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Ong britanniche su Gaza:
peggior situazione umanitaria dal 1967
Gerusalemme, 6 marzo 2008
Organizzazioni umanitarie britanniche hanno affermato
oggi che la situazione in cui vivono i palestinesi della
striscia di Gaza e' la peggiore dal 1967 e hanno
esortato l'Unione europea a dialogare con il movimento
integralista Hamas, chiedendo anche la revoca del blocco
imposto da Israele alla Striscia il 17 gennaio scorso.
"La situazione di un milione e mezzo di palestinesi
della striscia di Gaza e' la peggiore dall'inizio
dell'occupazione militare israeliana del 1967",
affermano in un rapporto otto Organizzazioni non
governative (Ong) britanniche, tra cui Amnesty
International Gb e Oxfam.
Le Ong chiedono che si aprano negoziati con Hamas, che
ha preso con la forza il controllo della Striscia nel
giugno 2007 ed e' considerato "organizzazione
terroristica" da Israele, dagli Stati Uniti e dall'Ue.
"La politica internazionale di isolamento di Hamas non
ha avuto alcun esito positivo - affermano le
organizzazioni - Noi esortiamo il governo del Regno
Unito e l'Ue (...) ad avviare un dialogo politico con
tutte le parti palestinesi".
Il rapporto sostiene che il blocco imposto da Israele
non e' riuscito a portare sicurezza ne' agli israeliani
ne' ai palestinesi: "La politica del blocco e'
inaccettabile, illegale", afferma il documento, in cui
si chiede "al Regno Unito e all'Ue di condannare
fermamente il proseguire del blocco di Gaza e il
ricorso, da parte del governo israeliano, a una
punizione collettiva, oltre che le violazioni del
diritto umanitario internazionale".
Le Ong tracciano un quadro drammatico della situazione
nella Striscia, affermando che l'80% della sua
popolazione dipende da aiuti alimentari e che la
disoccupazione e' al 40%. Le attrezzature necessarie
alla sopravvivenza dei pazienti negli ospedali non
possono piu' funzionare per l'impossibilita' di
importare i pezzi di ricambio e ogni giorno, per il
crollo di infrastrutture essenziali, circa 50 milioni di
tonnellate di acque di scolo sono riversate nel
Mediterraneo.
"A meno che non sia posta fine al blocco adesso - ha
detto Geoffrey Dennis di Care International Uk - sara'
impossibile di evitare che Gaza scivoli nella
catastrofe, e tutte le speranze di pace nella regione
saranno distrutte".
150 palestinesi feriti fuggiti in Egitto negli ultimi 2
giorni
Circa 150 palestinesi feriti nelle incursioni
israeliane dell'ultima settimana sulla Striscia di Gaza
sono entrati in Egitto negli scorsi due giorni. Lo
riferisce l'agenzia di stampa statale egiziana Mena.
L'Egitto ha riaperto domenica il varco di Rafah, al
confine con la Striscia di Gaza, per permettere
l'accesso ai feriti.
La Croce rossa egiziana ha inviato 50 autocarri di
prodotti alimentari e medicinali per aiutare i residenti
di Gaza, sotto embargo israeliano, riferisce l'agenzia,
che cita un portavoce del ministero degli Esteri
egiziano.
Israele smentisce
Israele ha respinto il rapporto delle Ong britanniche
per i diritti umani che hanno definito l'attuale
situazione umanitaria nella Striscia di Gaza come la
peggiore dal 1967. Il ministero degli Esteri israeliano
ha sostenuto che queste associazioni dovrebbero
rivolgere le loro critiche ad Hamas, che dallo scorso
giugno controlla il Territorio. In un comunicato
ufficiale il ministero ha sottolineato che il movimento
militante palestinese lancia "attacchi indiscriminati
con razzi e missili contro migliaia di civili
israeliani".
http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4657781,00.html
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