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PELLEGRINAGGI in TERRA SANTA con i Frati Francescani della Custodia PROFILI DI ALCUNI FRATI DELLA CUSTODIA
Padre Giovanni Battistelli
L’Ambasciata di Terra Santa L’origine e il ruolo della Delegazione in Italia nelle parole di Padre Battistelli, che invita a un impegno per il Natale: non dimenticare la Terra santa e le sue tante necessità. L’autunno è ormai inoltrato, ma a Roma il clima è ancora piacevole, mentre la luce calda della sera colora gli antichi momunmenti. A due passi da San Giovanni in Laterano, la monumentale basilica del Borromini, si trova Via Boiardo. Qui sorge Villa Massimo, al cui interno Ha sede la Delegazione di Terra Santa a Roma. Dietro il cancello, un chiostro abbellito da palme e fontane. Quale è la storia e il ruolo della Delegazione di Terra Santa in Italia?
Tra le realtà della Custodia in Italia, la Delegazione è forse la meno nota al pubblico, anche perchè il suo è un ruolo di coordinamento e di servizio. Padre Giovanni spiega l’origine del luogo mentre passeggiamo sotto il porticato che incornicia il giardino:”La Delegazione di Terra santa è stata pensata e realizzata dopo la seconda guerra mondiale, al tempo di Padre Giulio zanella. La Villa Massimo era una dimora di grande prestigio. Acquisendo la proprietà Padre zanella ha costruito le due ali che formano oggi il convento, con l’idea soprattutto do offrire ai frati della Terra Santa un luogo dove sostare in occasione dei loro viaggi in Italia. ben presto, anche dal punto di vista giuridico, è diventata l’ente di rappresentanza del Padre Custode per tutte le questioni che toccano i rapporti con il Vaticano nei suoi vari dicasteri, la Segreteria di Stato e la Congregazione per le Chiese Orientali. Oggi questo ruolo è ridimensionato, perchè la facilità degli spostamenti ha offerto la possibilità al Custode di essere più presente nelle varie riunioni e di agire in prima persona. Resta comunque uno strumento di presenza in Italia, una sorta di ambasciata della Terra santa”. Uno dei compiti che la Delegazione di Terra santa come comunità religiosa svolge, è quello di rendere testimonianza delle preoccupazioni pastorali per i luoghi santi e delle necessità delle comunità cristiane del Medio Oriente. “Cerchiamo di essere presenti agli incontri e ai meeting ecclesiali, per offrire il nostro contributo e per testimoniare la storia di fede che laggiù viene custodita e tramandata dai Francescani. Credo che questo impegno sia prezioso”. Presso la Delegazione ha sede anche l’Ufficio Pellegrinaggi della Custodia di Terra santa in Italia, “un servizio che offriamo ai pellegrini di tutto il mondo che vogliono recarsi nei Luoghi Santi accompagnati da una guida francescana. Molti pellegrini illustri hanni scelto di viaggiare con noi e di avvicinarsi alla Terra santa guidati dall’esperienza e dalla conoscenza di noi frati minori. Un nome su tutti va ricordato: Giovanni Paolo II, quando era cardinale di Cracovia, ha viaggiato con noi”. La Delegazione di Terra Santa svolge un ruolo di coordinamento e supporto anche ai Commissariati in Italia. Spiega Padre Giovanni:”Ogni Commissario fa riferimento direttamente al Custode. Noi spesso facciamo da tramite, veniamo consultati su specifiche questioni, ma il nostro ruolo non tocca l’autonomia dei Commissari e non si sovrappone ad essi”. Una responsabilità che Padre Battistelli sente in maniera speciale è legata alla situazione di Betlemme. La città di Gesù, ora che si avvicina il Natale, diventa ancora una volta il paradigma delle sofferenze che si trovano a vivere i cristiani di Terra Santa. “Betlemme è un luogo speciale per noi francescani, da amare in special modo come lo ha amato San Francesco, al punto da inventare il Presepio per fare memoria della nascita di Cristo. Betlemme è una Città Santa, un luogo sacro su cui tutti dovrebbero meditare. Non mi stanco mai di ripetere che il legame spirituale con la città del Natale ci deve spingere ad essere solidali verso le comunità cristiane che vivono laggiù in situazione di diffiocoltà”. “In tutte le chiese d’Italia e in moltissime case si rinnova anche quest’anno la tradizione del Presepio. Vorrei lanciare a tutti un messaggio: non pernettiamo che si riduca ad un aspetto folcloristico. fare il Presepio significa fare memoria della nascita di Cristo, sognifica piortare un pezzo di terra Santa nella propria casa, nella propria comunità. In breve vuol dire prendersi l’impegno di non dimenticare la Terra santa. L’augurio è che questo natale apra il nostro sguardo sulle necessità del mondo intero e su quelle della Terra Santa in particolare.
Giuseppe Caffulli per l’Eco di Terra Santa, S. Natale 2006.
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