Notizie  dalla  Terra  Santa

 www.GerusalemmeTerraSanta.org

www.TerraSantaLibera.org

 

Anno III,  Comunicato  83, del 20 NOVEMBRE  2008

 

 

 

.




ISCRIZIONE NEWSLETTER

Vuoi ricevere la nostra

Newsletter con articoli,

commenti,  avvenimenti,

aggiornamenti,

appuntamenti

riguardanti la Terra

Santa ed il Medio

Oriente?

Iscriviti alla nostra

Newsletter "Notizie

dalla Terra Santa"


Assedio su Gaza: quattro bambini rischiano di morire per mancanza di cure mediche
Osservatorio Iraq

 


Quattro bambini rischiano di perdere la vita a causa dell’assedio israeliano, che gli impedisce di lasciare Gaza e di essere sottoposti a interventi chirurgici d’urgenza. E intanto si aggrava la situazione umanitaria nella Striscia


Osservatorio Iraq, 13 novembre 2008

Quattro bambini di età compresa tra i cinque mesi e i tre anni, e mezzo e un ragazzo di 17 rischiano di perdere la vita a causa dell’assedio israeliano, che gli impedisce di lasciare Gaza e di essere sottoposti a interventi chirurgici d’urgenza.

L’allarme viene da Amnesty International, l’organizzazione internazionale per i diritti dell’uomo, che nelle ultime ora ha lanciato un appello rivolto alla comunità internazionale.

L’organizzazione si dice “seriamente preoccupata” per la sorte di Ahmed Nahid Mohsin, Hamza Hassan Abu Habel, Yousef Rami Abu Latifa, Nour Mohammed al-Jarou e Mohammed Odeh Thabet, i quali soffrono di seri problemi cardiaci, tra cui un difetto congenito meglio conosciuto come "buco nel cuore".

“Tutti – continua il comunicato di Amnesty - hanno urgente bisogno di un intervento chirurgico che non può avere luogo a Gaza a causa della mancanza di idonee strutture mediche e di specialisti. Gli interventi potrebbero essere eseguiti in un ospedale della zona est di Gerusalemme a solo un'ora di macchina da Gaza, tuttavia le autorità israeliane si rifiutano di concedere il permesso ai loro familiari per accompagnarli”.

A Gerusalemme, presso l’ospedale Makassad, i cinque minorenni palestinesi troverebbero un gruppo di cardiologi italiani, arrivati lo scorso 6 novembre e in grado di eseguire interventi cardiaci pediatrici.

“È fondamentale che i bambini possano raggiungere l'ospedale di Gerusalemme in tempo per poter essere operati durante la permanenza degli specialisti e, affinché ciò sia possibile, ai loro genitori deve essere concesso il permesso di accompagnarli”, afferma Amnesty.

La vicenda dei cinque minorenni palestinesi non è nuova. Sono tanti i malati gravi della Striscia che a causa dell’assedio israeliano (iniziato nel giugno 2007 dopo la presa del potere a Gaza da parte di Hamas)  hanno dovuto aspettato settimane o mesi prima di ottenere un permesso di espatrio.

In caso di rifiuto da parte delle autorità israeliane (in genere per “motivi di sicurezza”), ai pazienti palestinesi non resta che affidarsi alle strutture sanitarie della Striscia, carenti di personale specializzato e di attrezzature adeguate.

Finora lo Stato ebraico non ha mutato la sua politica, che nelle intenzioni di Tel Aviv dovrebbe colpire il consenso di Hamas, ma che di fatto sta rendendo sempre più dure le condizione della popolazione.

Eppure le denunce non mancano. “In base al diritto internazionale – sostiene Amnesty - a Israele è richiesto di garantire ai palestinesi di Gaza e Cisgiordania lo stesso livello di prestazioni mediche e trattamenti ospedalieri che vengono forniti ai cittadini israeliani. Il blocco di Gaza e il rifiuto di concedere ai pazienti il permesso di lasciare la Striscia di Gaza per accedere alle necessarie cure mediche, costituiscono una punizione collettiva in contrasto con il diritto umanitario internazionale”.

Allarme umanitario

La situazione a Gaza è anche peggiorata nell’ultima settimana, in seguito alla recrudescenza delle violenze tra militari israeliani e miliziani palestinesi lungo il confine della Striscia. Per rispondere agli attacchi, Israele ha deciso di imporre il blocco totale sulle importazioni di cibo e carburante (quest’ultimo parzialmente tolto in un secondo momento).

Di fronte a questo stato di cose, l’Agenzia Onu di sostegno ai profughi paelestinesi (Unrwa) ha avvertito che entro poche ore finiranno le scorte di farina, latte, carne e altri beni di prima necessità, e che quindi verrà interrotta la distribuzione di cibo di cui beneficiano circa 750mila persone, cioè la metà della popolazione di Gaza.

"La popolazione di Gaza diventa di giorno in giorno più frustrata e più disperata, ha dichiarato alla Bbc il responsabile dell’Unrwa Cristopher Gunness, secondo cui “far pressione sui rifugiati non è nell’interesse della pace”.
 
Per Israele ha parlato il portavoce del governo Mark Regev, sostenendo che tutto dipende dall’atteggiamento di Hamas, la formazione islamica che controlla la Striscia.


[c.m.m.]

 

Questo Articolo proviene da Osservatorio Iraq
http://www.osservatorioiraq.it

L'URL per questa storia è:
http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=6678

 

Link a questa pagina :

http://www.TerraSantaLibera.org/AssedioGaza-4bambiniaRischio.htm