Avraham Burg:
'Definire Israele uno stato ebraico è la chiave
per la sua fine'.
By Ari Shavit,
Haaretz Correspondent
Avraham Burg, già
presidente della Knesset e e già direttore della
Agenzia ebraica dice
"Definire Israele
come uno stato ebraico è la chiave per la sua
fine. Uno stato ebraico è esplosivo. E’ dinamite."
In una intervista
comparsa su Haaretz Weekend Magazine (*), ha detto
che è in favore
della abrogazione della Legge del Ritorno e invita
quelli che possono a chiedere un passaporto
straniero.
Burg, che è stato
intervistato in occasione della pubblicazione del
duo libro
"Defeating Hitler"
(Sconfiggere
Hitler, ndt) ha detto "l’errore
strategico del sionismo è stato di annullare le
alternative. L’israelianità ha solo un corpo; non
ha un anima."
"Il giudaismo ha sempre
preparato alternative," dice Burg, che tre anni
dopo aver lasciato la politica israeliana è ora un
cittadino francese e un uomo d’affari di successo.
"Proprio come c’è stato
qualche cosa di stupefacente nella ebraicità
tedesca, anche in America hanno creato il
potenziale per qualche cosa di stupefacente. Hanno
creato una situazione in cui un gentile può essere
mio padre e mia madre e mio figlio e la mia
partner,” dice Burg.
Il suo libro riflette
su Israele e il sionismo, mette a confronto
Israele e Germania, critica duramente
l’impiccagione di Eichmann, riflette sul giudaismo
nell’era della globalizzazione e ricorda la casa
di suo padre.
Burg ha detto che ha
iniziato il suo libro in lutto per la perdita di
Israele. "Per lungo tempo il titolo del libro è
stato 'Hitler ha vinto”. Ma lentamente ho
scoperto il motivo per cui non tutto è andato
perduto. E ho scoperto mio padre come un
rappresentante della ebraicità tedesca che era
avanti rispetto al suo tempo. Questi due temi
hanno alimentato il libro dall’inizio alla fine."
Il 15 settembre 2003
Avraham Burg aveva scritto
“The end of
Zionism”
(La fine del
sionismo, ndt)
traduzione, editing e
note a cura di ISM-Italia, 08/06/2007