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Anno III - COMUNICATO 18 - 28 FEBBRAIO 2008

 

Mentre l'informazione-scorretta ci fa vedere solo ciò che conviene alla "lobby", continuano i massacri in Cisgiordania e a Gaza. Uno striminzito comunicato a fine Tiggì2, buttato lì come una notizia di poco conto, ci informa che il rapporto di vittime nei recenti giorni di conflitto è di 1 israeliano morto contro 30 palestinesi.  Silenzio di tomba negli altri notiziari, ma possiamo solo immaginarci il putiferio di indignazione generale, Matrix e Porta a Porta, se il rapporto fosse stato inverso.

Siamo in campagna elettorale e non è bello mettere in cattiva luce coloro che sosterranno poi gli eletti più fedeli agli "eletti".

Non è politically correct.

 

ULTIME  ORE  a  GAZA  e  CISGIORDANIA

  1. Rapporto ONU dichiara che l'occupazione israeliana è la causa del terrorismo

  2. La follia e la sua logica: dopo aver bombardato e ucciso innocenti, Israele dichiara lo 'stato di allerta'.

  3. Il Primo Ministro israeliano ribadisce che non fermerà la costruzione di nuovi insediamenti in terra Palestinese

  4. Il bilancio della follia israeliana contro la Striscia di Gaza: 28 morti nelle ultime 36 ore. 65 i feriti.28-02-2008 Gaza

  5. ATTACCO AEREO ISRAELIANO A GAZA: DISTRUTTA LA SEDE DI MEDICAL RELIEF, UCCISO UN NEONATO

  6. Strage nel nord di Gaza: bombardamento aereo israeliano fa a pezzi 3 bambini. 17 i feriti
  7. La resistenza palestinese bombarda due colonie israeliane. Muore una donna, altri tre rimangono feriti. Danneggiata una fabbrica
  8. Assedio alla Striscia di Gaza, muore un palestinese cardiopatico. Sale a 103 il numero dei malati deceduti
  9. Le forze di occupazione israeliane uccidono un resistente delle brigate al-Aqsa (Fatah), amnistiato qualche mese fa
  10. Le autorità israeliane chiudono tutte le associazioni di beneficenza di Hebron. Invase anche alcune scuole
  11. Professor Tariq Ramadan = intervento in merito al boicottaggio della  Fiera del Libro di Torino
  12. Catena umana di 50 mila persone lungo i confini della Striscia. L'esercito arresta 50 ragazzi e spara contro la folla: 2 feriti
  13. Esercito di sadici e aguzzini
  14. Demoralizzazione e insubordinazione tra l'unità Givati di stanza nella Striscia di Gaza


 

Rapporto ONU dichiara che l'occupazione israeliana è la

causa del terrorismo


27 Febbraio 2008

Dugard: finché dura l'occupazione non aspettatevi la pace

 GINEVRA - Un rapporto commissionato dalle Nazioni Unite dice che il terrorismo palestinese è l'"inevitabile conseguenza" dell'occupazione israeliana - un'affermazione che Israele ha respinto martedì come provocatoria.

Il rapporto - pubblicato sul sito web della Commissione per i Diritti Umani dell'ONU - dice che gli atti del terrorismo palestinese sono deplorevoli, ma "essi devono essere compresi come una dolorosa ma inevitabile conseguenza del colonialismo, dell'apartheid e dell'occupazione".

Il rapporto accusa lo stato ebraico di atti e politiche che rientrano in tutte e tre le categorie.

Finché c'è l'occupazione, ci sarà terrorismo, dice l'autore, John Dugard, un ricercatore indipendente sul conflitto israelo-palestinese, oltreché avvocato sud-africano che si impegnò contro l'apartheid negli anni 80.

Dugard dice nel rapporto che "il senso comune... detta che si faccia una distinzione tra atti di terrore sconsiderato, come quelli commessi da al-Qaeda, ed atti commessi nel corso di una guerra di liberazione nazionale contro il colonialismo, l'apartheid e l'occupazione militare".

Il rapporto chiede la fine dell'occupazione israeliana, citando i chekpoint e i posti di blocco che limitano i movimenti dei Palestinesi, la demolizione di case, e l'"ebraizzazione" di Gerusalemme.

Finché c'è l'occupazione "non ci si può aspettare la pace, e la violenza continuerà", si legge nel rapporto.

L'ambasciatore israeliano dell'ONU a Ginevra ha respinto l'analisi di Dugard.

Il rapporto di 25 pagine sarà presentato il mese prossimo alla commissione per i diritti umani, che risulta composta da 47 nazioni.

Dugard ricevette l'incarico nel 2001 come esperto non pagato per investigare sulle violazioni compiute da Israele.

Israele non permise che Dugard conducesse una missione d'inchiesta dell'ONU sulla sua offensiva a Gaza nel 2006.

Fonte: Middle East Online

http://achtungbanditen.splinder.com/ 


La follia e la sua logica: dopo aver bombardato e ucciso innocenti, Israele dichiara lo 'stato di allerta'.

28-02-2008 Tel Aviv

Oggi, la radio israeliana in lingua ebraica ha annunciato che Israele ha dichiarato lo "stato di allerta in tutti i centri abitati che circondano la Striscia di Gaza", per timore della rappresaglia della resistenza palestinesi ai massacri computi dall'aviazione nella Striscia di Gaza.

La radio ha riferito che le scuole dell'area continuano a funzionare regolarmente ma con il divieto agli studenti si uscire al di fuori delle strutture fortificate.

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7736


Il Primo Ministro israeliano ribadisce che non fermerà la costruzione di nuovi insediamenti in terra Palestinese

TOKYO - Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha dichiarato in un'intervista ad una televisione Giapponese, domenica, che la costruzione degli insediamenti, che fa infuriare i Palestinesi, non sarà sospesa.

Olmert, che più tardi nella giornata è arrivato in Giappone per una vista di tre giorni, ha espresso la sua contrarietà a sospendere la costruzione di nuove case in un insediamento di Gerusalemme Est.

"Prima di tutto è difficile (fermare la costruzione) perché stiamo parlando di entità viventi", ha detto Olmert alla rete NHK prima della sua partenza per Tokyo.

"Stiamo parlando di persone che vivono lì. Devono vivere, hanno bisogno di esprimere il loro desiderio di vivere. Hanno bambini, vogliono sposarsi ed avere case".

Israele ha iniziato a costruire 66 nuove case lo scorso mese a Maaleh Hazeitim, nell'area Ras al-Amud di Gerusalemme Est, che Israele occupò e annetté nella guerra del 1967, e che i Palestinesi vogliono che sia la capitale del loro futuro stato.

L'espansione ha luogo mentre Israele e i Palestinesi sono impegnati nei più seri colloqui di pace da molti anni, miranti a risolvere le più spinose questioni del conflitto mediorientale, tra cui il futuro status di Gerusalemme.

La costruzione dell'insediamento ha anche attirato forti critiche dagli Stati Uniti, che hanno sostenuto i nuovi colloqui di pace, che erano stati rilanciati ad una conferenza internazionale di pace nella città USA di Annapolis lo scorso novembre.

Olmert aveva dichiarato che era disposto a fare "dolorose concessioni" se un processo di pace "avesse portato a una piena, onnicomprensiva, permanente pace, senza terrorismo".

Olmert deve incontrare la sua controparte Giapponese, Yasuo Fukuda mercoledì, e i due discuteranno dei rapporti economici bilaterali, come anche degli sforzi per fermare il controverso programma nucleare iraniano.

"L'Iran è l'epitome della spregiudicatezza, dell'estremismo, dell'irresponsabilità al più alto livello politico", ha detto Olmert a NHK.

"E penso che la Corea del Nord sia uguale. La combinazione dei due paesi è certamente pericolosa per la stabilità della regione", ha aggiunto.

Fonte: Middle East Online

http://achtungbanditen.splinder.com/ 

  

 


Il bilancio della follia israeliana contro la Striscia di Gaza: 28 morti nelle ultime 36 ore. 65 i feriti.28-02-2008 Gaza

Gaza

Il dott. Mu'awiya Hassanen, direttore del servizio di Pronto soccorso a Gaza, ha denunciato i crimini commessi dal governo israeliano contro i civili palestinesi.

Questa sera, in una dichiarazione rilasciata al corrispondente di Infopal.it, Hassanen ha confermato che Israele sta portando avanti "una guerra folle contro i civili palestinesi utilizzando alta la tecnologia".

Hassanen ha reso noto che il bilancio odierno delle vittime è salito a 15, tra cui i quattro bambini di Jabalia - Dhib Bardana, 11 anni; Omar Hussein Bardana, 14 anni; Ali Munire Druna, 8 anni; Mohammad Naim Hammuda, 7 anni. Al momento dei funerali, i soldati israeliani hanno ucciso Hafeth as-Sakani, 12 anni.

Hassanen ha aggiunto che le vittime di questa mattina sono: Ahmad al-Masra 32 anni, Amjad al-Arniti, 22 anni, Luai Qneta, 22 anni, Jawad Tafish, 25 anni, Hamza al-Hilyah, 25 anni, Abdallah az-Zwedi, 22 anni - tutti di Beit Hanoun -; Awad al-Banna, 22 anni, di Beit Lahia.

Questa sera, nei pressi della moschea di Omar Bin Abdelaziz a Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza, un bombardamento aereo israeliano ha colpito un'auto su cui viaggiavano alcuni giovani: è rimasto ucciso Ramez Naser, e altri due sono stati feriti.

Un altro bombardamento aereo ha centrato una stazione locale di polizia: altri cinque cittadini sono rimasti feriti, di cui 3 in maniera grave.

Hassanen ha aggiunto che nelle ultime 36 ore sono stati uccisi 28 cittadini palestinesi: il più piccolo è un neonato di sei mesi. I feriti che hanno raggiunto gli ospedali sono 67, di cui 10 versano in gravi condizioni e uno è considerato cerebralmente morto.

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7740


ATTACCO AEREO ISRAELIANO A GAZA: DISTRUTTA LA SEDE DI MEDICAL RELIEF, UCCISO UN NEONATO

  Ramallah 28-02-2008. Un attacco aereo israeliano diretto contro la sede del Ministero dell’Interno a Gaza ha distrutto anche la vicina sede del Medical Relief, assassinando un neonato di cinque mesi in un edificio residenziale dell’area. 

 La sede di Medical Relief ospitava la principale clinica e farmacia della Striscia di Gaza, un’ambulanza, un centro di sostegno per persone con handicap e gli uffici amministrativi. L’ambulanza, tutte le medicine e buona parte delle attrezzature sono andate distrutte. Lo stesso edificio e’ seriamente danneggiato e non potra’ essere nuovamente utilizzato senza costosi interventi di consolidamento e recupero. 

L’attacco ha inoltre colpito un edificio residenziale, uccidendo nella sua casa Mohamad Nasser Al-Borey, di cinque mesi. 

Mustafa Barghouthi, membro dell’assemblea legislativa palestinese e presidente del Medical Relief, ha dichiarato che “la punizione collettiva dei palestinesi di Gaza ha raggiunto livelli inaccettabili. Questo ultimo attacco ha devastato una parte essenziale del gia’ seriamente devastato sistema sanitario di Gaza. Israele ha perso ogni senso di umanita’, e l’indifferenza della comunita’ internazionale gli consente una sanguinaria escalation di violenza contro un popolo imprigionato in un gigantesco carcere. Queste continue violazioni del diritto internazionale devono avere fine. Secondo le Convenzioni di Ginevra, colpire personale medico e’ un crimine. Organizzazioni regionali e singoli stati devono intraprendere azioni immediate per proteggere il popolo palestinese da Israele. Tutto questo deve finire, adesso”. 

Abdel Hadi Abu Khussa, direttore del Medical Relief nella Striscia di Gaza, ha dichiarato che “la distruzione della piu’ importante clinica e della farmacia, dell’ambulanza e degli uffici e’ un colpo terribile per le attivita’ di Medical Relief, e aumentera’ le sofferenze del popolo di Gaza. Siamo vittime di una punizione collettiva da parte di Israele”. 

*Medical Relief e’ in Palestina tra le principali organizzazioni non governative che offrono servizi sanitari, e nel 2007 ha raggiunto circa un milione e mezzo di palestinesi in quasi cinquecento citta’ e villaggi. Tutto questo e’ stato ottenuto attraverso un’ampia rete di infrastrutture e risorse umane costruita a Gerusalemme, nella West Bank e nella Striscia di Gaza nel corso di 29 anni di attivita’. 

A Gaza, Medical Relief gestisce quattro centri per servizi primari, due ambulanze e due cliniche mobili, oltre che un ampio programma di sostegno a persone con handicap, in particolare bambini. Si occupa inoltre di programmi individuali per pazienti in speciale stato di necessita’, e ha un centro di fisioterapia.

Davanti al completo blocco di Gaza attuato da Israele a partire dal gennaio 2008, il Medical Relief ha avviato programmi di emergenza per il sostegno alla popolazione di Gaza. 

Per ulteriori informazioni - Palestinian Medical Relief Society - www.pmrs.ps - telefono 00972 5 99 94 00 73 – fax 00972 2 296 99 91

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7735


Strage degli innocenti nel nord di Gaza: bombardamento

aereo israeliano fa a pezzi 3 bambini. 17 i feriti.

27-02-2008 Gaza  

Nuovo raid aereo israeliano, questo pomeriggio: 3 bimbi palestinesi massacrati al nord di Gaza. 17 altri cittadini feriti. 

Il bilancio degli attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza oggi hanno provocato 13 morti. 

Il dott. Mu'awiya Hassanien, direttore del servizio di Pronto Soccorso, ha confermato il bilancio della nuova efferata strage israeliana contro la popolazione palestinese, e ha spiegato che i corpi smembrati di tre bambini sono arrivati questa sera in ospedale ash-Shifa. Una delle vittime è giunta decapitata a causa della violenza del bombardamento aereo. 

Testimoni oculari hanno dichiarato che i missili israeliani hanno colpito una base di lancio di razzi palestinesi, situata nei pressi di un parco-giochi per bambini, nell'area di Altwam. In quel momento, il parco era pieno di bimbi che giocavano. 

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7728


La resistenza palestinese bombarda due colonie israeliane. Muore una donna, altri tre rimangono feriti. Danneggiata una fabbrica.

27-02-2008 Gaza  

Questa sera, il quotidiano Yediot Aharonot ha confermato la caduta di 20 missili di tipo “Qassam”, di fabbricazione locale, contro la colonia di Sderot, a sud di Israele. 

Una donna è morta e altri tre sono rimasti feriti. 20 sono stati ricoverati per la paura. Una fabbrica è stata danneggiata. 

Le brigate al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno rivendicato il bombardamento di Sderot e della colonia di Miftahim, a est di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, aggiungendo che è "una risposta al massacro di questa mattina".

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7727


Le forze di occupazione israeliane uccidono un resistente delle brigate al-Aqsa (Fatah), amnistiato qualche mese fa.

27-02-2008 Nablus

Oggi a mezzogiorno, le forze di occupazione israeliane hanno informato l’Autorità Nazionale palestinese della morte di un attivista delle brigate dei Martiri al-Aqsa, ala militare di Fatah. Il combattente era stato arrestato dopo essere stato ferito, insieme ad altri, a Nablus, nel nord della Cisgiordania. 

Fonti palestinesi hanno riferito che l’attivista delle brigate al-Aqsa, Ibrahim al-Masimi, è deceduto a seguito delle ferite causate dai proiettili israeliani. 

Da parte loro, fonti di informazione israeliane hanno reso noto che, questa mattina, a Nablus, le forze speciali dell’esercito hanno arrestato cinque resistenti palestinesi dopo averli feriti.

Secondo fonti locale e testimoni oculari, unità speciali travestite da arabi sono penetrate con un furgoncino per la vendita di ortaggi in via “Taal”, a ovest della città, e hanno poi iniziato a sparare contro i passeggeri di un'auto pubblica, ferendoli. I passeggeri sono stati arrestati.

 Si tratta di Ibrahim al-Masimi, 25 anni, deceduto a seguito delle ferite riportate, suo fratello Wael, 27 anni; Yaser Salaam, 20 anni, Ali Esheh, 21 anni, e Ibrahim al-Jibrili, 20 anni.

 Secondo fonti israeliane, i feriti sono stati trasferiti negli ospedali israeliani: due di loro sono in gravi condizioni. 

La radio israeliana in lingua araba ha riferito che le forze speciali israeliane hanno arrestato uno dei capi del movimento Fatah a Nablus, insieme al fratello. Entrambi erano "ricercati". 

Le fonti hanno riferito che gli arrestati fanno parte degli “amnistiati” dei mesi scorsi, attraverso l’accordo tra Anp e autorità di occupazione. Tale accordo prevedeva che i resistenti consegnassero le armi e rimanessero per un certo periodo nelle prigioni dell’Anp.

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7726 


Assedio alla Striscia di Gaza, muore un palestinese cardiopatico. Sale a 103 il numero dei malati deceduti.

27-02-2008 Gaza

 Ieri sera, fonti mediche palestinesi hanno reso noto il decesso del cittadino Riad Subhi Ashur, 55 anni. 

Ashur risiedeva nella città di Gaza ed era malato di cuore. Gli ospedali israeliani si erano rifiutati di ricoverarlo.

 Sale così a 103 il numero delle vittime dell’assedio imposto alla Striscia.

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7723 


Le autorità israeliane chiudono tutte le associazioni di beneficenza di Hebron. Invase anche alcune scuole.

27-02-2008 Hebron

 Ieri, le autorità di occupazione israeliana hanno decretato la chiusura di tutte le associazioni benefiche appartenenti al movimento di Hamas nella città di Hebron. Il pretesto è che trasferivano soldi a “terroristi” e “loro familiari”. Insomma, la solita propaganda israeliana molto "ascoltata" e accolta anche in Europa.

 Fonti israeliane hanno riferito detto che l’amministrazione civile e lo Shin Bet hanno deciso la chiusura dell’associazione benefica al-Ihsan, l’associazione dei Giovani Musulmani, e molte altre, aggiungendo che esse vengono utilizzate per sostenere le famiglie dei caduti e dei detenuti.

 Nella notte tra lunedì e martedì, le forze di occupazione israeliane hanno invaso diverse associazioni benefiche e scuole islamiche della città di Hebron, in Cisgiordania, danneggiandone gli interni.

 Testimoni oculari hanno riferito che più di 20 corazzati militari hanno circondato la sede dell’Associazione Benefica Islamica, nel quartiere al Hawuz al-Awwal, e la scuola di sua proprietà.

 I testimoni hanno aggiunto che i soldati hanno distrutto il cancello principale dell’Associazione dei Giovani Musulmani in via 'Ain Sara, ne hanno invaso la sede, la scuola e l’asilo ad essa collegati. Hanno poi assaltato la libreria Islamica al-Anwar, al centro della città.

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7717


Catena umana di 50 mila persone lungo i confini della Striscia. L'esercito arresta 50 ragazzi e spara contro la folla: 2 feriti.

25-02-2008 Gaza

 L'esercito israeliano ha sparato contro i manifestanti a Erez: 2 feriti. 50 giovani arrestati: lanciavano pietre contro il valico.  

Oggi, 50 mila, tra adulti e molti bambini palestinesi della Striscia di Gaza assediata, hanno formato una catena umana che si è allungata per 41 km dal nord al sud per protestare contro l'embargo e la chiusura dei valichi. 

La manifestazione è stata organizzata dal Comitato Popolare contro l'Assedio di Gaza. 

Un centinaio di ragazzi si sono staccati dalla catena e si sono diretti verso il valico di Erez, dove hanno lanciato pietre contro i soldati d'Israele, che, come abitudine, hanno sparato proiettili veri e lacrimogeni. 50 giovani sono stati sequestrati. 

Alla manifestazione hanno preso parte cittadini, associazioni, scuole, ministri, università.  

Questa sera, fonti mediche palestinesi hanno riferito che 2 cittadini palestinesi sono stati feriti dai proiettili sparati dall’esercito israeliano vicino a Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza.

Il dott. Mu'awiya Hassanien, direttore del servizio di Pronto soccorso, ha spiegato al corrispondente di Infopal.it che le forze di occupazione appostate al valico di Beit Hanoun “Erez”, hanno aperto il fuoco contro i cittadini che manifestavano ferendone due. 

I feriti sono stati trasferiti all’ospedale Kamal Odwan, nel nord della Striscia di Gaza.

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7706 


 

Da www.islam-online.it

 Questo intervento in merito al boicottaggio della  Fiera del Libro di Torino è stato richiesto nella prima metà del mese di febbraio da "La Stampa" a Tariq Ramadan,  per dargli modo di esprimere compiutamente le sue posizioni e rispondere alle violente accuse che gli erano state rivolte distorcendo le sue posizioni e il senso del suo appello.

 Dopo un'attesa di quasi due settimane il quotidiano torinese ha proposto a Ramadan la pubblicazione di una versione pesantemente tagliata e in sostanza non consona all'articolazione del suo discorso.  

Il professor Ramadan ha respinto tale riduzione e diffuso il testo integrale del suo intervento. 

Basta alle strumentalizzazioni, apriamo il vero dibattito. 

Da giorni e settimane i media si sono mobilitati, e talvolta scatenati, intorno alla questione del boicottaggio della Fiera del Libro di Torino che celebra Israele in occasione del suo sessantesimo anniversario. Abbiamo ascoltato di tutto, controverità, falsità e dichiarazioni che hanno seminato la confusione sui termini del dibattito e sulle rispettive posizioni. E' importante incominciare a chiarire che cosa ho davvero detto e le posizioni che ho preso nelle ultime settimane.

 Non sono stato io a lanciare l'appello al boicottaggio della Fiera e quando sono stato interpellato da un giornalista dell'agenzia ATIC, ho effettivamente appoggiato l'iniziativa affermando che questa celebrazione era inopportuna e provocatoria, che il silenzio della comunità internazionale di fronte alle sofferenze dei palestinesi era insopportabile e che non si poteva accettare qualsiasi cosa dallo stato di Israele (non ho mai detto che "non si poteva accettare niente dallo stato di Israele": è stata una cattiva traduzione dall'arabo compiuta dall'agenzia ATIC che ha riconosciuto l'errore). 

Boicottare non significa assolutamente negare l'esistenza di Israele : io non nego la sua esistenza, ma mi oppongo alla politica d'occupazione e alle campagne repressive e disumane messe in atto dai vari governi israeliani. Ho combattuto e continuerò a combattere l'antisemitismo e ogni forma di razzismo, non mi stanco mai di partecipare ai circoli di riflessione su queste questioni e ai dibattiti ebraico-musulmani, ma non accetto il ricatto al quale ci sottomettono politici, intellettuali e alcuni media. Confondere la critica allo stato di Israele e alla sua politica con l'antisemitismo è un'impostura intellettualmente disonesta. E' un'offesa alla coscienza umana e alla dignità dei palestinesi: significa mettersi ciecamente e con arroganza dalla parte dei più forti considerando che la vita dei più deboli non vale nulla e può essere sacrificata in nome del calcolo politico.

 La celebrazione di uno Stato e del suo sessantesimo anniversario – a meno che non ci consideriate degli imbecilli – è un gesto eminentemente politico ed è questo che noi boicottiamo. Non si tratta di negare la libertà d'espressione o la cultura degli scrittori e degli artisti. Gli inviti che sono stati loro rivolti sono benvenuti e io stesso ho sempre partecipato a questi dibattiti (anche se è interessante interrogarsi su questa strana dimenticanza: l'assenza di inviti agli autori israeliani arabi, cristiani o musulmani: che idea hanno gli organizzatori della Fiera della composizione  della cittadinanza nella società israeliana?)

 E infine è stato detto che il mio appoggio al boicottaggio aveva il valore di una fatwa ! Non contenti di aver deformato la mia posizione e le mie dichiarazioni sono andati oltre con l'intenzione di spaventare utilizzando la parola "FATWA" che ricorda la triste storia del tentativo di far tacere Salman Rushdie. A parte il fatto che io ho condannato fin dall'inizio la fatwa contro Rushdie, bisogna dire con chiarezza che il mio appoggio al boicottaggio non è assolutamente un pronunciamento religioso né un provvedimento della legge islamica. Che ignoranza, che strumentalizzazione! Essendo privi di argomenti, i miei avversari mi vogliono demonizzare: "Tariq Ramadan è antisemita e ha lanciato una fatwa!". Un'affermazione del genere è vergognosa e falsa, indegna di persone che dicono di voler rispettare la cultura e il dialogo. E su questo non voglio aggiungere altro.

Se gli organizzatori della Fiera di Torino volevano aprire un dialogo e dei veri dibattiti tra gli autori e gli scrittori israeliani, palestinesi o più apertamente ancora arabi, non avrebbero dovuto imporre un quadro che altera la natura stessa di questi incontri. E invece tutto quanto non può che essere preso per una provocazione, ragione per la quale io penso che la scelta di Israele come invitato d'onore e del quale si celebra l'anniversario nel momento in cui il popolo palestinese muore a Gaza a causa della politica israeliana è come minimo una gaffe e nei fatti un errore. Questa scelta che si definisce "culturale" riflette esattamente la posizione politica di oggi dell'Europa e dell'occidente: si celebra Israele, si continua ad attizzare la confusione tra critica politica e antisemitismo e soprattutto si tace sull'indegna sofferenza dei palestinesi. Questa scelta "culturale" fa l'eco al "silenzio politico" contribuendo a deviare la questione come sanno fare bene i ciechi sostenitori dello Stato di Israele: lanciamo dei dibattiti "culturali" e facciamo finta di non accorgerci che in questo modo giustifichiamo il "silenzio politico"! Questo uso della cultura è politico e, lo ripeto, bisogna che smettano di prenderci per degli imbecilli.  

E allora, voglio porre una semplice domanda, nel momento in cui l'Iran è lo spauracchio della scena politica internazionale e il bersaglio preferito della bellicosa amministrazione Bush. Gli organizzatori della Fiera sarebbero arrivati fino al punto di invitare l'Iran affermando che si trattava di un incontro strettamente culturale e che i veri invitati sono gli autori e non lo Stato? No, è evidente. Con questo non intendiamo proporre agli organizzatori di invitare l'Iran, ma soltanto a riconoscere il carattere politico del loro invito! Noi opponiamo loro lo strumento del boicottaggio che manifesta chiaramente il rifiuto della violenza ed è – in realtà – l'accettazione del dialogo! Che altri mezzi abbiamo noi? Ho detto e ripetuto che è il nostro silenzio sulla scena internazionale una delle cause della violenza in Medio Oriente: il boicottaggio è uno degli strumenti pacifici per rompere il silenzio, eppure ecco che subito ci viene risposto con una incredibile violenza verbale e moltiplicando le menzogne. Gli intransigenti chiusi al dialogo non sono quelli che si pensa. 

Ho molto apprezzato che il direttore della Fiera Ernesto Ferrero e il presidente Rolando Picchioni mi abbiano indirizzato un appello al dialogo in una lettera aperta. Noi siamo in disaccordo sul senso da dare a questa celebrazione e sulla sua portata politica. Mi viene chiesto di riconoscere la sua dimensione culturale: la mia posizione, secondo loro, equivarrebbe a impedire la libertà di espressione degli scrittori e degli autori israeliani. I due firmatari della lettera mi ricordano che io stesso sono stato invitato alla Fiera e che dunque la mia posizione sarebbe paradossale. Effettivamente io sono stato invitato alla Fiera e ne ho apprezzato l'apertura di spirito e lo spazio del dibattito. L'ho riconosciuto e lo riconosco ancora oggi con forza e con rispetto. Ma ora voglio precisare che avrei partecipato senza alcuna esitazione a dei panels di discussione e di dibattito con autori israeliani su questioni letterarie o filosofiche o ancora, per esempio, sul senso e il diritto di criticare Israele. Sarei stato il primo a rispondere a questo invito e a incoraggiare gli autori arabi, palestinesi, cristiani e musulmani a parteciparvi. Ma una cosa è la libertà di espressione e il dibattito intellettuale in uno spazio libero (come dovrebbe essere la Fiera di Torino) e altra cosa è organizzarlo mentre si festeggia l'anniversario di uno Stato che non rispetta le risoluzioni dell'Onu, pratica gli assassini politici mirati e affama un intero popolo. Mi impegnerei con tutto il cuore in liberi dibattiti, critici e aperti, alla Fiera di Torino o altrove, ma con tutta la forza della mia intelligenza e della mia coscienza mi opporrò alla strumentalizzazione e ai silenzi politici quando alcuni festeggiano e altri muoiono in silenzio e senza dignità.  

Professor Tariq Ramadan

 Professore presso l'Università di Oxford e la Erasmus University

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7718 


Esercito di sadici e aguzzini: canale israeliano manda in onda servizio tv sulle torture usate contro i palestinesi.

25-02-2008 Cisgiordania

 La Fiera del Libro di Torino avrà Israele come 'ospite d'onore'...

Il canale 10 della televisione israeliana ha rivelato le brutali torture perpetrate dall’esercito israeliano contro i cittadini della Cisgiordania, bambini compresi. 

Il servizio sulle torture, curato dalla giornalista Ilana Diane, è stato trasmesso durante il  programma "TV reality".

Tra le forme di brutalità utilizzate, compaiono i "getti d’aria calda sugli arrestati", "mettere in mostra i genitali dei soldati davanti ai detenuti", "picchiarli violentemente", "riprendere le scene di tortura con i telefonini", "soffocare i bambini palestinesi fino allo svenimento".

 Il programma ha mandato in onda scene di militari che colpivano con aria calda la faccia di un ragazzo palestinese, altri che registravano con i telefonini le torture, altri ancora che riempivano di botte alcuni prigionieri o esponevano i propri genitali, ecc.

Un soldato che ha servito nell’unità “Kfer”, responsabile delle operazioni in Cisgiordania, ha raccontato: "Si usciva per strada nelle volanti. Qualsiasi bambino ci guardasse in un modo che non ci piaceva, veniva riempito di botte. Una volta, uno ha tirato dei sassi e poi è scappato: noi, allora, ne abbiamo afferrato un altro che aveva assistito alla scena e lo abbiamo riempito di botte finché ha accettato di indicarci la casa di quello che ci aveva lanciato le pietre. Siamo arrivati dal ragazzino, che aveva 14 anni, lo abbiamo trascinato via da materasso su cui si trovava e gli abbiamo infilato la canna del fucile in bocca, dicendogli: 'Vuoi morire? Scegli il luogo dove vuoi essere seppellito'".

 Da altre testimonianze, si scopre che i soldati hanno torturato i bambini di Hebron: un militare afferma che "Hebron è come il far west americano, e che l’esercito è la legge. Abbiamo testato chi di loro può resistere di più senza respirare. Abbiamo stretto le nostre mani sulle gole di alcuni ragazzini controllando l’orologio per vedere chi resisteva di più prima di svenire".

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7703

 


Demoralizzazione e insubordinazione tra l'unità Givati di stanza nella Striscia di Gaza.

25-02-2008 Gaza

 Fonti israeliane hanno evidenziato un senso crescente di demoralizzazione e sentimenti di ribellione nel reparto delle truppe dell’IOF (israeli occupation force), di stanza nella Striscia di Gaza, dopo che l’unità israeliana Givati, tra le elite dell’Esercito israeliano, ha rifiutato di portare a termine gli ordini militari vicino Gaza.

 Secondo il giornale Yediot Ahronot di venerdì, nel bel mezzo dei preparativi militari per intraprendere un’incursione di larga scala a Gaza, molti ufficiali dell’unità Givati giovedì si sono rifiutati di rimanere nella base militare di Sufa vicino la Striscia  disobbedendo  agli ordini. 

La sopraccitata base militare è costantemente esposta ad attacchi missilistici condotti dalle fazioni di resistenza palestinese, in testa alle quali le Brigate Qassam. 

Nel frattempo in risposta alle incursioni israeliane, le Brigate Quds, l’ala armata del Movimento del Jihad islamico, hanno annunciato che all’alba di sabato si sono scontrate contro le forze speciali israeliane che avevano tentato di infiltrarsi nell’area est del quartiere di Nahda, nella città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza. 

In un comunicato ricevuto da PIC, le Brigate hanno aggiunto che i propri militanti sono anche riusciti a disinnescare un dispositivo esplosivo anti-uomo e che hanno scagliato granate contro le forze armate d’infiltrazione. 

Fonte: Palestinian Information Center

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7698

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