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Israele
può essere considerato una vera
democrazia liberale?

Hasan Afif El-Hasan, 5 giugno 2007
Le potenze
coloniali occidentali lanciarono Israele come proprio
ancoraggio nel Medio Oriente per difendere i propri
interessi nella regione con il pretesto della
creazione di un focolaio nazionale per l'ebraismo
internazionale. Si trattò di un matrimonio di
convenienza tra l'occidente coloniale e il sionismo.
Gli Ebrei sarebbero stati al sicuro dall'oppressione
dell'antisemitismo europeo vivendo come maggiorqanza
in un proprio stato; l'Europa avrebbe potuto
impiantare la sua cultura in terre arabe; ed Israele
sarebbe stata la colonia che avrebbe difeso gli
interessi economici e strategici dell'occidente.
Chiamano la loro creatura "Stato Ebraico" , la
descrivono come l'unica democrazia del Medio Oriente,
e sfidano chiunque a descriverla diversamente.
Il progetto dei sionisti ebbe un successo che andò al
di là delle aspettative grazie all'aiuto delle potenze
coloniali e all'incompetenza delle leadership arabe.
Israele è sopravvissuto tra milioni di Arabi ostili,
ed è cresciuto militarmente ed economicamente fino a
diventare una super-potenza. A dispetto della loro
sicurezza che nessuno stato arabo rappresenti una vera
minaccia al proprio progetto, i sionisti temono solo
un gruppo di propri cittadini che non hanno bisogno e
non mirano a diventare violenti, gli Arabi Israeliani.
Essi costituiscono il 20% della popolazione di Israele
ma il loro è il principale fattore di preoccupazione
nei piani demografici di lungo periodo di Israele. I
pianificatori israeliani sono preoccupati per i fatto
che il tasso di crescita naturale degli Arabi
Israeliani sia il doppio di quello della popolazione
ebraica.
Hanno ingaggiato un non democratico assalto di
controllo demografico contro la loro popolazione araba
per mantenere il carattere ebraico di Israele. Ogni
volta che un Arabo è costretto ad emigrare da Israele
o che un immigrante ebreo arriva nel paese, Israele
guadagna un punto nella guerra demografica contro la
sua popolazione araba. Per vincere la guerra dei
numeri, Israele ha varato molte leggi razziste che
aiutano la popolazione ebraica ed ostacolano la
crescita demografica, economica e culturale degli
Arabi. Gli Arabi Israeliani sono stati trattati come
cittadini di seconda classe dai tempi della fondazione
di Israele. Hanno vissuto per sessant'anni in un
regime di iniquità strutturali di natura sociale,
economica e politica.
L'odio ed il razzismo anti-arabo ha assunto nuove
dimensioni, secondo Sikkuy, una organizzazione
israeliana non partitica e senza scopo di lucro che
pubblica rapporti annuali sullo status dei cittadini
arabi di Israele. Il rapporto riesamina azioni e
decisioni del governo israeliano. Nel 2002, un disegno
di legge venne sottoposto alla Knesset per
incoraggiare l'emigrazione araba in paesi arabi.
Inoltre, nel 2002 fu approvata una legge che ribaltava
una sentenza della Corte Suprema che permetteva agli
Arabi di stabilirsi in villaggi ebraici. La quota di
bilancio pro-capite per i cittadini arabi di Israele
nel campo dell'istruzione, dell'edilizia pubblica,
dell'assistenza sanitaria, dei trasporti, del turismo,
del welfare, degli affari religiosi, dell'agricoltura
e ambiente è molto minore di quella allocata a favore
delle comunità ebraiche.
Il vice primo ministro israeliano, leader del partito
Yisrael Beiteinu, Avigdor Lieberman ha rivolto un
pubblico invito a privare i cittadini arabo israeliani
della loro cittadinanza, non perché abbiano commesso
alcun crimine ma per il solo fatto di essere arabi.
Jafar Farah, direttore del Centro Mossawa in Israele,
ha dichiarato che gli Arabi Israeliani prendono
seriamente queste minacce. Sono atterriti e si sentono
insicuri ed dissociati dalla realtà che li circonda.
Mentre gli Ebrei proveniente da tutte le parti del
mondo sono ricevuti a braccia aperte, con tutti i
diritti e i doveri della cittadinanza, gli Arabi
Israeliani vengono privati del loro diritto ad un
trattamento uguale a quello dei cittadini ebraici.
In base alla Legge del Ritorno, il governo concede la
cittadinanza e i diritti di residenza agli immigrati
ebraici e ai membri diretti della loro famiglia. Nel
2003, Israele ha toccato un nuovo livello di abuso nei
diritti civili dei suoi cittadini arabi con una legge
a loro diretta. La Knesset approvò una legge che
proibisce ai coniugi non ebrei palestinesi,
provenienti dai Territori Occupati, di cittadini di
Israele di acquisire la residenza o i diritti di
cittadinanza. E nel 2005, la legge fu emendata per
proibire che questi coniugi non ebrei sotto i 35 anni,
nel caso di uomini, e sotto i 25, nel caso di donne,
potessero ottenere permessi temporanei di soggiorno.
La Suprema Corte di Israele ha respinto i ricorsi
contro la legge e l'emendamento.
Le autorità israeliane usano la pratica
discriminatoria di confiscare terra agricola araba per
costruire insediamenti per soli Ebrei. Nel 30 Marzo
1976, i residenti arabi del villaggio di Sakhnin
fecero una dimostrazione contro l'esproprio della loro
terra per costruire un insediamento ebraico, e
l'esercito uccise sei dimostranti. Anche i luoghi
sacri ed i cimiteri dei non ebrei subiscono
discriminazioni. Il governo ha fornito protezione ai
luoghi santi solo se si tratta di siti ebraici. Verso
la fine del 2006, c'erano 135 siti designati come
luoghi santi, tutti ebraici.
Gli intellettuali occidentali e gli analisti non
sollevano mai questioni su come tali leggi possano
essere messe in vigore in una democrazia. Se queste
leggi fossero in vigore nei loro paesi avrebbero tutti
i diritti di definirle "discriminazione di stato"! I
media liberali occidentali descrivono Israele come
l'unica democrazia in Medio oriente senza preoccuparsi
di giustificare un tale assunto.
La democrazia israeliana è lungi dall'essere una
democrazia liberale. Essa è solo per gli Ebrei, e gli
Arabi non sono "liberi ed eguali", un prerequisito per
ogni democrazia liberale. Essa mette la maggioranza
ebraica in condizione di opprimere la minoranza araba,
come gruppo e come individui. La democrazia protegge
le libertà civili ed i diritti delle minoranze dalla
tirannide della maggioranza. La democrazia è un affare
da tutto o niente. Nel 1778 James Madison disse che
"la tirannide della maggioranza democratica è come
altre tirannidi che comunemente si reggono sul
terrore, dato che agisce attraverso le pubbliche
autorità" contro la minosranza. Gli Arabi Israeliani
non sentono di vivere in una democrazia.
Originale da
http://www.palestinechronicle.com/story-060507160320.htm
Tradotto dall'inglese all'italiano da
Gianluca Bifolchi, un membro di
Tlaxcala,
la rete di traduttori per la diversità lingüística.
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