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Ipocrisia farisaica ed etica universale

È incredibile
assistere a tanta manifestazione di tracotanza ed
ipocrisia, da parte di ingessati rappresentanti dei poteri
nazionali (tutti cooptati e nessuno mai
eletto a plebiscito popolare), politicanti di
professione e parassiti di stato, che di
fronte allo scempio di corpi di creature in giovane
età, fatte a pezzi insieme ai loro genitori, di fronte
alla fame e alla disperazione di povera gente rinchiusa in
lager e tra muraglie di cemento armato, angariata ad ogni
movimento da nullafacenti coloni (mantenuti da uno
stato a spese della comunità internazionale per via della
"shoà"), fanno spallucce, insensibili e
disinteressati alla sofferenza altrui, ma così lesti
ad indignarsi e a mostrare le unghie per graffiare chi osa
sollevare il velo, ormai squarciato da un pezzo, che copre
malamente le atrocità commesse dallo Stato, così detto
"ebraico", in realtà solo giudaico a maggioranza kazara
askenazita, d'Israele.
Perchè, sia detto
chiaro e tondo, in Palestina, nei così detti Territori
Occupati e nel recinto per il tiro al bersaglio di Gaza,
in quella che viene definita Cisgiordania e nel West Bank,
gli esseri umani sono trattati peggio delle bestie,
maltrattati peggio di cani rabbiosi, ingabbiati
selvaggiamente da
cacciatori di frodo, abbattuti senza pietà e schiacciati
come insetti fastidiosi.
La carneficina dei
bambini e delle famiglie arabe di Palestina è sotto gli occhi di tutti.
Nessun diritto all'autodifesa per loro. Solo quello di
morire.
Chiedere la
cessazione di questo stato di cose, e che venga accolta
qualsiasi proposta o gesto di distensione, di colloquio,
di cessate il fuoco, di trattativa, senza pregiudiziali,
purchè ci si possa affrontare tutti seduti ad un
tavolo, senza l'esclusione di alcuna fazione, piccola o
grande che sia, invece che ad armi in pugno, è chiedere di
percorrere solo l'unica possibile e ragionevole via per
invitare le parti a costruire un futuro vivibile per i
propri figli. Per tutti i figli, anche di quelli dei
vicini di casa.
Ed invece chi fa
"spallucce", oltre a sostenere i crimini dei corrotti di
Sion e delle milizie da loro ben addestrate all'omicidio
mirato, non trova di meglio da fare che scagliarsi contro
chi, usando solo semplici e legittime parole, per amore
della Verità e della Carità non può fare a meno di
definire tali azioni barbare quali crimini contro
l'umanità.

Per
questo tali persone, noi inclusi, vengono accusate,
falsamente, di anti-semitismo e fesserie del genere. Da
che pulpito tale accusa infamante, proprio da chi ammazza
o giustifica l'ammazzamento sistematico, con benedizione
rabbinica, dei confratelli semiti ismaeliti. Semiti
anti-semiti.
Quando si dice del
bue che da' del cornuto all'asino......
Questa è la
contraddizione di chi reputa di avere stretto un "patto",
ma non sapendo ancora bene con chi.
A giudicare dai
frutti però qualche idea ce la si potrebbe anche fare...
Pochi concetti,
chiari, schietti, senza tanti giri di parole, per definire
la realtà nella sua essenza, senza permettere che norme
etiche universali vengano sopraffatte e stravolte da
finalità arbitrarie, organiche ad un potere politico
finalizzato ad interessi economicistici e di parte.
L'etica non può
essere sconvolta per avvallare scelte temporali di
convenienza, perchè essa è immutabile nel tempo e come
tale deve essere l'unico parametro di riferimento per il
legislatore.
E la prima
regola si basa sul rispetto della vita e della persona
umana.
Quando un
singolo, un gruppo, o addirittura una nazione intera,
calpestano palesemente tale fondamento universale
dell'etica perenne, essi vanno ammoniti, condannati,
contrastati dal resto delle nazioni e dai loro
rappresentanti o portavoce, indipendentemente dal peso
economico e politico-militare che essi detengono per
ricattare la comunità internazionale.
Succede però
proprio il contrario, e chi dovrebbe ammonire invece
esalta, mentre la vittima viene colpevolizzata e
ulteriormente penalizzata, frustrata.
Sono gli
assurdi dell'era moderna, quella per intenderci della
"democrazia", in cui ogni regola etica viene snaturata per
fini particolaristici, "scompare il concetto della
libertà nella scelta del fine etico, proprio della natura
umana e ad essa si sostituisce una finalità
autoritativamente programmata" (Prof. Giacinto Aurit i?).
Per fare un esempio,
l'aborto è e resta un male e una disgrazia, non un diritto
inalienabile dell'uomo (in questo caso: della donna),
anche se è garantito da leggi dello Stato e giustificato
da una dialettica irresponsabile e martellante.
In altre parole un omicidio è sempre
un omicidio, un genocidio è sempre un genocidio, un
crimine contro l'umanità è sempre un crimine contro
l'umanità, anche se a perpetrarli fosse la nazione più
potente e democratica al mondo (anzi,
in questo caso la colpa è ancor maggiore).
E anche se in sua
difesa si leva una selva di scudi composta dagli
scribi
moderni, giornalisti ben pagati per omettere e deviare,
come da tutti quei senatori e diplomatici appartenenti a
quel partito trasversale di portaborse, di servi fedeli e
camerieri del sistema bancario e dell'usurocrazia apolide.
Chi non si alza in
piedi per ammonire e condannare senza riserve l'atrocità
continua e battente dello stato sionista a danno della
popolazione araba di Palestina, o non ha ancora capito i
termini della contesa (cosa anche comprensibile dato
l'enorme apparato propagandistico messo in atto da chi non
si fa problema di moneta, perchè la crea dal nulla a
nostre spese...), o sta perseguendo una strategia più
sottile per contrastare tale disgraziato stato di cose
(come il suo stato forse gli impone), oppure è un vile
marrano.
Persino ebrei
onesti e di alto profilo intellettuale (vedi link)
ammettono la cruda realtà dei fatti: perchè noi non
dovremmo?
Sancte Michael
Archangele, defende nos in proelio.
La Redazione
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