"Notizie dalla Terra Santa"


 

Anno IV,  Comunicato  del  gennaio  2009

ISRAELE, PALESTINA, OLOCAUSTO,

IL NUOVO TOMMASO CAMPANELLA

 

Giancarlo Soravia, blog-cadorin

 

 

 

ROMA - Celebrando il Giorno della Memoria, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto riferimento alle "settimane drammatiche vissute con angoscia" degli scontri a Gaza ed ha invitato a distinguere sempre con una "chiara e netta distinzione" le critiche che sono legittime a chi governa Israele e "la negazione, esplicita o subdola, delle ragioni storiche dello Stato di Israele, del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza, del suo carattere democratico", cose che non devono essere messe in discussione. [Ansa]

ECÔNE (Svizzera) - "Noi domandiamo perdono al Sommo Pontefice e a tutti gli uomini di buona volontà, per le conseguenze drammatiche di tale atto", si legge nella lettera, firmata da Monsignor Bernard Fellay, superiore della ''Fraternità di San Pio X''. "Le affermazioni di Monignor Williamson non riflettono in nessun caso la posizione della nostra Fraternità. Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o storiche". [papanews]

"Non altramente opera l'anima umana, per la luna significata, e in due parti si divide: la superiore i chiari lumi dell' intelletto rimira, e la inferiore le cose materiali del corpo riguarda; perlaqualcosa addiviene (quando l' anima tutta la luce, dall' intelletto derivante, nell' amministrazione delle cose corporali rivolge, lasciando la parte verso l'intelletto rimirante tenebrosa) che si faccia allora l' opposizione, come fa la luna col sole: il quale aspetto, vogliono gli astrologi, al gran lume celeste, per la lontananza e inimicizia della figliuola vedere odioso; ma quando l' anima, ricevendo il lume dell' intelletto, seco si congiugne perciocché le cose corporali e terrene disprezza, lasciando la parte inferiore oscura, si viene a fare la felice congiunzione: dalla quale partendosi l' anima, e discendendo all'azioni corporali, alcuna volta signoreggia la ragione, e senza contratto il senso obbedisce; risplendendo nell'operazioni del corpo alcuna parte della luce intellettuale: è questo aspetto, simile al quadrato, è chiamato da' Platonici Temperanza. Seguendo più oltre l'anima per le cose inferiori (comechè la ragione comandi) non lascia perciò di contravvenire il senso: e questo aspetto, conforme al Trino, è detto Continenza ; ma poiché si è abbassata l'anima, abbandonando l' altezza dell' intelletto, e comincia a soprastare il senso alla ragione (comeché ella si opponga ognora) si fa l' aspetto, assomigliato al sestile, nominato Incontinenza: e finalmente tutto il lume, dall'intelletto derivante, nella parte corporale essendo rivolto, e la parte superiore tenebrosa rimanendo, si fa l'aspetto all' opposizione assomigliato, che si prende il nome d'Intemperanza". [da un libro del 1730]

Ho riportato tre testi in italiano: i primi due sono contemporanei, il terzo è del '700. La domanda è: quale è il testo più chiaro? E' certamente il terzo, perchè, anche se involuto e oscuro nella forma, rappresenta una verità (o almeno è sincero nello sforzo di ricerca).

Il primo testo, quello del Presidente Giorgio Napolitano, non è completamente veritiero perché egli avrebbe dovuto anche condannare "la negazione, esplicita o subdola, delle ragioni storiche "dello Stato di Palestina", del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza, del suo carattere democratico [quando ci sarà], cose che non devono essere messe in discussione". Ma chi mette in discussione Israele? Ha (non ufficialmente) 400 bombe atomiche puntate su tutte le capitali vicine, a chi verrebbe l'idea di contraddirlo? Invece, sullo Stato di Palestina, altro che mettere in discussione, sono decenni che discutono, e non hanno cavato un ragno dal buco. (Lasciando, senza muovere un dito, che Israele continuasse a opprimere e a massacrare la popolazione palestinese.)

Il secondo testo, quello di Mons. Bernard Fellay, invece, si basa su un distorto ragionamento quando recita: "Le affermazioni di monsignor Williamson non riflettono in nessun caso la posizione della nostra Fraternità. Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o storiche". Cosa significa? Che se uno ha una posizione, in una materia non religiosa quale l'Olocausto, che non riflette quella della Fraternità, non deve prendere posizione? Oppure l' "Olocausto" è una verità dogmatica che viene considerata rilevante, nella fissazione statuale del numero totale delle vittime e nelle modalità indisputabili della sua esecuzione, anche in materia religiosa (cattolica), per cui coloro che non lo accettano si pongono al di fuori della Chiesa stessa e possono essere accusati di eresia? Oppure la negazione dello stesso Olocausto non ha carattere dogmatico, ma solamente disciplinare? Oppure la negazione non ha carattere religioso, ma solamente civile, e quindi eventualmente regolata (e punita) da leggi dello Stato? In ogni caso, per quanto concerne la sfera religiosa, per orientare vescovi, sacerdoti, fedeli, mi sembrerebbe necessaria o una bolla papale (nell'ipotesi di un Olocausto elevato a dogma), o un breve, enciclica, lettera (cioè chiarimento dottrinale), ma niente di tutto ciò risulta finora emesso in materia. O forse siamo tornati all'epoca di fra' Tommaso Campanella, rinchiuso per 27 anni in carcere? Solo fingendosi pazzo Campanella poté riacquistare la libertà. Dovrà fingersi pazzo anche Mons. Richard Williamson?

Giancarlo Soravia

 

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