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Notizie dalla Terra Santa

 

Anno II, Comunicato AGOSTO 2007

 

 

Per i 6000 palestinesi bloccati al valico di Rafah la sofferenza continua...

 

23-07-2007 Rafah

Proseguono gli sforzi del governo israeliano per imporre una punizione collettiva alla popolazione civile della Striscia di Gaza.

6000 palestinesi sono ancora bloccati al valico di Rafah, a un mese e mezzo dalla chiusura: si tratta di persone che si erano recate in Egitto per motivi di salute - gravi malattie -, scolastici, lavorativi, ecc., a cui da 45 giorni è negato l'ingresso nella Striscia.

La situazione è sempre più drammatica, esasperata dal caldo afoso, dalla mancanza di generi di prima necessità, di assistenza sanitaria, di igiene.
Circa 30 cittadini sono morti, tra cui giovani donne malate di cancro, anziani e minori.

Questa non è la prima volta che le forze di occupazione israeliane chiudono il valico di Rafah per un lungo periodo di tempo, ma da quando si sono ritirati dalla Striscia, due anni fa, non avevano mai impedito il rientro a casa nelle due direzioni di transito - Egitto e Gaza. 

In un comunicato, il centro "Al-Mizan per i diritti i umani" ha dichiarato: "Non ci sono ostacoli veri alla riapertura del valico, se non il piano delle forze di occupazione di punire collettivamente i civili".
Al-Mizan ha rinnovato la propria condanna alla chiusura del passaggio e ha aggiunto che privare gli abitanti della Striscia di Gaza del loro diritto alla libertà di movimento rappresenta "una forma brutale di punizione collettiva praticata dalle forze di occupazione contro i civili, una politicizzazione della loro sofferenza e una sottomissione della questione dei diritti umani a posizioni politiche".

Al-Mizar ha chiesto all’Autorità Nazionale palestinese, in particolare ad Abu Mazen (il presidente Mahmoud Abbas), di rafforzare gli sforzi e le pressioni in modo da garantire l’apertura del valico di Rafah e far tornare a casa le migliaia di palestinesi bloccati dal lato egiziano. Ha inoltre rinnovato l’appello alla comunità internazionale, soprattutto agli Stati che hanno sottoscritto la Quarta Convenzione di Ginevra, affinché intervengano immediatamente per mettere limite alla sofferenza dei civili.

 

http://www.infopal.it/testidet.php?id=5871&PHPSESSID=51799cfb8c16614438988e30ce345402


 

Mia madre è alla fine e io non posso passare la frontiera

Mona EL FARRA

Mia madre è alla fine e io non posso passare la frontiera.
Mia madre è all'ospedale in questo momento. Sta molto male. E' entrata tre giorni fa e io non la posso raggiungere.
Torno da un viaggio di 45 giorni negli USA. Per tutta la nazione e in ogni discorso ho raccontato al pubblico la nostra sofferenza, vivendo in questa grande prigione di nome Gaza. Gli ho raccontato della chiusura delle frontiere e dei pazienti che stanno morendo in attesa di poter passare.
Le frontiere sono chiuse da più di cinq
ue settimane, 28 pazienti sono morti mentre attendevano di passare per il valico di Rafah, l'unico tra Gaza e l'Egitto. Tutte le altre uscite sono completamente sigillate dall'esercito di israele. La frontiera è stata aperta 70 volte quest'anno.
Ora si tratta della mia storia personale, come delle storie quotidiane di 1,4 milioni di persone che a Gaza vivono sotto assedio ed occupazione, povertà, mancanza di risorse, uccisioni, sparatorie, violenza, eccetera. 
Non posso passare alla frontiera, non posso attraversare il valico di Rafah. Ho un disperato bisogno di essere vicina a mia madre. Ho un disperato bisogno di aiutarla, di fare tutto il possibile per lei. Di dirle 'ciao mamma'.
Sono sempre stata presente per i miei pazienti e molte altre persone, per aiutare e cercare di alleviare le loro sofferenze. Nelle sue ultime ore non posso essere lì, le mie mani sono legate. Nessuno mi aiuta, non posso fare niente, devo solo aspettare, aspettare, aspettare. Ho la gola secca, i miei occhi sono pieni di lacrime.
E' ingiusto, inumano. E' l'occupazione. Come potrebbe mai diventare qualcosa di corretto ed equo, se è principalmente basata sull'ingiustizia, l'aggressione e la crudeltà?
Chi può aiutarmi a tornare a casa? Io devo essere a casa, vicina a mia madre quando arriverà il suo ultimo momento.
Ciao mamma, spero che tu possa trovare la pace, la pace che non abbiamo a Gaza.
Con amore e solidarietà
Mona El Farra

Domenica,  15  Luglio  2007 

Originale da: FromGaza.blogspot.com
Articolo originale pubblicato il 15 luglio 2007
L’autore
Gianluca Bifolchi è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.
URL di questo articolo su Tlaxcala:
http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=3361&lg=it


Disastro umanitario al confine con Rafah:
il 'moderato' Abbas ha chiesto a Israele e Egitto di tenere chiuso il valico. Lo ha svelato Ha'aretz.
 

18-07-2007 Tel Aviv

I leader arabi che piacciono a Israele e all'Europa....

 

Il quotidiano israeliano Ha'aretz oggi ha svelato che il presidente dell'Anp, Mahmoud Abbas, ha sollecitato Egitto e Israele a tenere chiuso il valico di Rafah.

Da un mese e mezzo, migliaia di palestinesi della Striscia di Gaza sono intrappolati nel lato egiziano del valico. Tra di essi ci sono molti bambini, donne, anziani e malati. Decine sono già morti per mancanza di cure e per gli stenti.
 

Secondo quanto scrive il giornale ebraico, la richiesta di Abu Mazen è giunta dopo che Hamas ha assunto il controllo della Striscia, il mese scorso. Il presidente dell'Anp sembra abbia chiesto a Egitto e Israele di trattare la richiesta in modo "confidenziale".

Il quotidiano ha aggiunto che Abbas avrebbe anche chiesto ai due governi di spostare il passaggio dei cittadini palestinesi da Rafah a Kerem Shalom/Salam, controllato da Israele.

Ieri, una giovane donna malata di cancro, Thana’a Shalha, è morta per mancanza di cure mediche. Il numero delle vittime causate della chiusura del passaggio è così salito a 30.
 

Un'altra signora ha partorito davanti al terminal chiuso e senza assistenza medica.

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