Le coscienze
vengono smosse ed eccitate solamente più oramai, se non da
palle e palloni, dall'immondizia, quella vera e
tangibile, allorchè viene a sommergere case e persone.
Stendo
un velo pietoso sull'individuazione delle responsabilità,
tanto a monte quanto a valle, di tanto degrado.
All'immondizia ideologica e spirituale ci si è oramai
assuefatti, e perciò resta solo più la "munnezza" per cui
battersi.
Tanto
è infatti radicato negli animi il putridume di coscienze
in decomposizione, che i maleodoranti miasmi fuoriescono
eclatantemente anche da quell'intellegentia accademica che
dovrebbe essere preposta ad impartire una sana educazione
a quelle giovani leve che saranno il futuro della società,
ed invece di stimolare in loro un uso consapevole ed
equilibrato della ragione, in nome di un abusato e mal
interpretato senso della stessa, danno esempio di
oscurantismo e stalinismo, ostacolando persino il Papa nel
potersi esprimere in libertà (...chissà se ad
essere invitato fossero stati il rabbino-capo Di Segni,
scienziato e primario-medico, nonchè figlio d'arte di
massoni della comunità ebraica romana, oppure qualche
esponente della nomenklatura rossa, si sarebbe inscenata
la stessa scandalosa piazzata, con sodomiti e saffiche
armati di falce e martello, travestiti da skenazi e
rabbini in kippa..., eppure pare che nei santuari del
comunismo, come anche a Gerusalemme per il "gay-pride",
abbiano avuto molte più difficoltà che dal Vaticano... ).
Un
ridotto
manipolo di matricole, allievi dei cattedranti del nulla,
con le menti infarcite di propaganda stantia e retrogada,
apprendisti costruttori di scenari orwelliani, futuri
dittatori del proletariato, ci danno già il senso dei
tempi a venire: tempi duri, tempi bui.
Atti di tale gravità ci riportano alla memoria solo le
sommosse inscenate dai framassoni contro il Papa Pio IX
durante il diciannovesimo secolo.
Quando
il futuro che avanza ci riporta indietro di
centocinquant'anni, qualche dubbio che ci si trovi di
fronte non ad un progresso, ma ad un'involuzione del
processo di crescita della società umana, è legittimo che
si manifesti.
In nome della "libertà" si negano libertà fondamentali.
Si impedisce,
e non solo in Italia ma in tutta Europa, la libera
espressione del pensiero e della ricerca storica.
Si reclama il diritto alla morte ed al suicidio, mentre si
impedisce la vita sin dal suo concepimento.
Vigliaccheria allo stato puro, tanto più ripugnante quando
viene imposta con violenza nei confronti di anziani e
deboli.
Ma questo è ancora dir poco: qui stiamo assistendo alla
sovversione totale della ragione e del buon senso,
all'inversione dei valori, dove i vizi divengono virtù e
viceversa.
"Nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la norma
del Creatore senza che la società venga drammaticamente
ferita" (Benedetto XVI)
Chi
sia
ad ispirare gli animi verso la dissoluzione è per molti
chiaro e manifesto: il mentitore ed omicida sin
dall'inizio, il mistero d'iniquità, che fa della
contraddizione la sua bandiera, riuscendo ad arruolare
nelle sue schiere di scerebrati, i più meschini, i più
vanitosi, i più egoisti, i più avidi, i più stupidi, i
meno valorosi, i meno onorevoli: gli omuncoli.
Il mondo civile è in preda alla barbarie.
Ed
alla barbarie
ci si è abituati. La si contempla tutti i giorni ed i
media ce ne danno testimonianza, ma siamo diventati
talmente insensibili, che una volta cambiato canale non ci
si pensa più.
Lo sanno
bene coloro che di questa insensibilità alla barbarie ne
sono i registi e scenografi, perchè permette loro di
muoversi indisturbati e raggiungere i fini prefissi. 
Lo sanno bene i nostri fratelli arabi di Terra Santa,
che sperimentano sulla propria pelle e nelle ferite dei
loro cuori, una barbarie che è un'ingiustizia che dura da
decenni e che si inasprisce ed accentuerà sempre più. Sino
allo sterminio totale ed al completo asservimento alla
razza eletta.
Ma prima
che il sole cali del tutto, sin che avremo la forza di
dissentire e di opporci al brutto che incalza, anche
quando, e se, tale forza non avremo più, confidiamo sempre
in Colui nel cui nome ogni ginocchio si piega, negli
inferi, in terra e nel Cielo. Lui ha già vinto.
Non
dimentichiamocelo mai: "Non praevalebunt".
Filippo Fortunato Pilato
Foto (TerraSantaLibera.org) :
ingresso alla tomba nel Santo Sepolcro