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14 agosto 2008
Negli ultimi sette anni, le società israeliane hanno
aiutato l'esercito georgiano a prepararsi per la
guerra contro la Russia attraverso forniture di
armamenti, formazione di soldati minorenni e
consulenza sulla sicurezza.
Gli scontri iniziati in questo fine settimana tra
Russia e Georgia hanno portato alla luce il pesante
coinvolgimento di Israele. Questo coinvolgimento
include la vendita di armi alla Georgia e la
formazione di un reparto di minorenni dell'esercito
georgiano.
Il Ministro della Difesa ha tenuto, nella mattinata di
domenica, un Consiglio straordinario per sapere quale
tipo di armamenti sono oggetto di traffico verso la
Georgia da parte di Israele, ma nessun cambiamento di
natura politica è stato annunciato finora.
"La questione è monitorata da vicino" hanno affermato
fonti vicine al Ministero della Difesa. "Noi non
stiamo operando in nessuna maniera che possa ledere
gli interessi israeliani. Abbiamo respinto molte
richieste di armi da vendere alla Georgia; e coloro
che hanno approvato questa operazione sono stati
debitamente interrogati. Finora non abbiamo posto
alcuna limitazione alla vendita di misure di
protezione".
Israele ha iniziato a vendere armi alla Georgia circa
sette anni fa a seguito dell'iniziativa di diversi
cittadini georgiani che, immigrati in Israele,
divennero uomini d'affari.
"Questi uomini hanno contattato funzionari
dell'industria della difesa e trafficanti d'armi e
hanno garantito loro che la Georgia detiene budget
economici relativamente ampi che potrebbero essere
investiti nella compravendita di armi israeliane", ha
affermato una fonte coinvolta nell'esportazione di
armi.
La cooperazione militare tra i due Paesi si è
sviluppata rapidamente. Ciò è dimostrato dal fatto che
il Ministro della Difesa georgiano, Davit
Kezerashvili, un tempo israeliano, è molto ben
disposto nei confronti del contributo ebraico a questa
cooperazione.
"La sua porta è stata costantemente aperta per gli
israeliani che entravano e offrivano al suo Paese
sistemi di armamenti prodotti in Israele", continua la
fonte. "In confronto ai Paesi dell'Europa dell'Est, lo
smercio in questo Georgia è stato portato avanti molto
rapidamente, principalmente grazie al coinvolgimento
personale del Ministro della Difesa".
Tra gli israeliani che hanno approfittato di questo
vantaggio e hanno iniziato a fare affari in Georgia
c'erano l'allora Ministro Roni Milo e suo fratello
Shlomo, a quei tempi direttore generale delle
Industrie Militari, il Brigadiere-Generale Gal Hirsh e
il Maggiore-Generale Yisrael Ziv.
Roni Milo ha portato avanti affari in Georgia per
conto di Elbit System e le Industrie Militari, e con
il suo aiuto la Difesa israeliana fu indirizzata a
vendere alla Georgia veicoli pilotati a distanza (gli
RPv), torrette automatiche per veicoli blindati,
sistemi di protezione da mezzi anfibi, sistemi di
comunicazione, intelaiature di protezione e missili.
Secondo la fonte israeliana, Gal Hirsh diede
all'esercito georgiano consulenza per creare piccoli
gruppi di elite come Sayeret Matkal e sul riarmo
inoltre organizzò molti corsi sui campi di
combattimento in materia di intelligence e guerriglia
in zone abitate.
Non odiare i Russi
Gli israeliani operativi in Georgia provarono a
convincere le Industrie Aerospaziali Israeliane a
vendere diversi sistemi tecnologici all'Aeronautica
georgiana, ma dovettero subire un rifiuto. I motivi di
questo diniego erano le "speciali" relazioni stabilite
tra le Industrie Aerospaziali e la Russia in termini
di miglioramento dei jet da combattimento prodotti
nell'ex URSS e la paura che vendere armi alla Georgia
significasse dimostrare odio ai russi e portarli a
cancellare lo scambio commerciale con loro.
L'attività israeliana in Georgia e il commercio
raggiunto erano autorizzati dal Ministero della
Difesa. Israele concepiva la Georgia come uno stato
amico per il quale non ci sono ragioni per non vendere
armamenti simili a quelli che Israele esporta in molti
altri Paesi del mondo.
Appena la tensione tra Russia e Georgia è cresciuta,
comunque, voci sempre più fitte si sono fatte sentire
presso gli ambienti israeliani – e particolarmente
presso il Ministero degli Esteri – richiamando il
Ministero della Difesa a essere più selettivo
nell'autorizzare il commercio di armamenti con la
Georgia per paura che questo portasse a far
"arrabbiare" la Russia.
"Era chiaro che troppi infallibili sistemi israeliani
in possesso dell'esercito georgiano sarebbero apparsi
alla Russia come il panno rosso agli occhi del toro"
spiega la fonte. I russi avrebbero interpretato i
mezzi RPv della Elbit System come una reale
provocazione.
"Era chiaro che i russi avrebbero reagito male e che
l'abbattimento di queste unità mobili negli ultimi tre
mesi era una chiara prova di questo malessere. Non
tutti in Israele hanno compreso che Israele aveva
toccato un nervo sensibile fornendo armamenti ad un
Paese le relazioni politiche del quale attraversano un
momento di tensione con la Russia.
A maggio si dovrebbe decidere l'approvazione di futuri
scambi con la Georgia solo per quanto concerne la
vendita di armi di difesa come i sistemi di
intelligence, comunicazione e sistemi computerizzati,
e mettere al bando i rapporti di scambio finalizzati
alla vendita di fucili, mezzi anfibi, ecc..
Una fonte esperta nell'Industria Militare sabato ha
riferito che, al contrario di quel che affermavano
alcuni commentatori, le attività dell'industria
militare georgiana erano molto limitate.
"Abbiamo portato avanti un modesto carico di lavoro
per buona parte degli anni scorsi", ha affermato. "Il
resto degli scambi sono rimasti sulla carta".
Don Pikulin, uno dei proprietari della società
Authentico specializzata in escursioni e viaggi
nell'area georgiana, afferma che "gli israeliani sono
i principali investitori nell'economia georgiana.
Ognuno è lì, direttamente o indirettamente".
Il Ministro georgiano: Israele dovrebbe essere fiero
"Gli israeliani dovrebbero esser fieri di loro stessi
per l'addestramento e l'educazione impartita ai
soldati georgiani, ha dichiarato il Ministro georgiano
Temur Yakobashvili sabato.
Yakobashvili è ebreo e parla fluentemente l'ebraico.
"noi non stiamo combattendo contro la Russia e la
nostra speranza è di ricevere assistenza dalla Casa
Bianca, perché lasciata sola la Georgia non potrebbe
sopravvivere. È importante che il mondo intero
comprenda che quello che sta avvenendo in Georgia
potrebbe modificare l'assetto politico di tutto il
pianeta. Non è un affare solo della Georgia, ma di
tutto il mondo".
Uno dei parlamentari georgiani oltre a invitare gli
americani all'intervento, invoca anche quello di
Israele per aiutarli a fermare l'offensiva russa:
"Abbiamo bisogno di aiuto da parte dell'ONU e dai
nostri amici, capeggiati dagli Stati Uniti e Israele.
Oggi solo la Georgia è in pericolo – domani tutti i
paesi democratici dell'intero globo lo saranno".
Svi Zinger e Hanan Greenberg hanno contribuito a
questo reportage.
www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=7629
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