PALESTINA - Sparano, uccidono, massacrano
da giorni e da notti.
Khalil al-Haja, membro del consiglio legislativo
palestinese e leader di Hamas, è salvo: ma i missili
israeliani che lo avevano preso di mira nella sua casa gli
hanno ucciso la moglie e i figli.
Nella devastazione missilistica, insieme a molti edifici
pubblici e case private, è morto Sameh Firwana,
all’apparenza uno degli organizzatori dei lanci di razzi
Kassam.
Il peggio viene la notte.
Prima dell’alba, con il favore delle tenebre, mentre la
gente cade nel sonno perché sono cessati i rombi degli
elicotteri e le raffiche di mitragliatrice, accade che i
cingolati e i soldati del glorioso Tsahal occupino
villaggi e prendano gente dalle case, casa per casa.
E’ così che hanno sequestrato Nasser Addin Ash-Shaer,
ministro della Pubblica Istruzione palestinese, l’ex
ministro dei Lavori Pubblici Abdur-Rahman Zeidan, oltre a
33 deputati e sindaci eletti, politici e attivisti di
Hamas.
Abbattono le porte a calci e portano via uomini e mariti,
che spariscono nella «detenzione amministrativa», senza
accuse e senza difesa.
Giorno e notte, notte e giorno.
Da settimane.
Da mesi.
Provate a immaginarvi nei loro panni.
Ascoltate quel che scrive Hiyam Noir, che
abita lì.
«Nella striscia di Gaza sei fortunato se riesci a
strappare pochi minuti di sonno, sonno vero e profondo, di
cui hai estremo bisogno. Qui tutti soffriamo di
depressione e fatichiamo a dormire, anche i bambini si
svegliano e restano non riposati, spesso soffrono di
insonnia cronica.
Appena ti addormenti, vieni svegliato di colpo dalle
esplosioni di armi pesanti e dal cigolante, terrificante
rumore di un elicottero Apache che ha superato lo spazio
aerei e galleggia spaventoso sul tetto di casa tua. Ti
svegli di colpo e nulla è cambiato per il meglio, ogni
giorno, ogni notte, ogni mattina. Ti svegli nella stessa
vita rovinata, senza una sola illusione rimasta. Di nuovo
privato di coraggio e di forza, sfinito da tutta l’ansia e
da tutto il disgusto che sul tuo popolo impone un alieno
irrazionale, predatore, malvagio.
I sionisti israeliani stanno violando e terrorizzando ogni
minuto della tua vita. Invadono e violano anche i tuoi
sogni. Ti senti costantemente stanco, di una stanchezza
estrema, esausto e depresso, svuotato di ogni energia
mentale e fisica. Ma in ogni caso, sei programmato dalla
routine; hai esperienza, personale e di lunga durata, del
terrorismo israeliano, del suo modus agendi. Fatto
stupefacente, torni alla vita con ancor più
determinazione, senti che non ti lascerai spezzare: non
abbandonerai loro ciò che possiedi e nemmeno il tuo
autocontrollo».
Succede da notti e da giorni.
E negli ultimi giorni con più intensità e ferocia, perché
la belva ha fretta di rubare altre terre, di ridurre i
palestinesi ad una polvere di individui impazziti, così
che possa dire: non c’è più un popolo con cui trattare,
solo bestie ferite e suicide.
«Israele s’è arrogata il diritto di uccidere e
distruggere qualunque cosa, e di prender di mira ogni
palestinese, sia uomo, donna o bambino», ha detto
Mustafa Barghouti, il ministro dell’Informazione
palestinese.
«Israele ha raggiunto un grado d’arroganza senza
precedenti quando la sua armata ha annunciato che, nelle
incursioni di Gaza il sabato, ha ucciso solo tre civili
palestinesi, così sottintendendo che tre innocenti civili
non sono importanti. Almeno è l’ammissione da parte
dell’esercito israeliano che ha commesso il crimine di
uccidere civili palestinesi».
Ha chiesto, Bargouti, l’intervento della
comunità internazionale per fermare i
rapimenti, le devastazioni e le incursioni con «effetti
collaterali» in corso.
Ha detto: queste uccisioni e devastazioni possono
continuare a causa «del silenzio del mondo di fronte
ai crimini commessi dagli israeliani».
Il silenzio del mondo.
Avete taciuto di fronte ai lager nazisti.
Ci ammazzavano, e voi facevate finta di non vedere.
I tedeschi normali, alla fine, si sono giustificati: non
sapevamo, non potevamo immaginare.
Ipocriti!
Tutti complici di Hitler!
Tutti suoi volontari carnefici!
Oggi, oggi mentre voi siete vivi, la cosa si ripete.
Oggi tacete di fronte allo sterminio, intollerabilmente
prolungato, che avviene «oggi» sotto i vostri occhi, di
voi viventi in questa generazione.
Quante volte avete promesso di «vigilare»?
Quante volte avete detto «mai più»?
Quante volte avete promesso: se ritorna Hitler,
stavolta, saremo pronti e ci leveremo come un sol uomo,
fermeremo il genocidio?
Ebbene: il genocidio è in corso.
Sparano su povera gente chiusa in un lager, la
bombardano, devastano i loro tetti, galleggiano coi loro
elicotteri corazzati su un popolo che vive già in
prigionia: qualcosa che nemmeno Hitler ha mai fatto.
E’ gente che non mangia abbastanza da un anno, da quando
anche l’Europa ha imposto le sanzioni perché i
palestinesi hanno commesso la colpa collettiva di votare
Hamas.
Gente che non può raccogliere le sue arance e le sue
olive; e se le raccoglie, non può venderle per campare.
Perché il lager sionista ha questo di migliorato
rispetto al lager di Hitler: che il mantenimento è a
carico dei prigionieri.
Non è il carcere che passa la sbobba, è il popolo
detenuto che deve procurarsela a sua spese, come può.
Lo fanno apposta, per non lasciarli dormire, perché
vedano i loro figli ogni giorno più denutriti: per
renderli pazzi e poter dire: come si fa a trattare con
dei pazzi?
Non c’ nessuno con cui negoziare.
C’è gente che chiede il vostro aiuto.
Povera gente umiliata senza fine, affamata, resa
insonne.
E voi?
Voi onorate i persecutori, dite che sono loro le
vittime.
Le vittime eterne, innocenti per legge e per
definizione.
Lo fate come faceste con Hitler:
silenzio davanti alla forza, paura di fronte
all’arroganza invincibile, zitti e piegati di fronte
alla menzogna.
Peggio che sotto Hitler, perché qui dite di vivere in
libertà.
Vi giustificate: sono musulmani, dopotutto.
«Terroristi».
Non sono della nostra religione, non sono dei nostri,
non sono uomini a pieno titolo, per difendere i cui
diritti e la cui umanità valga un gesto di coraggio.
Servi e carnefici anche voi, per viltà, di quella povera
gente.
Tacete pensando, come allora: lasciamoli fare, ad un
certo punto si fermeranno.
Gli basterà quella terra altrui, si contenteranno.
Non vorranno mica conquistare il mondo intero.
Mentre voi tacete e non vedete, in Libano un intero
campo profughi è bombardato perché, dicono, c’è dentro
Fatah al-Islam, un gruppo palestinese impazzito e
collegato con Al Qaeda.
Facile creare e manipolare gruppi impazziti fra gente
che è stata fatta impazzire… ma intanto, quelli sono
solo duecento.
E Washington ha mandato al «Libano» del
collaborazionista Siniora, 280 milioni di dollari in
armamenti.
Per battere 200 pazzi?
No, non può essere.
Il progetto è più vasto.
Fare anche del Libano una polvere di individui resi
folli, sub-umani, e impiantare nel mezzo di quella
polvere residua di carne umana la grande base militare
USA.
A ridosso della Siria, la prossima vittima, il prossimo
bersaglio.
No, non si fermeranno, hanno già cominciato ad avanzare.
Già davanti a loro si aprono abissi di distruzione,
disgregazione di popoli interi, avvelenamenti di future
generazioni da uranio impoverito, disordine, omicidi,
aborti malformati.
Gli effetti del male radicale, davanti ai vostri occhi
chiusi.
Credete che si fermeranno?
Un giorno toccherà anche a voi.
Sono già qui le loro quinte colonne.
Maurizio Blondet