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NON E' L'IRLANDA CONTRO LA UE,
MA BRUXELLES CONTRO I POPOLI EUROPEI
di Riccardo Cascioli per “Il Timone”, 16 giugno 2008

“Fuori dall’Unione chi ostacola il processo di
integrazione”.
Nel presidente della Repubblica Giorgio Napolitano deve
essere scattato il riflesso condizionato del vecchio
leader comunista, se ha reagito con queste parole al no
del popolo irlandese nel referendum convocato per
ratificare il Trattato dell’Unione Europea. Aldilà delle
questioni politiche legate alla vicenda non si può non
rilevare come ogni volta che le materie riguardanti la
Ue passano al vaglio dei popoli vengano sistematicamente
bocciate. Invece di lanciare scomuniche e invocare
epurazioni, visto che nelle democrazie il popolo è
sovrano sarebbe invece da interrogarsi su questo
scollamento tra governi e popoli, tra istituzioni di
Bruxelles e cittadini europei.
Un problema è senz’altro rappresentato dal fatto che
mentre i trattati su cui si vota sono essenzialmente
incomprensibili per il cittadino medio, è invece molto
ben concreta l’intrusione dell’Unione Europea nella vita
dei cittadini e la sua ostilità verso i valori
ampiamente condivisi dalla gente.
A questo proposito è molto interessante
un
articolo di Andrea Tornielli apparso
sul Giornale dell’11 giugno scorso in cui la
professoressa Marta Cartabia, docente di Diritto
Costituzionale a Milano, e Giorgio Salina, presidente
della Fondazione Europa, hanno denunciato il
“colonialismo giurisdizionale” della UE, ovvero quel
fenomeno per cui la Corte Europea e le direttive della
Commissione cercano di scardinare le legislazioni
nazionali in materia di famiglia e vita, temi che
peraltro non sono neanche competenza dell’Unione.
Nell’articolo si sottolinea in particolare il ruolo
svolto dalla lobby gay – trasversale a tutti i partiti –
e dai giudici che usano le norme “anti-discriminazione”
per rovesciare le legislazioni pro-famiglia.
Interessante notare che anche il Papa, nella sua visita
in Puglia sabato e domenica scorsa abbia sottolineato in
un suo
discorso come la famiglia oggi «è
esposta al convergente attacco di numerose forze che
cercano di indebolirla».
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