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Anno III, Comunicato n. 13  , del 8 febbraio 2008

 

 

 

MANIPOLAZIONE DEI MEDIA

 

 

 Santa Sede:

i media, dal protagonismo al servizio.

Padre Lombardi commenta il messaggio papale sulle comunicazioni sociali

CITTA' DEL VATICANO, domenica, 27 gennaio 2008 (ZENIT.org).- Passare dal protagonismo al servizio: ecco la sfida dei media, secondo il portavoce della Santa Sede. 

Padre Federico Lombardi S.I., direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha commentato nell'ultimo numero di "Octava Dies", settimanale del Centro Televisivo Vaticano, di cui è direttore, il tema del messaggio di Benedetto XVI per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2008: "I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare la verità per condividerla". 

Dobbiamo interrogarci seriamente sull'ipotesi che "vengano messi al servizio del bene delle persone e del bene comune delle società", spiega padre Lombardi.

"Spesso infatti abbiamo fondati motivi per dubitarne o per restarne amaramente delusi", riconosce. 

Troppe volte, dice citando il Papa, "la comunicazione sembra avere la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede".

"Questo accade, ad esempio, quando i media non sono usati 'per un corretto ruolo di informazione, ma per ‘creare' gli eventi stessi', o almeno per amplificarne la portata, per manipolarne la corretta lettura, o imporne una determinata interpretazione per fini ideologici, per interessi economici, politici o di qualsiasi altra natura", denuncia il portavoce vaticano. 

"Non si ripeterà mai a sufficienza un principio tanto apparentemente ovvio quanto fondamentale: 'La parola - detta, scritta o espressa in immagini - è fatta per la verità, per dire la verità, per favorire l'incontro fra le persone nella condivisione della verità'. Non per l'inganno, non per la divisione, non per la strumentalizzazione e l'asservimento dell'altro".

"Non si tratta qui di sognare un mondo idilliaco - riconosce il sacerdote -. Si tratta di capire che è in gioco la qualità dell'avvenire della nostra convivenza umana". 

"La questione è se lo straordinario potere delle meravigliose tecnologie della comunicazione nel mondo globalizzato dev'essere usato appunto come 'strumento di potere', o come occasione per far crescere la conoscenza, il dialogo e la comunione nel rispetto della libertà e della dignità dell'altro".

"Il servizio della verità - per i comunicatori - non è parola vuota, ma impegno morale, umile e grande, nel lavoro di ogni giorno, nell'uso di ogni parola", conclude padre Lombardi.

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