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Anno III, Comunicato n.  , del   2008

 

 

TEMPUS FUGIT...

...ED INTANTO I CRIMINI DI GUERRA CONTINUANO, INDISTURBATI...

 

>>> Per leggere delle ultime barbarie sioniste cliccate qui <<<

 

 

Israele sta portando a compimento il più cinico e brutale ladrocinio e genocidio dei nostri tempi: sfacciatamente sotto gli occhi di tutti.

 

 

L’opera di pulizia etnica perpetrata ai danni della popolazione araba di Terra Santa è la più duratura nel tempo (da oltre 60 anni ormai).

 

Chi non vuole arrendersi, non acconsentendo di continuare a farsi derubare di tutto, proprietà e dignità, cercando di opporre una legittima resistenza sulla terra dei propri padri, viene massacrato insieme alla famiglia, mogli, figli, vicini di casa.

 

La leadership mondiale li ha già bollati e condannati: terroristi.

Nessuna lacrima, nessuno sdegno, nessun Magdi Allam o Ferrara a organizzare cortei e fiaccolate. Ci sono altri argomenti più redditizi da cavalcare.

 

Mentre scrivo mi arrivano comunicazioni di aggressioni da parte di coloni, coperti dall'esercito d'occupazione israeliano, a Nablus, a Gerusalemme Est, a Bil'in.

A Bil'in i coloni hanno insediato nuovi outposts, grandi caravans, in territorio palestinese, su una via d'accesso importante, dichiarandoli subito "sinagoghe" per prevenire la loro rimozione da parte dell'autorità militare. Agli abitanti del luogo, che hanno cercato di opporsi a questa nuova provocazione e tentativo di esproprio di altre proprietà palestinesi, i coloni hanno risposto in armi, sparando all'impazzata, spallegiati dall'esercito israelita che impediva, attraverso i check-points, ad altri uomini del villaggio di soccorrere alcuni parenti a terra nel sangue. Nessuna autoambulanza è stata autorizzata al soccorso per diverse ore e a quelle intervenute sono stati sparati anche candelotti lacrimogeni all'interno.

A Nablus incursione fuori ogni regola di 90 mezzi corazzati di Tsahal nel cuore della cittadina araba. Case sventrate, molti feriti, diversi arresti. I coloni la fanno sempre più da padroni.

Nella Gerusalemme Est occupata invece prosegue ad Har Homa la costruzione di case per nuovi coloni stranieri, mentre ai palestinesi che vi abitavano viene impedito il ritorno.

Fonte: International Solidarity Movement (ISM), Palestinian  non-violent resistance movement media@palsolidarity.org

 

Nella Striscia di Gaza, come sempre, si muore, nelle case e alle frontiere, dove coloro che si erano recati nel tradizionale pellegrinaggio alla Mecca non vengono autorizzati a rientrare nelle proprie case e proprietà palestinesi.

La complicità delle autorità arabe, quella fantoccio di Ramallah per prima, con l'autorità israeliana è evidente.

Come gli ebrei, durante il periodo bellico della prima metà del secolo scorso, anche i palestinesi sono isolati e lasciati al loro destino di persecuzione e morte: nessuno li vuole, nessuno che sia disposto a prendere le loro parti.

Si può solo pregare e morire.

 

Annapolis? Una gran buffonata, come prevedibile.

 

Quello che sosteniamo ormai da parecchio tempo, si sta rivelando ogni giorno di più per essere la pura verità, e cioè che le sceneggiate di pace dei leader sionisti israeliani, mostrati negli incontri con i capi di Stato delle Nazioni, sorridenti nelle trattative con il Vaticano, e su cui i media asserviti ai poteri forti hanno puntato i riflettori, altro non sono che fumo negli occhi, per confondere ancor più le idee ai popoli del mondo, troppo impegnati in una sopravvivenza sempre più precaria o in attività di rincretinimento indotto, mentre si temporeggia per completare il lavoro sporco di sterminio e asservimento del popolo autoctono di Palestina.

Il silenzio assenziente dei potenti delle Nazioni è totale.

L’oblio regna padrone nei mezzi d’informazione di massa accreditati.

E poche rondini non fanno primavera.

La complicità di tutti, in questo vero e proprio crimine contro l’umanità, lo rende ancora più odioso. Pochissimi levano qualche voce in controcorrente, e tra essi non sono pochi coloro che lo fanno solo per un tornaconto politico e di fazione. Rari sono quelli che non temono di accompagnarsi con chi non professa la stessa fede, politica o religiosa, pur condividendo lo stesso sdegno per le ingiustizie che vengono compiute in Terra Santa.

 

Ancora una volta lo “stato ebraico” mostra il suo vero volto discriminatorio, razzista, arrogante e aggressivo, in totale disprezzo della vita “non ebraica”.

Il rispetto dei "Diritti dell’Uomo" vale per tutti, ma non per i figli delle logge, coloro i quali tali tavole dei “Diritti” le hanno suggerite e scritte ponendosene al di sopra.

Dei 10 Comandamenti, dei Diritti di Dio, manco parlarne.

“Non serviam” contro “Quis ut Deus?”.

 

Anche se un forte e prorompente senso di disgusto e insofferenza, per la vigliaccheria e stupidità umana, per lo schifo a cui stiamo assistendo, vorrebbe indurci a disperare che mai giustizia condurrà i criminali di guerra sionisti, ed i loro complici alleati, di fronte a una Corte Internazionale, per rendre conto delle loro malefatte, non disperiamo mai in quella Corte Suprema e Divina, a cui tutti dovremo rendere conto un giorno, volenti o nolenti: anche gli increduli, o perfidi, che dir si voglia, giudeo-sionisti.

 

Pentitevi sinchè siete ancora in tempo, e confidate nella Misericordia Divina, perchè è scritto...“..vi dichiaro che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e avranno parte con Abramo, Isacco e Giacobbe nel Regno dei Cieli; mentre i figli del regno saranno gettati fuori, nelle tenebre, dove vi sarà pianto e stridor di denti” (S.Matteo VIII, 11).

 

Tempus fugit...

 

Filippo Fortunato Pilato

per www.TerrasantaLibera.org

 

"Allora nel cielo ci fu una grande battaglia.

Michele e i suoi  angeli combatterono contro il drago.

Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non

prevalsero e non ci fu  più  posto per essi in cielo. "
    Apocalisse 12, 7-8

 

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