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L’etica della neo-dittatura
Maurizio Blondet
22
settembre 2008
www.effedieffe.com
Seganalato
da:
Canonico Francesco Peggi
I vecchi con l’Alzheimer hanno «il dovere di morire»: lo ha
dichiarato la baronessa Helen L.
Warnock in un’intervista ad una rivista della Chiesa di Scozia
(1).
Lady Warnock, che le
autorità britanniche misero a presiedere il Comitato Etico che
ha consentito la manipolazione
genetica degli embrioni (lo storico «Rapporto Warnock»), è
considerata la più alta autorità in
filosofia morale in Inghilterra.
«Se sei demente, stai sprecando la vita della gente che ti
cura, le vite della tua famiglia, e stai
sprecando le risorse del Servizio Sanitario Nazionale».
Dunque il dovere per ognuno di stilare il testamento biologico
per l’auto-eutanasia: «nominare
qualcuno che agisca in tuo nome se diventi incapace... Non c’è
niente di sbagliato nel sentire
che devi farlo per il bene degli altri oltre che di te
stesso».
Nessuno scandalo. Interroghiamoci sinceramente: nel profondo
del cuore, non diamo tutti
ragione alla baronessa? Siamo tutti parte di questa visione
strumentale della vita e di questa
etica dell’efficienza. E non è nemmeno colpa nostra, in fondo:
è che siamo dentro la «struttura
di peccato» del sistema basato sul denaro. Pesiamo tutto in
denaro, noi stessi ci lasciamo
soppesare per quanto valiamo in soldi, abbiamo bisogno di
denaro, «il tempo è denaro»,
eccetera.
Perciò la baronessa ha ragione. Entro il sistema vigente di
«valori», il suo ragionamento non
può essere contrastato.
Lo si potrebbe solo da un altro sistema: quello che chiama la
dedizione ad un malato
incosciente e inguaribile non uno «spreco», ma una «prova» o
un dono, una «missione», o
una croce - come sfida di santificazione che Dio ti ha
mandato, e di cui dovrai rendere conto.
Ma questo sistema è tramontato nelle coscienze, e a farlo
vivere non basta qualche Angelus
del Pontefice. Occorre - occorrerebbe - che il dono di sè, la
accettazione della «Croce», la
missione, fosse «valorizzata» dalla società stessa, persino
dalle leggi. Non è questo il caso.
Altrimenti ci ribelleremmo con fischi e bastoni al sorgere di
Comitati Etici - tragica e ridicola
invenzione post-moderna - di cui quello che la baronessa ha
presieduto è il più famoso.
Lo scopo dei Comitati Etici non è di riaffermare i
comandamenti morali come inviolabili, ma di
adattare la morale alle necessità dei numeri, della scienza,
in definitiva dei bilanci, del
business. La loro arma segreta è la statistica.
Per una famiglia con un vecchio padre demente, è dura; ma ciò
che sembra schiacciante si
riesce a fare, giorno per giorno, perchè «ad ogni giorno basta
la sua pena». Ma se si dice:
esistono 700 mila malati di Alzheimer in Inghilterra, o 300
mila aborti clandestini, ecco che il
problema ci schiaccia tutti. Diventa di bilancio.
Così sarà sancito un nuovo comandamento, un nuovo dovere mai
prima udito: il dovere di
chiedere la tua morte, per «non sprecare» i soldi del Servizio
Sanitario Nazionale.
Eliminare «le bocche inutili» e i dementi con il motivo che
guastano la razza ariana, no, che
orrore. Ma con il motivo che sprecano fondi della Sanità,
perchè no? Resteranno più fondi per
salvare le banche in difficoltà.
E’ la morale del Goldman’s Reich, attualmente instaurato:
supremo dovere della nazione,
salvare gli speculatori.
Interessante vedere fino a che punto la giunta composta dal
segretario al Tesoro Hank
Paulson e dal governatore della FED Bernanke ha assunto pieni
e discrezionali poteri.
Hanno ricevuto 700 miliardi di dollari per comprare, con il
neonato Resolution Trust, «attivi»
che le banche e non-banche speculative non riscono a vendere.
Ma quali «attivi» (ossia debiti
)? E a quali prezzi? La questione è cruciale.
Le istituzioni finanziarie hanno questi «attivi» (vari titoli
di debito) scritti in bilancio al valore
facciale; ma se li dovessero vendere, o anche solo
contabilizzare, ai prezzi correnti di mercato
(mark-to-market), gli azionisti di quegli enti perderebbero
immediatamente il proprio capitale,
quello che davvero hanno sborsato di tasca loro, non il denaro
dei clienti. E siccome le banche
come Goldman Sachs sono «leveraged» a 30 ad 1, ossia per 1
dollaro di capitale proprio
hanno debiti e «titoli» per 30 dollari, basta che quei titoli
vengano venduti al 3% in meno, per
rendere (o rivelare) Goldman e le sorelle del tutto
insolventi: il capitale proprio non basta a
coprire le perdite. E qui le svalutazioni sono dell’ordine non
del 3%, ma del 40%.
Conseguenza: il Resolution Trust dovrà comprare quegli «attivi
tossici» invendibili ad altissimo
prezzo, altrimenti tutta l’operazione di salvataggio degli
speculatori fallisce.
In pratica, il nuovo organo di governo finanziario d’eccezione
si appresta a regalare cifre
enormi, a carico dei contribuenti, alle banche d’affari e alla
speculazione che ha rovinato il
sistema. Ma qual è la «giusta» misura del regalo?
Non c’è un modo obbiettivo per saperlo: quelle «merci» che il
Tesoro USA comprerà non
hanno mercato, non sono offerte in nessuna Borsa. Bisogna pur
che gli speculatori abbiano il
sufficiente, ma non troppo. E come si fa a stabilirlo?
Qui ci sarebbe spazio per un formidabile Comitato Etico, che
stabilisse il «dovere» per le
super-banche non già di morire (questo non si fa alla banche,
Lady Warnock), ma almeno di
non «sprecare» i soldi della gente che lavora, e che queste
banche hanno già rovinato
provocando il collasso finanziario, e dunque la perdita di
milioni di pensioni americane.
Ma invece, ecco cosa ha fatto il nuovo Reich. Il decreto di
Bush che crea il Resolution Trust
recita: «Le decisioni prese dal Segretario (al Tesoro Paulson)
sono insindacabili e affidate alla
discrezione, e non possono essere soggette a revisione di
nessun tribunale nè ente
amministrativo»
(2).
Insomma: cosa farà Paulson, a chi distribuirà i soldi e come,
ogni sua azione, è stata
preventivamente dichiarata sopra la legge. Nè ora nè mai potrà
essere contestata in nessuna
sede giudiziaria nè amministrativa; chi si ritenesse
danneggiato da decisioni di Paulson non
potrà appellarsi contro di esse. Non c’è ricorso possibile.
Sopra Paulson, non c’è nessuna
autorità.
Ecco il nuovo Sovrano.
Un così totale potere non è mai stato assegnato in nessuna
repubblica a nessun organo
esecutivo. Oggi, in USA, l’ordine esecutivo ha decretato la
propria immunità davanti all’ordine
giudiziario (alla faccia della separazione dei poteri).
Non basta: i poteri di Paulson nell’acquisto di «attivi»
vengono definiti per decreto come
illimitati.
«Gli acquisti s’intendono essere attivi connessi a mutui
residenziali e commerciali, che possono
includere titoli coperti da mutui (mortgaged-baked securities)
o prestiti integri», si legge nel
diktat; ma «il Segretario (Paulson) può a sua discrezione, in
consultazione con il presidente
della Federal Reserve (Bernanke), comprare altri attivi,
secondo riterrà necessario per
stabilizzare efficacemente i mercati finanziari»
(3).
Capito? Con 700 miliardi, Paulson può comprare quel che gli
pare. Anche Microsoft o
tonnellate d’oro, a sua discrezione. La sua sola
giustificazione: invocare lo stato d’eccezione.
Non stupisce che - come rivela il New York Times
(4)
- «le ditte finanziarie stanno facendo
intensissima lobby per ottenere che siano coperti (ossia
comprati dal Resolution Trust) non
solo gli investimenti dubbi collegati ai mutui, ma ogni genere
di cattivi investimenti».
Secondo Bloomberg, le finanziarie fanno pressione sui membri
del Congresso, che fanno
pressione sul Governo, per includere nei salvataggi «i debiti
sulle carte di credito, i
finanziamenti per l’acquisto di auto a rate, i prestiti agli
studenti ed ogni altro genere di attivi in
difficoltà».
«Nello stesso tempo, le banche d’investimento stanno
manovrando per indicare quali “attivi” il
Tesoro toglierà dai libri contabili delle istituzioni
finanziarie, un ruolo che può fruttare a questi
aspiranti supervisori centinaia di milioni di dollari in
commissioni».
Insomma, tutto intero il «libero mercato» vuol farsi comprare
dal Tesoro, dato che i prezzi
saranno altissimi ad insindacabile giudizio di Paulson; un
ultimo grande affare, protetti dalla
immunità preventiva contro ogni dubbio di immoralità e di
illegalità.
Il potere finanziario è diventato legibus solutus, più di
Stalin, più di Hitler.
McClatchy Newspapers ricorda, senza suscitare alcuna rivolta,
che Hank Paulson è stato fino
al 2005 il capo di Goldman Sachs, e che allora ha fatto
guadagnare alla banca d’affari 5,6
miliardi di dollari, e ne ha ricevuto compensazioni per 38
milioni. E Paulson, andando al
Tesoro, s’è portato dietro una quantità di alti dirigenti di
Goldman, fra cui a luglio Ken Wilson,
proprio in previsione del salvataggio da compiere.
Goldman Sachs è stata, sotto Paulson, un «attore notevole
delle emissioni di titoli basati su
mutui». E secondo Bloomberg, «Goldman Sachs e Morgan Stanley
saranno tra i massimi
beneficiari del piano di salvataggio architettato e guidato da
Paulson». Il conflitto d’interesse è
evidente, lamenta McClatchy
(5).
Ed è dir poco.
Qui è il sistema speculativo de-regolato che, anzichè essere
sottoposto a regole da un’autorità
pubblica, si è conquistato il pieno diritto di governarsi a
proprio totale arbitrio e profitto.
Ma perchè lamentarsi? Una società che assegna ai malati di
Alzheimer il dovere di morire per
non pesare sui pubblici bilanci e non «sprecare», è ovvio che
abbia consegnato ai miliardari
speculatori il comando assoluto, senza controllo morale e
legale alcuno.
E’ la morale del Nuovo Reich finanziario. E chi accetta l’una,
accetta anche l’altra, perchè nel
sistema tout se tient.
1)
Martin Beckford, «Baroness Warnock: dementia sufferers may
have a duty to die»,
Telegraph, 19 settembre 2008.
2)
«Treasury financial bailout proposal to Congress», Wall Street
Journal, 20 settembre 2008.
3)
«Proposed Treasury authority to purchase troubled assets», US
Department of the
Treasury, Press Room, 20 settembre 2008.
4)
Jenny Anderson, «Big financiers star lobbying for wider aid»,
New York Times, 21
settembre 2008.
5)
Kevin Hall, «Can you trust a Wall Street veteran with a Wall
Street bail-out?», McClatchy
Newspapers, 21 settembre 2008.
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