
La nostra
Redazione dissente solo dall'utilizzo indiscriminato dei
termini "giudaizzazione" ed "ebraizzazione", usati
dall'autore del testo per indicare uno stesso concetto,
mentre riteniamo che i due vocaboli sottintendano due cose
diverse.
La nostra posizione è che in Gerusalemme (e
Israele) stiamo assistendo ad un'opera di occupazione
coloniale da parte di popolazioni nord-euro-asiatiche di
discendenza per lo più kazara (turcofona) convertite al
giudaismo in epoca più recente, circa un millennio or
sono, le quali, pur non avendo un rapporto diretto di
discendenza carnale ebraica, formano il nucleo centrale di
maggioranza e di potere askenazita dello Stato
d'Israele.
La strumentalizzazione askenazita avverrebbe
per conto di potenti lobby messianiche americane,
foraggiate dal colosso del potere bancario apolide e dalla
stupidità di alcune sette protestanti americane
filo-sioniste.
La popolazione autenticamente di ceppo
carnale ebraico rappresenterebbe invece una infima
minoranza con scarso peso politico nella gestione del
potere, il cui DNA (da cui il tanto decantato "diritto al
ritorno") è oltretutto difficilmente identificabile con
assoluta certezza. Se la discendenza carnale non è certa,
viene ovviamente a decadere ogni eventuale "diritto al
ritorno", in quanto nei secoli nessun membro di tale
denominazione (kazaro-askenazita) avrebbe mai calcato il
suolo della Terra Santa di Palestina.
Da qui l'insistenza
a voler marcare il carattere dello "Stato Ebraico" da
parte dell'oligarchia sionista al potere, per meglio
confondere ed influenzare l'opinione pubblica mondiale e
l'autorità onusiana.
In realtà il "diritto" al ladrocinio
dei territori arabo-palestinesi sarebbe stato loro
conferito dalla corruzione e sgretolamento dell'Impero
Coloniale Britannico per interessi di supremazia
geo-politica, sfruttati e cavalcati abilmente durante i
periodi bellici di fine '800-inizi '900 dall'emergente e
spregiudicata elite sionista.
Non tutti al
mondo siamo infine obbligati a dar peso e credito alle
loro leggende.
Ciò detto e
puntualizzato, nulla viene tolto alla validità, bellezza e
importanza del testo redatto dal Bartolomei, che invitiamo
a leggere con attenzione, il quale fornisce preziosi
elementi descrittivi e d'analisi, di cui possiamo
certamente garantire l'esattezza e la correttezza.