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Notizie dalla Terra Santa

 

Anno II, Comunicato n. 79 (italiano), del 20/6/2007

 

 

La Terra Santa svenduta

di Filippo Fortunato Pilato

È con forte amarezza che prendo atto degli ultimi avvenimenti della Terra Santa di Palestina.
Dovete perdonare quindi il tono con il quale riporto questo breve commento, ma proprio non riesco a rimuovere quel macigno che mi sta affliggendo il cuore in questi giorni.
Come cristiano e come cattolico dovrei saper accettare con maggior senso di speranza e di fede ogni evento, anche il peggiore e più drammatico.
Evidentemente non sono il buon cristiano ed il buon cattolico che immaginavo di essere. Riesco infatti ad accettare serenamente la malattia e l'ineluttabilità personale della fine, ma non riesco ad accettare con la stessa rassegnazione la capitolazione di tutta la Terra Santa.
 
La mia vita pesa poco. Quella della Terra Santa è troppo importante per il mondo intero. Per quel mondo ingrato che se ne frega e che si sta scavando giorno per giorno la fossa con le proprie mani.
 
L'aggressione di alcuni siti cristiani nella Striscia di Gaza da parte di alcune fazioni fuori controllo è per me motivo di sincero sconforto e preoccupazione.
Un'aggressione stupida, perchè rivolta contro obiettivi sbagliati: gli amici sinceri, poche suore e volontari cattolici che lavorano per il bene dei loro figli.
Ma si può capire che l'impazzimento generale e lo stato di gran confusione che si genera in questi casi abbia messo fuori controllo alcune bande di scerebrati e delinquenti comuni.
Perchè so bene che non è nella volontà dei rappresentanti delle organizzazioni palestinesi, e nella loro base di consenso, prendersela con i cristiani di Terra Santa, che con loro hanno sofferto e soffrono per lo stato di segregazione e occupazione sionista.
 
Ad un incontro informale con un alto rappresentante della cattolicità in Palestina, ad una mia domanda su come fosse il rapporto con i dirigenti di Fatah e Hamas, mi venne dichiarato che non solo non c'erano problemi con essi, ma che i responsabili si erano resi disponibili ad intervenire direttamente e rapidamente contro eventuali molestatori della comunità cristiana residente. Ed in effetti casi come questi era da molto tempo che non se ne registravano.
Hamas, sin dai tempi dell'occupazione della Basilica della Natività in Betlemme, nel 2002, si era già dimostrata più rispettosa per la spiritualità del luogo.
A differenza di Fatah che ha usato chiostro e chiesa come fossero una latrina. Testimonianze attendibili, raccolte in loco parlando con chi c'era e ha visto.
 
Anche la lotta fratricida tra diverse organizzazioni nazionaliste palestinesi è per me motivo di sincero sconforto e preoccupazione.
La tragica situazione di disperazione ed estrema necessità da parte della popolazione araba palestinese è per me motivo di sincero sconforto e preoccupazione.
Il fatto che i pellegrinaggi in Terra Santa (cosa di cui tutti laggiù hanno estremo bisogno) subiranno un forte calo è per me motivo di sincero sconforto e preoccupazione.
Che i miei amici palestinesi dei Territori Occupati mi diano notizie poco rassicuranti è per me motivo di sincero sconforto e preoccupazione.
Che nuvole di guerra, morte, distruzione, con intensità ancor maggiore del passato siano addensate all'orizzonte, sempre più inesorabilmente vicino alle frammentate enclavi palestinesi, è per me motivo di sincero sconforto e preoccupazione.
 
Che tutta l'informazione ed i rapporti dal Medio Oriente siano manipolati ed in balia del "giornalismo accreditato" è per me motivo di sincero sconforto e preoccupazione.
Che i governanti occidentali (ma anche quelli orientali) siano schierati compatti, governanti ed opposizione, a fianco di coloro che sono stati sin'ora i carnefici del popolo palestinese, è per me motivo di sincero sconforto e preoccupazione (specie quando il popolo elettore tace ed acconsente complicemente).
Che uomini di Chiesa, di comprovata lucidità e coraggio, vedano con positiva lungimiranza il rafforzamento di Abu Mazen e dei suoi mercenari armati da Israele e USA, è pure per me motivo di sincero sconforto e preoccupazione. Anche se posso capire che la loro presa di posizione è influenzata da una previsione di maggior stabilità e pace nei Territori Occupati, West Bank, Cisgiordania. Ma sarà una pace dovuta alla capitolazione totale delle aspirazioni legittime per una Palestina libera ed indipendente, totalmente ora asservita ai progetti dell'autorità sionista.
Come capisco pure che i religiosi che vivono sul campo di battaglia debbano assumere posizioni più che prudenti per poter continuare ad essere presenti e stare al fianco della popolazione palestinese, cristiana e non.
 
Che si parli mettendo in luce solo le armi di una fazione, senza spiegare che le armi laggiù le usano tutti e ben più spregiudicatamente, specialmente le armate israelite, che come lanzichenecchi hanno messo a ferro e fuoco tutto quello che han potuto, è per me motivo di sincero sconforto e preoccupazione.

 

Ma ciò che soprattutto mi sconforta moltissimo, al di là di ogni considerazione che potremmo fare, è che la Terra Santa intera, tutta la terra di Palestina, dalla Striscia di Gaza sino al nord della Galilea, dal Mediterraneo attraverso ai deserti e sino ai monti di Giordania a sud e delle alture del Golan con l'innevato Monte Hermon a nord, tutto, sarà a breve nella totale disposizione sionista.
Gaza sarà presto rasa al suolo e nella compagine governativa della "Autorità Palestinese" di Cisgiordania, (pochi villaggi circondati da alte mura, assediati militarmente da Israele, che scorrazza-arresta-uccide a piacimento), sono e saranno messi (come pupazzetti in un teatrino) a governare personaggi compiacenti al sistema finanziario apolide.
Salam Fayyad, l'attuale primo ministro del governo palestinese, fu dirigente della Banca Mondiale dal 1987 al 1995 e visse per vent'anni negli Usa. Ricoprì il ruolo di rappresentante della International Monetary Fund.
Un falso stato palestinese, gestito da un falso stato ebraico: perchè i kazari che sono al potere, di ebraico, come codice genetico che ne possa accreditare la discendenza, ne hanno ben poco.
Ma perchè poi uno stato "ebraico", quando contemporaneamente si condannano tutti i fondamentalismi e tutti gli stati esclusivisti di matrice teocratica monolitica? Perchè la filosofia della società multietnica e multirazziale non si può applicare ad Israele?
Perchè la Gran Loggia dello Stato d'Israele ha detto di no, che non bisogna contaminarsi con gli esseri impuri, con i gentili.
 
Ma si è già detto e scritto così tanto sull'argomento, che bisogna essere solo che ciechi e sordi per non riuscire a decifrare gli eventi in corso.
Eppure ormai è evidente: tutta la Terra Santa è persa, assorbita, assimilata, fagogitata, colonizzata da forze avverse alla popolazione autoctona ivi residente, la quale ha tramandato nei secoli e nei millenni, di generazione in generazione, tradizioni secolari, millennarie.
Le voci e le prese di posizione sono tante in questo momento, e riuscire a leggere tra le righe le informazioni necessarie a svelare la verità ammetto che è obiettivamente impresa ardua.
 
Vicendevoli scambi d'accuse di tradimento tra gli uni e gli altri, oltre ai duri scontri armati tra le milizie in campo con cui ci deliziano i tiggì, non fanno che creare più confusione ancora.
Mai che ci facciano vedere però le immagini reali delle aggressioni sistematiche e giornaliere dell'esercito israelita nei Territori Occupati o nella Striscia di Gaza, o di quando ragazzini e bambine vengono legati sul cofano delle jeep durante le irruzioni nelle enclavi palestinesi da parte di Tsahal.
Dobbiamo arrangiarci a scoprire le verità scomode tramite una rete di amici e giornalisti appassionati, che rischiano la vita per trasmetterci le immagini della realtà vera, e non di quella di cui cianciano, profumatamente pagati, i "giornalisti" dei salotti buoni televisivi e sui quotidiani di successo (sovvenzionati dai cittadini per farsi raccontare un sacco di balle).
 
Mustafa Barghouthi, ex ministro dell'informazione nel governo di unità nazionale, un moderato ma pragmatico elemento di unione tra le entità palestinesi, dalla sua prigionia nelle galere israeliane, vede di buon occhio le mosse di Abbas e l'organizzazione di nuove elezioni.
 
Ma, mi chiedo io, per eleggere chi? La maggior parte dei rappresentanti votati alle scorse elezioni, consiglieri comunali, sindaci, ministri, parlamentari, se non sono stati assassinati, con tutte le loro famiglie e vicini di casa, sono stati recentemente arrestati, dagli israeliani o da Fatah. Chi dovrebbero votare ora gli elettori palestinesi, sfiduciati e traditi? Perchè loro un giudizio l'avevano già da poco espresso. Non potrebbero quindi che votare per gli unici rimasti in corsa, quelli di Fatah e Abbas, sempre se graditi a Israele e USA.
Che lezione, da due "baluardi della democrazia", come li definisce qualcuno che vede troppa TV e legge troppa immondizia quotidiana stampata.
 
Ma anche chi non abbia voglia o tempo di indagare e investigare troppo a fondo può facilmente fare poche semplici constatazioni. Osservando le alleanze strategiche, politiche e militari innanzitutto, si evince chiaramente chi sia stato a realmente tradire le aspettative di libertà e indipendenza di un popolo oppresso e decimato. Simili con simili.
E poi basta solo vedere, anche solo di sfuggita in brevi documentari televisivi (perchè il diavolo fa sempre le pentole ma mai i coperchi), il tipo di armi in uso dalle milizie. E quelle di Fatah usano fiammanti M16 di nuova generazione, con maggior potenza di fuoco, più leggeri e maneggevoli. Armi che quelli di Gaza non si potrebbero permettere e che sono a disposizione solo di potenze militari altamente tecnologizzate e ricche.
 
Povera Palestina, povera Terra Santa, che si vede sfumare del tutto le speranze di rimozione del giogo sionista.
Dobbiamo assistere invece alla giudaizzazione definitiva di Gerusalemme, città santa per i cristiani, per i musulmani e per gli ebrei.
Ma non per i giudei sionisti che la dissacrano e la violentano nel più intimo.
Non potrò mai dimenticarmi di quella guardia con la divisa di Davide che a malo modo, bruscamente e con la soddisfazione evidente di poterlo fare con autorità, mi fece uscire minacciosa dall'Edicola del Santo Sepolcro in Gerusalemme, dove mi ero da pochi secondi raccolto in preghiera sulla tomba vuota di Nostro Signore, dopo aver aspettato a lungo la disponibilità.
 
E quanto credete che durerà ancora la Spianata del Tempio, con la moschea di Qubbet-as-Sakhra, la "cupola della roccia", e quella di al-Aqsa?
Circondate dalle loro "mawazin", le arcate, alle quali secondo la tradizione del luogo verranno sospese delle bilance per pesare le anime, sono d'intralcio al progetto sionista di ricostruzione del tempio di Salomone, tappa imprescindibile nella follia dell'ideologia giudeo-sionista. 
 
Nessuna speranza di vedere restituite le terre estorte con l'inganno e la violenza da un esercito kazaro in kippa, che ha coperto i crimini compiuti in questi anni dai coloni euro-americani, i quali si sono insediati costruendo le loro villette a schiera (finanziate dal fiume di dollari dei sionisti e cristiano-sionisti americani) sui cimiteri ed i cadaveri dei contadini ed i pastori arabi di Palestina.
Scordatevi che nessun profugo possa mai più tornare nelle case e sulle terre dei propri padri e fratelli.
Tanto, quelli che non stanno uccidendo in Iraq li finiscono e sfiniscono in Libano in questi giorni.
L'ecatombe palestinese ha i giorni contati.
I Luoghi Santi con i loro abitanti, le pietre vive, diventeranno lentamente dei musei da visitare e fotografare. I cristiani statue di cera che si sciogono piano piano al sole di Samaria, di Galilea, di Giudea.
 
La pulizia etnica non si fermerà ed il numero di arabi residenti sarà probabilmente limitato e calibrato con il numero di manovalanza sottocosto di cui avrà bisogno il popolo eletto.
Solo quelli che saranno riconosciuti come "una risorsa", come definiscono alcuni politicanti nostrani i lavoratori extracomunitari. Di notte dentro i "Muri", di giorno nelle fabbriche costruite ai loro margini. Come prigionieri condannati ai lavori forzati. Con l'unico reato commesso che è quello di essere nati arabi, cristiani e musulmani.
 
La Palestina è ormai un cadavere agonizzante, e gli avvoltoi già se la stanno divorando viva.
Presto sparirà completamente la sua voce da ogni cartografia ed in un paio di generazioni sarà un ricordo buono per storiografi e telefilm.
 
Quanto sin qui espresso non vuol essere pessimismo, ma solo una constatazione dei fatti, perchè la triste realtà supera di gran lunga qualsiasi resoconto catastrofico.
 
Detto questo, anche se con il cuore lacerato per il dispiacere, ma forse anche proprio per questo, sono convinto che oggi più che mai sia necessario andare a far visita ai i nostri fratelli di Terra Santa. Mai come oggi essi hanno bisogno della nostra presenza, della nostra disponibilità.
È chiaro a tutti che l'embargo sia stato tolto (solo alla Cisgiordania) non per motivi umanitari, ma di tornaconto politico ed elettorale. I "Muri" ed i check-point restano dove sono.
Ma noi possiamo approfittarne, cavalcando la tigre, scavalcando i muri cercando di far arrivare il maggior sostegno possibile alla Terra Santa, alle famiglie amiche che producono artigianato a Betlemme e ad Hebron, a quelle che producono l'olio d'oliva, a chi tesse tessuti, ma soprattutto all'Ospedale di Betlemme che sempre necessita di tutto, medicine, pannolini, generi di prima necessità. Portando supporto a tutte quelle organizzazioni, religiose e laiche, che seriamente e disinteressatamente si stanno da anni occupando di solidarietà e carità.
Non penso sia il caso di ricordare che al primo posto, sempre presenti, con tutti i tempi ed in tutte le stagioni, ci sono i Frati Minori della Custodia di Terra Santa.
 
Altro non ci resta da fare che pregare per tutte quelle anime che tra breve saranno spazzate via come fuscelli al vento.
Alla Terra Santa rimarrà la sua santità. Quella non potranno mai rubarla, perchè è radicata nelle sue viscere.
Come quel Preziosissimo Sangue versato duemila anni or sono, che si è mescolato con le rocce e la sabbia, penetrando così a fondo da diventare parte integrante della Palestina e del Mondo intero.
"Gerusalemme, Gerusalemme..." (Mt 23, 37-39).
 
 
Filippo Fortunato Pilato

 

 

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