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Notizie dalla Terra Santa
Anno II, Comunicato n. 35 (italiano), del 8/3/2007
 

 
Un'occhiata all'archeologia può aiutare.
Sottoponiamo la visione delle notizie che ci vengono fornite dallo Studium Bibiblicum Franciscanum di Gerusalemme, provenienti da varie fonti.
Prossimamente riprenderemo la pubblicazione di notizie di spiritualità e religione, cronaca politica e militare, analisi e commenti, proposti da autori impegnati su differenti fronti e appartenenti a diverse confessioni ed etnie, con un'unico comune denominatore: la Terra Santa.
 

 


A Gerusalemme ogni pietra ha un suo valore (politico)

 

 

SBF Taccuino
Nella mai sopita contesa per il possesso della Terra Santa anche le singole pietre sono usate come argomenti se non come armi politiche.
Al centro della tensione che si vive in questi giorni a Gerusalemme c’è l’immensa e solida piattaforma costruita da Erode, per gli ebrei ‘Spianata del Tempio’, per i musulmani ‘Haram al-Sharif’, il Nobile Santuario. Le ragioni dei periodici attriti tra le due parti, che talvolta degenerano anche in aperti scontri, affondano le loro radici nella storia, nella religione e nella politica.

La storia
Furono i babilonesi a distruggere il Primo Tempio costruito da Salomone. Sullo stesso sito Erode il Grande fece ingrandire il Secondo Tempio. Qui la tradizione ambienta la storia del sacrificio d’Isacco e proprio qui gli ebrei della diaspora si ripromettevano di tornare. Oggi pregano presso il Muro Occidentale, che è il luogo più vicino alla Spianata del Tempio, e la gran parte di loro aspetta che sia Dio a ricostruire il Tempio in futuro.
I cristiani vi ricordano l’episodio di Gesù nel Tempio, quando rovesciò le tavole dei cambiavalute. Per i romani rappresentava il centro della ribellione giudaica e nel 70 d.C. Tito diede ordine di distruggerlo. Negli stessi anni veniva posto l’assedio a Masada presa nel 73. Nel periodo bizantino l’area sacra fu trascurata al punto da diventare una discarica, anche perché i cristiani nutrivano un maggiore interesse per il luogo della crocifissione di Gesù che per il sito del Tempio.
Gerusalemme fu conquistata nel 638 dall’esercito musulmano di Omar. In seguito sull’area sacra furono costruite la Cupola della Roccia e poi la moschea al-Aqsa. Qui la tradizione musulmana vuole che Mohammad ascese al cielo sul suo cavallo di notte per ricevere i comandamenti da Dio. Al-Aqsa che significa ‘la più lontana’, indica il posto più lontano dalla Mecca dove Mohammad si sia recato. Dopo la Mecca e Medina è il luogo islamico più santo.

La politica
Dopo aver preso Gerusalemme nel 1967, sotto la guida di Moshe Dayan, gli israeliani decisero insieme al Waqf (l’autorità religiosa musulmana) di lasciare al Waqf stesso il diritto di amministrare la Spianata, riservandosi il diritto di garantire il controllo della sicurezza. Oggi l’autorità israeliana esercita questo diritto in alcune circostanze servendosi della Porta dei Mograbini (Marocchini). Ed è proprio questa porta che si trova al centro della controversia. La porta sta in alto, sopra il Muro del Pianto, e si può raggiungerla solo con una rampa. La rampa precedente, seriamente danneggiata tre anni addietro in una tempesta di neve, ha bisogno di essere sostituita.

L’Osservatore
Padre Jerome Murphy-O’Connor, professore all’Ecole Biblique, dice che i lavori sono “di routine”. Autore dell’affermata guida “The Holy Land”, realizzata per conto dell’Università di Oxford, ritiene necessario l’intervento programmato dalle autorità israeliane a motivo dei danni subiti dalla rampa. Gli accordi, ricorda, considerano il sito come ebraico. Le preoccupazioni diffuse da più parti circa il pericolo di un indebolimento delle fondamenta della al-Aqsa a causa dei lavori non rispecchiano la realtà, dal momento che la moschea poggia sulle grandi pietre del tempo d’Erode.
In sostanza il problema è la minaccia sentita dai Palestinesi alla loro identità musulmana. Contestano, e insieme a loro il mondo musulmano in generale, qualsiasi intervento israeliano sul Haram. A rendere ancora più delicata la situazione è il fatto che gli israeliani, di tutte le porte di accesso alla Spianata, posseggono soltanto quella della Porta dei Mograbini, come stabilito dagli accordi del 1967 tra il Generale Dayan e il Waqf.

Gli scavi Israeliani
Da parte israeliana, in verità, non sono mancate polemiche nei confronti del Waqf, accusato di avere eliminato qualsiasi evidenza giudaica dalla Spianata. Soprattutto dopo 1967, lo stesso Dayan, archeologo amateur e noto per essere un incettatore illegale di antichità, cercò di trovare indizi e prove archeologiche per sostenere il diritto degli ebrei di prendere possesso del luogo.
Padre Murphy-O’Connor considera oramai chiusa da tempo la stagione in cui si scavava per “Dio e la patria” e aggiunge che la generazione attuale di archeologi israeliani è aliena dalla passata impostazione. Resta il fatto, però, che a Gerusalemme non si può solo “scavare”, perché qui ogni pietra ha un suo valore.

Adattamento: R.P.

Fonte: Paul Reynolds BBC NEWS



 

Una strada collegava la Piscina di Siloe con il Tempio

SBF Taccuino

 

Si deve agli archeologi Bliss e Dickey la scoperta, alla fine del diciannovesimo secolo, di un breve tratto di strada all’interno della città di Davide. La strada saliva da sud verso nord in direzione del Tempio.
Molti anni più tardi, nel 1963, l’archeologa Kathleen Kenyon trovò un altro pezzo di strada leggermente più vicino al Monte del Tempio.
Quando, qualche anno fa, gli archeologi dell’Israel Antiquities Authority (IAA) ne rinvennero un’altra sezione, credettero di aver risolto l’enigma e di poter disegnare sommariamente il tracciato della strada principale attraverso cui folle di pellegrini dell’epoca del Secondo Tempio salirono al Tempio dopo l’immersione nella piscina di Siloe.
Ma a conti fatti si sbagliavano: si trattava di una strada secondaria. La strada che gli archeologi Ronny Reich e Eli Shukron della IAA hanno di recente trovato è molto più grande, larga e più centrale, ed è parallela a quella scoperta da Bliss e Dickey. Reich crede che a una certa altezza più a nord le due strade si incrocino.
Gli scavi della Città di Davide sono sovvenzionati dalla Elad Association, che acquista abitazioni nell’area della Città di Davide per affidarle ad ebrei. I lavori godono del sostegno del governo e dei finanziamenti del Ministero del Turismo.
Nell’operazione sono coinvolte la Israel Nature and Parks Protection Authority e l’amministrazione comunale di Gerusalemme.
Dei circa venti lavoratori impiegati nello scavo la maggior parte proviene dal vicino villaggio di Siloe, il quartiere arabo dove si trova la Città di Davide.
Non lontano, a un punto più basso, l’Israel Antiquities Authority ha continuato lo scavo della Piscina di Siloe, che si sta rivelando più grande di quanto si pensava in un primo momento.
I lavori sono stati fermati per il momento, fino alla ripresa dei colloqui con una delle chiese (la Greco-Ortodossa) cui appartiene l’area dove si sviluppa il resto della piscina.

Fonte: Nadav Shragai, Haaretz

Aggiornamento della situazione

Lo scavo, a tunnel, ha proceduto per più di un mese, sembra, senza autorizzazione esplicita rilasciata dalla IAA (Israel Antiquities Authority) e in assenza anche di uno specifico piano di sviluppo turistico della zona nell’ambito della INNPPA (Israel Nature and National Parks Protection Authority). In seguito ad una “ispezione comprensiva” delle autorità si è arrivati comunque alla decisione di permettere la continuazione dello scavo di un tunnel esploratorio fino ad una lunghezza di 50-100 metri.
Bisogna dire che questa è un’area estremamente delicata politicamente a causa della vicinanza con i luoghi santi musulmani. Inoltre la maggior parte del sito è abitata da arabi palestinesi, né sono stati fatti passi finora per ottenere il loro permesso per scavare nella (o al di sotto della) loro proprietà, come sarebbe duvuto.

Fonte: Meron Rapoport, Haaretz

Adattamento: R.P. e E.A.

Altre foto: Biblical Archaeology Society (Hershel Shanks)



 

 

SBF Taccuino
Un’immenso balzo roccioso venuto alla luce di fronte al Monte del Tempio di Gerusalemme può contribuire a spiegare perchè i Romani impiegarono così tanto tempo per conquistare, circa duemila anni fa, quello che oggi è conosciuto come ‘quartiere ebraico’.
Il dislivello è stato messo in evidenza nel corso di uno scavo condotto nell’area del bordo occidentale della piazza antistante il Muro del Pianto, rappresenta una delle tante e importanti scoperte che includono resti di una strada colonnata chiamata Cardo orientale, risalente al periodo romano-bizantino. Nella stessa area sono stati rinvenuti ancora una sezione dell’aquedotto inferiore che portava l’acqua dalle piscine di Salomone (la “fonte di Etham”, presso Betlemme) fino al Monte del Tempio, un mikve (bagno rituale) ebraico ricavato nella roccia e intonacato dell’epoca del Secondo Tempio.
Condotto, a motivo di piani di costruzione, in un’area che non era mai stata scavata in precedenza, lo scavo ha permesso di verificare l’altezza - di oltre 10 metri - di un considerevole banco roccioso situato tra la città alta e l’area del Monte del Tempio. Tra i ritrovamenti, ad opinione della direttrice del cantiere, Shlomit Wexler-Bedolah, questo “è il più imponente”.
L’archeologa sostiene che l’altezza del balzo potrebbe aiutare a capire le ragioni della lentezza della conquista romana: l’esercito romano impiegò un intero mese dai giorni in cui distrusse il Tempio, il nono giorno del mese di Av [agosto del 70 d.C.], per riuscire a prendere l’area occupata dagli attuali quartieri armeno e ebraico il decimo giorno del mese successivo. Questo enigmatico ritardo si potrebbe spiegare proprio con l’esistenza di questo ostacolo naturale.

Fonte: Etgar Lefkovits, Jerusalem Post

“Frattanto Cesare [= Tito], essendo impossibile senza ricorrere ai terrapieni conquistare la Città Alta circondata qual era da dirupi, distribuì le truppe ai lavori il venti del mese di Loos [agosto]. Difficile però era il trasporto del legname, perché - come già dissi - tutti i dintorni della città erano stati spogliati fino alla distanza di cento stadi per i terrapieni precedenti. I lavori pertanto delle quattro legioni sorsero al lato occidentale della città, dirimpetto all’aula regia [palazzo di Erode]; invece, il corpo degli ausiliari e il resto della moltitudine alzò gli argini [sul fronte orientale] dalla parte del Xisto, del ponte e della torre di Simone.”
(Giuseppe Flavio, Guerra giudaica, VI,8,1 - §§ 374-377)

 

Adattamento: R.P. e E.A.

 

Illustrazione: L’area tra il Monte del Tempio e la Città Alta

 

 

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