|
Ç Vuoi ricevere la nostra Newsletter con articoli, commenti, avvenimenti, aggiornamenti, appuntamenti riguardanti la Terra Santa ed il Medio Oriente? Iscriviti alla nostra Newsletter "Notizie dalla Terra Santa", semplicemente È
|
Notizie dalla Terra Santa
Anno II,
Comunicato n. 47 (italiano), del 29/3/2007
In questa edizione:
- Israele cancella la riunione con il Vaticano sull’applicazione di accordi reciproci - Lettera aperta al Segretario Generale delle Nazioni Unite
- Iraq: assassinate due suore cattoliche caldee - Pastore palestinese ucciso da coloni israeliani nei pressi di Nablus
Israele cancella la riunione con
il Vaticano sull’applicazione di accordi reciproci
Lettera aperta al Segretario Generale delle Nazioni
Unite
A Ban Ki-Moon: 40 anni di occupazione
Caro Segretario Generale,
nella
nostra veste di organizzazioni palestinesi impegnate nella
protezione e promozione dei diritti umani, accogliamo con favore
la sua decisione di visitare i Territori Occupati Palestinesi in
una fase così precoce del suo mandato di Segretario Generale delle
Nazioni Unite. Dopo 40 anni di occupazione belligerante la
situazione presente dei Territori Occupati è quella di una
sistematica violazione del diritto internazionale in materia di
diritti umani, che in molti casi raggiungono la gravità del
crimine di guerra. Questa situazione conferisce alla sua visita
un'importanza speciale.
Salutiamo
positivamente la sua dichiarata intenzione di ascoltare con le sue
orecchie dalla gente che abita nella regione i problemi e i disagi
che affrontano. A questo riguardo, la invitiamo a cogliere
l'opportunità di parlare con la società civile palestinese per
comprendere meglio in che modo l'occupazione israeliana ha gravi
ed durature ripercussioni sui diritti umani di ogni Palestinese,
ed in generale contribuisce ad una escalation del conflitto che
avrà conseguenze sulle prospettive di pace e sicurezza nell'area.
Abbiamo
fiducia che osservare di persona la situazione sul terreno
rinforzerà il suo espresso impegno per la realizzazione di "una
giusta e duratura pace in Medio Oriente, basata sulla fine
dell'occupazione del 1967 e la creazione di uno stato palestinese
indipendente che viva fianco a fianco ed in pace con Israele". In
questo contesto è di estrema importanza che ogni accordo politico
tra Israele ed i Palestinesi sia conforme ai fondamentali principi
del diritto internazionale, e particolarmente il diritto del
popolo palestinese all'autodeterminazione ed il diritto dei
rifugiati palestinesi di tornare ai luoghi d'origine. I diritti
fondamentali non devono essere ignorati in nome di espedienti
politici o falsi compromessi. Ignorare questi diritti serve solo
ad oscurare la realtà dell'occupazione israeliana, creando un
contesto in cui l'ingiustizia persiste e dove il processo verso
una pace significativa non può compiersi.
Come lei ha
compiutamente osservato, le operazioni militari israeliane le
severe restrizioni al movimento, il rifiuto di versare all'erario
palestinese le sue entrate fiscali ed il declino socio-economico
prodotto da queste misure hanno avuto come risultato una crisi
umanitaria nei Territori Occupati, esigendo un pesante pedaggio
dalla popolazione palestinese. La protratta attività
d'insediamento, particolarmente attorno a Gerusalemme Est, erode
ulteriormente la qualità della vita dei Palestinesi. A questo
riguardo, la invitiamo a ribadire l'obbligo di Israele a
rispettare i sui doveri di potenza occupante nella West Bank, a
Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza. Soprattutto, Israele
deve subito desistere da tutte le politiche e le prassi che
violano i diritti umani internazionalmente garantiti, o che
alterino il carattere fisico o la composizione demografica dei
Territori Occupati.
Finora, per
quanto concerne la costruzione del Muro di Annessione nella West
Bank, chiediamo che voi esigiate da Israele il rispetto dei suoi
obblighi legali sulla sua costruzione, come sancito nel 2004 dalla
Corte Internazionale di Giustizia rivolgendosi ai dirigenti
israeliani. In particolare, l'obbligazione d'Israele a cessare la
costruzione del Muro, lo smantellamento di quelle sezioni
costruite fino ad oggi, e il pagamento di indennizzi per i danni
prodotti dai lavori di costruzione. Considerando che il Registro
dei Danni per il Muro è un atto ufficiale sotto la vostra autorità
amministrativa, la sollecitiamo ad assicurare che il Registro, a
dispetto dei suoi limiti impliciti, sia usato per registrare i
danni nella più efficace delle maniere possibili.
E' chiaro
che senza il rispetto e l'implementazione del diritto
internazionale da parte della comunità internazionale, le
violazioni israeliane continueranno nell'impunità, come è accaduto
nei decenni. Numerose risoluzioni dell'Assemblea Generale e del
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardanti i Territori
Occupati, ed una proliferazione di commissioni speciali, sezioni e
divisioni del Segretariato, hanno avuto scarso effetto sulle
politiche israeliane ed hanno mancato di assicurare i diritti
fondamentali dei Palestinesi. Di conseguenza, invitiamo le Nazioni
Unite, come organizzazione il cui Statuto ha tra i suoi scopi
fondamentali la protezione e la promozione dei diritti umani e
delle libertà fondamentali, di intraprendere azioni decisive per
proteggere i diritti del popolo palestinese. Fare altrimenti
significa svuotare l'impegno delle Nazioni Unite verso i diritti
umani ed il primato della legge, e chiudere un occhio sulle
violazioni del diritto internazionale da parte del governo
d'Israele.
Come
Segretario Generale delle Nazioni Unite, lei agisce come portavoce
degli interessi dei popoli del mondo, in modo particolare di
quelli più vulnerabili. La sollecitiamo a fare uso della sua
visita nei Territori Occupati ed in Israele come opportunità per
difendere quei valori e l'autorità morale delle Nazioni Unite.
Considerato il lungo impegno delle Nazioni Unite sul tema della
Palestina, crediamo che sia tempo di azioni chiare ed efficaci
commisurate alle dimensioni della sfida di una pace costruita sul
rispetto del diritto internazionale. Come Segretario Generale, lei
deve usare la sua posizione senza pari per condannare chiaramente
le crescenti violazioni del diritto internazionale nei Territori
Occupati, senza riguardo per il perpetratore. Mancare in ciò
significherebbe tradire le speranze legate alla sua visita, ed
allontanare ulteriormente la fine dell'occupazione ed una giusta e
durevole soluzione del conflitto.
Rispettosamente suoi,
Al-Haq
Addameer Al-Dameer Association for Human Rights Gaza Al Mezan Center for Human Rights Badil - Resource Center for Palestinian Residency and Refugee Rights Defence for Children International - Palestine Section Ensan Center for Democracy and Human rights Jerusalem Center for Legal Aid and Human Rights Palestinian Independent Commission for Citizens' Rights Palestinian Centre for Human Rights Women's Center for Legal Aid and Counselling Ramallah Center for Human Rights Studies
(Traduzione di Gianluca Bifochi)
Iraq: assassinate due suore
cattoliche caldee Situazione dei prigionieri palestinesi. 27-03-2007 West Bank
Durante i mesi della prima Intifada, i detenuti erano stati sottoposti a numerose molestie da parte dei più grandi, prigionieri criminali: venivano aggrediti, derubati e provocati sessualmente sotto gli orecchi e gli sguardi dell’amministrazione carceraria.
In questo carcere le condizioni sanitarie sono trascurate: i detenuti, per esempio, si estraggono i denti da soli e molto spesso si trovano in situazioni critiche, colpiti da malattie che non vengono curate. Soffrono la fame continuamente a causa della carenza di cibo e per supplire la mancanza, pongono il pane in contenitori pieni di thé nel tentativo di aumentarne la massa necessaria e di vincere così la fame.
Le forze di polizia irrompono nelle stanze dei carcerati anche per futili motivi sempre con l’obiettivo di provocarli e di umiliarli, giocando con i loro effetti personali, mischiando i viveri di alcuni detenuti con quelli di altri, sporcando ovunque.
L’Istituto di statistica ha pubblicato un nuovo rapporto.
Il rapporto del ministero degli affari dei detenuti ha prodotto un rapporto che spiega come il governo israeliano, fin dalla sua occupazione dei territori palestinesi nel 1948, ha arrestato all’incirca 800 mila civili, cioè un quarto dei cittadini dei territori palestinesi. Si tratta della più grande percentuale al mondo di arrestati.
Donna palestinese attaccata da un pastore tedesco dell'esercito israeliano FOTO e VIDEO: http://www.uruknet.info/?p=m31636&hd=&size=1&l=e 17enne studente palestinese picchiato ad un check point dai militari israeliani VIDEO: http://tv.repubblica.it/multimedia/mondo/620556?p=1 Pastore palestinese ucciso da coloni israeliani nei pressi di Nablus 26-03-2007 Nablus Questa mattina è stato ritrovato il cadavere di un pastore palestinese, Mohammad Hamdan Ibrahim Bani Jaber, 51 anni, di Aqraba, a est di Nablus. L’uomo è stato fucilato dai coloni vicino alla colonia Itmar. Una fonte all’interno del comune di Aqraba ha raccontato che gli animali del pastore assassinato erano stati ritrovati ieri sera nella cittadina, senza il loro padrone. Questo ha insospettito gli abitanti, che si sono messi a cercare l’uomo. Il corpo è stato trovato vicino al recinto della colonia Itmar. Le forze di occupazione hanno circondato l’area impedendo ai palestinesi di esaminare la salma. Jawdat Bani Jaber, capo del comune di Aqraba, ha affermato che il pastore stava pascolando lontano dal posto in cui è stata rinvenuta la salma: “Il cadavere riportava ferite alla testa e nel corpo. Ciò ci fa pensare che sia stato rapito e che abbia opposto resistenza ai rapitori, che sono stati costretti a ucciderlo”. Ha aggiunto che il cittadino assassinato era padre di cinque figli, ed era uno dei tanti pastori della zona. L’area è di proprietà comunale.
Un
cittadino ha raccontato che in passato, nella stessa zona, si sono
verificate altre aggressioni da parte dei coloni che hanno rubato
il bestiame ai pastori palestinesi.
Torna ai Comunicati gia' pubblicati
|