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Michael Neumann, ebreo di nascita,
professore di filosofia alla Trent University in
Ontario, Canada.
"Oggi, quando Israele potrebbe avere la pace a portata
di mano conduce deliberatamente e lentamente un altro
giro di espropriazioni, rendendo la Palestina invivibile
per i palestinesi e vivibile per gli ebrei. E lo scopo
qui non è quello di ottenere sicurezza, come vorrebbero
farci credere i propagandisti e i promotori di Israele.
Il vero scopo è l'estinzione di un popolo, il popolo
palestinese".
"E Israele dispone di un numero sufficiente di esperti
di pubbliche relazioni per eliminare i palestinesi con
un livello di violenza di tipo americano piuttosto che
di tipo hitleriano. Questo è un genocidio più leggero,
gentile e strisciante che ritrae i perpetratori come
vittime e le vittime come terroristi".
"È assolutamente chiaro che Israele stia costruendo uno
Stato razziale, non uno Stato religioso. Come i miei
genitori io sono sempre stato ateo. Per la biologia
della mia nascita ho diritto alla cittadinanza
israeliana; forse voi siete i più ferventi credenti del
giudaismo ma non ne avete diritto. I palestinesi vengono
schiacciati e uccisi per me, non per voi. Devono essere
spinti con la forza in Giordania, perire in una guerra
civile. Perciò sparare ai civili palestinesi non è come
sparare ai civili vietnamiti o ceceni. I palestinesi non
sono ‘danni collaterali’ in una guerra contro una ben
armata forza separatista o comunista. Si spara contro di
loro perché Israele pensa che tutti i palestinesi
dovrebbero scomparire o morire, in modo che la gente con
un nonno ebreo possa costruire dei lotti sulle macerie
delle loro case. Questo non è un sanguinoso errore ma
una emergente crudeltà, la deliberata strategia di uno
Stato dedito e progettato per un sempre più crudele
nazionalismo etnico. Esso ha la responsabilità di un
numero relativamente basso di cadaveri, ma le sue armi
nucleari possono uccidere forse 25 milioni di persone in
poche ore".
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