafah.

www.InfoPal.it

 

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