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Rabbino Yisrael Rosen:

“Tutti i palestinesi vanno uccisi” 

Fonte in lingua originale del 7 giugno 2008 : http://www.rense.com/general82/geno.htm

 

Fonte italiana del 9 giugno 2008 tradotta da Massimo Frulla per:

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=3503&Itemid=152

Genocidio Annunciato

 
"Tutti i Palestinesi devono essere uccisi : uomini, donne, bambini ed anche i loro animali."

Questo l'editto "religioso" espresso una settimana fa dal Rabbino Yisrael Rosen, direttore dello Tsomet Institute, un istituto religioso di lunga data frequentato da studenti e militari negli insediamenti israeliani del West Bank.

 

In un articolo pubblicato due settimane fa da numerosi quotidiani religiosi israeliani, per primo dalla testata liberale Haaretz del 26 marzo, Rosen afferma che nella Torah ci sono prove che giustificano una tale posizione.

Rosen, un'autorità in grado di diffondere editti religiosi per i Giudei, ha scritto che i Palestinesi sono come la nazione degli Amalechiti che, diretta a Gerusalemme,  attaccò le tribù di Israele dopo la fuga dall'Egitto alla guida di Mosè. Ha scritto che il Signore ha messo nella Torah una legge che permetteva ai Giudei di uccidere gli Amalechiti, e che tale legge è nota alla giurisprudenza Giudea.

L'articolo di Rosen, che ha sollevato un polverone in Israele, citava anche il testo della legge contenuta nella Torah: "Annientate dal primo all'ultimo degli Amalechiti.  Uccideteli e spogliateli dei loro averi. Non mostrate loro pietà. Uccideteli senza tregua, uno dopo l'altro. Non lasciate un solo bambino, un solo vegetale, una sola pianta. Uccidete i loro animali, dai cammelli agli asini."

Rosen aggiunge che gli Amalechiti non sono una razza a sè od una specifica religione, piuttosto si tratta di chiunque abbia in odio i Giudei per motivi religiosi o politici. Rosen si spinge fino al punto di dire che gli " Amalechiti ci saranno finchè ci saranno Giudei. In ogni epoca gli Amalechiti sono emersi fra le altre razze con lo scopo di attaccare i Giudei, e perciò la guerra contro di essi deve essere globale." Egli insiste per l'applicazione della "legge degli Amalechiti" e dice che i Giudei devono iniziare a tenerne conto sempre, perchè è un "comandamento divino."

Rosen non esita nel definire i Palestinesi come "Amalechiti dei nostri giorni" . Scrive, "quelli che uccidono degli studenti perchè recitano la Torah, che lanciano missili sulla città di Siderot, che spargono terrore nel cuori degli uomini e delle donne. Quelli che ballano sul sangue versato, ecco quelli sono gli Amalechiti, e dobbiamo rispondere con reazioni di odio. Nel fronteggiarli, dobbiamo sradicare da noi stessi qualunque umanità, solo così risulteremo vittoriosi."

La cosa realmente inquietante è che, come confermato dal giornale Haaretz, la maggior parte di quelli autorizzati ad emanare editti per i Giudei, la vedono come il Rabbino Rosen. Alla guida di tale gruppo di sostenitori, si trova il Rabbino Mordechai Eliyahu, principale autorità religiosa della corrente religiosa nazionalista di Israele, già capo Rabbino d'Oriente per Israele.  L'editto di Rosen gode anche dei favori del Rabbino Dov Lior, presidente del Consiglio dei Rabbini di Giudea e Samaria ( Il West Bank ), e del Rabbino Shmuel Eliyahu, rabbino capo di Safed e candidato al posto di Rabbino capo di Israele.

L'editto di Rosen ha raccolto anche i favori entusiastici di molti uomini politici israeliani, fra i quali Ori Lubiansky, capo della amministrazione "comunale" di Gerusalemme.

Tutti gli osservatori concordano che la sparatoria verificatasi a Gerusalemme tre settimane fa, nella quale morirono otto studenti Giudei di una scuola religiosa, abbia giocato un ruolo centrale nel favorire le autorità Giudee ad emanare un editto religioso pieno di odio e razzismo. Il giorno seguente l'incidente di Gerusalemme, un gruppo di Rabbini guidati da Daniel Satobsky, ha diffuso un editto religioso che faceva appello alla gioventù giudea ed a "tutti quelli che credono nella Torah"  affinchè si vendicassero sui Palestinesi col maggior odio possibile. Una settimana dopo questa manovra, un altro gruppo di rabbini ha diffuso un editto religioso mai osato prima con il quale si dava il permesso all'esercito di Israele di bombardare zone civili palestinesi. Questo editto è sostenuta dalla "Association of Rabbis od the Land of Israel " [ Associazione dei Rabbini della Terra di Israele, ndt ] ed afferma che la legge religiosa Giudea permette il bombardamento di Palestinesi residenti in aree civili se questi sono fonte di attacchi portati ad aree residenziali giudee. Vi si legge, "quando i residenti di città confinanti con insediamenti e centri giudei lanciano colpi di artiglieria verso gli insediamenti giudei con lo scopo di portare morte e distruzione, la Torah permette di sparare colpi di artiglieria sulle postazioni nemiche anche se lì vi siano presenti residenti civili."

L'editto aggiunge che talvolta sarà necessario rispondere immediatamente al fuoco nemico, senza garantire nemmeno un preavviso ai civili Palestinesi. Una settimana fa, il Rabbino Eliyahu Kinvinsky, la seconda autorità anziana della corrente religiosa Ortodossa, ha emesso un editto religioso che proibisce l'avere dipendenti Arabi, soprattutto nelle scuole religiose. Questo edito segue quello del Rabbino Lior, che proibisce l'avere dipendenti Arabi e l'affittare loro appartamenti residenziali in quartieri giudei. Per creare quel clima che favorisca il continuare degli attacchi ai cittadini palestinesi da parte delle organizzazioni estremiste giudee, il Rabbino Israel Ariel, uno dei più importanti nel complesso degli insediamenti del West Bank, ha recentemente lanciato un editto religioso nel quale fa proibizione, ai fedeli Giudei coinvolti in attacchi contro i Palestinesi, di presentarsi davanti ai tribunali civili israeliani. In base a questo editto, devono invece richiedere di comparire davanti ai tribunali della Torah, retti dalle leggi religiose giudee.

Il quotidiano Haaretz osserva come l'obiettivo religioso che il Rabbino Ariel sta cercando di ottenere attraverso questo editto sia di fatto già stato raggiunto. Un simile tribunale in Kfar Saba, ha ordinato in primo grado che fosse rilasciata Tsevia Teshrael, una giovane donna giudea che aveva aggredito un agricoltore palestinese nel centro del West Bank. Non mancano neanche le autorità religiose giudee che glorificano l'uccisione ed onorano i terroristi, una di queste è il Rabbino Yitzhaq Ginsburg, un alto rabbino israeliano che ha pubblicato il libro intitolato " Baruch, l'Eroe" a ricordo di Baruch Goldstein, autore del massacro della Moschea Ibrahimi del 1994, quando aprì il fuoco ed uccise 29 Palestinesi che stavano recitando le preghiere dell'alba in Hebron, nel Sud-ovest del West Bank. Il Rabbino Ginsburg considera un tale atto "onorevole e glorioso".

Il pericolo di questi editti religiosi consiste nel fatto che le autorità religiose che li emanano godono di un grande e diffuso rispetto nella gioventù giudea. E mentre solo il 28% della popolazione di Israele è religiosa, più del 50% degli Israeliani di definisce un conservatore e attribuisce un significato fondamentale agli editti emanati dalle autorità religiose giudee. Secondo una ricerca condotta dal Dipartimento delle Scienze Sociali dell'Università Bar Elon, più del 90% di coloro che considerano se stessi come religiosi, ritengono che qualora ci fosse una incongruenza fra leggi dello stato ed ordini del governo da una parte ed editti religiosi emanati dai rabbini dall'altra, essi tralascerebbero i primi ed agirebbero secondo i secondi.

Quello che fornisce a tali editti religiosi razzisti un impatto più profondo e più ampio è il fatto che, negli ultimi dieci anni, i seguaci della corrente religiosa Sionista, circa il 10% della popolazione, hanno cercato di assumere il controllo dell'esercito e degli apparati della sicurezza. Lo hanno fatto offrendosi come volontari nelle unità speciali di combattimento. Il portavoce dell'esercito israeliano ha detto che, benchè i seguaci di questa corrente rappresentino una percentuale bassa dell'intera popolazione, essi costituiscono più del 50% degli ufficiali dell'esercito israeliano e più del 60% dei suoi comandanti di unità speciali. In base ad un'indagine statistica centrata sugli editti e condotta su un campione di ufficiali e soldati religiosi, ricerca supervisionata dal Centro Interdisciplinare di Herzliya e pubblicata lo scorso anno,  più del 95% dei soldati e degli ufficiali religiosi ha dichiarato che avrebbero eseguito gli ordini del governo in carica e dei loro capi militari, solo se fossero in armonia con gli editti religiosi emanati dai rabbini capo e dalle autorità religiose.

Wasil TAba, membro della Knesset Araba del Partito Tajammu guidato da Azmi Bishara, sostiene che questi editti religiosi portino al commettere dei crimini. Cita numerosi editti di svariati rabbini emanati nella metà degli anni '90, che hanno portato all'assassinio dell'allora Primo Ministro israeliano Yitzhak Rabin.

"Se questo è quello che succede quando delle guide spirituali spingono ad attaccare un leader israeliano come era Rabin, cosa succederà quando spingeranno ad attaccare leaders palestinesi o civili palestinesi ?", si chiede.

Ha poi dichiarato al settimanale Al-Ahram : "Noi, quali leaders Arabi, avvertiamo un calo di sicurezza come conseguenza di questa marea di editti religiosi, e siamo consapevoli che la materia richieda molta cautela da parte nostra soprattutto perchè siamo certi che ci siano alcuni che cercano di mettere in pratica tali editti."

Taha liquida quelli che chiedono conto, confrontandosi con questi editti religiosi estremisti, del ruolo del governo israeliano e dei suoi personaggi politici, dicendo : " I ministri del governo israeliano ed i membri del suo parlamento fanno a gara nell'incitare contro il popolo palestinese e non esitano a minacciare l'espulsione dei Palestinesi che vivono sulle loro terre in Israele ed estendono la cittadinanza di Israele oltre i confini di Israele, come hanno già fatto il candidato premier Avigdor Lieberman ed il senatore Evi Etam."

I cittadini Palestinesi dentro ai confini di Israele hanno cominciato a prendere misure di sicurezza straordinaria, come conseguenza degli editti religiosi, ne fanno parte le misure di sicurezza attorno alle moschee e le pubbliche istituzioni e l'informare sulle pubbliche dimostrazioni in modo da prevenire attacchi da parte delle organizzazioni terroriste giudee. Taha ritiene che, a causa di questi editti religiosi, si trovino soprattutto in pericolo quei Palestinesi residenti nelle città abitate da popolazioni Giudee e Palestinesi, come Haifa, Jaffa, Lod, Ramleh e Gerusalemme.

Abdul-Hakim Mufid, scrittore e ricercatore palestinese, residente nella città di Um Fahem, ritiene che gli editti religiosi dei rabbini abbiano guadagnato un'importanza fondamentale a causa della coincidenza fra le posizioni ufficiali retoriche e quelle dei rabbini. Mufid osserva che la posizione governativa ufficiale non mette minimamente in discussione la retorica "fascista" contenuta negli editti religiosi, anche se il governo potrebbe farlo. "La maggior parte dei rabbini che emanano editti religiosi tirannici sono ben noti dipendenti di istituzioni statali e sono da esse stipendiati. E lo stato non ha chiesto loro conto nè proibisce loro di emanare tali editti.," ha detto a Weekly.

Mufid mette anche in evidenza che quando le istituzioni politiche ufficiali sono in crisi, il consenso Sionista dietro questi editti sale ancora di più, e fornisce quale esempio l'editto religioso emanato dal Rabbino Meir Kahane all'inizio degli anni '80, a giustificazione del suo invito all'espulsione forzata dei Palestinesi. Mufid aggiunge che Israele, in pratica, incoraggia chiunque uccida dei Palestinesi, ed evidenzia il modo col quale il governo di Israele ha fatto i conti con le indicazioni della Commissione Orr che indagò sull'uccisione di 13 Palestinesi con cittadinanza israeliana, da parte della Polizia di Israele, nell'ottobre del 2000 : il governo ha chiuso il caso benchè la commissione avesse confermato che la Polizia avesse agito in modo violento contro i cittadini Palestinesi. Mufid suggerisce che quello che sta permettendo ai rabbini di insistere con successo con la loro retorica razzista è il silenzio delle voci di sinistra e di quelle liberali, e la mancanza di una qualsivoglia mobilitazione diretta contro tali editti.


http://weekly.ahram.org

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