HOME PAGE  (italiano)

 

HOME  PAGE  (english)

 

HOME PAGE (français)

 




 

ISCRIZIONE NEWSLETTER

 

Ç

CLICCA  QUI

Vuoi ricevere la nostra

Newsletter con articoli,

commenti,  avvenimenti,

aggiornamenti,

appuntamenti

riguardanti la Terra

Santa ed il Medio

Oriente?

Iscriviti alla nostra

Newsletter "Notizie

dalla Terra Santa",

semplicemente

CLICCA  QUI

È

 

ISCRIZIONE NEWSLETTER

 

 

Notizie dalla Terra Santa

newsletter

 

Anno III, Comunicato n. 23-6 , del  6 marzo 2008

 

 

Ong britanniche su Gaza:

peggior situazione umanitaria dal 1967

 

Gerusalemme, 6 marzo 2008

Organizzazioni umanitarie britanniche hanno affermato oggi che la situazione in cui vivono i palestinesi della striscia di Gaza e' la peggiore dal 1967 e hanno esortato l'Unione europea a dialogare con il movimento integralista Hamas, chiedendo anche la revoca del blocco imposto da Israele alla Striscia il 17 gennaio scorso.

"La situazione di un milione e mezzo di palestinesi della striscia di Gaza e' la peggiore dall'inizio dell'occupazione militare israeliana del 1967", affermano in un rapporto otto Organizzazioni non governative (Ong) britanniche, tra cui Amnesty International Gb e Oxfam.

Le Ong chiedono che si aprano negoziati con Hamas, che ha preso con la forza il controllo della Striscia nel giugno 2007 ed e' considerato "organizzazione terroristica" da Israele, dagli Stati Uniti e dall'Ue. "La politica internazionale di isolamento di Hamas non ha avuto alcun esito positivo - affermano le organizzazioni - Noi esortiamo il governo del Regno Unito e l'Ue (...) ad avviare un dialogo politico con tutte le parti palestinesi".

Il rapporto sostiene che il blocco imposto da Israele non e' riuscito a portare sicurezza ne' agli israeliani ne' ai palestinesi: "La politica del blocco e' inaccettabile, illegale", afferma il documento, in cui si chiede "al Regno Unito e all'Ue di condannare fermamente il proseguire del blocco di Gaza e il ricorso, da parte del governo israeliano, a una punizione collettiva, oltre che le violazioni del diritto umanitario internazionale".

Le Ong tracciano un quadro drammatico della situazione nella Striscia, affermando che l'80% della sua popolazione dipende da aiuti alimentari e che la disoccupazione e' al 40%. Le attrezzature necessarie alla sopravvivenza dei pazienti negli ospedali non possono piu' funzionare per l'impossibilita' di importare i pezzi di ricambio e ogni giorno, per il crollo di infrastrutture essenziali, circa 50 milioni di tonnellate di acque di scolo sono riversate nel Mediterraneo.

"A meno che non sia posta fine al blocco adesso - ha detto Geoffrey Dennis di Care International Uk - sara' impossibile di evitare che Gaza scivoli nella catastrofe, e tutte le speranze di pace nella regione saranno distrutte".

150 palestinesi feriti fuggiti in Egitto negli ultimi 2 giorni
 Circa 150 palestinesi feriti nelle incursioni israeliane dell'ultima settimana sulla Striscia di Gaza sono entrati in Egitto negli scorsi due giorni. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale egiziana Mena. L'Egitto ha riaperto domenica il varco di Rafah, al confine con la Striscia di Gaza, per permettere l'accesso ai feriti.

La Croce rossa egiziana ha inviato 50 autocarri di prodotti alimentari e medicinali per aiutare i residenti di Gaza, sotto embargo israeliano, riferisce l'agenzia, che cita un portavoce del ministero degli Esteri egiziano.

Israele smentisce
Israele ha respinto il rapporto delle Ong britanniche per i diritti umani che hanno definito l'attuale situazione umanitaria nella Striscia di Gaza come la peggiore dal 1967. Il ministero degli Esteri israeliano ha sostenuto che queste associazioni dovrebbero rivolgere le loro critiche ad Hamas, che dallo scorso giugno controlla il Territorio. In un comunicato ufficiale il ministero ha sottolineato che il movimento militante palestinese lancia "attacchi indiscriminati con razzi e missili contro migliaia di civili israeliani".

http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4657781,00.html

 

 Torna ai Comunicati gia' pubblicati - Home Page