|
Benedetto XVI: attaccare i cristiani è attaccare tutto il
popolo iracheno
Messaggio di solidarietà dopo l'ondata di attentati contro
chiese e monasteri
CITTA'
DEL VATICANO, giovedì, 10 gennaio 2008 (ZENIT.org).-
Benedetto XVI ha inviato un messaggio di solidarietà dopo
aver ricevuto le notizie della nuova ondata di attentati
contro chiese e monasteri dell'Iraq e ha constatato che
attaccare i cristiani vuol dire attaccare tutto il popolo
iracheno.
"Profondamente turbato nell'apprendere degli attacchi a
obiettivi cristiani a Baghdad, Mosul e Kirkuk", verificatisi
il 6 e il 9 gennaio, il Santo Padre esprime in un telegramma
"la propria vicinanza spirituale ai feriti e alle loro
famiglie".
Il messaggio è stato inviato a nome del Papa dal Cardinale
Tarcisio Bertone, segretario di Stato, al Cardinale Emmanuel
III Delly, patriarca di Babilonia dei Caldei.
Rivolgendosi al patriarca, che è anche presidente
dell'Assemblea dei Vescovi cattolici dell'Iraq, e agli
Arcivescovi delle città interessate, il Vescovo di Roma
"offre assicurazioni fraterne di preghiera mentre cercate di
offrire speranza e forza al vostro popolo".
Il Pontefice, inoltre, chiede a Sua Beatitudine Emmanuel III
Delly "di trasmettere la sua sentita solidarietà ai
superiori delle comunità religiose colpite da questi
attacchi e di rinnovare i suoi sentimenti di sincera
solidarietà a tutti i membri delle comunità cristiane in
Iraq, cattolici e non".
"Consapevole del fatto che questi attacchi sono rivolti
anche contro tutto il popolo iracheno - constata -, Sua
Santità si rivolge ai responsabili affinché rinuncino alle
violenze che hanno causato così tanta sofferenza alla
popolazione civile e incoraggia quanti hanno autorità a
rinnovare gli sforzi volti a una negoziazione pacifica tesa
a una risoluzione giusta delle difficoltà del Paese e
rispettosa dei diritti di tutti".
Il telegramma si chiude assicurando le preghiere del Papa
"per un ritorno alla coesistenza pacifica dei diversi gruppi
che costituiscono la popolazione di questo amato Paese".
Martedì a Kirkuk un'autobomba è esplosa accanto alla chiesa
siriaca-ortodossa di Sant'Efraim, danneggiandone un muro
laterale; un'altra vettura carica di esplosivo è deflagrata,
poco dopo, di fronte alla cattedrale caldea del Cuore di
Gesù, distruggendone parte della facciata.
Domenica scorsa vi erano stati altri attacchi dinamitardi
contro chiese e istituzioni cristiane a Baghdad e a Mosul.
Gli obiettivi colpiti sono stati, nella capitale, la chiesa
caldea di san Giorgio, nel quartiere Ghadir; una chiesa
greco-melchita e il convento delle suore caldee a
Zaafraniya.
A Mosul le autobombe hanno preso di mira la chiesa caldea di
San Paolo, l'entrata dell'orfanotrofio gestito dalle suore
caldee ad Alnoor e il convento delle suore dominicane ad
Aljadida.
"L'Osservatore Romano", quotidiano della Santa Sede, informa
nell'edizione di venerdì che le morti avvenute a causa delle
violenze dall'inizio dell'intervento armato sono più
numerose di quelle finora stimate: fra il marzo del 2003 al
giugno del 2006 in Iraq sono infatti morte 151.000 persone.
I dati, raccolti dal Governo iracheno e dall'Organizzazione
mondiale della sanità (OMS), sono stati pubblicati ieri
nell'edizione on line della rivista New England
Journal of Medicine.
|