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Anno III,  Comunicato 71 del 24 settembre  2008

 

 

 

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L’etica della neo-dittatura

Maurizio Blondet

 22 settembre 2008

www.effedieffe.com

 

Seganalato da: Canonico Francesco Peggi


I vecchi con l’Alzheimer hanno «il dovere di morire»: lo ha dichiarato la baronessa Helen L.

Warnock in un’intervista ad una rivista della Chiesa di Scozia (1). Lady Warnock, che le

autorità britanniche misero a presiedere il Comitato Etico che ha consentito la manipolazione

genetica degli embrioni (lo storico «Rapporto Warnock»), è considerata la più alta autorità in

filosofia morale in Inghilterra.

«Se sei demente, stai sprecando la vita della gente che ti cura, le vite della tua famiglia, e stai

sprecando le risorse del Servizio Sanitario Nazionale».

Dunque il dovere per ognuno di stilare il testamento biologico per l’auto-eutanasia: «nominare

qualcuno che agisca in tuo nome se diventi incapace... Non c’è niente di sbagliato nel sentire

che devi farlo per il bene degli altri oltre che di te stesso».

Nessuno scandalo. Interroghiamoci sinceramente: nel profondo del cuore, non diamo tutti

ragione alla baronessa? Siamo tutti parte di questa visione strumentale della vita e di questa

etica dell’efficienza. E non è nemmeno colpa nostra, in fondo: è che siamo dentro la «struttura

di peccato» del sistema basato sul denaro. Pesiamo tutto in denaro, noi stessi ci lasciamo

soppesare per quanto valiamo in soldi, abbiamo bisogno di denaro, «il tempo è denaro»,

eccetera.

Perciò la baronessa ha ragione. Entro il sistema vigente di «valori», il suo ragionamento non

può essere contrastato.

Lo si potrebbe solo da un altro sistema: quello che chiama la dedizione ad un malato

incosciente e inguaribile non uno «spreco», ma una «prova» o un dono, una «missione», o

una croce - come sfida di santificazione che Dio ti ha mandato, e di cui dovrai rendere conto.

Ma questo sistema è tramontato nelle coscienze, e a farlo vivere non basta qualche Angelus

del Pontefice. Occorre - occorrerebbe - che il dono di sè, la accettazione della «Croce», la

missione, fosse «valorizzata» dalla società stessa, persino dalle leggi. Non è questo il caso.

Altrimenti ci ribelleremmo con fischi e bastoni al sorgere di Comitati Etici - tragica e ridicola

invenzione post-moderna - di cui quello che la baronessa ha presieduto è il più famoso.

Lo scopo dei Comitati Etici non è di riaffermare i comandamenti morali come inviolabili, ma di

adattare la morale alle necessità dei numeri, della scienza, in definitiva dei bilanci, del

business. La loro arma segreta è la statistica.

Per una famiglia con un vecchio padre demente, è dura; ma ciò che sembra schiacciante si

riesce a fare, giorno per giorno, perchè «ad ogni giorno basta la sua pena». Ma se si dice:

esistono 700 mila malati di Alzheimer in Inghilterra, o 300 mila aborti clandestini, ecco che il

problema ci schiaccia tutti. Diventa di bilancio.

Così sarà sancito un nuovo comandamento, un nuovo dovere mai prima udito: il dovere di

chiedere la tua morte, per «non sprecare» i soldi del Servizio Sanitario Nazionale.

Eliminare «le bocche inutili» e i dementi con il motivo che guastano la razza ariana, no, che

orrore. Ma con il motivo che sprecano fondi della Sanità, perchè no? Resteranno più fondi per

salvare le banche in difficoltà.

E’ la morale del Goldman’s Reich, attualmente instaurato: supremo dovere della nazione,

salvare gli speculatori.

Interessante vedere fino a che punto la giunta composta dal segretario al Tesoro Hank

Paulson e dal governatore della FED Bernanke ha assunto pieni e discrezionali poteri.

Hanno ricevuto 700 miliardi di dollari per comprare, con il neonato Resolution Trust, «attivi»

che le banche e non-banche speculative non riscono a vendere. Ma quali «attivi» (ossia debiti

)? E a quali prezzi? La questione è cruciale.

Le istituzioni finanziarie hanno questi «attivi» (vari titoli di debito) scritti in bilancio al valore

facciale; ma se li dovessero vendere, o anche solo contabilizzare, ai prezzi correnti di mercato

(mark-to-market), gli azionisti di quegli enti perderebbero immediatamente il proprio capitale,

quello che davvero hanno sborsato di tasca loro, non il denaro dei clienti. E siccome le banche

come Goldman Sachs sono «leveraged» a 30 ad 1, ossia per 1 dollaro di capitale proprio

hanno debiti e «titoli» per 30 dollari, basta che quei titoli vengano venduti al 3% in meno, per

rendere (o rivelare) Goldman e le sorelle del tutto insolventi: il capitale proprio non basta a

coprire le perdite. E qui le svalutazioni sono dell’ordine non del 3%, ma del 40%.

Conseguenza: il Resolution Trust dovrà comprare quegli «attivi tossici» invendibili ad altissimo

prezzo, altrimenti tutta l’operazione di salvataggio degli speculatori fallisce.

In pratica, il nuovo organo di governo finanziario d’eccezione si appresta a regalare cifre

enormi, a carico dei contribuenti, alle banche d’affari e alla speculazione che ha rovinato il

sistema. Ma qual è la «giusta» misura del regalo?

Non c’è un modo obbiettivo per saperlo: quelle «merci» che il Tesoro USA comprerà non

hanno mercato, non sono offerte in nessuna Borsa. Bisogna pur che gli speculatori abbiano il

sufficiente, ma non troppo. E come si fa a stabilirlo?

Qui ci sarebbe spazio per un formidabile Comitato Etico, che stabilisse il «dovere» per le

super-banche non già di morire (questo non si fa alla banche, Lady Warnock), ma almeno di

non «sprecare» i soldi della gente che lavora, e che queste banche hanno già rovinato

provocando il collasso finanziario, e dunque la perdita di milioni di pensioni americane.

Ma invece, ecco cosa ha fatto il nuovo Reich. Il decreto di Bush che crea il Resolution Trust

recita: «Le decisioni prese dal Segretario (al Tesoro Paulson) sono insindacabili e affidate alla

discrezione, e non possono essere soggette a revisione di nessun tribunale nè ente

amministrativo» (2).

Insomma: cosa farà Paulson, a chi distribuirà i soldi e come, ogni sua azione, è stata

preventivamente dichiarata sopra la legge. Nè ora nè mai potrà essere contestata in nessuna

sede giudiziaria nè amministrativa; chi si ritenesse danneggiato da decisioni di Paulson non

potrà appellarsi contro di esse. Non c’è ricorso possibile. Sopra Paulson, non c’è nessuna

autorità.

Ecco il nuovo Sovrano.

Un così totale potere non è mai stato assegnato in nessuna repubblica a nessun organo

esecutivo. Oggi, in USA, l’ordine esecutivo ha decretato la propria immunità davanti all’ordine

giudiziario (alla faccia della separazione dei poteri).

Non basta: i poteri di Paulson nell’acquisto di «attivi» vengono definiti per decreto come

illimitati.

«Gli acquisti s’intendono essere attivi connessi a mutui residenziali e commerciali, che possono

includere titoli coperti da mutui (mortgaged-baked securities) o prestiti integri», si legge nel

diktat; ma «il Segretario (Paulson) può a sua discrezione, in consultazione con il presidente

della Federal Reserve (Bernanke), comprare altri attivi, secondo riterrà necessario per

stabilizzare efficacemente i mercati finanziari» (3).

Capito? Con 700 miliardi, Paulson può comprare quel che gli pare. Anche Microsoft o

tonnellate d’oro, a sua discrezione. La sua sola giustificazione: invocare lo stato d’eccezione.

Non stupisce che - come rivela il New York Times (4) - «le ditte finanziarie stanno facendo

intensissima lobby per ottenere che siano coperti (ossia comprati dal Resolution Trust) non

solo gli investimenti dubbi collegati ai mutui, ma ogni genere di cattivi investimenti».

Secondo Bloomberg, le finanziarie fanno pressione sui membri del Congresso, che fanno

pressione sul Governo, per includere nei salvataggi «i debiti sulle carte di credito, i

finanziamenti per l’acquisto di auto a rate, i prestiti agli studenti ed ogni altro genere di attivi in

difficoltà».

«Nello stesso tempo, le banche d’investimento stanno manovrando per indicare quali “attivi” il

Tesoro toglierà dai libri contabili delle istituzioni finanziarie, un ruolo che può fruttare a questi

aspiranti supervisori centinaia di milioni di dollari in commissioni».

Insomma, tutto intero il «libero mercato» vuol farsi comprare dal Tesoro, dato che i prezzi

saranno altissimi ad insindacabile giudizio di Paulson; un ultimo grande affare, protetti dalla

immunità preventiva contro ogni dubbio di immoralità e di illegalità.

Il potere finanziario è diventato legibus solutus, più di Stalin, più di Hitler.

McClatchy Newspapers ricorda, senza suscitare alcuna rivolta, che Hank Paulson è stato fino

al 2005 il capo di Goldman Sachs, e che allora ha fatto guadagnare alla banca d’affari 5,6

miliardi di dollari, e ne ha ricevuto compensazioni per 38 milioni. E Paulson, andando al

Tesoro, s’è portato dietro una quantità di alti dirigenti di Goldman, fra cui a luglio Ken Wilson,

proprio in previsione del salvataggio da compiere.

Goldman Sachs è stata, sotto Paulson, un «attore notevole delle emissioni di titoli basati su

mutui». E secondo Bloomberg, «Goldman Sachs e Morgan Stanley saranno tra i massimi

beneficiari del piano di salvataggio architettato e guidato da Paulson». Il conflitto d’interesse è

evidente, lamenta McClatchy (5). Ed è dir poco.

Qui è il sistema speculativo de-regolato che, anzichè essere sottoposto a regole da un’autorità

pubblica, si è conquistato il pieno diritto di governarsi a proprio totale arbitrio e profitto.

Ma perchè lamentarsi? Una società che assegna ai malati di Alzheimer il dovere di morire per

non pesare sui pubblici bilanci e non «sprecare», è ovvio che abbia consegnato ai miliardari

speculatori il comando assoluto, senza controllo morale e legale alcuno.

E’ la morale del Nuovo Reich finanziario. E chi accetta l’una, accetta anche l’altra, perchè nel

sistema tout se tient.

1) Martin Beckford, «Baroness Warnock: dementia sufferers may have a duty to die»,

Telegraph, 19 settembre 2008.

2) «Treasury financial bailout proposal to Congress», Wall Street Journal, 20 settembre 2008.

3) «Proposed Treasury authority to purchase troubled assets», US Department of the

Treasury, Press Room, 20 settembre 2008.

4) Jenny Anderson, «Big financiers star lobbying for wider aid», New York Times, 21

settembre 2008.

5) Kevin Hall, «Can you trust a Wall Street veteran with a Wall Street bail-out?», McClatchy

Newspapers, 21 settembre 2008.

 

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