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Genocidio Annunciato
"Tutti i Palestinesi devono essere
uccisi : uomini, donne, bambini ed anche i loro
animali."
Questo l'editto "religioso" espresso
una settimana fa dal Rabbino Yisrael Rosen,
direttore dello Tsomet Institute, un istituto
religioso di lunga data frequentato da studenti e
militari negli insediamenti israeliani del West
Bank.
In un articolo pubblicato due settimane fa da
numerosi quotidiani religiosi israeliani, per primo
dalla testata liberale Haaretz del 26 marzo, Rosen
afferma che nella Torah ci sono prove che
giustificano una tale posizione.
Rosen, un'autorità in grado di diffondere editti
religiosi per i Giudei, ha scritto che i Palestinesi
sono come la nazione degli Amalechiti che, diretta a
Gerusalemme, attaccò le tribù di Israele dopo la
fuga dall'Egitto alla guida di Mosè. Ha scritto che
il Signore ha messo nella Torah una legge che
permetteva ai Giudei di uccidere gli Amalechiti, e
che tale legge è nota alla giurisprudenza Giudea.
L'articolo di Rosen, che ha sollevato un polverone
in Israele, citava anche il testo della legge
contenuta nella Torah: "Annientate dal primo
all'ultimo degli Amalechiti. Uccideteli e
spogliateli dei loro averi. Non mostrate loro pietà.
Uccideteli senza tregua, uno dopo l'altro. Non
lasciate un solo bambino, un solo vegetale, una sola
pianta. Uccidete i loro animali, dai cammelli agli
asini."
Rosen aggiunge che gli Amalechiti non sono una razza
a sè od una specifica religione, piuttosto si tratta
di chiunque abbia in odio i Giudei per motivi
religiosi o politici. Rosen si spinge fino al punto
di dire che gli " Amalechiti ci saranno finchè ci
saranno Giudei. In ogni epoca gli Amalechiti sono
emersi fra le altre razze con lo scopo di attaccare
i Giudei, e perciò la guerra contro di essi deve
essere globale." Egli insiste per l'applicazione
della "legge degli Amalechiti" e dice che i Giudei
devono iniziare a tenerne conto sempre, perchè è un
"comandamento divino."
Rosen non esita nel definire i Palestinesi come
"Amalechiti dei nostri giorni" . Scrive, "quelli che
uccidono degli studenti perchè recitano la Torah,
che lanciano missili sulla città di Siderot, che
spargono terrore nel cuori degli uomini e delle
donne. Quelli che ballano sul sangue versato, ecco
quelli sono gli Amalechiti, e dobbiamo rispondere
con reazioni di odio. Nel fronteggiarli, dobbiamo
sradicare da noi stessi qualunque umanità, solo così
risulteremo vittoriosi."
La cosa realmente inquietante è che, come confermato
dal giornale Haaretz, la maggior parte di quelli
autorizzati ad emanare editti per i Giudei, la
vedono come il Rabbino Rosen. Alla guida di tale
gruppo di sostenitori, si trova il Rabbino Mordechai
Eliyahu, principale autorità religiosa della
corrente religiosa nazionalista di Israele, già capo
Rabbino d'Oriente per Israele. L'editto di Rosen
gode anche dei favori del Rabbino Dov Lior,
presidente del Consiglio dei Rabbini di Giudea e
Samaria ( Il West Bank ), e del Rabbino Shmuel
Eliyahu, rabbino capo di Safed e candidato al posto
di Rabbino capo di Israele.
L'editto di Rosen ha raccolto anche i favori
entusiastici di molti uomini politici israeliani,
fra i quali Ori Lubiansky, capo della
amministrazione "comunale" di Gerusalemme.
Tutti gli osservatori concordano che la sparatoria
verificatasi a Gerusalemme tre settimane fa, nella
quale morirono otto studenti Giudei di una scuola
religiosa, abbia giocato un ruolo centrale nel
favorire le autorità Giudee ad emanare un editto
religioso pieno di odio e razzismo. Il giorno
seguente l'incidente di Gerusalemme, un gruppo di
Rabbini guidati da Daniel Satobsky, ha diffuso un
editto religioso che faceva appello alla gioventù
giudea ed a "tutti quelli che credono nella Torah"
affinchè si vendicassero sui Palestinesi col maggior
odio possibile. Una settimana dopo questa manovra,
un altro gruppo di rabbini ha diffuso un editto
religioso mai osato prima con il quale si dava il
permesso all'esercito di Israele di bombardare zone
civili palestinesi. Questo editto è sostenuta dalla
"Association of Rabbis od the Land of Israel " [
Associazione dei Rabbini della Terra di Israele, ndt
] ed afferma che la legge religiosa Giudea permette
il bombardamento di Palestinesi residenti in aree
civili se questi sono fonte di attacchi portati ad
aree residenziali giudee. Vi si legge, "quando i
residenti di città confinanti con insediamenti e
centri giudei lanciano colpi di artiglieria verso
gli insediamenti giudei con lo scopo di portare
morte e distruzione, la Torah permette di sparare
colpi di artiglieria sulle postazioni nemiche anche
se lì vi siano presenti residenti civili."
L'editto aggiunge che talvolta sarà necessario
rispondere immediatamente al fuoco nemico, senza
garantire nemmeno un preavviso ai civili
Palestinesi. Una settimana fa, il Rabbino Eliyahu
Kinvinsky, la seconda autorità anziana della
corrente religiosa Ortodossa, ha emesso un editto
religioso che proibisce l'avere dipendenti Arabi,
soprattutto nelle scuole religiose. Questo edito
segue quello del Rabbino Lior, che proibisce l'avere
dipendenti Arabi e l'affittare loro appartamenti
residenziali in quartieri giudei. Per creare quel
clima che favorisca il continuare degli attacchi ai
cittadini palestinesi da parte delle organizzazioni
estremiste giudee, il Rabbino Israel Ariel, uno dei
più importanti nel complesso degli insediamenti del
West Bank, ha recentemente lanciato un editto
religioso nel quale fa proibizione, ai fedeli Giudei
coinvolti in attacchi contro i Palestinesi, di
presentarsi davanti ai tribunali civili israeliani.
In base a questo editto, devono invece richiedere di
comparire davanti ai tribunali della Torah, retti
dalle leggi religiose giudee.
Il quotidiano Haaretz osserva come l'obiettivo
religioso che il Rabbino Ariel sta cercando di
ottenere attraverso questo editto sia di fatto già
stato raggiunto. Un simile tribunale in Kfar Saba,
ha ordinato in primo grado che fosse rilasciata
Tsevia Teshrael, una giovane donna giudea che aveva
aggredito un agricoltore palestinese nel centro del
West Bank. Non mancano neanche le autorità religiose
giudee che glorificano l'uccisione ed onorano i
terroristi, una di queste è il Rabbino Yitzhaq
Ginsburg, un alto rabbino israeliano che ha
pubblicato il libro intitolato " Baruch, l'Eroe" a
ricordo di Baruch Goldstein, autore del massacro
della Moschea Ibrahimi del 1994, quando aprì il
fuoco ed uccise 29 Palestinesi che stavano recitando
le preghiere dell'alba in Hebron, nel Sud-ovest del
West Bank. Il Rabbino Ginsburg considera un tale
atto "onorevole e glorioso".
Il pericolo di questi editti religiosi consiste nel
fatto che le autorità religiose che li emanano
godono di un grande e diffuso rispetto nella
gioventù giudea. E mentre solo il 28% della
popolazione di Israele è religiosa, più del 50%
degli Israeliani di definisce un conservatore e
attribuisce un significato fondamentale agli editti
emanati dalle autorità religiose giudee. Secondo una
ricerca condotta dal Dipartimento delle Scienze
Sociali dell'Università Bar Elon, più del 90% di
coloro che considerano se stessi come religiosi,
ritengono che qualora ci fosse una incongruenza fra
leggi dello stato ed ordini del governo da una parte
ed editti religiosi emanati dai rabbini dall'altra,
essi tralascerebbero i primi ed agirebbero secondo i
secondi.
Quello che fornisce a tali editti religiosi razzisti
un impatto più profondo e più ampio è il fatto che,
negli ultimi dieci anni, i seguaci della corrente
religiosa Sionista, circa il 10% della popolazione,
hanno cercato di assumere il controllo dell'esercito
e degli apparati della sicurezza. Lo hanno fatto
offrendosi come volontari nelle unità speciali di
combattimento. Il portavoce dell'esercito israeliano
ha detto che, benchè i seguaci di questa corrente
rappresentino una percentuale bassa dell'intera
popolazione, essi costituiscono più del 50% degli
ufficiali dell'esercito israeliano e più del 60% dei
suoi comandanti di unità speciali. In base ad
un'indagine statistica centrata sugli editti e
condotta su un campione di ufficiali e soldati
religiosi, ricerca supervisionata dal Centro
Interdisciplinare di Herzliya e pubblicata lo scorso
anno, più del 95% dei soldati e degli ufficiali
religiosi ha dichiarato che avrebbero eseguito gli
ordini del governo in carica e dei loro capi
militari, solo se fossero in armonia con gli editti
religiosi emanati dai rabbini capo e dalle autorità
religiose.
Wasil TAba, membro della Knesset Araba del Partito
Tajammu guidato da Azmi Bishara, sostiene che questi
editti religiosi portino al commettere dei crimini.
Cita numerosi editti di svariati rabbini emanati
nella metà degli anni '90, che hanno portato
all'assassinio dell'allora Primo Ministro israeliano
Yitzhak Rabin.
"Se questo è quello che succede quando delle guide
spirituali spingono ad attaccare un leader
israeliano come era Rabin, cosa succederà quando
spingeranno ad attaccare leaders palestinesi o
civili palestinesi ?", si chiede.
Ha poi dichiarato al settimanale Al-Ahram : "Noi,
quali leaders Arabi, avvertiamo un calo di sicurezza
come conseguenza di questa marea di editti
religiosi, e siamo consapevoli che la materia
richieda molta cautela da parte nostra soprattutto
perchè siamo certi che ci siano alcuni che cercano
di mettere in pratica tali editti."
Taha liquida quelli che chiedono conto,
confrontandosi con questi editti religiosi
estremisti, del ruolo del governo israeliano e dei
suoi personaggi politici, dicendo : " I ministri del
governo israeliano ed i membri del suo parlamento
fanno a gara nell'incitare contro il popolo
palestinese e non esitano a minacciare l'espulsione
dei Palestinesi che vivono sulle loro terre in
Israele ed estendono la cittadinanza di Israele
oltre i confini di Israele, come hanno già fatto il
candidato premier Avigdor Lieberman ed il senatore
Evi Etam."
I cittadini Palestinesi dentro ai confini di Israele
hanno cominciato a prendere misure di sicurezza
straordinaria, come conseguenza degli editti
religiosi, ne fanno parte le misure di sicurezza
attorno alle moschee e le pubbliche istituzioni e
l'informare sulle pubbliche dimostrazioni in modo da
prevenire attacchi da parte delle organizzazioni
terroriste giudee. Taha ritiene che, a causa di
questi editti religiosi, si trovino soprattutto in
pericolo quei Palestinesi residenti nelle città
abitate da popolazioni Giudee e Palestinesi, come
Haifa, Jaffa, Lod, Ramleh e Gerusalemme.
Abdul-Hakim Mufid, scrittore e ricercatore
palestinese, residente nella città di Um Fahem,
ritiene che gli editti religiosi dei rabbini abbiano
guadagnato un'importanza fondamentale a causa della
coincidenza fra le posizioni ufficiali retoriche e
quelle dei rabbini. Mufid osserva che la posizione
governativa ufficiale non mette minimamente in
discussione la retorica "fascista" contenuta negli
editti religiosi, anche se il governo potrebbe
farlo. "La maggior parte dei rabbini che emanano
editti religiosi tirannici sono ben noti dipendenti
di istituzioni statali e sono da esse stipendiati. E
lo stato non ha chiesto loro conto nè proibisce loro
di emanare tali editti.," ha detto a Weekly.
Mufid mette anche in evidenza che quando le
istituzioni politiche ufficiali sono in crisi, il
consenso Sionista dietro questi editti sale ancora
di più, e fornisce quale esempio l'editto religioso
emanato dal Rabbino Meir Kahane all'inizio degli
anni '80, a giustificazione del suo invito
all'espulsione forzata dei Palestinesi. Mufid
aggiunge che Israele, in pratica, incoraggia
chiunque uccida dei Palestinesi, ed evidenzia il
modo col quale il governo di Israele ha fatto i
conti con le indicazioni della Commissione Orr che
indagò sull'uccisione di 13 Palestinesi con
cittadinanza israeliana, da parte della Polizia di
Israele, nell'ottobre del 2000 : il governo ha
chiuso il caso benchè la commissione avesse
confermato che la Polizia avesse agito in modo
violento contro i cittadini Palestinesi. Mufid
suggerisce che quello che sta permettendo ai rabbini
di insistere con successo con la loro retorica
razzista è il silenzio delle voci di sinistra e di
quelle liberali, e la mancanza di una qualsivoglia
mobilitazione diretta contro tali editti.
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