Un COMMENTO alla strage,
di Enrico Galoppini
27 APRILE
2008
Come
di consueto, dopo l'ennesima strage di palestinesi, si è
distinto in perfidia il solito Claudio Pagliara, che ha
almanaccato di morti causate dall'esplosione di
guerriglieri che indossavano giubbotti carichi d'esplosivo
colpiti dall'esercito israeliano, della "vendetta di
Hamas", dei "razzi Qassam" ecc.
E,
sempre come al solito, nessun nome per queste vittime
palestinesi, "ostaggio dei guerriglieri, che sparano dalle
case" (e da dove dovrebbero farlo, se è l'unico posto che
hanno? allora gli si concedano carri armati, aerei ecc.).
Invece tutto il mondo sa che "rapito da Hamas" esiste il
caporale Gilad Shalit, con un nome e un cognome. I
palestinesi, al massimo, fanno numero.
Infine, la ciliegina sulla torta. Fate caso a come
Pagliara pronuncia "Beit Hanùn"... Beit Khanùn, col
raschio inconfondibile dell'ebraico di quella che in arabo
è l'aspirata hâ'.
Per
questo Pagliara ci vorrebbe un apposito Vaff-day.
Enrico Galoppini
editorialista di "Rinascita", il quotidiano