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PERCHE’ E’ GIUSTO PARAGONARE SIONISMO E NAZISMO
DI KHALID AMAYREH
DesertPeace
27 Aprile 2008

Credo fortemente che agli ebrei in tutto il mondo,
compresi quelli in Israele, debba essere costantemente
ricordato degli orribili crimini commessi in Palestina
sotto il loro nome collettivo e che debbano comprendere
la stretta somiglianza ideologica tra nazismo e
sionismo.
Credo che questo sia uno strumento legittimo per
ottenere che gli ebrei, specialmente quelli che hanno a
cuore giustizia ed onestà, riconsiderino la loro
identificazione e infatuazione per questa entità
malvagia e per la sua altrettanto nefasta ideologia e le
sue azioni.
Gli ebrei in tutto il mondo semplicemente non possono
amare Israele e appoggiare la sua sfrenata criminalità
contro il popolo palestinese e allo stesso tempo parlare
al mondo delle crudeltà del nazismo. La coerenza morale
è assolutamente di importanza primaria.
Appoggiare oppressione e razzismo è spesso tanto
sbagliato quanto praticare oppressione e razzismo.
Infatti un'oppressione qual'è l'occupazione non può
persistere per un tempo tanto lungo senza l'appoggio
materiale e morale e il sostegno di persone che possono
spesso parlare con moderazione e sembrare gentili. Anche
molti dei sostenitori dell’ Apartheid in Sudafrica e del
nazismo in Germania parlavano con moderazione e
sembravano gentili, non sapendo (o sapendo) che stavano
tacitamente sostenendo criminali malvagi e razzisti che
commettevano orrendi delitti contro l'umanità.
Il sionismo (la cui incarnazione centrale è lo Stato
israeliano dell’ apartheid) è malvagio a causa della sua
malvagia ideologia razzista e dei comportamenti ed
azioni criminali in Palestina.
Il sionismo ha dichiarato che tutti gli ebrei sono
un'etnia distinta, proprio come i nazisti avevano
dichiarato che tutti tedeschi erano un'etnia distinta.
Intanto il sionismo quanto il nazismo desideravano
costruire uno ‘Stato’ che sarebbe stato ‘ redento’
tramite una purificazione violenta (nel caso della
Germania nazista) e un ‘muro d'acciaio’ (nel caso
dell'Israele sionista).
In entrambi i casi la pulizia etnica è stato il maggiore
strumento utilizzato per cancellare gli ‘inferiori’, i
portatori d'acqua e tagliatori di legna in modo da
creare insediamenti per ‘soli tedeschi’ in Europa e per
‘soli ebrei’ in Palestina.
In tutta onestà non ci sono differenze fondamentali tra
il socialismo nazionale ebraico (sionismo) e il
socialismo nazionale tedesco (nazismo). I nazisti
predicavano la ‘ razza dominante’ per giustificare il
nazismo mentre i sionisti hanno adottato l'antico mito
del ‘popolo eletto’ per giustificare il sionismo.
Inoltre non possiamo davvero ignorare l'assoluta
somiglianza tra la conquista etnica sionista della
Palestina con l'inserimento di ‘coloni ebraici’ alle
spese dei nativi cristiani e musulmani palestinesi e la
spinta nazista per il ‘Lebensraum’ in Polonia con
l'importazione di ‘Ariani’ a spese della popolazione
indigena.
Già, in Europa i nazisti hanno cercato di appropriarsi
dei Sudetenland [regione dei Sudetti n.d.t.] mentre in
Palestina i sionisti stanno rubando la Cisgiordania. Gli
argomenti sono gli stessi, le bugie le stesse e i mezzi
praticamente identici.
Dobbiamo sottolineare queste somiglianze e il ‘terreno
comune’ tra sionismo e nazismo indipendentemente da
quante persone saranno urtate da questi paragoni. La
verità è sempre di per sé un valore supremo.
Non c'è dubbio che il terzo Reich abbia commesso contro
gli ebrei indifesi crimini mostruosi e molto maggiori di
quelli commessi da Israele contro gli egualmente
indifesi palestinesi. Sì, sappiamo tutti di
Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen, Treblinka e degli
altri campi di detenzione dove molti ebrei, in gran
parte non sionisti e anti sionisti, sono morti per mano
degli sterminatori nazisti.
Però poniamoci la seguente domanda: i nazisti erano
‘nazisti’ solo perché crearono e utilizzarono le camere
a gas per bruciare le loro vittime ebraiche e non
ebraiche? I nazisti sarebbero stati meno malvagi e
perciò ‘meno nazisti’ se avessero sterminato le loro
vittime tramite proiettili anziché forni, o facendole
morire di fame come Israele ha fatto ai palestinesi?
Inoltre, se gli ebrei hanno avuto il diritto di definire
“nave dell'esodo” una Auschwitz galleggiante, perché
dovrebbe essere sbagliato per i palestinesi descrivere
come “nazista” l'estirpazione in corso di un intero
popolo dalla propria patria ancestrale? Gli ebrei hanno
un diritto esclusivo di definire i loro critici e nemici
come “nazisti” mentre gli altri, ad esempio i
palestinesi, non hanno un diritto simile di definire
“nazisti” i crimini e i criminali israeliani?
Inoltre dovremmo astenerci dall’usare l'epiteto di
nazista per descrivere i criminali razzisti del nostro
tempo, ovunque essi siano e indipendentemente a quale
religione aderiscano, a meno che, o sino al momento in
cui, essi inizino ad utilizzare camere a gas per
sterminare le loro vittime?
Più precisamente, per quale logica Israele e i suoi
sostenitori utilizzano la seconda guerra mondiale (una
guerra crudele in cui alcuni milioni di ebrei e quasi 50
milioni di non ebrei sono morti) come giustificazione e
copertura per espropriare, disumanizzare e praticare la
pulizia etnica ai danni del popolo indigeno palestinese?
Bene, Israele potrebbe in teoria sterminare gran parte
dei palestinesi con armi nucleari, chimiche o
biologiche, o semplicemente tramite un'intensa campagna
di massiccio bombardamento aereo e tramite
l'artiglieria. Un tale atto renderebbe gli israeliani
meno ‘nazisti’?
Voglio chiedere a coloro che potrebbero agitarsi e
scrivere contro di me la seguente domanda: in quale
momento dovremo iniziare a definire ‘nazista’ Israele?
Quando il numero delle sue vittime raggiunge un milione?
Due milioni? O forse 6 milioni? O quando i sionisti
iniziano ad utilizzare lo Zyklon B per ucciderci? O
quando il 90% dei palestinesi sono racchiusi in campi di
detenzione, circondati da muri di cemento alti 8 metri
pieni di torri di guardia gestite da una Gestapo
sionista dal grilletto facile?
So che alcuni apologeti dei sionisti saranno pronti,
quasi istintivamente, ad argomentare che, a differenza
di Israele, il terzo Reich aveva stabilito in anticipo
un piano, una soluzione finale, per sterminare tutti gli
ebrei in Europa e nel mondo.
Indipendentemente dall'autenticità storica di una tale
affermazione sfiderei i sionisti e i loro sostenitori ed
apologeti a dimostrare che Israele non ospita una
soluzione finale per i palestinesi.
L'estirpazione brutale virtualmente di un intero popolo
dalla propria madre terra storica non equivale ad un
genere di soluzione finale? La pulizia etnica non è una
forma di soluzione finale? Che dire dell’affamare
continuamente, del circondare e perseguitare i
palestinesi? Inoltre, c'è una fondamentale differenza
tra il tentare di distruggere un intero popolo in base
ad un piano e tentare di distruggerlo senza un piano?
L'esito ultimo non sarebbe lo stesso?
Non invocate la calunnia del terrore. Sappiamo, e
sapete, e tutto il mondo sa che parole come ‘terrore’,
‘terrorista’, ‘asse del male’ e ‘nemici della libertà’
sono tutti termini ideologici usati in modo tendenzioso
dai potenti e dagli arroganti, quali Israele e gli Stati
Uniti, per giustificare il loro autentico terrore contro
i deboli e gli oppressi. Persino lo stesso Satana
chiamerebbe terroristi i suoi nemici.
Come analisi finale, il ‘terrorismo’ neè la guerra del
povero contro il potente e l'arrogante, e la ‘guerra’ è
il terrorismo del forte contro il debole e l'oppresso.
È vero, lo scopo dell'Olocausto nazista è maggiore di
quello dell'occupazione criminale sionista della
Palestina. Ma la mentalità, la psicologia, la malizia,
l'odiosità e specialmente lo scopo autenticamente
malvagio in entrambi i casi non sono certamente così
distanti l'uno dall'altro.
Nella mia mente non c'è alcun dubbio che Israele avrebbe
sterminato, o almeno cercato di sterminare, il popolo
palestinese molto tempo fa se fossero state disponibili
le ‘circostanze obiettive’. Non c'è bisogno di dire che
per ‘circostanze obiettive’ intendiamo qui un grande
evento internazionale (per esempio una guerra nucleare,
un disastro globale o un qualche gigantesco evento) che
sposterebbe o allontanerebbe la tensione internazionale
da un tale evento genocida.
È vero che Israele preferirebbe ‘risolvere il problema’
senza una campagna di terrore e omicidi di massa, per
esempio terrorizzando e maltrattando i palestinesi, o la
grande maggioranza di loro, sino a fargli lasciare la
propria patria ancestrale.
Eppure non c'è dubbio che Israele contemplerebbe
l'ipotesi di ricorrere allo ‘scenario peggiore’ nel caso
che i palestinesi rimanessero legati alla loro patria e
rimanessero ostinatamente nelle loro case, città e
villaggi.
Nel 2001, alcuni giorni dopo gli eventi dell'11-9 negli
Usa, l'allora ministro della difesa israeliano Benjamin
Ben Eliezer si vantò di come la preoccupazione dei media
internazionali per gli eventi negli Usa avesse concesso
a Israele la possibilità di uccidere più palestinesi in
Cisgiordania senza essere criticato dalla comunità
internazionale.
Similmente, l'ex primo ministro israeliano, Benjamin
Netanyahu, disse agli studenti della Bar Ilan University
nel 1989 che “ Israele avrebbe dovuto sfruttare la
repressione della manifestazione in Cina (gli eventi di
piazza Tiananmen) che aveva focalizzato l'attenzione del
mondo su tale paese, per portare avanti un'espulsione di
massa degli arabi dai territori”.
Persino oggi, i leader israeliani affermano
sfacciatamente che vorrebbero svegliarsi e trovarci
tutti morti.
Infatti la morte della palestina come nazione è sempre
stata e continua a essere lo scopo finale del sionismo,
questo è il motivo per cui il sionismo non riconosce la
nostra esistenza come popolo, e quando lo fa o è
costretto a farlo sotto la pressione della realtà,
insiste che la Palestina è la Giordania e che la
capitale della Palestina è Amman e non Gerusalemme.
Inoltre non c'è dubbio che i quotidiani atti di
omicidio, terrore, umiliazione e violenza a cui sono
costantemente sottoposti i comuni cittadini palestinesi
per mano dei soldati israeliani dal grilletto facile che
gestiscono i checkpoint e i posti di blocco in tutti i
territori occupati sono paragonabili in molti aspetti
agli stessi atti di umiliazione e terrore che ebrei e
non ebrei dovettero subire nell'Europa occupata dai
nazisti.
I nazisti hanno stampato numeri sulle braccia dei
prigionieri ebrei, e gli israeliani hanno fatto lo
stesso ai palestinesi.
I nazisti hanno trattato gli ebrei come semplici numeri
piuttosto che come esseri umani, e gli israeliani hanno
fatto la stessa cosa ai palestinesi.
La Gestapo brutalizzò, affamò e maltrattò gli ebrei nel
ghetto di Varsavia per distruggere la loro volontà e
Israele sta facendo la stessa cosa i palestinesi di Gaza
e della Cisgiordania.
I nazisti praticavano ogni genere di comportamento
sadico ai danni degli ebrei, come, ad esempio,
costringere i musicisti ebrei a suonare musica per i
soldati della Gestapo e della Wehrmacht e gli israeliani
hanno fatto la stessa cosa ai check point della
Cisgiordania.
Non so se gli ebrei siano stati costretti a bere l'urina
dei soldati tedeschi come le guardie di confine
israeliane hanno obbligato le loro vittime palestinesi.
Durante gli anni delle due Intifada ho viaggiato
attraverso la Cisgiordania, passando attraverso i check
point e i posti di blocco dell'esercito israeliano. Lì
ho visto quanto bestialmente si comportino verso gli
indifesi palestinesi i soldati israeliani, molti dei
quali nipoti dei sopravvissuti dell'Olocausto.
Ho visto soldati uccidere persone innocenti su due piedi
per nessuna ragione. Ho visto soldati costringere i
giovani palestinesi a spogliarsi nudi e rimanere per ore
sotto la pioggia battente. Ho visto soldati rilassarsi e
godersi il dolore e la sofferenza inflitte a migliaia di
palestinesi, passeggeri ed automobilisti, la cui unica
‘colpa’ era essere deboli e palestinesi.
Ho visto con i miei occhi gli atti oscenamente sadici
praticati dagli ebrei contro le loro vittime indifese.
Questo comportamento non avviene in incidenti isolati.
Questa è la norma, non l'eccezione.
L'occupazione in stile nazista della Palestina da parte
di Israele non è opera di pochi ebrei israeliani. Non è
nemmeno opera del solo establishment militare. È un atto
collettivo di una società moralmente desensibilizzata
che ha quasi perso la sua umanità soccombendo ad una
psicosi collettiva che non è dissimile dalla cecità
morale che colpì il popolo tedesco quasi sessant'anni
fa.
Oggi gran parte degli ebrei sono più o meno o
sostenitori entusiasti, oppure silenziosi e apatici, per
quanto riguarda le atrocità perpetrate in loro nome a
Gaza, nella Cisgiordania e in Libano.
Di fatto esagererei poco nel dire che molti,
probabilmente una maggioranza, degli ebrei israeliani
stanno ricavando benefici dall'occupazione.
Per alcune cose ai palestinesi è andata peggio che alle
vittime di Hitler; la tragedia palestinese è ancora in
corso e i palestinesi, a differenza degli ebrei, che
ancora ricevono un risarcimento per perdite vecchie di
sessant'anni non ricevono alcun risarcimento per la
proprietà personale perduta, e nemmeno un riconoscimento
da parte dei loro tormentatori di alcuna responsabilità
per queste espropriazioni.
Sessant'anni fa i sionisti demolirono 438 villaggi
palestinesi e avvelenarono o distrussero i pozzi in modo
da assicurarsi che i loro legittimi proprietari non
sarebbero tornati. Oggi i sionisti continuano a
comportarsi più o meno secondo queste tradizioni,
demolendo case, distruggendo fattorie e restringendo gli
orizzonti delle persone, tutto ciò con lo scopo di farle
emigrare.
Oggi in ogni scuola media d'America gli studenti leggono
Anna Frank, mentre in ogni liceo ‘Notte’ di Elie Wiesel
è una lettura obbligatoria. Questo è l'uomo che afferma
sfacciatamente che egli si identifica prontamente con i
crimini di Israele e che non potrebbe mai arrivare a
dire cose negative di Israele.
Le vittime della prima Notte dei Cristalli godono
dell'approvazione e della simpatia del mondo, mentre
allo stesso tempo sono riusciti a demonizzare un intero
popolo per il quale la notte dei cristalli rimane ancora
una notte senza fine.
Ma, a differenza dei nazionalsocialisti tedeschi, i
nazionalsocialisti ebraici falsificano la storia e la
realtà per giustificare i loro crimini contro l'umanità.
La narrativa dell'Olocausto, che è stata elevata allo
stato di religione, permette allo Yad Vashem, il museo
dell'Olocausto a Gerusalemme, di invocare il mantra ‘
mai più’ e allo stesso tempo di sorgere su terra araba
rubata a Ein Karem affacciandosi sulle tombe senza nome
dei palestinesi massacrati dai terroristi giudeo-nazisti
a Deir Yassin.
È triste, veramente triste, che gran parte degli ebrei
si trovino ora, consciamente e consapevolmente, nei
panni dei loro vecchi oppressori.

Il 23 agosto 1947, quasi un anno prima della nascita di
Israele, Harry Truman scrisse le seguenti parole a
Eleanor Roosevelt, apparentemente in seguito ad un'altra
atrocità ebraica in Palestina:
“Ho veramente paura che gli ebrei siano come tutti gli
sconfitti. Quando si trovano al vertice diventano tanto
intolleranti e crudeli quanto lo erano le persone verso
di loro quando erano essi a trovarsi in basso. Mi
dispiace davvero tanto questa situazione perché la mia
simpatia e sempre stata dalla loro parte.”
Oggi, alla luce del comportamento nazista di Israele in
Palestina, è difficile guardare alle parole profetiche
di Truman con indifferenza. Infatti è un obbligo morale
del primo ordine opporsi al sionismo con lo stesso
vigore e la stessa determinazione che il mondo dimostrò
nei confronti del nazismo.
Alcuni ebrei, per ignoranza, per lealtà tribale o per
entrambe le cose, insistono che l'opposizione al
sionismo è antisemitismo. Bene, se oppressione e
razzismo sono coerenti con l'essere ebraici, allora il
mondo sarà obbligato ad essere in un certo senso
antiebraico. Infatti se l’antisionismo è antisemitismo
allora lo stesso antisemitismo diventa un obbligo morale
per le persone coscienziose come argomenta
eloquentemente Michael Neumann, professore di filosofia
alla Trent University in Ontario, Canada.
“Oggi, quando Israele potrebbe avere la pace a portata
di mano conduce deliberatamente e lentamente un altro
giro di espropriazioni, rendendo la Palestina invivibile
per i palestinesi e vivibile per gli ebrei. E lo scopo
qui non è quello di ottenere sicurezza, come vorrebbero
farci credere i propagandisti e i promotori di Israele.
Il vero scopo è l'estinzione di un popolo, il popolo
palestinese.
E Israele dispone di un numero sufficiente di esperti di
pubbliche relazioni per eliminare i palestinesi con un
livello di violenza di tipo americano piuttosto che di
tipo hitleriano. Questo è un genocidio più leggero,
gentile e strisciante che ritrae i perpetratori come
vittime e le vittime come terroristi.”
“È assolutamente chiaro che Israele stia costruendo uno
Stato razziale, non uno Stato religioso. Come i miei
genitori io sono sempre stato ateo. Per la biologia
della mia nascita ho diritto alla cittadinanza
israeliana; forse voi siete i più ferventi credenti del
giudaismo ma non ne avete diritto. I palestinesi vengono
schiacciati e uccisi per me, non per voi. Devono essere
spinti con la forza in Giordania, perire in una guerra
civile. Perciò sparare ai civili palestinesi non è come
sparare ai civili vietnamiti o ceceni. I palestinesi non
sono ‘danni collaterali’ in una guerra contro una ben
armata forza separatista o comunista. Si spara contro di
loro perché Israele pensa che tutti i palestinesi
dovrebbero scomparire o morire, in modo che la gente con
un nonno ebreo possa costruire dei lotti sulle macerie
delle loro case. Questo non è un sanguinoso errore ma
una emergente crudeltà, la deliberata strategia di uno
Stato dedito e progettato per un sempre più crudele
nazionalismo etnico. Esso ha la responsabilità di un
numero relativamente basso di cadaveri, ma le sue armi
nucleari possono uccidere forse 25 milioni di persone in
poche ore.”
Francamente credo che i sionisti non siano nemmeno
moralmente adatti a parlare al mondo delle crudeltà del
nazismo, e la ragione per questo sta non solo nei
crimini nazisti del sionismo contro il popolo
palestinese e gli altri popoli del medio oriente. Va ben
al di là di ciò.
Il sionismo cooperò e collaborò col nazismo, non
necessariamente per salvare ebrei, come si afferma
mentendo, ma piuttosto per portare a compimento il
sionismo e lo Stato sionista. E per accelerare lo scopo
malvagio, i sionisti acconsentirono quietamente
all'omicidio di centinaia di migliaia di ebrei che
sarebbero potuti essere salvati e mandati in altre parti
del mondo, specialmente nel Nord America.

[La lettera del 1941 con cui il gruppo armato sionista
Lehi, di cui faceva parte il futuro primo ministro
israeliano Yitzhak Shamir, offriva collaborazione alla
germania nazista. Vedi storia su
Wikipedia.]
Nel 1949 l'intelligence israeliana impiegò Walter Rauff,
un ufficiale delle SS che si ritiene sia stato
responsabile dell'omicidio di almeno 100.000 persone e
che era ricercato dagli alleati come criminale di
guerra. Israele, invece di portarlo alla giustizia, lo
pagò per i suoi servigi e lo aiutò a scappare in sud
America. Rauff che aveva escogitato un piano per
distruggere gli ebrei in Palestina non fu il solo
criminale nazista impiegato da Israele.
Certo, è sbagliato incolpare ogni singolo ebreo sulla
terra per i crimini di Israele. Gli ebrei però, se lo
desiderano, possono fare la differenza parlando contro
la criminalità e il razzismo israeliani.
Titolo originale: " Why Zionism-Nazism comparisons are
legitimate"
Fonte:
http://desertpeace.wordpress.com/
Scelto e tradotto per
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