TEMPUS FUGIT...
...ED INTANTO I CRIMINI DI GUERRA CONTINUANO,
INDISTURBATI...
>>>
Per leggere delle ultime barbarie
sioniste cliccate qui <<<
Israele sta portando a compimento il più cinico e
brutale ladrocinio e genocidio dei nostri tempi:
sfacciatamente sotto gli occhi di tutti.

L’opera di pulizia etnica perpetrata ai danni della
popolazione araba di Terra Santa è la più duratura nel
tempo (da oltre 60 anni ormai).
Chi non vuole arrendersi, non acconsentendo di
continuare a farsi derubare di tutto, proprietà e
dignità, cercando di opporre una legittima resistenza
sulla terra dei propri padri,
viene massacrato insieme
alla famiglia, mogli, figli, vicini di casa.
La leadership mondiale li ha già
bollati e condannati: terroristi.
Nessuna lacrima, nessuno sdegno, nessun
Magdi Allam o Ferrara a organizzare cortei e
fiaccolate. Ci sono altri argomenti più redditizi da
cavalcare.
Mentre scrivo mi arrivano
comunicazioni di aggressioni da parte di coloni,
coperti dall'esercito d'occupazione israeliano, a
Nablus, a Gerusalemme Est, a Bil'in.
A
Bil'in i coloni hanno insediato nuovi outposts,
grandi caravans, in territorio palestinese, su una via
d'accesso importante, dichiarandoli subito "sinagoghe"
per prevenire la loro rimozione da parte dell'autorità
militare. Agli abitanti del luogo, che hanno cercato
di opporsi a questa nuova provocazione e tentativo di
esproprio di altre proprietà palestinesi, i coloni
hanno risposto in armi, sparando all'impazzata,
spallegiati dall'esercito israelita che impediva,
attraverso i check-points, ad altri uomini del
villaggio di soccorrere alcuni parenti a terra nel
sangue. Nessuna autoambulanza è stata autorizzata al
soccorso per diverse ore e a quelle intervenute sono
stati sparati anche candelotti lacrimogeni
all'interno.
A Nablus incursione fuori ogni
regola di 90 mezzi corazzati di Tsahal nel cuore della
cittadina araba. Case sventrate, molti feriti, diversi
arresti. I coloni la fanno sempre più da padroni.

Nella Gerusalemme Est occupata
invece prosegue ad Har Homa la costruzione di case per
nuovi coloni stranieri, mentre ai palestinesi che vi
abitavano viene impedito il ritorno.
Fonte:
International Solidarity Movement (ISM), Palestinian
non-violent resistance movement
media@palsolidarity.org
Nella Striscia di Gaza, come sempre,
si muore, nelle case e alle frontiere, dove
coloro che si erano recati nel tradizionale
pellegrinaggio alla Mecca non vengono autorizzati a
rientrare nelle proprie case e proprietà palestinesi.
La complicità delle autorità arabe,
quella fantoccio di Ramallah per prima, con l'autorità
israeliana è evidente.
Come gli ebrei, durante il
periodo bellico della prima metà del secolo scorso,
anche i palestinesi sono isolati e lasciati al loro
destino di persecuzione e morte: nessuno li vuole,
nessuno che sia disposto a prendere le loro parti.
Si può solo pregare e morire.
Annapolis? Una gran buffonata,
come prevedibile.
Quello che sosteniamo ormai da parecchio tempo,
si sta rivelando ogni giorno di più per essere la pura
verità, e cioè che le sceneggiate di pace dei leader
sionisti israeliani, mostrati negli incontri con i
capi di Stato delle Nazioni, sorridenti nelle
trattative con il Vaticano, e su cui i media asserviti
ai poteri forti hanno puntato i riflettori, altro non
sono che fumo negli occhi, per confondere ancor più le
idee ai popoli
del mondo, troppo impegnati in una sopravvivenza
sempre più precaria o in attività di rincretinimento
indotto, mentre si temporeggia per completare il
lavoro sporco di sterminio e asservimento del popolo
autoctono di Palestina.

Il silenzio assenziente dei potenti delle
Nazioni è totale.
L’oblio regna padrone nei mezzi d’informazione di
massa accreditati.
E poche rondini non fanno primavera.
La complicità di tutti, in questo vero e proprio
crimine contro l’umanità, lo rende ancora più odioso.
Pochissimi levano qualche voce in controcorrente, e
tra essi non sono pochi coloro che lo fanno solo per
un tornaconto politico e di fazione. Rari sono quelli
che non temono di accompagnarsi con chi non professa
la stessa fede, politica o religiosa, pur condividendo
lo stesso sdegno per le ingiustizie che vengono
compiute in Terra Santa.
Ancora una volta lo “stato ebraico” mostra il
suo vero volto discriminatorio, razzista, arrogante e
aggressivo, in totale disprezzo della vita “non
ebraica”.
Il rispetto dei "Diritti dell’Uomo" vale per tutti, ma
non per i figli delle logge, coloro i
quali tali
tavole dei “Diritti” le hanno suggerite e scritte
ponendosene al di sopra.
Dei 10 Comandamenti, dei Diritti di Dio, manco
parlarne.
“Non serviam” contro “Quis ut Deus?”.
Anche se un
forte e prorompente senso di disgusto e insofferenza,
per la vigliaccheria e stupidità umana, per lo schifo
a cui stiamo assistendo, vorrebbe indurci a disperare
che mai giustizia condurrà i criminali di guerra
sionisti, ed i loro complici alleati, di fronte a una
Corte Internazionale, per rendre conto delle loro
malefatte, non disperiamo mai in quella Corte Suprema
e Divina, a cui tutti dovremo rendere conto un giorno,
volenti o nolenti: anche gli increduli, o perfidi, che
dir si voglia, giudeo-sionisti.
Pentitevi sinchè siete ancora in tempo, e
confidate nella Misericordia Divina, perchè è scritto...“..vi
dichiaro che molti verranno dall’oriente e
dall’occidente e avranno parte con Abramo, Isacco e
Giacobbe nel Regno dei Cieli; mentre i figli del regno
saranno gettati fuori, nelle tenebre, dove vi sarà
pianto e stridor di denti” (S.Matteo VIII, 11).
Tempus fugit...
Filippo Fortunato Pilato
per
www.TerrasantaLibera.org
"Allora nel cielo ci fu una grande battaglia.
Michele e i suoi angeli combatterono contro il drago.
Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non
prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. "
Apocalisse
12, 7-8