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Anno II, Comunicato n. 79/1 (italiano), del 7/6/2007

 

 

Israele può essere considerato una vera

democrazia liberale?

Hasan Afif El-Hasan, 5 giugno 2007

 

Le potenze coloniali occidentali lanciarono Israele come proprio ancoraggio nel Medio Oriente per difendere i propri interessi nella regione con il pretesto della creazione di un focolaio nazionale per l'ebraismo internazionale. Si trattò di un matrimonio di convenienza tra l'occidente coloniale e il sionismo. Gli Ebrei sarebbero stati al sicuro dall'oppressione dell'antisemitismo europeo vivendo come maggiorqanza in  un proprio stato; l'Europa avrebbe potuto impiantare la sua cultura in terre arabe; ed Israele sarebbe stata la colonia che avrebbe difeso gli interessi economici e strategici dell'occidente. Chiamano la loro creatura "Stato Ebraico" , la descrivono come l'unica democrazia del Medio Oriente, e sfidano chiunque a descriverla diversamente.

Il progetto dei sionisti ebbe un successo che andò al di là delle aspettative grazie all'aiuto delle potenze coloniali e all'incompetenza delle leadership arabe. Israele è sopravvissuto tra milioni di Arabi ostili, ed è cresciuto militarmente ed economicamente fino a diventare una super-potenza. A dispetto della loro sicurezza che nessuno stato arabo rappresenti una vera minaccia al proprio progetto, i sionisti temono solo un gruppo di propri cittadini che non hanno bisogno e non mirano a diventare violenti, gli Arabi Israeliani. Essi costituiscono il 20% della popolazione di Israele ma il loro è il principale fattore di preoccupazione nei piani demografici di lungo periodo di Israele. I pianificatori israeliani sono preoccupati per i fatto che il tasso di crescita naturale degli Arabi Israeliani sia il doppio di quello della popolazione ebraica.

Hanno ingaggiato un non democratico assalto di controllo demografico contro la loro popolazione araba per mantenere il carattere ebraico di Israele. Ogni volta che un Arabo è costretto ad emigrare da Israele o che un immigrante ebreo arriva nel paese, Israele guadagna un punto nella guerra demografica contro la sua popolazione araba. Per vincere la guerra dei numeri, Israele ha varato molte leggi razziste che aiutano la popolazione ebraica ed ostacolano la crescita demografica, economica e culturale degli Arabi. Gli Arabi Israeliani sono stati trattati come cittadini di seconda classe dai tempi della fondazione di Israele. Hanno vissuto per sessant'anni in un regime di iniquità strutturali di natura sociale, economica e politica.

L'odio ed il razzismo anti-arabo ha assunto nuove dimensioni, secondo Sikkuy, una organizzazione israeliana non partitica e senza scopo di lucro che pubblica rapporti annuali sullo status dei cittadini arabi di Israele. Il rapporto riesamina azioni e decisioni del governo israeliano. Nel 2002, un disegno di legge venne sottoposto alla Knesset per incoraggiare l'emigrazione araba in paesi arabi. Inoltre, nel 2002 fu approvata una legge che ribaltava una sentenza della Corte Suprema che permetteva agli Arabi di stabilirsi in villaggi ebraici. La quota di bilancio pro-capite per i cittadini arabi di Israele nel campo dell'istruzione, dell'edilizia pubblica, dell'assistenza sanitaria, dei trasporti, del turismo, del welfare, degli affari religiosi, dell'agricoltura e ambiente è molto minore di quella allocata a favore delle comunità ebraiche.

Il vice primo ministro israeliano, leader del partito Yisrael Beiteinu, Avigdor Lieberman ha rivolto un pubblico invito a privare i cittadini arabo israeliani della loro cittadinanza, non perché abbiano commesso alcun crimine ma per il solo fatto di essere arabi. Jafar Farah, direttore del Centro Mossawa in Israele, ha dichiarato che gli Arabi Israeliani prendono seriamente queste minacce. Sono atterriti e si sentono insicuri ed dissociati dalla realtà che li circonda. Mentre gli Ebrei proveniente da tutte le parti del mondo sono ricevuti a braccia aperte, con tutti i diritti e i doveri della cittadinanza, gli Arabi Israeliani vengono privati del loro diritto ad un trattamento uguale a quello dei cittadini ebraici.

In base alla Legge del Ritorno, il governo concede la cittadinanza e i diritti di residenza agli immigrati ebraici e ai membri diretti della loro famiglia. Nel 2003, Israele ha toccato un nuovo livello di abuso nei diritti civili dei suoi cittadini arabi con una legge a loro diretta. La Knesset approvò una legge che proibisce ai coniugi non ebrei palestinesi, provenienti dai Territori Occupati, di cittadini di Israele di acquisire la residenza o i diritti di cittadinanza. E nel 2005, la legge fu emendata per proibire che questi coniugi non ebrei sotto i 35 anni, nel caso di uomini, e sotto i 25, nel caso di donne, potessero ottenere permessi temporanei di soggiorno. La Suprema Corte di Israele ha respinto i ricorsi contro la legge e l'emendamento.

Le autorità israeliane usano la pratica discriminatoria di confiscare terra agricola araba per costruire insediamenti per soli Ebrei. Nel 30 Marzo 1976, i residenti arabi del villaggio di Sakhnin fecero una dimostrazione contro l'esproprio della loro terra per costruire un insediamento ebraico, e l'esercito uccise sei dimostranti. Anche i luoghi sacri ed i cimiteri dei non ebrei subiscono discriminazioni. Il governo ha fornito protezione ai luoghi santi solo se si tratta di siti ebraici. Verso la fine del 2006, c'erano 135 siti designati come luoghi santi, tutti ebraici.

Gli intellettuali occidentali e gli analisti non sollevano mai questioni su come tali leggi possano essere messe in vigore in una democrazia. Se queste leggi fossero in vigore nei loro paesi avrebbero tutti i diritti di definirle "discriminazione di stato"! I media liberali occidentali descrivono Israele come l'unica democrazia in Medio oriente senza preoccuparsi di giustificare un tale assunto.

La democrazia israeliana è lungi dall'essere una democrazia liberale. Essa è solo per gli Ebrei, e gli Arabi non sono "liberi ed eguali", un prerequisito per ogni democrazia liberale. Essa mette la maggioranza ebraica in condizione di opprimere la minoranza araba, come gruppo e come individui. La democrazia protegge le libertà civili ed i diritti delle minoranze dalla tirannide della maggioranza. La democrazia è un affare da tutto o niente.  Nel 1778 James Madison disse che "la tirannide della maggioranza democratica è come altre tirannidi che comunemente si reggono sul terrore, dato che agisce attraverso le pubbliche autorità" contro la minosranza. Gli Arabi Israeliani non sentono di vivere in una democrazia.

Originale da http://www.palestinechronicle.com/story-060507160320.htm

Tradotto dall'inglese all'italiano da Gianluca Bifolchi, un membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità lingüística. Questo articolo è in Copyleft per ogni uso non-commerciale : è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne l'autore e la fonte.
URL di questo articolo:
http://www.tlaxcala.es/pp.asp?lg=it&reference=2934

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