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ISRAELE: RESPINTO DA AUTORITA' ALLA
FRONTIERA FRATE CAPPUCCINO.
LA PROTESTA DELLA CUSTODIA
FRANCESCANA DI TERRA SANTA
Citta' del Vaticano, 25 mar.
(Adnkronos) - A quanto apprende
l'ADNKRONOS da fonti
della Custodia francescana di Terra
Santa, la notte fra il 23 e il 24 marzo, alle 3
del mattino, un frate cappuccino di
origine pakistana, ma residente in Italia, e'
stato respinto alla frontiera dalle
autorita' israeliane. Il religioso, Clarence
Masih, faceva parte di un gruppo cui
era gia' stato concesso il visto da parte
delle autorita' di Gerusalemme, un
fatto questo che ha destato le critiche e lo
sconcerto della Custodia per il
provvedimento giudicato immotivato. Si trattava
di un gruppo di circa 40 persone
della Pontificia universita' Antonianum che si
stavano recando in Israele per un
corso di teologia presso la Facolta' di teologia
di Gerusalemme, istituzione che fa
capo alla Custodia francescana. Il frate e'
atterrato ieri in Italia. Le
autorita' israeliane non hanno dato una spiegazione
ufficiale dell'accaduto limitandosi a
delle scuse informali. La vicenda costituisce
l'ennesimo capitolo della difficile
controversia legata ai visti d'ingresso nel Paese
per i religiosi cattolici che devono
recarsi in Terra Santa. E in effetti e' proprio
questo uno dei punti al centro della
complesse e irrisolta trattativa diplomatica
fra la Santa Sede e il governo di
Gerusalemme. (Fpe/Ct/Adnkronos) 25-MAR-08
13:49 NNNN
ISRAELE: FRATE RESPINTO
AEROPORTO,SOLO PERCHE'SONO PAKISTANO
ISRAELE: FRATE RESPINTO
AEROPORTO,SOLO PERCHE'SONO PAKISTANO (V.
'ISRAELE: IMPEDITO INGRESSO
SACERDOTE...'
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR
–
''Credo che la ragione per cui le
autorita' israeliane non mi hanno fatto entrare nel
Paese e' che sono pakistano. Il mio passaporto e il
mio visto, infatti, erano a posto''. E' quanto
afferma padre Clarence Masih, frate cappuccino di
origine pakistana, che giunto da Roma assieme a una
delegazione della Pontificia Universita' Antonianum
dei Frati minori all'aeroporto 'Ben Gurion' di Tel
Aviv, si e' visto impedire, lui solo, l'ingresso nel
Paese ed e' stato rispedito in Italia.
Cosi' padre Clarence ricostruisce la
vicenda parlando
con l'ANSA. ''Dopo essere sceso
dall'aereo mi sono recato con il resto della
delegazione con cui viaggiavo al
Controllo Passaporti. Qui la donna che ha
controllato il mio, un passaporto
pachistano, mi ha detto di aspettare mentre il
mio gruppo andava avanti''. Della
delegazione facevano parte 24 sacerdoti
italiani e 18 appartenenti a Paesi
per i quali e' richiesto da Israele un visto di
ingresso. ''Sono stato quindi portato
in una stanza - continua padre Masih -
dove dopo un po' sono sopraggiunti
alcuni membri delle autorita' israeliane per
farmi delle domande. Mi hanno chiesto
se ero pakistano, e ho risposto di si'. Poi
se avevo famiglia in Pakistan, e io
ho detto si'. Infine, quale fosse il motivo del
mio viaggio: io ho spiegato loro che
scopo della visita era un pellegrinaggio di
una settimana in Terra Santa''. Il
''colloquio'' con le autorita' israeliane ''e'
durato due ore'', aggiunge padre
Clarence, e ''alla fine mi hanno detto che non
potevo entrare anche se sapevano che
sono un sacerdote. Io - prosegue il
cappuccino - a quel punto ho fatto
notare che il mio visto e il mio passaporto
erano a posto ma loro hanno replicato
che per me non e' sufficiente un visto
semplice ma e' necessario un visto
speciale''. Padre Clarence si dice
''fortemente dispiaciuto'' per essere
stato respinto. ''Per un sacerdote infatti -
spiega - il pellegrinaggio in Terra
Santa e' una cosa grande, speciale e ci tenevo
molto a compierlo''. ''Non riesco a
spiegarmi - conclude - il motivo del diniego.
Posso pensare solo che la ragione e'
che sono pakistano''.
(ANSA). Y43
25-MAR-08 17:31 NNN |