HOME PAGE  (italiano)

HOME  PAGE  (english)


NEWSLETTER ARCHIVIO

Issued Newsletters


 Diario di un Pellegrino

A Pilgrim's Diary


Mercatino di Supporto

Palestinian Christian Handicrafts


 

ISCRIZIONE NEWSLETTER

 

Ç

CLICCA  QUI

Vuoi ricevere la nostra

Newsletter con articoli, commenti,  avvenimenti, aggiornamenti, appuntamenti riguardanti la Terra Santa ed il Medio Oriente?

Iscriviti alla nostra Newsletter "Notizie dalla Terra Santa",

semplicemente

CLICCA  QUI

È

 

ISCRIZIONE NEWSLETTER

 


 

 

Notizie dalla Terra Santa
Anno II, Comunicato n. 47 (italiano), del 29/3/2007
 

In questa edizione:
 

- Israele cancella la riunione con il Vaticano sull’applicazione di accordi reciproci

- Lettera aperta al Segretario Generale delle Nazioni Unite

- Iraq: assassinate due suore cattoliche caldee
- Situazione dei prigionieri palestinesi.

- Pastore palestinese ucciso da coloni israeliani nei pressi di Nablus

 


Israele cancella la riunione con il Vaticano sull’applicazione di accordi reciproci
La Chiesa non ha garanzie giuridiche e fiscali

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 28 marzo 2007 (ZENIT.org).- La delegazione del Governo di Israele che doveva partecipare in Vaticano a riunioni con la Santa Sede sull’applicazione degli accordi reciproci ha cancellato la sua presenza a causa della situazione politica internazionale.

La Sala Stampa del Vaticano ha risposto con un comunicato ufficiale in cui si dimostra comprensione di fronte alle motivazioni addotte per la cancellazione della riunione plenaria della Commissione Bilaterale Permanente di Lavoro tra la Santa Sede e lo Stato d’Israele, prevista per domani, 29 marzo 2007, ma chiede a Israele di concordare quanto prima un nuovo incontro.

Nella riunione, i rappresentanti di Israele e della Santa Sede dovevano affrontare questioni relative ai negoziati di cui all’articolo 10 § 2 a) del Fundamental Agreement (firmato il 30 dicembre 1993 ed entrato in vigore il 10 marzo 1994).

L’incontro doveva cercare di concludere le trattative iniziate l'11 marzo 1999. L'ultimo incontro dei negoziatori a questo livello si è tenuto 5 anni fa. Da allora i negoziati sono continuati, seppur sporadicamente, a "livello di lavoro".

Secondo il Vaticano, il 26 marzo “la Delegazione israeliana ha comunicato l’impossibilità di partecipare alla riunione a causa di contingenze politiche internazionali”.

“La Santa Sede, pur comprendendone le ragioni, ha preso atto con rammarico della circostanza e attende di poter concordare al più presto con la Parte israeliana la nuova data della convocazione della Plenaria”, ha spiegato il comunicato.

I negoziati cercano di raggiungere un accordo su tutte le questioni di tasse e proprietà attualmente pendenti, per dare alla Chiesa in Israele sicurezza giuridica e fiscale che le permettano di realizzare la sua missione.

Quando la Santa Sede ha stabilito relazioni diplomatiche con lo Stato di Israele nel 1993, Giovanni Paolo II ha optato per proporre un Fundamental Agreement e negoziare in seguito tali questioni in dettaglio per dimostrare la sua fiducia nei confronti delle autorità israeliane.
ZI07032811
 


Lettera aperta al Segretario Generale delle Nazioni Unite
A Ban Ki-Moon: 40 anni di occupazione
 
Caro Segretario Generale,
 
nella nostra veste di organizzazioni palestinesi impegnate nella protezione e promozione dei diritti umani, accogliamo con favore la sua decisione di visitare i Territori Occupati Palestinesi in una fase così precoce del suo mandato di Segretario Generale delle Nazioni Unite. Dopo 40 anni di occupazione belligerante la situazione presente dei Territori Occupati è quella di una sistematica violazione del diritto internazionale in materia di diritti umani, che in molti casi raggiungono la gravità del crimine di guerra. Questa situazione conferisce alla sua visita un'importanza speciale.
 
Salutiamo positivamente la sua dichiarata intenzione di ascoltare con le sue orecchie dalla gente che abita nella regione i problemi e i disagi che affrontano. A questo riguardo, la invitiamo a cogliere l'opportunità di parlare con la società civile palestinese per comprendere meglio in che modo l'occupazione israeliana ha gravi ed durature ripercussioni sui diritti umani di ogni Palestinese, ed in generale contribuisce ad una escalation del conflitto che avrà conseguenze sulle prospettive di pace e sicurezza nell'area.
 
Abbiamo fiducia che osservare di persona la situazione sul terreno rinforzerà il suo espresso impegno per la realizzazione di "una giusta e duratura pace in Medio Oriente, basata sulla fine dell'occupazione del 1967 e la creazione di uno stato palestinese indipendente che viva fianco a fianco ed in pace con Israele". In questo contesto è di estrema importanza che ogni accordo politico tra Israele ed i Palestinesi sia conforme ai fondamentali principi del diritto internazionale, e particolarmente il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione ed il diritto dei rifugiati palestinesi di tornare ai luoghi d'origine. I diritti fondamentali non devono essere ignorati in nome di espedienti politici o falsi compromessi. Ignorare questi diritti serve solo ad oscurare la realtà dell'occupazione israeliana, creando un contesto in cui l'ingiustizia persiste e dove il processo verso una pace significativa non può compiersi.
 
Come lei ha compiutamente osservato, le operazioni militari israeliane le severe restrizioni al movimento, il rifiuto di versare all'erario palestinese le sue entrate fiscali ed il declino socio-economico prodotto da queste misure hanno avuto come risultato una crisi umanitaria nei Territori Occupati, esigendo un pesante pedaggio dalla popolazione palestinese. La protratta attività d'insediamento, particolarmente attorno a Gerusalemme Est, erode ulteriormente la qualità della vita dei Palestinesi. A questo riguardo, la invitiamo a ribadire l'obbligo di Israele a rispettare i sui doveri di potenza occupante nella West Bank, a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza. Soprattutto, Israele deve subito desistere da tutte le politiche e le prassi che violano i diritti umani internazionalmente garantiti, o che alterino il carattere fisico o la composizione demografica dei Territori Occupati.
 
Finora, per quanto concerne la costruzione del Muro di Annessione nella West Bank, chiediamo che voi esigiate da Israele il rispetto dei suoi obblighi legali sulla sua costruzione, come sancito nel 2004 dalla Corte Internazionale di Giustizia rivolgendosi ai dirigenti israeliani. In particolare, l'obbligazione d'Israele a cessare la costruzione del Muro, lo smantellamento di quelle sezioni costruite fino ad oggi, e il pagamento di indennizzi per i danni prodotti dai lavori di costruzione. Considerando che il Registro dei Danni per il Muro è un atto ufficiale sotto la vostra autorità amministrativa, la sollecitiamo ad assicurare che il Registro, a dispetto dei suoi limiti impliciti, sia usato per registrare i danni nella più efficace delle maniere possibili.
 
E' chiaro che senza il rispetto e l'implementazione del diritto internazionale da parte della comunità internazionale, le violazioni israeliane continueranno nell'impunità, come è accaduto nei decenni. Numerose risoluzioni dell'Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardanti i Territori Occupati, ed una proliferazione di commissioni speciali, sezioni e divisioni del Segretariato, hanno avuto scarso effetto sulle politiche israeliane ed hanno mancato di assicurare i diritti fondamentali dei Palestinesi. Di conseguenza, invitiamo le Nazioni Unite, come organizzazione il cui Statuto ha tra i suoi scopi fondamentali la protezione e la promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, di intraprendere azioni decisive per proteggere i diritti del popolo palestinese. Fare altrimenti significa svuotare l'impegno delle Nazioni Unite verso i diritti umani ed il primato della legge, e chiudere un occhio sulle violazioni del diritto internazionale da parte del governo d'Israele.
 
Come Segretario Generale delle Nazioni Unite, lei agisce come portavoce degli interessi dei popoli del mondo, in modo particolare di quelli più vulnerabili. La sollecitiamo a fare uso della sua visita nei Territori Occupati ed in Israele come opportunità per difendere quei valori e l'autorità morale delle Nazioni Unite. Considerato il lungo impegno delle Nazioni Unite sul tema della Palestina, crediamo che sia tempo di azioni chiare ed efficaci commisurate alle dimensioni della sfida di una pace costruita sul rispetto del diritto internazionale. Come Segretario Generale, lei deve usare la sua posizione senza pari per condannare chiaramente le crescenti violazioni del diritto internazionale nei Territori Occupati, senza riguardo per il perpetratore. Mancare in ciò significherebbe tradire le speranze legate alla sua visita, ed allontanare ulteriormente la fine dell'occupazione ed una giusta e durevole soluzione del conflitto.
 
Rispettosamente suoi,  
 
 
 
(Traduzione di Gianluca Bifochi)


Iraq: assassinate due suore cattoliche caldee

BAGHDAD, mercoledì, 28 marzo 2007 (ZENIT.org).- Due suore cattoliche caldee di età avanzata sono state uccise a pugnalate lunedì sera nella loro casa di Kirkuk, nel nord dell’Iraq, secondo quanto reso noto dalla polizia, che sta investigando sulle ragioni dell’attacco.

Il tenente Marewan Salih della polizia di Kirkuk ha spiegato che le religiose, suor Fawzeiyah Naoum, di 85 anni, e sua sorella Margaret, di 79, sono state colpite con numerose pugnalate da due intrusi entrati nella loro casa, situata vicino alla cattedrale di Kirkuk.

Le religiose vivevano sole, secondo Salih, il quale ha spiegato che non sono stati trovati segni indicanti il furto come movente.

Margaret Naoum è stata pugnalata sette volte nel giardino dell’abitazione, all’interno della quale è stato ritrovato, adagiato su un divano, il corpo di Fawzeiyah Naoum, recante tre ferite di pugnale.

La Chiesa caldea è una delle Chiese orientali cattoliche autonome in piena comunione con la Chiesa cattolica apostolica romana. Nella sua liturgia conserva l’aramaico, la lingua che parlata da Gesù.

Il suo Patriarca, Sua Beatitudine Emmanuel III Karim-Delly, risiede a Baghdad e ha seguaci soprattutto in Siria, Turchia, Iran e Iraq.
ZI07032812



Situazione dei prigionieri palestinesi.

27-03-2007 West Bank

(InfoPal) In carcere, i prigionieri minorenni sono soggetti a ogni tipo di punizione possibile.

Durante i mesi della prima Intifada, i detenuti erano stati sottoposti a numerose molestie da parte dei più grandi, prigionieri criminali: venivano aggrediti, derubati e provocati sessualmente sotto gli orecchi e gli sguardi dell’amministrazione carceraria. 

 

In questo carcere le condizioni sanitarie sono trascurate: i detenuti, per esempio, si estraggono i denti da soli e molto spesso si trovano in situazioni critiche, colpiti da malattie che non vengono curate. Soffrono la fame continuamente a causa della carenza di cibo e per supplire la mancanza, pongono il pane in contenitori pieni di thé nel tentativo di aumentarne la massa necessaria e di vincere così la fame. 

 

Le forze di polizia irrompono nelle stanze dei carcerati anche per futili motivi sempre con l’obiettivo di provocarli e di umiliarli, giocando con i loro effetti personali, mischiando i viveri di alcuni detenuti con quelli di altri, sporcando ovunque.

 

 L’Istituto di statistica ha pubblicato un nuovo rapporto. 

 

Il rapporto del ministero degli affari dei detenuti ha prodotto un rapporto che spiega come il governo israeliano, fin dalla sua occupazione dei territori palestinesi nel 1948, ha arrestato all’incirca 800 mila civili, cioè un quarto dei cittadini dei territori palestinesi.

Si tratta della più grande percentuale al mondo di arrestati.

 

Donna palestinese attaccata da un pastore tedesco dell'esercito israeliano
FOTO e VIDEO:
http://www.uruknet.info/?p=m31636&hd=&size=1&l=e

17enne studente palestinese picchiato ad un check point dai militari israeliani
VIDEO:

http://tv.repubblica.it/multimedia/mondo/620556?p=1

 

Pastore palestinese ucciso da coloni israeliani nei pressi di Nablus

26-03-2007 Nablus

Questa mattina è stato ritrovato il cadavere di un pastore palestinese, Mohammad Hamdan Ibrahim Bani Jaber, 51 anni, di Aqraba, a est di Nablus. L’uomo è stato fucilato dai coloni vicino alla colonia Itmar.

Una fonte all’interno del comune di Aqraba ha raccontato che gli animali del pastore assassinato erano stati ritrovati ieri sera nella cittadina, senza il loro padrone. Questo ha insospettito gli abitanti, che si sono messi a cercare l’uomo.

Il corpo è stato trovato vicino al recinto della colonia Itmar. Le forze di occupazione hanno circondato l’area impedendo ai palestinesi di esaminare la salma.

Jawdat Bani Jaber, capo del comune di Aqraba, ha affermato che il pastore stava pascolando lontano dal posto in cui è stata rinvenuta la salma: “Il cadavere riportava ferite alla testa e nel corpo. Ciò ci fa pensare che sia stato rapito e che abbia opposto resistenza ai rapitori, che sono stati costretti a ucciderlo”.

Ha aggiunto che il cittadino assassinato era padre di cinque figli, ed era uno dei tanti pastori della zona.

L’area è di proprietà comunale.

Un cittadino ha raccontato che in passato, nella stessa zona, si sono verificate altre aggressioni da parte dei coloni che hanno rubato il bestiame ai pastori palestinesi.
 

 


 

Torna ai Comunicati gia' pubblicati