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STERMINIO  PIANIFICATO

 

 

 

 

Arsenale missilistico israeliano      -      Grossi petardi qassam palestinesi

 

 

Lo sterminio della popolazione palestinese continua, secondo i piani prestabiliti.

 

Raid israeliano a Gaza, 60 morti, 150 feriti.

Sospesi i colloqui di pace.

 

Parigi condanna il raid israeliano

 

Esercito d'Israele spara

contro la folla a Beit Hanoun

 

La ministra degli esteri, l'israeliana Tzipi Livni, dichiara che la minaccia palestinese di sospendere i negoziati di pace non influenzera' le decisioni di Israele sulle operazioni militari in corso nella striscia di Gaza.

(leggi i particolari - clicca sui titoli)

 

 

Ci volevano 60 morti (al 1/3/08) in poche ore (tra cui quattro militari israeliani), 150 feriti (al 1/3/08), una calata di barbari in piena regola, che come novelli Attila hanno spazzato via tutto ciò che hanno incontrato sul loro cammino verso l'interno di Gaza, per smuovere il presidente Abu Mazen a chiede una convocazione d'urgenza del consiglio di sicurezza dell'Onu, per discutere della feroce incursione di Tsahal nel campo profughi di Jabaliya, nella Striscia di Gaza.

Doron Asulin e Eran DanGur, due dei quattro giovani militari israeliani

rimasti uccisi insieme a 60 palestinesi

 

Un risveglio patriottico e un moto d'indignazione dell'animo, o perchè i 30 denari ricevuti ad Annapolis non bastavano più a coprire tutto ciò?

 

 

Cattiveria? No, sono domande lecite a porsi, visto che sin'ora egli aveva invece dato manforte, attraverso le fazioni armate a lui fedeli, alle milizie dello Stato sionista nel continuare il lavoro di pulizia etnica sia in Cisgiordania che a Gaza. O ce ne siamo già dimenticati e rimosso tutto?

 

Astuta mossa politica per conquistare consenso tra la popolazione e vantaggio nelle trattive con la sua opposizione interna, oppure senso di misericordia?

Sarebbe più gettonata la prima ipotesi, visto il comportamento di chiusura sin'ora manifestato anche di fronte ai precedenti eccidi da parte israeliana.

 

Ovviamente ci viene presentata l'esagerata aggressione israeliana come rappresaglia al lancio dei maledetti razzi su Sderot e Ashkelon, mentre la dinamica e la tempistica, ci riferiscono diverse fonti d'agenzia locali, sono esattamente opposte, checchè ne dica Pagliara, che dai suoi Hotels di Tel Aviv e Gerusalemme non mette fuori neppure il naso, se non che per farsi riprendere vicino a qualche residuato di qassam. Giornalisti di trincea.

 

Chi si fosse sin'ora illuso (anche tra la gerarchia cattolica) che Annapolis fosse stata una speranza di pace e non invece una trappola per prendere tempo e continuare indisturbati il lavoro sporco a Gaza e nei territori Occupati di Cisgiordania, può ritornare con i piedi per terra.

 

Si può finalmente riconoscere che un certo "dialogo", come abbiamo sempre affermato e riaffermato in questi mesi, serviva solo ad imbavagliare, e che il silenzio prudenziale si è rivelato in questa occasione come una "omissione".

 

Forse dispiaceremo a certi nostri amici religiosi, impegnati in interminabili ed estenuanti trattative con lo Stato ebraico, ma questo silenzio, particolarmente imposto negli ultimi mesi, si è rivelato solo organico alle strategie militari di Israele.

Sarebbe ora di far sentire la voce dei cristiani e dei cattolici, maggioranza confessionale mondiale, un po' più forte e chiara, senza aver paura delle reazioni di una minoranza arrogante e prepotente, che vorrebbe addirittura imporci come pregare e cosa dire nelle nostre orazioni a Dio.

 

Nostro Signore non aveva paura ad affrontare i mercanti del tempio, nè a riprendere i "sepolcri imbiancati" definendoli "razza di vipere".

"Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi".

 

"Confiteor...quia peccavi nimis, cogitatione, verbo et opere...".

("Confesso ...che ho peccato in omissioni, pensieri, parole ed opere").

 

E chi è senza peccato scagli la prima pietra...

 

La Redazione

TerraSantaLibera.org

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