BoccheScucite
incontra e intervista Mons. FUAD TWAL, Vescovo Coadiutore
del Patriarcato Latino di Gerusalemme
BoccheScucite:
Come si vive o sopravvive in Terrasanta con il sistema
di occupazione che ha realizzato un blocco totale del
movimento? E cosa è possibile concretamente fare per
uscire da questa situazione?
MONS TWAL:
In una parola: è un dramma. Un dramma quotidiano. È
normale, purtroppo: ogni volta che vorrei incontrare i
miei preti: decidiamo un orario ma sappiamo già che ognuno
arriverà ad un'ora diversa e alcuni, dai territori
occupati, all'incontro non arriveranno mai. Questo accade
ogni giorno per tutti i milioni di palestinesi, Abu Mazen
o Mons. Sabbah compresi. Tutti pagano il prezzo di una
sopravvivenza drammatica che distrugge la gioia di vivere
e fa crescere la disperazione. È come un Venerdi Santo
senza fine...
Dobbiamo avere il
coraggio della denuncia. E noi cristiani continuare a
pregare, ad organizzare pellegrinaggi, a fare pressione
sui nostri governi, ad attivare progetti con la gente,
cristiana e musulmana. Sì, insieme, perchè è da quindici
secoli che noi cristiani in Terra Santa viviamo con i
musulmani e la nostra vocazione su questa terra è vivere
insieme. Lo sperimentiamo ogni giorno nelle nostre scuole,
con ragazzi cristiani e musulmani che vivono e crescono
insieme.
BoccheScucite:
Gli eventi vengono riferiti dai media ma non ci vengono
letti e interpretati nel loro reale significato. Ci prova
a leggere per esempio gli ultimi fatti accaduti in Israele
e Palestina per farci capire meglio?
MONS TWAL:
Per capire l'oggi parto da... Morto Arafat è stato eletto
Abu Mazen. Lui è in assoluto il leader più moderato che
possa esistere. Noi lo conosciamo molto bene. Ci ha
invitati a Pasqua per farci gli auguri e a Natale siamo
soliti pranzare con lui. Bene, lui è il più moderato ma
non ha potuto realizzare niente di niente semplicemente
perché nessuno lo ha appoggiato. Non Israele, ma nemmeno
l'Occidente l'ha sostenuto. È un disegno preciso: non ci
dev'essere un leader palestinese con cui essere costretti
al negoziato. Dopo un anno, spinti da questo rifiuto del
mondo, i palestinesi hanno fatto nuove elezioni,
assolutamente democratiche, libere. Sono arrivati
osservatori da tutto il mondo e il mondo democratico
gridava: “devono essere elezioni democratiche, come
facciamo noi in occidente; noi che siamo i tutori della
democrazia!” Sono venuti per insegnarci la democrazia dai
paesi “democratici”, perfino nelle carceri (perché siccome
siamo arabi pensano che noi non possiamo davvero essere
democratici...). Sotto l'occhio del mondo abbiamo fatto
elezioni democratiche al 100% ma poi, una volta che la
volontà popolare è stata espressa, l'occidente democratico
non ha accettato questo risultato! E vi dico io perché
tutti i nostri cristiani di Betlemme o di Nablus hanno
votato Hamas: perché quel povero moderato di Abu Mazen
nessuno l'ha aiutato. La gente, delusa dall'impossibilità
di raggiungere qualsiasi risultato dal più moderato, è
stata incoraggiata a cercare in Hamas una via d'uscita.
Hamas è più vicina ai bisogni della gente. È
un'organizzazione più ordinata, che fa assistenza ai
poveri. Adesso la situazione è ancora più drammatica.
Abbiamo fatto un governo di unità nazionale ma nessuno ci
ha sostenuto, anzi, mi ha detto il Console italiano che a
Ramallah ci sono 22 milioni di dollari bloccati nelle
banche. È Israele che blocca questo denaro, e questi soldi
sono dei palestinesi, non d'Israele! Ma dovremmo accettare
in silenzio che sia Israele a decidere che non dobbiamo
usarlo... I nostri impiegati statali, e di conseguenza le
loro famiglie, è da un anno che non ricevono lo stipendio
perchè l'occidente ha deciso “democraticamente” di
tagliare qualsiasi collaborazione con Hamas. 150.000
impiegati senza stipendio, con relative famiglie e figli
che non possono più pagare la scolarità. Ma nessuno si
chiede se questo disastro non generi più odio, più
violenza, più kamikaze...
BoccheScucite:
Ma sui nostri giornali si legge che i governi
occidentali non hanno sostenuto i governi palestinesi
perché non riconoscono esplicitamente Israele.
MONS. TWAL:
Chi è sincero sa che anche l'ultimo governo palestinese di
unità nazionale è nato sull'esplicito riconoscimento della
legalità internazionale. Questo implica naturalmente
l'accettazione degli accordi e il riconoscimento
indiretto dell'esistenza di Israele.
Ma siamo onesti:
quando ci chiederemo perché non si parla mai di
riconoscimento anche per la Palestina? Perché non dovrebbe
esserci anche in questo la reciprocità? Io non ho mai
visto neanche una piccola volontà di reciprocità da parte
di Israele. O pensate forse che Israele abbia riconosciuto
la Palestina! La pace non ci sarà mai per una sola
parte... Solo per entrambi si può ottenere la pace. O
insieme godremo della pace o non l'avremo mai.
BoccheScucite:
Ma la pace da chi dipende prima di tutto in questo
momento?
MONS. TWAL:
Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che l'ostacolo
più grande alla pace è Israele. Tanti discorsi, tanta
propaganda, tanti contatti internazionali, tante
parole...ma oggi una precisa volontà di pace da parte di
Israele proprio non c'è.
È inutile negare che
Israele cerca di evitare una reale ripresa del processo di
pace. Solo Israele, che è evidentemente il più forte, può
e deve fare un gesto decisivo verso la pace. Non lo si può
certo pretendere da chi è oppresso e sotto occupazione, da
chi è ormai agli stenti, da chi non può più pagare il
salario ai propri impiegati, da chi muore di fame. Israele
in realtà, invece di risolvere il conflitto si limita a
gestire il conflitto. Israele non perde molto dal
conflitto; ci convive discretamente. D'altra parte anche
il prezzo che paga in termini di vittime è comunque
limitato, visto che se anche al massimo in un anno muoiono
per il conflitto 10-15 israeliani innocenti, a causa degli
incidenti stradali ne muoiono 500, e quindi conviene
comunque mantenere il sistema di occupazione poichè,
nell'impunità totale, Israele ha la possibilità e il
potere assoluto di entrare in Palestina in qualsiasi
momento distruggendo, uccidendo, annettendo terra.
Nessuno, proprio nessuno al mondo ha la forza o il
coraggio di fermare Israele che si auto-concede in
qualsiasi momento il semaforo verde di occupare la
Palestina! Arriva sempre puntualmente la benedizione
dell'America per ogni atto di Israele nei Territori
Occupati... e noi siamo lì inermi a subire, a difenderci
come possiamo da questa aggressione continua.
BoccheScucite:
Lei parla con coraggio ma tanti, troppi forse,
preferiscono tacere...
MONS. TWAL:
I 27 Vescovi francesi che poche settimane fa sono venuti
in visita a Betlemme hanno irritato il Governo israeliano
solo perché vedendo coi loro occhi gli effetti disastrosi
dell'occupazione hanno aperto la bocca... Uno di loro per
esempio, il Card. Maissner, è rimasto sconvolto dal muro
dichiarando: ”neanche per gli animali si potrebbe
accettare questo muro e questa prigione!”. Tanto forti
sono state le proteste di Israele che i Vescovi sono stati
obbligati a chiedere scuse ufficiali. Ma io ho detto loro:
“Possibile che abbiate paura di dire semplicemente quello
che vedete con i vostri occhi!” E ho anche scherzato
dicendo ai Vescovi: “Non avrete mica paura per la vostra
carriera ecclesiastica!”
E se non parleremo noi
Pastori, chi parlerà? Siamo ancora liberi o temiamo
rappresaglie dei potenti?
Dopo di loro sono
arrivati i Vescovi delle Chiese protestanti tedesche e
anche a loro ho chiesto il coraggio di parlare chiaro
alla gente.
BoccheScucite:
Quali sono per esempio, le questioni che non vengono
affrontate e che sono invece decisive per la pace?
MONS. TWAL:
Due questioni urgenti che Israele dovrebbe affrontare se
volesse veramente la pace sono il problema dei profughi e
quello dei confini. Israele tutti i giorni parla del
“diritto al ritorno” degli ebrei da ogni parte del mondo
in Israele, ma si rifiuta di parlare e affrontare il
“diritto al ritorno” dei profughi palestinesi scacciati
dalla loro terra. Diciamo la verità: Israele non vuole
neanche parlarne.
Per la questione dei
confini la situazione non è meno drammatica: forse non
tutti si rendono conto che è l'unico Stato al mondo a non
aver frontiere! La comunità internazionale accetta che lo
Stato d'Israele non si sa dove inizi e dove finisca... E
così diventa “normale” che Israele entri ed esca quando
vuole nei Territori Occupati. Così, di conseguenza, i
palestinesi hanno solamente alcune città autonome da
Israele, staccate una dall'altra e senza legame
territoriale riconducibile ad un'unica realtà statuale,
isolate da una rete di check-point... Ma allora
chiediamoci: che tipo di autonomia può avere questa
“realtà”?
E basterebbe che tutti
guardassero queste mappe dell'OCHA che Pax Christi Italia
ha stampato e diffuso con una encomiabile iniziativa nel
vostro Paese, e capirebbero subito quale drammatica
situazione stiamo vivendo in Palestina... Allora fate
tutto il possibile non solo per organizzare pellegrinaggi
ma anche per informare i nostri cristiani sulla reale
situazione della Terrasanta.
BoccheScucite:
Cosa fa e cosa dovrebbe fare l'Europa e l'Occidente per
la pace?
MONS. TWAL:
Bisogna dire a voce alta quanti danni sta facendo
“l'occidente democratico” alla Palestina! Siamo realmente
ciechi. Per questo insisto che ci siano sempre più persone
a poter venire qui per vedere con i loro occhi. Si
accorgerebbero e si accorgono subito che qualcosa non
funziona...
È anche vero che
spesso vengono in visita ufficiale tanti politici da ogni
parte del mondo e come il vostro D'Alema o quattro
senatori americani che sono venuti recentemente, iniziano
quasi sempre affermando “We love Israel! Noi siamo amici
di Israele!” Ed io rispondo sempre: “Complimenti, perché
noi cristiani preferiamo sempre amare piuttosto che
odiare. Quando si ama è sempre una bella cosa... Ma è più
giusto amare tutti e due o amare solo uno dei due contro
l'altro facendo in modo che sia sempre più forte così da
schiacciare l'altro? Non ha senso amare uno contro
l'altro.
Ma se dite di amare
Israele, avete mai detto, almeno una volta, a chi amate
che sta sbagliando? (Glielo dovete dire proprio perché
l'amate!) Quando l'avete detto anche una sola volta? Forse
mentre tutto il mondo attraverso l'Onu condannava Israele
per la costruzione del muro? O forse avete preferito
addirittura mettere il veto a queste decisioni
internazionali? Chiedetevi: è forse questo il vostro amore
per Israele?
Tratto da
"BoccheScucite", quindicinale di controinformazione:
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